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Summoning - Old Mornings Dawn
( 5482 letture )
Il dolore per la perdita di un passato ancestrale, per un’età dell’oro svanita e dimenticata, soppiantata dai ritmi forsennati della modernità, non si lenisce dedicando un’ora del proprio tempo, divenuto preziosissimo, all'ascolto dell'opera di un duo austriaco piuttosto schivo, convinto perpetuatore di una forma musicale condannata ad una lenta, progressiva, malattia terminale. Forma distrutta frammento per frammento dal bisogno di immediatezza, di risolutezza, nemici naturali dei lunghi, spossanti droni melodici, abbinati a decise percussioni marziali, essenzialissime, quasi volessero richiamare l’avvolgente ritmica delle popolazione primitive, maestre nell’inscenare rituali. Tuttavia questo ascolto aiuta, ed i sensi e la psiche sono le prime a trovar giovamento da Old Mornings Dawn, il nuovo ,attesissimo album dei Summoning, progetto il quale, di certo, non necessita di ulteriori presentazioni.
Nonostante ciò, è bene inquadrare la parabola artistica dei nostri (relativi) geograficamente vicini. Nati nei primi anni '90, attimi temporali in cui la seconda ondata sferzava le prima calme spiagge europee, impostano il debutto assoldando un batterista, presentando quindi una risposta al Burzum più atmosferico. Uomo dietro alle pelli di cui fanno a meno in Minas Morgul, la prima pietra miliare, nella quale la definizione delle categorie di riferimento è presto consolidata e resa intangibile: esse resteranno le stesse per quasi un ventennio (il secondo capitolo è del 1995, un anno prima che Varg incidesse Filosofem, cambiando nuovamente le carte in tavola), accentrando ora e per sempre i rapporti di potere intercorrenti tra tastiere (in netto predominio) e chitarre (abbandonate ad una funzione ritmica funzionale, allora come oggi), stabilendo nel contempo un canone a cui un numero via via crescente di formazioni si è uniformato, pur restando ad ampia distanza dal modello originale.
La pacifica coesistenza di un elemento fittizio come la drum machine, sovente priva della prerogativa di “dover” emulare la controparte acustica, giungendo a risultati altalenanti e in maggioranza - ahimè - mediocri, con strumentistica reale è una sorta di magia cristallizzata, un incantesimo eterno, in controcorrente rispetto alla generale materialità dell’universo contemporaneo.
Non solo, i Summoning, forti di una visione della realtà plasmata dall’attenta lettura dell’autore del Signore Degli Anelli, propongono un’epicità sussurrata, arricchita, per la prima volta, da cori diffusi (nei precedenti album apparivano nella sola composizione conclusiva), decorazioni perfette ad un’architettura gotica dal fascino non incrinato dalle intemperie, dallo scorrere inesorabile del tempo, dalle modificazioni dei gusti, dalle predisposizioni (quantunque l’atavismo sia calcificato nelle ossa umane), dalle priorità degli ascoltatori, impassibile allorché nelle sue vicinanze appaiono edifici totalmente contrastanti con la sua delicata natura.
Il racconto si snoda simile ad un infinito corso d’acqua sudamericano, alternando trascinanti riff in tremolo picking mai - e si sottolinea il mai categorico! - in posizione di prim'attori, raddoppiati dalla vastità di scarne stratificazioni di 88 tasti, interpreti del classico, amatissimo “periodo melodico” immediatamente abbinato agli elfi austriaci. Un unico nucleo che racchiude il tema, ripetuto al parossismo, fin quando le sue spire non avranno stritolato le ultime resistenze, ricostruendo dinnanzi agli occhi di una mente in confusione, le vallate, le nebbie, le ancestrali bellezze di un medioevo fantastico, apparentemente mai tramontato. Torri di vetro, d’avorio, schiere di soldati valorosi in sfavillanti uniformi che agitano gloriosi gonfaloni, simboli di onori da difendere ineluttabilmente. Il ritorno sulle scene dei Summoning colpisce facendo penetrare la lama nella carne indifesa, incapace di sostenere lo sguardo di un’orchestra di corte agguerrita, pronta a consumare ugole, corde e polpastrelli per stregare, per ottenere quel bottino di guerra a lei dovuto. Silenius e Protector non concedono tregua, pur rifuggendo i blast beat ed i facili e superficiali incantamenti delle strutture classiche, benché il loro pensiero geometrico applicato alla scrittura (qualcuno potrebbe, ironicamente, avanzare delle supposizioni sulla correlazioni tra regolarità ed appartenenza al ceppo germanico) restituisca immagini simili, ma incomparabilmente animate di soffio vitale proprio.
Probabilmente, nella capacità di applicare la medesima formula ottenendo risultati validi nonché immancabilmente atti a generare una discussione -se nel campo medico è pazzia o, comunque, sintomo di un disagio mentale poco importa- ed anzi attendendosi tali risultati, (impiegando quindi coscientemente ogni passaggio, tuttavia senza la volontà esiziale di riproporre uno schema perché vincente, scansando l’innovazione e la responsabilità verso gli appassionati), si cela il successo (di nicchia, dovuto alla popolazione che ama la miscela di black ed ambient neoclassico) della compagine locata a Vienna. Non nella produzione, scesa di un gradino se confrontata con Oath Bund, non nella ricerca del colpo ad effetto od ancora nell’intervento diretto a filtrare la propria proposta in guisa da ampliare i potenziali ascoltatori. Le sinfonie scarnificate, le percussioni ridotte a tre componenti e posizionate nel sottofondo, cosicché possano effettivamente adempiere al compito per il quale sono state programmate ossia fungere da asse portante, donando tempo ad una narrazione altrimenti fluttuante nello spazio infinito delle ambientazioni bucoliche che, ineluttabilmente evoca.

Old Mornings Dawn, in ogni caso, non intaccherà l’opinione che dei Summoning un ipotetico utente possa essersi formato negli anni: i pregi ed i difetti di un felice esperimento sono incisi nella pietra, nel marmo della storia musicale del genere da noi prediletto, costituendo impareggiabile attrazione per alcuni e, banalmente, un deterrente sufficiente per altri. Non sembrano, come accennato in sede di recensione, in vista rivoluzioni copernicane, né spostamenti del baricentro consistenti. La critica che si potrebbe muovere al gruppo è la seguente: possibile che, in diciott’anni, la maturità artistica raggiunta in un lampo, non abbia potenziato la sensibilità musicale di uno dei membri costringendolo ad intervenire in sede di creazione? Debolezza presunta, facilmente contrastabile. I numerosi side-project, attivi oppure dormienti, hanno soddisfatto le velleità e le sperimentazioni desiderate, permettendo ai Summoning di restare vergini, puri ed incontaminati, una magistrale colonna sonora per un viaggio a ritroso, verso le terre dell’infanzia dell’umanità.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
93.08 su 36 voti [ VOTA]
Nigel
Sabato 24 Febbraio 2018, 14.11.01
45
Senza offesa, ma questa recensione francamente è pessima. Ridondante, indigesta da leggere, mentre cerca con risultati comici di sembrare colta ("compagine locata a Vienna"??) in realtà si avvita su sè stessa senza un filo logico e non dice nulla di Old Mornings Dawn. Come quella di Oath Bound, questi meravigliosi album meriterebbero disamine più accurate.
Pink Christ
Venerdì 15 Dicembre 2017, 11.28.35
44
Cazzo, chi è sto Hisho...un professore di lettere??? Album meraviglioso, come sempre. Non sbagliano un colpo
Hisho Hakurei
Lunedì 10 Ottobre 2016, 23.25.32
43
Compare cerca di scrivere più semplice e senza voler emulare Lovecraft perchè scrittori non si diventa ma si nasce, e anche perchè (e soprattutto) in questa sede bisogna recensire e non fare un romanzo, due tipi di scrittura completamente diverse e che difficilmente possono sposarsi. Ti dico questo perchè aldilà del fatto che è encomiabile il tuo voler omaggiare questa per te grande band (che per le sue musicalità ancestrali effettivamente spinge a una scrittura aulica) la resa finale è molto caotica e confusionaria, tanto che moltissimi periodi sono difficilmente digeribili e comprensibili, alimentando noia e impossibilità di arrivare alla conclusione. Detto ciò, ovviamente, grandi Summoning, band validissima e profonda e certamente "non per tutti". Discografia encomiabile e tutta attestabilissima su voti di quasi perfezione. La predisposizione mentale per avvicinarsi a queste tematiche/musicalità è tutto, ma il loro estro in merito è innegabile. Come dicono i francesci... CHAPEAUX
Gimlet
Venerdì 16 Ottobre 2015, 14.36.32
42
Continua la mia scoperta di questo genere quanto mai di nicchia. MI sembra di essere tornato ai tempi del liceo quando ci si scambiavano cassette/CD... Cmq altro magnifico album, anche se l'ho ascoltato poco. Ma l'hanno mai sbagliata un'uscita 'sti due o no? Voto: 93
Baron The Red
Lunedì 27 Luglio 2015, 21.40.17
41
Per il commento 35....io aggiungerei anche gli Abigor...che di certo non facevano questo genere..ma in ambito Black furono tra i primi esponenti di un certo spessore proveniente dalla terra austriaca!
Nightfall's Dream
Mercoledì 11 Dicembre 2013, 0.32.24
40
Alla fine di Earthshine avevo la pelle d'oca...Voto: 90
Wishmaster
Sabato 26 Ottobre 2013, 16.22.16
39
Bellissimo album, il mio voto è almeno 87!
Qualcuno.
Venerdì 2 Agosto 2013, 17.54.26
38
Il recensore ha uno stile srotolato di scrittura veramente irritante.
ema
Lunedì 29 Luglio 2013, 19.04.43
37
sorprendente non me lo aspettavo, va dritto tra i dischi dell'anno. di solito una recensione è credibile o no in base a quello che c'è scritto.
Macca
Martedì 2 Luglio 2013, 10.28.49
36
Non è un genere che ascolto e riascolto, una volta metabolizzato un album difficilmente lo riprendo con frequenza...ma questo disco è veramente molto bello, grandissime atmosfere e pezzi strumentalmente molto evocativi, da ascoltare al buio ad occhi rigorosamente aperti (ho provato con The White Tower, un'esperienza singolare). Ed essendo il mio primo disco dei Summoning li approfondirò sicuramente. Voto 80
enry
Martedì 25 Giugno 2013, 17.36.04
35
Grande ritorno, la sola title-track vale il prezzo del biglietto, a mio avviso non siamo molto lontani da dischi come Minas Morgul (forse il mio preferito) e Lugburz, anche se un disco brutto non lo hanno mai fatto. Mi aspettavo un bel disco, ne è arrivato uno molto bello. PS. stavo pensando alla scena austriaca di una quindicina di anni fa, oltre ai Summoning ricordo due gemme andate perdute e sepolte nell'underground di Raventhrone e Pazuzu (band dove credo fossero coinvolti anche Protector e Silenius), dischi che prima o poi dovrò rimettere nello stereo.
Omarleroy
Giovedì 20 Giugno 2013, 11.47.59
34
Io ai tempi di Lungburz di anni ne avevo 9,ma sfortunamente i miei genitori non mi han fatto ascoltare Lugburz.che pezzi di ignoranti i miei...Ai tempi di Selling England by the Pound mancavano 13 anni alla mia venuta sulla terra e qui i miei genitori non hanno colpa essendo neanche ventenni.Ora nel pieno della mia vita potrei apprezzare e vivere sul campo i grandi artisti attuali che dominano il mondo musicale odierno come Katy Perry, I Daft Punk e Marco Mengoni oppure disperdermi nella proposta musicale di Metal e altri generi che propongono le fotocopie delle fotocopie di cose già fatte o esperimenti assurdi di cui francamente non so che farmene.Ma,ho deciso,rinuncio a questa vita piena e così intensa e mi ascolto quello che mi piace.E me lo godo Te lo dice uno che passa un sacco di tempo a cercare musica interessante
mefisto
Venerdì 14 Giugno 2013, 14.09.00
33
Certo, che uno, che fa una recensione dei Summoning, dove il primo album (Lugburz) aveva 3 anni, ( quindi non ha vissuto la band in quel periodo), non sia molto credibile.
Theo
Lunedì 10 Giugno 2013, 22.00.29
32
(Ho ascoltato l'album)
Theo
Lunedì 10 Giugno 2013, 22.00.04
31
Summoning: se non esistessero, andrebbero inventati.
davide
Sabato 8 Giugno 2013, 3.10.56
30
splendido
antonio
Mercoledì 5 Giugno 2013, 15.47.36
29
he he he lo sapevo che alla fine avresti ceduto al fascino di of Pale White .... è veramente una canzone incredibile
Cristiano
Mercoledì 5 Giugno 2013, 15.18.16
28
Antonio, ho cambiato idea, non riesco a togliermi Of Pale White Morn dalla testa
Cristiano
Mercoledì 5 Giugno 2013, 13.06.16
27
Allora, l'album mi piace sempre di più! E sto cominciando ad apprezzare veramente tanto le canzoni, tutte quante. Antonio, Of Pale White Morn non è tra le mie preferite in assoluto dell'album, ma mi piace tanto anche quella. Comunque mi piacciono tutte di brutto, non saprei quale indicare come migliore canzone dell'album, Earthshine e la title-track le indicherei sicuramente però.
golem
Martedì 4 Giugno 2013, 16.00.31
26
anche la titletrack ed earthshine sono assolutamente killer song
antonio
Martedì 4 Giugno 2013, 9.30.42
25
Caro Cristiano ascoltati bene "Of Pale White Morn" e dimmi se questa non è una killer track. Io me la sto ascoltanto almeno 10 volte al giorno e ogni volta mi piace di piu' . fammi sapere.
Cristiano
Lunedì 3 Giugno 2013, 12.19.23
24
Io sto al secondo ascolto, e devo dire che l'album mi piace molto, bellissime come sempre le atmosfere, i testi... Tutto ciò che è tipico dei Summoning insomma, e anzi, questa volta ci sono più cori de solito, e questo è positivo. Ecco, mi è un po' dispiaciuto che i cori sono un po' troppo nascosti, li avrei preferiti leggermente più in evidenza, ma di poco. E' una mia impressione oppure sono le percussioni ad essere molto in evidenza rispetto al passato? Un'altro "punto debole" di quest'album potrebbe essere che, almeno per adesso, non c'è una killer track, una canzone che va veramente oltre, ma può essere che con futuri ascolti ne troverò una, per esempio non riesco a togliermi dalla testa il coro della title-track, e l'intro è spettacolare secondo me.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 3 Giugno 2013, 12.09.15
23
Je suis assolutamente d'accordo con Monsieur Il Vichingo e anche altri post. Mettiamola in un altro verso, immaginando che band come i Summoning e i Manowar facessero improvvisamente un cambio (o a qualcuno piace chiamarla una "evoluzione") e ne uscisse qualcosa di brutto o scadente. Sai le reazioni? Tutti a dire: "ma perché", "funzionava cosi bene", ecc. No, Monsieur Ahti. Questi (e i Manowar), hanno la capacità di emozionare, e molto, ad ogni disco che fanno. La loro musica è bella. Il songwriting è, con le dovute variazioni sul tema, ottimo. Sanno fare questo. E qui ne abbiamo una conferma. Pour moi, avanti così. Au revoir.
Andy \\\'71
Sabato 1 Giugno 2013, 16.20.20
22
Infatti,sono una garanzia,e finchè faranno dischi così validi,ispirati e sinceri,possono andare avanti all'infinito per quanto mi riguarda,evoluzione e progressione,per carità son bene accetti,ma per me, altrove.Così loro son perfetti!
Omarleroy
Sabato 1 Giugno 2013, 12.18.33
21
Peccato che così pochi abbiano cercato di imitarli e di quelli che han provato quasi nessuno è riuscito a raggiungere i livelli stratosferici dei summoning.
Omarleroy
Sabato 1 Giugno 2013, 11.49.17
20
Una garanzia,i summoning sono una fottuta garanzia,da quando li ascolto non ascolto altro..Peccato per la cadenza minimo quinquennale nella realizzazione di dischi,un vero peccato.
Ahti
Venerdì 31 Maggio 2013, 14.35.00
19
Non si pretende un cambiamento! Ma solo un piccolo cambiamento, giusto per migliorare la proposta. Magia, emozioni etc ci sono, ma come scrisse pure un altro collega proprio su oath bound....le scelte ricadono sempre sugli stessi schemi.
Max
Venerdì 31 Maggio 2013, 14.30.58
18
Ma perchè dovrebbero cambiare stile o evolversi quando i Summoning hanno un loro e ben preciso stile ? suonano solo loro così, una delle poche band praticamente inimitabili !!L'importante è che facciano sempre dischi ispirati, non che cambino!
Ahti
Venerdì 31 Maggio 2013, 14.04.24
17
in teoria i progetti sono più o meno criogenizzati. Forse quello darkwave oriented è ancora attivo....io non so vichingo...ho paura che non chiedere evoluzioni, in questo periodo del black, sia una limitazione. J.
il vichingo
Venerdì 31 Maggio 2013, 13.56.24
16
Visto che Jacopo ha accennato ai progetti di Silenius e Protector, per caso qualche anima santa ha notizie per quanto concerne i miei amati Die verbannten kinder Evas? Tornando in topic, io la penso come Andy. A mio modesto parere non ha senso chiedere innovazioni ad una band come i Summoning, sono come i Manowar per azzardare un parallelismo: hanno creato il loro sound, ormai diventato un marchio di fabbrica, e ci campano di rendita. È così, prendere o lasciare e, per quanto mi riguarda, finchè le loro uscite si mantengono su questi livelli io li prendo e senza riserve.
Andy '71
Venerdì 31 Maggio 2013, 13.36.30
15
Gran bel disco!A loro non si chiede evoluzione o chissà quale cambio di stile ecc.Loro sono così,e a me piacciono così!Secondo il mio parere,sono una band che ha il pregio di scrivere emozionando,regalando poesia pura,ed anche in questo frangente ci son riusciti a meraviglia!Voto 85,almeno!
Ahti
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.55.00
14
In realtà abbiamo avuto il promo . Ho visto anch io il terribile leak a 64k, blasfemia. Il discorso produzione: spesso si ha l impressione che l unico strumento che a loro interessi sia la tastiera, nonostante si sentano abbastanza le chitarre, per non parlare delle voci. Vuoi assolutamente che al tuo nome si associ Tolkien? Bene, ma almeno, ora che i mezzi ci sono, alza quel dannato volume, rendi davvero comprensibile l integrità dei testi! Non e' una critica, ma sarebbe un passo avanti.
golem
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.48.29
13
non condivido nemmeno io il giudizio sulla produzione, o meglio, quello che si è potuto sentire fino adesso ha una qualità audio di bassa qualità. ora faccio una battuta provocatoria (non me ne voglia il recensore che ha tutto il diritto di esprimere il suo parere), ma la recensione non sarà mica stata fatta ascoltando quegli mp3 che giravano in rete a bassissima qualità??
piggod
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.45.49
12
Toh, finalmente qualcuno che ha il coraggio di scrivere che i loro album cambiano poco l'uno dall'altro. Anche questo è un buon album, ma non dice assolutamente nulla di nuovo.
Ahti
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.37.55
11
Forse ho il pregiudizio causato dalla passione forte per minas morgul, poi tradita a più riprese da album che in realtà cambian poco uno dall altro. Old mornings dawn ha confermato il mio scetticismo parziale. C'e sempre il brano basato sul giro di tastiera epico, come era the grey company, quello con percussioni tribali, il finale potenziato dai cori, che almeno qui, appaiono più spesso. Mi dispiace che la rece non sia piaciuta, l intenzione era di render giustizia alla poesia dei summoning più che alla proposta in se', interessante e profonda, ma semplicemente la stessa da vent' anni.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 31 Maggio 2013, 12.14.10
10
Ho avuto la fortuna (and friends) di averlo a disposizione un mese fa e l'ho già ascoltato parecchie volte. In un mio post per Oath Bound avevo "chiesto" a Protector e Silenius di non cambiare ma di continuare con la musica sublime che avevano sempre fatto. Siamo su quel livello. Disco di musica eccellente, emozionante, coinvolgente e di grandissime atmosfere come deve essere un disco dei Summoning. Se devo sottolineare una pecca, manca quel pezzo da brivido e di bellezza assoluta che era stato Land of the Dead su Oat Bound ma i brani sono tutti di livello molto alto. Non ne spicca uno in particolare. Non ho capito, dove Monsieur Ahti abbia visto un calo di produzione ma forse io non sono un esperto. Effettivamente, enfin, la recensione è un tentativo stilistico un po' pretenzioso e avvitato su se stesso e non parla dei brani del disco. L'avrà ascoltato? Al momento il migliore (anche per ragioni di affezione) disco del 2013. Bentornati Summoning!
Fenriz voice of darkness
Venerdì 31 Maggio 2013, 11.41.14
9
Questa è una recensione oppure una filastrocca scritta bene???
il vichingo
Venerdì 31 Maggio 2013, 11.03.35
8
Deve ancora arrivarmi quindi non entro nel merito ma se tutto il disco è sui livelli della titletrack che ho recentemente ascoltato il 78 lo vede dall'alto, si parte da un 85 minimo.
antonio
Venerdì 31 Maggio 2013, 8.28.12
7
mi è venuto il mal di testa a leggere sta recensione. Poi quando ho visto il voto ho capito il perché. dopo aver assisto a un recensore che su altro sito dava 100 all'ultimo dei Warlord (che per me piu' 78 non meritava) pensavo di averle lette tutte. E invece cambio sito e si ribaltano le cose. recensore che da 78 che per me vale almeno 90. I gusti so gusti ma almeno quando fate le recensioni fate capire di che state parlando.
mefisto
Venerdì 31 Maggio 2013, 0.12.12
6
non condivido per niente la recensione! voto 90 GRANDI
Theo
Giovedì 30 Maggio 2013, 23.16.42
5
Appena lo avrò lo ascolterò con calma e darò la mia. Mi spaventa un po' il discorso produzione però... Peggiore di Oath Bound? Davvero?
Max
Giovedì 30 Maggio 2013, 22.42.56
4
78 e' un po' pochino per un disco di questo livello... pero' rispetto il parere del recensore!
Ahti
Giovedì 30 Maggio 2013, 22.35.26
3
@golem, hai ragione, i Summoning sono emozione prima di tutto, ma proprio per questo una materia "soggettiva". Coprendo la storia ho optato (ma se leggi tra le righe anche i sentimenti appaiono) per un approccio più "scientifico": Tuttavia, sono album complessi, che sarebbe da non recensire tanto abbisognano di tempo, passione, concentrazione. Due o tre pagine di articolo non sono capaci di essere il giusto specchio di questa tipologia di uscite. J.
golem
Giovedì 30 Maggio 2013, 22.15.40
2
mi permetto anche di dire che secondo me la recensione, che tratta per due terzi la storia del gruppo quasi senza descrivere le canzoni e le emozioni del disco, non è delle più riuscite e mi da l'idea di esser scritta molto velocemente in fretta e furia. le emozioni dei dischi di un gruppo come i summoning, vanno assaporate e scoperte nel tempo.
golem
Giovedì 30 Maggio 2013, 22.11.34
1
tranquillamente disco dell'anno! 78 per me è pochissimo. grandi summoning!
INFORMAZIONI
2013
Napalm Records
Black/Ambient
Tracklist
1. Evernight
2. Flammifer
3. Old Mornings Dawn
4. The White Tower
5. Caradhras
6. Of Pale White Morn
7. The Wandering Fire
8. Earthshine
Line Up
Protector (Voce, chitarra, tastiere, drum machine)
Silenius (Voce, tastiere, basso)
 
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