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Hurtful Witch - Spectra (Reissue)
( 2052 letture )
Siamo certi che la gran parte dei lettori troverà nuovo il nome degli Hurtful Witch, ma si tratta invece di un pezzo importante della storia del metal italiano che ora riemerge delle nebbie del tempo, per riproporre uno spaccato romantico ed aggressivo allo stesso tempo della situazione musicale di metà anni 80 nella nostra penisola. La band piemontese nasce con la fuoriuscita dai Jester Beast -altro nome importante- della cantante Roberta “Morgana” Delaude e del bassista Fabrizio Francese, per fondare una band più dedita ad atmosfere oscure. Prima di sciogliersi dopo circa un anno di attività e lasciare Morgana alla sua carriera solista, il gruppo incide un demo di tre pezzi intitolato Spectra, che ottiene un grande successo (più all’estero che in Italia) e diventa con gli anni oggetto di culto. Oggi quel demo è stato rimasterizzato e ristampato con copertina ridisegnata da Enzo “HeavyBone” Rizzi, in modo da renderne possibile l’ascolto in una forma leggermente più “masticabile”, anche se -come vedremo- la possibilità di farlo è giocoforza riservata a pochi fortunati. Il remastering dell’opera è stato condotto con una certa oculatezza, trattandosi però di materiale inciso su nastro in maniera non professionale nel lontano 1985, non è certo lecito attendersi una qualità del suono esaltante. A ben guardare poi, non solo non è lecito, ma non è nemmeno giusto, nel senso che stravolgere la resa acustica originale sarebbe stato non solamente oltremodo difficile data la qualità della fonte, ma eticamente errato in quanto avrebbe distrutto il senso dell’operazione di recupero non tanto delle singole tracce, ma anche e soprattutto del sapore dell’epoca da cui provengono. Suoni quindi accettabili nell’ottica della filosofia dell’operazione, ma tutto sommato anche in generale date le premesse. La proposta targata Hurtful Witch si basava su un heavy a tinte forti che univa la N.W.O.B.H.M, una spruzzata thrash ed un tocco gotico marcato, con un basso inusualmente presente di derivazione maideniana e dalle atmosfere dark accentuate, veicolate dalle interpretazioni forti della Delaude. La cantante mostra un approccio ancora acerbo alle linee vocali molto definite di Spectra (ricordiamo che all’epoca di queste incisioni aveva appena diciotto anni), molto “carico”, ma già peculiare ed in grado di mostrare le prerogative più importanti che l’avrebbero poi resa nota come cantante solista, dando così una ulteriore impronta caratteristica al demo.

Tre i pezzi contenuti in questo EP: si parte con We’re Fire, canzone a cavallo tra speed metal e N.W.O.B.H.M., legata bene dal lavoro del basso. Dopo una prima parte strumentale irrompe la voce forte di Morgana a caratterizzare un brano che presenta anche discreti soli di chitarra, particolare valido per tutta la breve tracklist. Segue Lost Angel, l’episodio migliore di Spectra se visto nell’ottica più tenebrosa del loro approccio musicale. Si tratta di un esercizio di oscurità introdotto da una lunga parte lenta e tetra che poi prosegue con basso e voce appoggiate dalla batteria e con le chitarre ad “accentare” il tutto; pezzo più adatto alla vocalità di Morgana che qui mostra maggiori sfumature. Si chiude con Behind My Eyes: intro di chitarra e canzone che poi si apre ad una cavalcata di ascendenze chiaramente maideniane valorizzata ancora dall’intepretazione di Morgana e da un break tipicamente made in Hurtful Witch che comprende la parte solistica, sempre sostenuta dal gran lavoro di un Fabrizio Francese posto a baricentro musicale degli Hurtful Witch.

Spectra esce esclusivamente su vinile bianco o nero ed in tiratura limitata a 250 copie numerate, rendendo pertanto difficile reperirlo sia per il dato prettamente numerico, che per la questione relativa al possesso di un apparecchio in grado di leggere il supporto. Se però vi capita a tiro fateci un pensiero, perché si tratta di una testimonianza relativa non solo alla breve carriera di una band underground importante e ad uno degli step della storia di Morgana, ma anche allo stato dell’arte del metal italiano esattamente a metà degli anni 80, un periodo in cui si incideva in maniera molto diversa da oggi, sia a causa della tecnica primitiva a disposizione, sia per l’approccio stesso alla registrazione ed alla composizione. Un mondo pressoché scomparso, da non mitizzare oltre il lecito, ma certamente da non dimenticare.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
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rik bay area thrash
Lunedì 25 Luglio 2016, 15.26.49
6
Hurtful witch nome storico della scena heavy torinese. È vero, è acerbo nel suo insieme ma genuino, realizzato con quello che passava il convento e cioe studi di registrazione dell'epoca, quindi diciami molto primitivi a livello di qualità di produzione. Tanto di cappello a una ragazza che sebbene molto giovane aveva una determinazione e una volontà non indifferenti. Considerando anche che era la singer di un gruppo heavy metal e siamo nel 1985 !!! Anche questa è storia ....
Hermann 60
Lunedì 25 Luglio 2016, 14.46.01
5
Il mitico 'Raven' non si smentisce, ha riesumato anche gli Hurtful witch e i Jester Beast se veramente un grande. Anche io ho il nasto dell'epoca che girava tra la Metal Militia di Torino, storico! Preferivo i J.Beast non mi perdevo un solo concerto che facevano a Torino e dintorni, anche se poi rimasi deluso dal loro disco d'esordio che sterzava troppo verso l'hardcore e rinnegava un po' il loro passato decisamente più Thrash & Speed.
Raven
Domenica 21 Aprile 2013, 19.17.28
4
Roberta ha già letto ed approvato
Alcibiade il Maialino
Domenica 21 Aprile 2013, 19.15.45
3
Idem come Luigi, sono in possesso del nastro ed ho preso anche la versione vinile. A Gallinaaa ma si puo' essere piu' indelicati e rivelare l' eta' di una donna.....ahahahahaha se ti legge Roberta ti uccide....bella recensione comunque.
Raven
Domenica 21 Aprile 2013, 18.23.56
2
Bisogna comunque fare i conti anche con la tiratura. Si potrebbe avere l'impianto ma non riuscire a procurarselo.
Luigi
Domenica 21 Aprile 2013, 18.20.56
1
Comprai all'epoca il demo, oggi ne ho presa l'edizione vinilica. Pezzo da culto assoluto e opera precipua per il metal italiano: la voce femminile. Ci vorranno decenni perchè le donne vocalist abbiano accesso abituale al ruolo e che addirittura diventino una moda. Opera con tante idee ed originale, thrash a tinte oscure. Chi non ha un giradischi e un impianto stereofonico degno di tal nome non ama la musica, inutille stare a girarci intorno. Se c'è qualcosa che oggi sopravvive allo sbafio interattivo e tiene alto l'amore per la musica ed il piccolo mercato che vi ruota attorno è proprio il vinile: imperdibile!
INFORMAZIONI
2013
Andromeda Relix
Heavy
Tracklist
1. We’re Fire
2. Lost Angel
3. Behind My Eyes
Line Up
Roberta “Morgana” Delaude (Voce)
Claudio Bauducco (Chitarra solista)
Giancarlo “Zimbi” Eusebio (Chitarra)
Fabrizio Francese (Basso)
Max Careddu (Batteria)
 
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