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In the Woods... - Omnio
( 6015 letture )
PREMESSA
Questa recensione non ha senso e nel suo non averne è comunque un motivo di orgoglio per ogni redattore che si rispetti. Non ha senso perché certe opere non hanno bisogno di parole, segni d’interpunzione e grammatica assortita; certe opere necessitano di altro trattamento. Hanno bisogno di insinuarsi nella mente degli appassionati ed essere ricordate per quello che sono: pietre miliari anche se non di comprovato valore storico. Parliamo di musica e in fin dei conti quello che importa non sono le vendite né le folle oceaniche ai concerti; conta l’emozione, il brivido, la lacrima che scorre copiosa sulla tua guancia a ricordarti che sei vivo anche se stai ascoltando un sogno. Omnio è questo, niente di più, niente di meno. Di recente è scomparso Oddvar A M a causa di un arresto cardiaco; assumendomene la responsabilità, sento di dovergli dedicare questo scritto, ringraziandolo per la grande musica che ci ha lasciato. Riposa in pace.

OMNIO
Nel 1992 il buon Tchort si unì agli Emperor e, dalle ceneri dei Green Carnation, nacquero gli In The Woods…: esordirono con un demo (Isle Of Men) seguito a distanza da Heart Of The Ages, il primo full length. Quest’ultimo era un conglomerato di influenze black, folk, ambient, doom ed altre amenità; Omnio si colloca appena dopo e, se già la band era acclamata, qui si supera. Omnio è un disco ostico, tremendamente ostico; è un’opera ermetica ed eclettica prodotta da una band a cui le proprie radici stavano strette. Si perdono qui le tracce del black metal e della musica estrema a favore di psichedelia ed excursus settantiani di fattura eccellente. Il disco offre quattro pezzi e una suite che raggiunge i venticinque minuti di durata, ma "chissenefrega". Quando premete il tasto play, cose come questa non hanno più senso di esistere e si viene catapultati in un’altra dimensione: un posto in cui fanno capolino pure e semplici emozioni catalizzate in mille sfaccettature. Omnio si lascia conoscere solo a chi veramente lo desidera e, nel momento in cui si apre la porta, l’apoteosi è praticamente totale. Non c’è niente fuori posto, dalla produzione al songwriting, dalle melodie a qualsiasi altra cosa sia suonata in questo dischetto ottico, che merita di stare in ogni collezione di ogni appassionato di musica che si rispetti. Se partiamo dal presupposto che il prog è un concetto, non un’idea, qui concettualmente siamo tra i massimi storici e a livelli di profondità emozionale stratosferici.

La recensione potrebbe (e dovrebbe) finire qua perché già tutto è stato detto; non siete convinti? Ebbene, 299.796 Km/s è iniziata da archi malinconici, suadenti, il tutto si distorce con un incedere lento e sognante. Le voci di Jan e Synne si sovrappongono e si rincorrono, cosa che avverrà per tutta la durata del disco; presto si accelererà, giusto il tempo di percepire un assestamento, poi il botto. L’intermezzo è pura musica classica, da urlo, lacrime copiose e basta; impossibile restare indifferenti davanti a ciò che ha la capacità di ammaliare e pietrificare. La ripartenza successiva in semi-acustico vede i cantanti come mattatori assoluti in un tripudio di emozioni difficili da gestire e da metabolizzare: la mente cerca di rincorrerle mentre è il cuore a percepirle. Si procede in questo stato d’animo per tutti i quindici minuti del pezzo, di cui è inutile dire che non ha cedimenti e neanche difetti; il finale è semplicemente strepitoso in tutti i suoi echi di psichedelia e ipnotismo. Quelle poche note armonizzate probabilmente ve le sognerete di notte e al vostro risveglio desidererete solo tornare a sognare ancora.
Il comparto vocale di Omnio è basato su clean vocal per tutta la sua interezza, del resto in verità non se ne sente neanche il bisogno: non si sente il bisogno di tecnica, orpelli, estremismi, ecc..
I Am Your Flesh si presenta in maniera aggressiva, distorta e ritmata: è apparentemente un pezzo più metal e rozzo, impressione che dura solo due minuti. La canzone cambia umore prestissimo e sfocia in puro prog lasciando basiti, increduli e totalmente alla mercé dei musicisti norvegesi in totale stato di grazia. Difficile segnalare momenti in particolare o particolari passaggi; questa è un’esperienza che va vissuta, assaporata e metabolizzata in prima persona, vie prosaiche di apprendimento risultano vacue e innaturali.
Kairos è una perla totale: inizia con una chitarra effettata in solitaria, quasi allegra e scanzonata, per sfociare poi in un incedere doom e lasciare totalmente spazio a Synne. Le sue linee vocali qui rasentano la perfezione assieme a tutto il comparto melodico sottostante: tre minuti e trentaquattro secondi di pura meraviglia sonora. Ha l’unico difetto di interrompersi in maniera piuttosto brusca ma, più che di un difetto, parliamo solamente di un inutile dettaglio.
Weeping Willow è un altro pezzo che non ha di certo bisogno di essere descritto: psichedelia, melodie eteree, cambi di umore repentini e una stratificazione emozionale di rara, rarissima bellezza. Omnio è un disco semplicissimo da suonare, almeno a livello chitarristico; provate voi però a suonare l’essenziale in questa maniera e a trasmettere queste emozioni in questo modo: impossibile. Quasi al minuto sette è l’ennesimo tripudio: riff martellante e altra matrice progressiva in grado di catapultare l’ascoltatore dove vuole lei, non lascia scampo e la pelle d’oca è presto servita. Il resto sono sempre e solo futili dettagli.
La titletrack è una lunga suite (quasi venticinque minuti di durata) divisa in tre movimenti in cui succede di tutto e di più: è un po’ il sunto e il parossismo totale di ciò che avete ascoltato finora. Meglio rimanere nella corretta idea di non addentrarsi fino in fondo in meandri tecnici, esplicativi e probabilmente disturbanti una fruizione che dovrebbe essere intima e solitaria.

Omnio è un viaggio che deve essere intrapreso la notte, in totale solitudine e introspezione; è un quadro di puro puntinismo, in cui ogni punto è un piccolo microcosmo da scoprire e portare con voi stessi nei più reconditi meandri dell’anima. Qui non stiamo parlando di un disco, stiamo parlando di grande, grandissima, immensa musica; non possedere tutto ciò sarebbe probabilmente un crimine verso voi stessi e i vostri sensi. Ovvio, Omnio può piacere come non piacere, non è affatto semplice da assimilare, ma certi picchi vengono raggiunti poche volte nella vita; alcuni musicisti non ci arrivano neanche mezza volta con tutto l’impegno e la dedizione possibili. In certi rari casi subentrano altre vibrazioni, alcuni lo chiamano talento, alcuni fortuna, alcuni semplicemente il saper sentire e trasmettere al massimo ciò che si sta suonando.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
94.34 su 52 voti [ VOTA]
giulio70
Mercoledì 11 Dicembre 2019, 18.25.10
21
disco bellissimo,emozionante. 98
Macca
Lunedì 22 Gennaio 2018, 15.01.42
20
Dopo mesi di esplorazioni posso dire che si tratta di un lavoro davvero stupendo. Da recuperare e mettere sul piatto con parsimonia, quando si ha il giusto mood, per godere appieno di tutte le sue sfaccettature. Veramente bellissimo. Voto 90
Macca
Martedì 23 Febbraio 2016, 10.07.15
19
Arrivato il vinile la settimana scorsa: ascoltato un giorno intero, ma non sono riuscito a dedicarmici come avrei voluto e non l'ho ancora capito. Ripasserò.
Fero
Martedì 9 Settembre 2014, 1.45.40
18
Gemma per pochissimi, e tale deve rimanere
Nikolas
Mercoledì 29 Maggio 2013, 22.46.20
17
Beh effettivamente il cantante non è un mostro di tecnica eh, però su un disco simile la cosa non mi è mai pesata per nulla. Nel live lo noto di più
Galilee
Mercoledì 29 Maggio 2013, 18.16.55
16
Ho heart of the ages che considero un capolavoro. Questo ai tempi lo scartai perché avevano accantonato il cantato estremo dell'esordio per virare su lidi molto più puliti e melodici. Sono sempre stato per un mix tra le due cose. Anyway, il cantato mi sembrava un po' forzato e non troppo intonato. Parlo di parecchi anni fa, quindi dovrei riascoltarlo.
Fotturion
Mercoledì 29 Maggio 2013, 11.51.27
15
Assolutamente un capolavoro! ha un'anima molto doom con venature psichedeliche, progressive, black, dark e gothic, ma non può essere accostato a nessuno di questi generi.. semplicemente qualcosa di unico e irripetibile, un'opera d'arte di tristezza e malinconia! voto massimo.
Luca
Lunedì 27 Maggio 2013, 11.34.41
14
Disco emozionante!
davide
Lunedì 27 Maggio 2013, 8.32.32
13
bel gruppo
Hab666
Lunedì 27 Maggio 2013, 5.35.26
12
99 Capolavoro
Andy \\\'71
Domenica 26 Maggio 2013, 18.58.21
11
Sia loro che i Green Carnation,due delle mie band preferite di sempre,non capirò mai come possano essere state così poco comprese/ apprezzate dai più.......Mistero!"Omnio"è un capolavoro assoluto,una perla musicale avanti ancora oggi e così sempre sarà,rara bellezza,passaggi memorabili,armomie e melodie insuperabili,il tutto suonato da musicisti eccelsi e versatili,già il loro primo strepitoso esordio(Voto 99) mi fece accapponare la pelle tanto mi entusiasmò,per me voto 98!
Nikolas
Sabato 25 Maggio 2013, 22.00.49
10
Votato 98, il disco migliore degli In The Woods... (anche se ho un debole particolare per Strange In Stereo e le sue linee vocali...) e forse quello più prossimo alla perfezione nella storia dell'avantgarde metal, meraviglioso!
Ubik
Sabato 25 Maggio 2013, 19.41.23
9
Omnio.... Spengo il cervello, apro il cuore, do 5 punti in più e mi rivado ad ascoltare questo capolavoro assoluto.
enry
Sabato 25 Maggio 2013, 15.33.49
8
Fatto salvo che a me piace un pelo di più il debut questa volta capolavoro anche per me, parola che di solito uso col contagocce.
entropy
Sabato 25 Maggio 2013, 15.20.11
7
se ho fatto i conti compreso me siamo in tre ad avere dato il massimo dei voti a questo capolavoro... eppure la media è molto più bassa... ma coloro che mettono i voti bassi , potrebbero almeno motivare...
LUCI DI FERRO
Sabato 25 Maggio 2013, 13.54.43
6
Avanguardia / Sperimentale / Progressivo 100/100 PUNTO E BASTA !
il vichingo
Sabato 25 Maggio 2013, 11.31.46
5
Finalmente la recensione di questo disco! Qui si può tranquillamente parlare di capolavoro, gusti o non gusti, ed assegnare il massimo dei voti.
Mickey
Sabato 25 Maggio 2013, 11.09.59
4
Finalmente uno studio album degli In The woods! Questo in particolare è il mio preferito, toccante in tutta la sua durata, un' estasi divina. La suite finale sembra l'abbiano strappata da un sogno. Comunque band indimenticabile, una delle migliori uscite dalla Norvegia. Io gli darei un "senza voto", perchè non saprei proprio come quantificare quest'opera.
Metal3K
Sabato 25 Maggio 2013, 10.58.39
3
Toh, ecco che passa di qua il professorino di turno. Aarto, prendi un Maalox che ti passa.
ad astra
Sabato 25 Maggio 2013, 10.43.01
2
Un sogno ad occhi aperti descritto in musica. Unico come pochi. Le parole non servono. Musica maestro
Aarto
Sabato 25 Maggio 2013, 10.41.55
1
Complimenti al recensore: itagliano da vertigini, mi è venuta la nausea a leggere questa recensione. Ormai l'analfabetismo dilaga incontrastato. Il disco comunque è un capolavoro.
INFORMAZIONI
1997
Misantrophy Records
Avantgarde
Tracklist
1. 299.796 Km/s
2. I Am Your Flesh
3. Kairos!
4. Weeping Willow
5. Omnio?
- Pre
- Bardo
- Post
Line Up
Jan-Ovl S.-TranceH (Jan Kenneth Transeth) (Voce)
Synne Diana Soprana (Voce femminile)
Bjørn Hårstad (Chitarra)
Christian "X" Botteri (Chitarra)
Oddvar A M (Chitarra)
Christopher "C:M." Botteri (Basso)
Anders Kobro (Batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
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