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Riul Doamnei - A Christmas Carol
( 2178 letture )
A breve distanza dal full Fatima, capitolo conclusivo della trilogia liturgica, i veronesi Riul Doamnei tornano a farsi sentire con l'EP A Christmas Carol, tributo ispirato alla celeberrima opera di Charles Dickens.
L'opera è costituita da una sola lunga traccia, per trentasei minuti totali di riproduzione, ma all'interno della quale si possono distinguere undici diverse sezioni ripartite secondo la tradizionale suddivisione della storia, scorrendo tra passaggi strumentali e brani veri e propri, in cui sono rappresentate le avventure del vecchio Scrooge alle prese con il fantasma dell'ex socio Marley ed i tre Spiriti Natalizi.

La proposta del quintetto scaligero è coerente con quanto sentito nell'ultimo full length: un black sinfonico appesantito da venature death, influenza riconoscibile specie per quanto riguarda le asce, trademark oramai riconoscibile e sempre meno debitore nei confronti dei big del settore. Tuttavia, l'approccio tipicamente da full length è stato accantonato a favore di un lavoro più simile a quello di una colonna sonora di un film: temi che ritornano, rumori che aiutano ad immedesimarsi nella narrazione, dialoghi e monologhi del protagonista contribuiscono a trasformare il concept in un vero e proprio viaggio nei panni di Ebenezer Scrooge.
Si comincia con una coppia di versi di Dickens: Marley was dead: to begin. Marley was as dead as a door-nail.” che introducono brevemente nello spirito della storia, fino all'apparizione del fantasma dell'ex socio del protagonista. Un trascinarsi di catene e passi grevi fa da preludio al primo capitolo, dominato dallo stupore ed il timore reverenziale del protagonista. La sezione ritmica è in grande spolvero e le linee di tastiera di Giorgio ricreano paesaggi fuligginosi dell'Inghilterra vittoriana: la miseria del popolo contrapposta al benessere della classe governante, l'ipocrisia di condannare il lavoro minorile e la prostituzione dilagante, a cui la stessa aristocrazia aveva condannato i ceti più poveri.
Un breve passaggio di valzer e il fuoco della scena si sposta su una vigilia della gioventù di Scrooge, quando ancora festeggiava il natale ed aveva una fidanzata. La partecipazione speciale di Cadaveria in Once upon Loss, Regret and Broken Promises, nel ruolo di Bella, riesce a rendere ancor più drammatica la scena dell'addio tra i due fidanzati, offrendo una performance sinistra e più che mai azzeccata al contesto. Un combattuto Scrooge chiede allo spirito di essere lasciato in pace, finché non sarà costretto ad osservare la famiglia che non ha mai avuto. In questa occasione la colonna sonora si fa toccante e solenne, facendo dolcemente breccia nell'ascoltatore così come il dubbio si è insinuato nel cuore del protagonista.
La comparsa del secondo spirito porta con sé uno dei temi più riusciti dell'intero album, che verrà riproposto a più riprese. Sinuoso e cadenzato, pungente come la corona sul capo del fantasma del natale presente, intriso di calore e groove, il terzo capitolo della storia è esagerato e volutamente grottesco come lo spirito di cui narra, facendosi cupo e ritmato alla comparsa del piccolo Tim. Qui ritmica ed orchestra creano un botta e risposta che prelude alla predizione sul futuro del ragazzino.
La sinistra apparizione finale dei due bambini denutriti, Ignoranza e Miseria, conclude con solenne austerità il secondo capitolo, lasciando il vecchio protagonista a riflettere sulle sue parole pronunciate contro il popolo stremato dell'Inghilterra vittoriana, mentre una campana suona in lontananza.
Al dodicesimo rintocco appare l'ultima e fatale figura, lo Spirito del Natale Futuro. Le ombre si allungano, avvolgendo ogni cosa, al suono dei ritmi cadenzati di Federico e soci, i tratti delle composizioni diventano funerei e massicci, scanditi dal lavoro alla sei corde di Maurizio. Plettrate serrate e tappeti di doppia cassa simulano l'arrivo di un carro che corre all'impazzata, l'inarrestabile traghetto della morte.
Un breve assolo e poi una lugubre litania di pianoforte accompagna la scoperta del proprio cadavere, lasciando spazio ad un coro che inneggia alla potenza mietitrice del terzo spirito:

Oh cold, cold, rigid, dreadful Death set up thine altar here
And dress it with such terrors as thou hast at thy command
For this is thy dominion
It is not that the hand is heavy and will fall down when released?
It is not that the heart and pulse are still? Strike, Shadow, strike
And see his good deeds springing from the wound
To sow the world with life immortal


La redenzione è ormai compiuta, Scrooge è messo di fronte alle conseguenze prodotte dal suo comportamento, la scoperta del proprio nome sulla lapide non è che un mero convincimento di quanto già aveva realizzato nella propria testa. Solo la certezza che la strada tracciata da un uomo può essere deviata se egli muta il comportamento gli permette di restare lucido e fare tesoro dell'esperienza infernale appena avuta.
L'aspetto più interessante A Christmas Carol è la coesione: l'ascolto è fluido e tende a mettere poco in luce l'operato del singolo musicista, a dispetto del riuscito lavoro d'insieme. Si potrebbero fare delle considerazioni tecniche, a questo punto superflue dato che la perizia è asservita al conseguimento del risultato, niente di quanto è suonato dai Riul Doamnei è fine a se stesso per non inficiare lo scorrimento della narrazione. L'intera band si trasforma nell'orchestra decadente che suona una colonna sonora per accompagnare il racconto di Federico.

A Christmas Carol è un'opera inusuale ed ispirata, in grado di restituire il grigio squallore dell'opera originale di Dickens a distanza di quasi due secoli. Forse un po' di teatralità ed interpretazione in più (specialmente dal punto di vista vocale) avrebbero giovato ulteriormente alla riproposizione, tuttavia non si può dire che i Riul Doamnei abbiano sbagliato il tiro con questo EP, confezionando un lavoro interessante e ben studiato.
Questo tipo di operazioni, che dimostrano l'interesse dell'ambiente metal verso la cultura e la volontà di mantenere vivi dei pezzi della storia umana, col passare del tempo cominciano a diventare sempre più frequenti e curate.
Non c'è dubbio: se il quintetto decidesse di procedere su un sentiero di questo tipo, raggiungerebbe un'originalità da premiare, dimostrando che il metal estremo ha ancora molto da dare al pubblico.
Un ulteriore punto a favore di A Christmas Carol: l'EP è scaricabile gratuitamente (e legalmente!) dal sito della band o visionabile su YouTube con tanto di animazioni e liriche, non ci sono ragioni per lasciarselo scappare.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
32.96 su 291 voti [ VOTA]
ivan
Mercoledì 27 Aprile 2016, 8.59.27
2
grandi!
firestarter
Giovedì 16 Maggio 2013, 16.57.35
1
capolavoro!!!
INFORMAZIONI
2013
Autoprodotto
Black
Tracklist
1. A Christmas Carol
Line Up
Federico D.B. (voce, chitarra)
Maurizio S. (chitarra)
Fabrizio T. (basso)
Giorgio M. (tastiere)
Luca L. (batteria)

Guest
Cadaveria (voce)
 
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