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Black Star Riders - All Hell Breaks Loose
( 2947 letture )
Credo che a prescindere dalla valutazione da assegnare a questo disco, i Black Star Riders meritino almeno il nostro rispetto. Per chi non fosse a conoscenza della storia che si nasconde dietro a questo monicker, diremo che si tratta dell'ultima incarnazione dei Thin Lizzy la quale, al momento di portare su disco il frutto delle loro fatiche ed abbandonare la dimensione esclusivamente live che li aveva contraddistinti, ha scelto anche di cambiare nome per non sfruttare oltre il lecito quello della band cui di fatto rendeva omaggio, optando per una strada che certamente in pochi avrebbero percorso. Non nascondiamoci la realtà: in un mondo in cui il business è molto, ma molto più presente di quello che ci piacerebbe credere, continuare ad usare (o ad usurpare, se volete) un nome così storico e storicizzato, per quanto mai assurto alla piena popolarità come quello dei Thin Lizzy era sicuramente più facile e più normale, se non altro per avere maggiori riscontri mediatici. Non mi interessa qui stabilire quanto fosse giusto usare quel nome in precedenza, ma sottolineare anche il senso di sollievo dichiarato da Warwick nella recente intervista rilasciata alla nostra Gaia Stella Rotondi "Unknown Danger", che vi invito a leggere per apprezzare meglio cosa si cela dietro certe scelte così inusuali, mi sembra giusto..

Detto questo, ed a dispetto delle dichiarazioni di Scott Gorham che parlavano di territori inesplorati per il nuovo/vecchio gruppo, All Hell Breaks Loose suona in tutto e per tutto come un lavoro firmato Thin Lizzy. Le canzoni sono esattamente come quelle dei Thin Lizzy e così i testi sui quali Warwick ha molto lavorato per renderli esattamente come se fossero stati scritti da Phil e la cui vocalità è molto simile alla sua differenziandosene solo in termini di profondità. Uguali anche il modo di suonare, gli assoli, le armonizzazioni e tutto il resto; ma andiamo con ordine. La notizia che la produzione dell'album sarebbe stata affidata al famigerato Kevin Shirley mi aveva messo i brividi sulla schiena, ma devo dire che l'operazione è stata condotta in maniera razionale, con la registrazione che ha previsto un giorno di lavoro per ogni brano e che ha conservato intatto il sapore dell'esibizione live, da club, in modo da non smorzare l'impatto delle canzoni senza troppe sovrastrutture e con un sapore di immediatezza che si sposa correttamente con il sound di una band che, a prescindere da quanto possa realmente essere aderente a quella originale, conserva una mentalità pienamente anni '70 anche in termini di suono.

Aperto dal singolo All Hell Breaks Loose l'album dichiara subito la sua identità: hard rock di gran classe da parte di una band perfettamente in grado di eseguirlo e con tutti e due i piedi nel mood delle canzoni che scriveva il vecchio Phil. E' però con Bound For Glory che l'anima di Lynott viene completamente fuori, ed è veramente difficile convincersi di non stare ascoltando un vecchio classico cantato da lui. Le chitarre gemelle, il tipico riff dei Thin Lizzy, il testo ("And he knows he can never win, he's just trying to lose a little more slowly"), la voce, tutto quadra, persino troppo. Kingdom Of The Lost sembra presa di peso da Black Rose: A Rock Legend, ed il suo sapore Irlandese fino al midollo è esaltato dall'uso di strumenti tipici a cura di Patrick D'Arcy; uno degli episodi migliori del disco. Ritmo elevato e coinvolgente con Bloodshot, simile a certe cose di Gary Moore. Scontata, se volete, ma irresistibile nel ritornello, così come la successiva Kissin' The Ground, più melodica, ma altrettanto riuscita. Parziale passaggio a vuoto con Hey Judas, un rock meno intenso di quanto fin qui ascoltato. Poco male, perchè Hoodoo Voodoo riesce di nuovo ad avvincere, forte del suo incedere ipnotico e della solita classe esecutiva. Valley Of The Stones è un altro esempio di groove esaltato da un altro ritornello da presa immediata, mentre Someday Salvation riporta veramente indietro ai primi anni 70, quando inserire certi coretti all'interno di una canzone non era peccato mortale. Pezzo che farà la felicità dei die-hard fans dei Thin Lizzy e farà forse storcere il muso ai più giovani. Disco che si avvia alla chiusura con Before The War, canzone ispirata dalla visione da parte di Warwick di un documentario su History Channel, che può contare su un discreto testo, ma soprattutto su un altro gran ritornello. Finale irresistibile affidato a Blues Ain't So Bad, uno di quei blues -appunto- che provoca l'irresistibile impeto di battere il tempo col piede e di muovere la testa a tempo per tutta la sua durata.

Ricapitoliamo: una band affiatata nonostante i recenti innesti e perfettamente in grado di suonare ciò che vuole, che ha cambiato nome per non sfruttare biecamente un monicker ed una storia che apparteneva quasi esclusivamente ad altri, un lotto di pezzi che però a quella storia non fa solo riferimento, ma la "possiede", la conosce, la rispetta e la ripropone esattamente come sarebbe stata se certe cose non fossero accadute. Sono certo che se questo album fosse stato edito sotto il nome originale e non come Black Star Riders sarebbe stato considerato diversamente, probabilmente anche da me, ma la mossa in questo senso da parte di questi ragazzi ha rimescolato le carte, spostato i rapporti di giudizio, e quello che rimane alla fine è un bel disco di hard rock che farà la felicità dei vecchi Thinlizzyni, degli amanti dell'hard rock anni '70 e del blues rock. All Hell Breaks Loose non inventa nulla, non vuole né può farlo, ed in questo senso non aggiunge assolutamente nulla al panorama musicale attuale, ma è un disco di gran classe che odora di storia e voglia di suonare. Vorrei concludere dicendo: The Boys Are Back In Town, ma non sarebbe giusto, no?



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
80.28 su 7 voti [ VOTA]
Lizard
Venerdì 31 Maggio 2013, 18.19.52
9
Lo ascolterò volentieri, appena trovo un secondo
Radamanthis
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.11.59
8
Bella rece Raven, concordo!
Slow
Venerdì 31 Maggio 2013, 11.46.36
7
Inutili. Torno a sentirmi gli originali.
Andy \\\'71
Giovedì 30 Maggio 2013, 18.18.12
6
Concordo in pieno con la rece,in più l'aver cambiato nome,oltre che doveroso secondo me,denota maturità e la sicurezza di aver intrapreso la giusta via,tante altre band dovrebbero fare altrettanto!Musicalmene parlando un chiaro ed ovvio Thin Lizzy sound,ben fatto e suonato,anche se,secondo me a volte fin troppo spudorato,cmq molto godibile!
Raven
Giovedì 30 Maggio 2013, 17.46.28
5
Hai tendenziosamente estrapolato solo una parte di una frase che, presa nella sua interezza recitava: "All Hell Breaks Loose non inventa nulla, non vuole né può farlo, ed in questo senso non aggiunge assolutamente nulla al panorama musicale attuale, ma è un disco di gran classe che odora di storia e voglia di suonare.". Mi pare ci sia una certa differenza.
paolo
Giovedì 30 Maggio 2013, 17.30.06
4
Ottimo disco...nn capisco cosa si intende per"non aggiunge nulla di nuovo al panorama musicale attuale".Che cosa dovrebbero aggiungere?Eppoi,che cosa si chiede alla musica hard & heavy ed a questi Black star riders?Di riscrivere le regole del pentagramma o di regalare emozioni a chi l ascolta?Nel primo caso rivolgetevi a sperimentatori jazz,fusion,prog..nel secondo andate a colp sicuro su questi marponi...
waste of air
Giovedì 30 Maggio 2013, 15.11.46
3
Kingdom of the lost l'ho fusa, canzone spettacolare, il resto non sono adatto per giudicarlo, comunque un buon disco che si lascia ascoltare benissimo.
Raven
Giovedì 30 Maggio 2013, 14.09.10
2
e' sempre un piacere leggere certi commenti che non argomentano nulla, esprimono sentenze e non spiegano niente della propria posizione. Devo adottare qesta tattica nelle recensioni. Potrei farne 60 o 70 al giorno.
Frate Viligelmo
Giovedì 30 Maggio 2013, 13.57.41
1
"Credo che a prescindere dalla valutazione da assegnare a questo disco, i Black Star Riders meritino almeno il nostro rispetto." Penso che invece il rispetto non se lo meritino affatto. Il disco è robetta, un singolo ("Bound For Glory") col niente attorno.
INFORMAZIONI
2013
Nuclear Blast Records
Hard Rock
Tracklist
1. All Hell Breaks Loose
2. Bound For Glory
3. Kingdom Of The Lost
4. Bloodshot
5. Kissin’ The Ground
6. Hey Judas
7. Hoodoo Voodoo
8. Valley Of The Stones
9. Someday Salvation
10. Before The War
11. Blues Ain’t So Bad
Line Up
Ricky Warwick (Voce)
Scott Gorham (Chitarra)
Damon Johnson (Chitarra)
Marco Mendoza (Basso)
Jimmy DeGrasso (Batteria)
 
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