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Aethernaeum - Wanderungen durch den Daemmerwald
( 1310 letture )
Direttamente da Berlino arrivano gli Aethernaeum, nuova creatura di Alexander Paul Blake nata dalle ceneri del suo progetto solista e omonimo. I tratti caratteristici di questa nuova entità richiamano un po’ all’immagine del poeta connazionale J. W. von Goethe, non a caso l’ambientazione generale è continuamente pervasa da un alto tasso di spiritualità e da continui echi naturalistici e poetici, senza ovviamente dimenticare il carattere romantico (nel senso letterario del termine) delle liriche. Dal punto di vista musicale questi aspetti si sposano alla perfezione con il sound proposto dal combo tedesco: il black metal a tinte folkloristiche degli Aethernaeum si dimostra infatti adeguato per trasmettere determinate emozioni e stati d’animo, grazie a delle strutture compositive particolarmente dilatate e picchi sonori quasi eterei e dal forte carattere sognante. In poche parole, durante tutto lo scorrere dell’album, i Nostri mettono in luce tutte le loro influenze (Agalloch, Dornenreich e Empyrium in primis) senza però impressionare l’ascoltatore proponendogli qualcosa di fortemente personale e che non sappia di già sentito.

Al giorno d’oggi comunque tenderei a chiudere un occhio sulla scarsa personalità della band, dato che all’interno di dischi strutturati in un certo modo è (quasi) impossibile non notare tanti elementi presi in prestito da nomi più importanti e affermati. Il vero problema di Wanderungen durch den Daemmerwald consiste nel fatto che al termine dei sessanta minuti di musica non mi viene assolutamente voglia di reintrodurmi tra gli scenari di questo disco. Con ciò non voglio dire che le canzoni siano brutte o fatte male, anzi, tutto è molto ben suonato e discretamente prodotto, ma ogni brano tende a ripetersi al proprio interno finendo così per perdere ogni capacità attrattiva ed emotiva. Prendiamo per esempio il secondo pezzo intitolato Waldaura: al suo interno è chiaro come gli Aethernaeum tentino di vivacizzare il tutto accostando momenti molto lenti ad altri totalmente travolti dai blast beats, ma purtroppo l’effetto “ripetitività” compare quasi subito rendendo la traccia particolarmente pesante e noiosa; a parte questo è possibile notare come i riff melodici siano decisamente ben fatti e dotati di un buon tiro, dunque una scelta ponderata sarebbe stata sicuramente quella di diminuire il minutaggio rendendo il brano più fresco e immediato. Sempre rimanendo legati al discorso del “è bello, ma non mi convince”, possiamo prendere il trittico Totenlichter, Zur Mittwinternacht e Deva, ovvero una canzone e due intermezzi molto delicati che spezzano completamente il ritmo delle prime due tracce. Anche in questo frangente l’atmosfera che si viene a creare è convincente, lo scream sussurrato dona il giusto effetto e le influenze metal compaiono al momento opportuno, ma nel complesso i Nostri tendono troppo palesemente a ripetersi (inoltre due-tre minuti in meno sarebbero stati utili per chiunque). In seguito abbiamo le tre canzoni che chiudono il disco: Das Hügelvolk, Tanz der Sturmgeister e Sonnentor. Come in precedenza ci imbattiamo in una serie di sonorità ottime e senza dubbio azzeccate, come nel caso di Das Hügelvolk dove le due anime degli Aethernaeum (folkloristica e estrema) duettano con buoni risultati, ma purtroppo i Nostri continuano a non riuscire ad affondare il colpo e anche questi momenti apparentemente ben fatti diventano innocui e alla lunga stancanti. Attraverso Sonnentor abbiamo un po’ lo specchio di tutto l’album: piacevole l’introduzione formata da violino e violoncello, altrettanto di valore gli spunti derivanti dal black metal, ma in un attimo questi tendono a diventare ripetitivi, mentre le fasi corali maschili e femminili e le sonorità folkloristiche sembrano avere vita propria, non riuscendo in alcun modo ad amalgamarsi a tutto il resto.

Al termine di Wanderungen durch den Daemmerwald provo un po’ di rammarico perché gli Aethernaeum possiedono tutte le carte in regola per produrre un ottimo album, purtroppo queste idee tendono a smarrirsi nel corso del disco e a diventare solo una massa confusionaria incapace di concludere qualcosa di veramente significativo. Innanzitutto se si vuole basare il proprio sound su lunghe e complicate composizioni è opportuno che queste siano ben articolate e strutturate in maniera tale da non rendere l’ascolto pesante e noioso; oltre a questo le canzoni mancano anche sotto il profilo dell’incisività, a parte qualche passaggio particolare il disco scorre piatto e senza lasciare grandi ricordi nella mente dell’ascoltatore. In sostanza ci troviamo comunque di fronte ad una band da seguire perché in futuro potrebbe produrre qualcosa di veramente buono, ma attualmente non gode di quel piglio necessario per ambire ad una piena sufficienza.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Giovedì 16 Maggio 2013, 10.54.56
4
Voilà, ecco un'altra recensione dove di dice bene e non-bene allo stesso tempo, cercando di sminuire un album che io invece ho trovato ottimo ed emozionante. Naturalmente il filone è portato avanti anche da altre band (la scena Inglese, per esempio) ma questo non vuol dire che gli Aethernaeum non possano proporre le loro canzoni. E' un punto negativo? Poi, i pezzi sono con "riff melodici siano decisamente ben fatti" ma ripetitivi e "una serie di sonorità ottime e senza dubbio azzeccate" sono però affossate dal fatto che "i Nostri continuano a non riuscire ad affondare il colpo". Probabilmente, per il recensore era meglio se i riff e le sonorità erano mal fatti e brutti ma non ripetitivi e i Nostri avessero "affondato il colpo" che musicalmente parlando non so cosa voglia dire... Diciamo che l'album al recensore è piaciuto ma vuole convincersi e convincerci che non raggiunge la piena sufficienza. Forse era meglio se avesse fatto fare la recensione a qualcun'altro. Au revoir.
il vichingo
Mercoledì 15 Maggio 2013, 16.47.38
3
Il suo progetto solista era davvero interessante, ho anche comprato Die Ruckkehr dato che meritava parecchio e, visti i risultati, forse era meglio continuare su quella strada.
Arvssynd
Mercoledì 15 Maggio 2013, 16.36.55
2
Eh già... adesso non so se crei un altro progetto sullo stile del precedente, però intanto quello solista è diventato questa qua
Ahti
Mercoledì 15 Maggio 2013, 16.32.52
1
Ma ha davvero chiuso il suo ottimo progetto solista? J.
INFORMAZIONI
2013
Einheit Produktionen
Folk/Black
Tracklist
1. Auf den Nebelfeldern
2. Waldaura
3. Totenlichter (Interlude)
4. Zur Mittwinternacht
5. Deva (Interlude)
6. Das Hügelvolk
7. Tanz der Sturmgeister
8. Sonnentor
9. Abgesang (Epilog)
Line Up
Alexander Paul Blake (voce, chitarra, basso, tastiera)
Motte (chitarra)
Marco Eckstein (chitarra)
Markus Freitag (violoncello)
Hendrik Wodynski (batteria)

Musicisti Ospiti:
Finna Björnsdottir (voce)
Aline Deinert (violino)
Zeus X. Machina (batteria)
 
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