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PelleK - Ocean of Opportunity
( 2481 letture )
PelleK, all’anagrafe Per Fredrik Asly, è un ragazzo norvegese alquanto particolare: si è fatto conoscere dal pubblico del suo paese nation partecipando all’edizione locale di X-Factor, cantando tuttavia esclusivamente brani di matrice heavy/power, che peraltro gli hanno permesso di arrivare alle fase finali del talent-show. Senza fare paragoni desolanti con quanto accade a casa nostra, basti aggiungere il fatto che il nostro non si è limitato a partecipare al programma, guadagnare il suo quarto d’ora di celebrità e poi sparire: Per è un ragazzo grintoso e, in men che non si dica, ha tradotto il suo sconfinato amore per quelle sonorità in un proprio album, composto di pezzi originali da lui composti; sfortunatamente, il suo esordio non è stato dei più memorabili, a causa soprattutto di una ripetizione eccessiva dei più classici cliché del genere, difetto che per la verità in parecchi casi affligge anche le produzioni recenti di artisti ben più quotati e rodati di lui.

Sarà che questo ragazzo ci ispira simpatia per la sua dedizione e determinazione, ma ci auguravamo tutti che Ocean of Opportunity, sua seconda uscita che segue di un anno il precedente Bag of Tricks, fosse sensibilmente migliore e sufficientemente ispirata da garantirgli la ricercata notorità; ora che lo abbiamo fra le mani, cosa possiamo dirne? Vediamolo assieme: il disco si apre con Elucidation, che per la verità non fa gridare al miracolo: l’ugola del nostro è assolutamente straordinaria, ma il brano in sé risulta nuovamente una mistura degli stilemi tipici del power più sinfonico, con qualche stop di troppo che peraltro ne spezza eccessivamente l’andamento; va meglio con Northern Wayfearer, i cui cambi di ritmo improvviso stavolta sono ben amalgamati e precisi, anche se nuovamente non c’è traccia di grande originalità. Gli assolo del chitarrista Patrick Fallang, finora, sono la caratteristica migliore del lavoro assieme alla voce del singer, ma da soli non sono certamente sufficienti a sostenere un intero album. Si va avanti ancora con brani dotati di belle melodie, ma che non restano in mente a parte qualche momento: la voce di PelleK è sempre e comunque di livello e si produce in ritornelli ariosi e cambi di tonalità apprezzabili, ma dopo un po’ le strofe iniziano ad annoiare ed è un peccato considerando la bellezza dell’ugola; inoltre, i frequenti inserti musicali di stampo medioevaleggiante non aiutano l’album, che rischia di apparire dolorosamente datato. Il brano migliore, che però arriva un po’ troppo tardi, è Sky Odyssey, una bella power ballad dove, finalmente, voce, chitarre e tastiere sembrano sufficientemente coese e danno vita a cinque minuti e mezzo piacevoli. Anche Transmigration è apprezzabile, seppur non indimenticabile, mentre The Last Journey è semplicemente troppo lunga, pur presentando alcuni spezzoni degni di nota.

In conclusione, nonostante la succitata simpatia,dobbiamo purtroppo prendere atto del fatto che PelleK non centra il bersaglio neppure al secondo tentativo: la voce è bella, alcune melodie e passaggi sono di livello, ma troppi brani risultano sconclusionati ed incoerenti, senza citare il fatto che prodotti del genere si trovano in un numero ormai talmente spropositato che è difficile provare un brivido ascoltandone uno. Dispiace bocciare nuovamente il ragazzo norvegese, ma, se davvero intende guadagnarsi la fama mediante il power metal, l’idea è che la strada da fare sia ancora parecchia.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
77.6 su 5 voti [ VOTA]
Radamanthis
Martedì 21 Aprile 2015, 11.17.28
1
Sto tizio ha una voce paurosa! E' molto molto molto più che bravo!!!
INFORMAZIONI
2013
Autoprodotto
Power
Tracklist
1. Elucidation
2. Northern Wayfarer
3. Sea Of Okhotsk
4. Brigantine Of Tranquility
5. God's Pocket
6. Stars And Bullet Holes
7. Sky Odyssey
8. Transmigration
9. The Last Journey
Line Up
PelleK (Voce, Tastiera)
Patrick Fallang (Chitarra)
Ingemar Bru (Basso)
Stian Andrè Braathen (Batteria)
 
RECENSIONI
40
 
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