Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Trivium
In the Court of the Dragon
Demo

Slowpoke
Slowpoke
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/10/21
VADER
Blitzkrieg in Texas: Live 2005

22/10/21
FERAL SEASON
Rotting Body in the Range of Light

22/10/21
PHANTOM FIRE
The Bust of Beelzebub

22/10/21
NECROFIER
Prophecies of Eternal Darkness

22/10/21
DREAM THEATER
A View from the Top of the World

22/10/21
CRADLE OF FILTH
Existence is Futile

22/10/21
MASSACRE
Resurgence

22/10/21
COGNOS
Cognos

22/10/21
SIXX A.M.
Hits

22/10/21
DRACONICON
Dark Side of Magic

CONCERTI

21/10/21
H.E.A.T
LEGEND CLUB - MILANO

22/10/21
FULCI + HELSLAVE
DEFRAG - ROMA

22/10/21
WIEGEDOOD + PORTRAYAL OF GUILT
BLOOM - MEZZAGO (MB)

22/10/21
ANGEL MARTYR + HUMAN DECAY + SINISTER GHOST + COTARD SYNDROME
VEGAS - VIAREGGIO (LU)

23/10/21
HYPERION (ITA) + GENGIS KHAN
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

23/10/21
FULCI + CRAWLING CHAOS
CIRCOLO DEV - BOLOGNA

24/10/21
TOTAL RECALL + FULCI + RISE ABOVE DEAD
LEGEND CLUB - MILANO

29/10/21
LABYRINTH
DRUSO - RANICA (BG)

04/11/21
MICHAEL SCHENKER GROUP
AUDIODROME LIVE CLUB - MONCALIERI (TO)

05/11/21
DISTRUZIONE + NEID + NECROFILI
TRAFFIC LIVE - ROMA

Paris - Only One Life
( 1905 letture )
Nomi stimati e apprezzabili in questo disco dei francesi Paris. Ma bastano le pseudo-celebrità per assemblare un disco a cinque stelle? Il genere è un AOR europeo, che si contraddistingue da quello americano, spesso, per la durezza dei suoni e alcune cementificazioni melodiche. In Only One Life troviamo Anna Portalupi (Lionville, Hardline), Alessandro Mori (Mitch Malloy, Lionville), Robert Säll (Work Of Art / W.E.T) e Steve Newman (Newman, Big Life), inoltre, la produzione è stata affidata ad Alessandro Del Vecchio, già al lavoro con Lionville e Hardline. I francesi non sono certamente sangue vivo nel panorama hard/AOR, ma i Paris provano ad imporre la loro legge, all’interno della scia del rock adulterato e maturo che ha negli States la madre patria.

Fondati dagli amici di lungo corso, Frederic Dechavanne e Sebastien Montet, che si conoscono dalla metà dei dorati anni ‘80, crescendo nel mito di Bon Jovi e Def Leppard, i Paris vedono i loro natali dopo numerose esperienze perpetrate in giro per l’Europa dal duetto sopracitato. Va detto subito, la coppia di musicisti non brilla particolarmente e non fa scattare la molla dell’affezione. Nel genere bastano pochi ascolti, per chi ne mastica ampiamente, per farsi catturare dalle arie monumentali di certe band, le soluzioni luminose, le melodie, gli arrangiamenti supremi, i ritornelli, il talento nello scrivere e comporre; qui purtroppo non c’è nulla che vi farà rimanere incantati. Brutto da dire ma il concetto appare assai realistico. I primi due pezzi del lotto non suscitano nulla, “neither fish or flesh” direbbero gli anglosassoni, non brillano né per originalità ne per appeal e bisogna attendere South of Love per rinvenire spunti interessanti, mentre la seguente Every Time You Walk Away non schizza male fuori dagli speaker, ma poi diventa noiosa. Cosa da evitare fortemente in un disco di AOR, come in qualsiasi altro genere. Buone le armonie vocali di America, track coinvolgente e con un ritmo baldanzoso e un solo guitar pregevole, Longer Than I Care To Remember risulta il brano migliore dell’album, ben calibrato, cori alla Def Leppard e dinamiche mature che rialzano fortemente la media. I Paris qui dimostrano di saperci fare, ma reggerà l’alchimia per il resto del platter? Scopriamolo subito. Le seguenti The Clock e On Fire sono impalpabili e non restituiscono feeling e sensazioni emotive, ci vedo solo puro mestiere, When The Lights Fade Away acquerella una buona base ritmica hard rock patinata sullo stile di Hysteria di Leppardiana memoria, ma il ritornello non incide per nulla e vola direttamente nel dimenticatoio passando per il via. Handle With Care possiede buone melodie e qualche scatto di reni in avanti, e dico meno male, e si termina con la poco originale The Time Still To Come.

Sinceramente mi attendevo notevolmente di più da questo disco che appare insufficiente per attirare orde di nuovi fans e lascia più volte interdetti, detto per inteso i grandiosi e nostrani Lionville si succhiano a mo’ di ostrica questi parigini, senza se e senza ma. La domanda in testa alla recensione trova risposta inequivocabile: non bastano nomi importanti per assemblare un buon disco, ci vogliono le idee. Adieu grandeur Francaise.



VOTO RECENSORE
57
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
mickey ratt
Sabato 4 Maggio 2013, 0.27.36
2
invece di recensire sti Paris, aspettiamo una bella rece degli harem Scarem!!!
Akaah
Venerdì 3 Maggio 2013, 21.08.00
1
Concordo con la recensione e aggiungo: bello il loro "liberamente ispirato" a quello dei Pain di Tägtgren
INFORMAZIONI
2013
Avenue of Allies
AOR
Tracklist
1. Dancing on the Edge
2. What Should We Be Saying
3. South of Love
4. Every Time You Walk Away
5. America
6. Longer than I Care to Remember
7. The Clock
8. On Fire
9. When The Lights Fade Away
10. Handle With Care
11. The Time Still to Come
Line Up
Frédéric Dechavanne (Voce, Tastiere, Cori)
Sébastien Montet (Chitarra)

Musicisti Ospiti
Anna Portalupi (Basso)
Alessandro Mori (Batteria)
Robert Sall (Chitarra)
Steve Newman (Cori)
Alessandro Del Vecchio (Cori, Produzione)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]