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Ephel Duath - Pain Necessary To Know
( 4150 letture )
"La pazzia ha assunto un ruolo predominante nel mondo dell'arte. Non tanto la malattia mentale in sé, quanto uno stato di cose che lega l'artista all'immaginario di pazzo, irrazionale, non-normale, non-comune"

L'irrazionale prende vita e si ricrea. Follia…struggente baratro in grado di far convivere piu' menti, degne o indegne che siano…la follia va vissuta e ognuno la vive a modo suo. Secondo gli italianissimi Ephel Duath, ad esempio, e' strettamente legata al rapporto fra il crepuscolo "minimale" del metal estremo ed elevate alterazioni dissonanti post-jazz. Pain necessary to know e' l'opera definitiva del combo nostrano ( e vantiamoci, ogni tanto…). Un concentrato di follia a tratti inpercettibile, fusioni radioattive, stacchi jazz e metal del piu' serrato. Avete capito bene. Un John Zorn che gioca con il black metal industriale, limite visivo di icone come gli Anaal Nathrakh di Domine Non Es Dignus e Aborym. Uno screaming che tanto screaming non e'. Fusione di voci schizzatissime e bollenti, laceranti e morenti nello spazio\tempo piu' oscuro e tedioso. Il sound e' corrotto e agonizzante. Si passa dal black piu' crudo a sterzate acid jazz (qualcosa potrebbe ricordare il nuovo Cryptospy, Once was not). Pazzia, genio, quella sottile linea rossa che vive e cresce nel mezzo e decide se l'alterazione riscontrata e' al di fuori delle possibilita' dell'orecchio umano. Noise e melodia estrema, ma anche crudelta’ sonora e pericoloso equilibrio. Di certo non sara' un album apprezzato da tutti. Anzi, la maggior parte storcera' non poco il naso di fronte a questa creazione insolita, un roccioso "ginepraio" musicale. Un mix che, dopo molti ascolti, sapra' pero' dare i frutti richiesti. Perche' le dissonanze isteriche non visibili, vengono, a poco a poco, rese note all'occhio umano senza piu' nebbia o offuscamenti. La capacita' di gestione del pezzo e' davvero soprendente. Nessuna distrazione, alchimie sonore dalla resa perfetta, un evidente superamento stilistico di The Painter's Palette, che gia' aveva stupito per lesioni definitive al cervello. Stacchi acustici vicini al puro delirio si alternano ad atmosfere rarefatte (giunte ormai al limite quasi irritante, del virtuoso). Insomma, un universo ramificato su alienazioni d'ogni genere e forma. Non ci credete? Il chitarrista Davide Tiso, autore di musiche e testi, ha una forte radice black metal, il batterista Davide Piovesan (attualmente sostituito in sede live dall’ex-Infernal Poetry, Andrea Rabui) ha avuto importanti esperienze jazz e funky e Fabio Fecchio è un bassista jazz. Il vocalist Luciano Lorusso, tanto per gradire, è invece un cantante post-hardcore. Chiaro il quadro? Diciamo quindi addio a strofe, riffs che rimangono inchiodati in testa e ritornelli. Chirurgico ed anarchico nella sua essenza, Pain necessary to know sprigiona la propria anima con l’opener New Disorder. Aggressione estrema e chiara. Un vuoto cosmico pronto a riempirsi di malsano e acidissimo black sperimentale. Vector, Third Movement urla e ritira la voce. L’ansia che traspara dall’ugula corrotta di Luciano Lorusso preme e chiede spazio fra le sofisticate linee sonore. Few Stars, No Refrain And A Cigarette e’ un refrain isterico strumentale, irto di sentieri tortuosi e sperimentali. Esplosioni alla Naked City si materializzano su Cristalline Whirl, pezzo stoppato ed esplosivo, i Dillinger Escape Plan che giocano con dissonanze di jazz estremo. Un isterico Luciano Lorusso scorda la propria ugula in favore di un brutale black. I killed Rebecca ricorda gli incredibili Mr Bungle di Mike Patton, mentre Vector, Second Movement (che segue la stralunata Vector) e’ rumoroso silenzio, anch’esso strumentale e solitario. Solitudine che serve ad Imploding per rendersi fin troppo sprezzante e lucente. Metal, pulsazioni elettriche e tanto disarmonia ragionata. Se per voi la pazzia vive nel loro malsano crepuscolo, allora fatelo vostro e assorbitelo.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
73.22 su 84 voti [ VOTA]
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 0.47.39
4
Grande band italiana di avantguarde metal.disco fantastico!
Electric Warrior
Sabato 19 Settembre 2009, 20.19.38
3
Grandissimo capolavoro
ilsegugio
Mercoledì 11 Gennaio 2006, 2.49.28
2
grande band.
AlexSkolnick
Martedì 10 Gennaio 2006, 16.38.52
1
Secondo me inferiore al precedente capolavoro. Si sono spinti ancora oltre e ciò non è un necessariamente un male. Ma la destrutturazione delle canzoni rende l'ascolto troppo difficile e diomogeneo. Alla fine del disco si rischia di non ricordare una singola successione di note e questo è per me un grosso limite. Geniali sì, ma non devono dimenticarsi che cos'è la musica.
INFORMAZIONI
2005
Earache
Inclassificabile
Tracklist
Luciano Lorusso George - vocals
Fabio Fecchio - bass
Davide Tiso - guitars
Riccardo Pasini - synths
Davide Piovesan – drums
Line Up
1. New Disorder
2. Vector, Third Movement
3. Pleonasm
4. Few Stars, No Refrain And A Cigarette
5. Cristalline Whirl
6. I Killed Rebecca
7. Vector
8. Vector, Second Movement
9. Imploding

www.ephelduath.net
 
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