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Stone Temple Pilots - Purple
( 5436 letture )
Che si desideri o meno, questo secondo capitolo targato Stone Temple Pilots, diventò la reale investitura consacrata della band, dopo il fantastico esordio di Core, avvenuto un paio di anni prima. L’album, pubblicato in uscita mondiale il 7 giugno 1994, bissò lo strafottente successo del precedente platter iper platinato (ben 8 dischi di quel prezioso materiale), debuttando addirittura al primo posto nella Billboard Hot 100 e conquistandosi posizioni fantasmagoriche anche in altre classifiche. Prodotto dal geniale Brendan O'Brien, che si diletta a suonare la tastiera nel brano Army Ants, questo lavoro d’ingegno musicale diventò un vero e proprio prodotto di consumo da parte del sistema discografico americano, una sorta di gallina dai dollaroni fruscianti da spennare nella maniera più veloce possibile; vennero così estratti caterve di singoli per veicolare al meglio l’intera release. Allora sotto con Big Empty (che diventerà poi parte della colonna sonora del famoso film Il Corvo), Interstate Love Song, Vasoline, Unglued e Pretty Penny: tutti pezzi, detto per inciso, molto validi, accattivanti ed estremamente adatti alla rotazione pesante su MTV.

Analizziamo però anche un altro aspetto oltre la commercialità. Il gruppo, dopo il fortunatissimo esordio milionario, venne messo in croce da certa stampa che lo definì, senza riserve, clone dei vari colossi iniziatici del filone grunge e mi riferisco ovviamente a Pearl Jam, Alice in Chains e Soundgarden. Ebbene, Scott Weiland e soci, in questo disco si imposero di smentire queste accuse non componendo solo song di pura ispirazione del genere, ma riscoprirono alcune loro origini californiane (sono di San Diego), unitamente ad una scrittura molto più variegata e con diversi sviluppi. La loro intenzione venne premiata dal pubblico che acquistò in massa, rendendo questo Purple ben sei volte di platino: un nuovo botto inusitato. Per smascherarsi dal grunge, Scott Weiland, buonissimo singer d’ispirazione hard rock impose la sua linea melodico-vocale e separò, quasi nettamente, la tracklist in due parti: similgrunge da classifica e tracce con sperimentazioni apprezzabili. Non so quanto sia stato deciso a tavolino dalla band o dalla label e non lo sapremo mai, ma l’insieme si sposa perfettamente pur avendo matrici non proprio comuni ed assimilabili di primo acchito. Chi pensa di trovare un prodotto amalgamato in un’unica direzione si sbaglia di grosso, anzi gli spunti più fluorescenti spruzzano fuori dai capitoli più strambi che non so quanti ascoltatori si attendevano.

Il primo singolo Vaseline, ad esempio, appare come un mirabile pezzo rock minimale, asciutto senza sfrangiamenti o sbrodolamenti che colpì al centro del cuore i gusti degli americani divenendo un top single, ma anche la particolare Big Empty che gode di partiture jazz-oriented mischiate ad un chorus di grande presa o ancora il folk di Pretty Penny e la prestazione vocale magistralmente condotta dal singer, e Army Ants che brilla di magnetismi a metà strada tra il funk e lo psichedelico. Insomma un deragliamento indovinatissimo, un fattore di sorpresa stra-positivo. Poi la strana Unglued che parte come una ninna nanna simil-natalizia e poi mena di brutto, ponendosi a metà tra lo sperimentalismo e il richiamo della foresta grungistica. Ovviamente non mancano le atmosfere che hanno reso celebre la band e allora ecco i duri up-tempo dell’accoppiata Still Remains e Meat Plow, la bellissima ballad Interstate Love Song che farà un bel botto in termini di vendite e la dura Lounge Fly che vede Paul Leary alla chitarra elettrica, pervasa da un flavour molto vicino ai Led Zep.

Purple è davvero un ottimo resoconto della band in quel preciso momento storico, che testimonia fedelmente la capacità di mettersi in gioco da parte dei ragazzi, però le emozioni a fior di pelle che ancor oggi mi provoca la carica adrenalinica di Plush, non l’ho più ritrovata nei dischi di questi Piloti del Tempio di Pietra.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
88.31 su 22 voti [ VOTA]
Screwface
Martedì 14 Aprile 2020, 15.34.51
12
Gruppo parecchio deriso e schifato all'epoca (perlomeno dalla critica), a volte gratuitamente, con questo disco hanno iniziato ad avere uno stile un po' più personale, anche se influenzato dai gruppi dell'epoca. Ottime praticamente tutte le canzoni, dopo di questo purtroppo mi ha convinto solamente il 4°.
Undertow
Venerdì 20 Ottobre 2017, 17.28.11
11
Per me meglio di Core, ma l'effetto citazione perenne resta inalterato. Semplicemente le singole tracce (a mio avvviso) sono di livello superiore. Interstate love song pezzone. Army ants sarebbe carina se non fosse così copia-PearlJam da risultare fastidiosa. L'Opener invece mi rimanda a quel capolavoro di Superunknown. Nel complesso un 78 se lo prende.
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 14.22.14
10
Mi ricordano pure troppo i Pearl Jam (Vasoline; Empty); i Nirvana (Unglued e Pretty Penny) e gli Alice in Chains (Meat Plow e Kitchenware & Candybars), ma quanto infilano Interstate Love Song centrano uno dei brani simbolo del periodo: un capolavoro. A mio avviso, derivativi, ma eccellenti. 80
S.V.
Martedì 23 Aprile 2013, 11.20.29
9
Per me dopo nn si son persi, basti pensare che hanno fatto almeno un altro discone, ovvero N.4, che qui in Europa hanno cagato in pochi ma che è ottimo.
BILLOROCK fci
Lunedì 22 Aprile 2013, 11.37.31
8
Mai piaciuti più di tanto, onestamente !!
P2K!
Domenica 21 Aprile 2013, 2.38.49
7
A mio avviso "Purple" sarebbe potuto essere un GRANDISSIMO album, degno successore del precedente "Core" se non fosse stato per un suono generale del disco meno pompato e meno heavy. Comunque in questo disco ci sono delle tracce STRATOSFERICHE ("Silvergun Superman", "Unglued", Meat Plow", "Big EMpty", "Loung Fly", "Army Ants") che con la produzione di Core avrebbero acquistato ulteriori punti in più...
Lizard
Sabato 20 Aprile 2013, 19.16.56
6
Condivido in pieno l'analisi di Frankiss. Ottimo disco, davvero valido e finalmente personale. Ma non so perché, resto affezionato a Core prima di tutto.
Metal3K
Sabato 20 Aprile 2013, 18.14.39
5
Quoto Undercover ed aggiungo che questo album è il mio preferito degli STP
Bloody Karma
Sabato 20 Aprile 2013, 16.28.42
4
ottimo disco, molto più personale e distaccato dal grunge di Core...cmq io non sottovaluterei anche il successivo...
Undercover
Sabato 20 Aprile 2013, 14.18.11
3
Bei tempi, tanti ricordi, ottima musica, gli Stone Temple Pilots di questo disco mi han fatto tanta compagnia.
M0RPHE01978
Sabato 20 Aprile 2013, 13.37.58
2
Grandissimo album e degno seguito di CORE, peccato che dopo si siano persi.
Sorath
Sabato 20 Aprile 2013, 9.03.48
1
In questo album c'è il singolone Interstate Love Song
INFORMAZIONI
1994
Atlantic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Meat Plow
2. Vasoline
3. Lounge Fly
4. Interstate Love Song
5. Still Remains
6. Pretty Penny
7. Silvergun Superman
8. Big Empty
9. Unglued
10. Army Ants
11. Kitchenware & Candybars
Line Up
Scott Weiland (Voce, Percussioni, Chitarra)
Dean DeLeo (Chitarra elettrica, Chitarra acustica, Percussioni, Batteria)
Robert DeLeo (Basso elettrico, Chitarra, Percussioni)
Eric Kretz (Batteria, Percussioni)
 
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