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Antipope - 3 Eyes Of Time
( 1085 letture )
Anche se il nome lascia pensare ad uno di quei gruppi black di bassa lega non bisogna cadere nel tranello. Ascoltare la quarta proposta degli Antipope non è facile, non si riesce a catalogare immediatamente; Potremmo chiamarla black-industrial, progressive gothic, industial-cyber-folk-psycho attitude-rockarolla o quello che volete, la verità è una sola. Suonano semplicemente musica moderna, quella contaminata, inflazionata, deviata e distorta. Creata da personalità multiple che non seguono le direttive di un leader; Le Capacità compositive di ogni membro vengono prese assimilate da ognuno dei 4 componenti creando un meltin’-pot dove perdersi non risulta assai difficile ed il risultato finale altamente discutibile.

Arrivati alla quarta e ultima fatica in studio (poi vi dico perché), il loro canto del cigno è quello che potremmo vedere come l’album perfetto per ogni amante dei Tiamat più moderni, i Paradise Lost del periodo elettronico e perché no, colo che no disdegnano l’industrial a 360 gradi.
Come detto prima però c’è molto dentro questo 3 Eyes Of Time.Il benvenuto è offerto da Close, echi di Sweet Dreams degli Eurythmics combinati con un cantato di chiara impronta goth lasciano di stucco e traccia una linea ben definita su quello che sarà il proseguo della track-list.
Anche se gran parte gioca su un’atmosfera melodica goticheggiante, ci sono un paio di tracce che risentono di una volontà ben precisa, un mondo totalmente differente: volontà di sperimentazione, meglio ancora volontà di cambiamento, mutare pelle. Last Chance presenta alcuni tra i cori più melodici dell'album, fino a sfiorare il mondo parallelo chiamato Nine Inch Nails dove le influenze industrial soffocano la componente dark. Con Guiding Light si riesce a trovare la matrice prettamente black, quella che regnava agli esordi, quella matrice che man mano è diventata sempre più piccola ed insignificante. Ora è un contorno, una tiepida sfumatura nelle cromatiche del risultato finale, posta alla chiusa del tutto per ricordarsi dove si è nati, per ricordarsi chi si è.
Ascoltatevi la combo White Summer Night - Exposure è come ascoltare la sintesi di dieci minuti dell’album. Eviterete di assorbirvi sperimentazioni, tentativi industrial di vario genere che occorrono qua e la lunga la track-list.
La prestazione dei musicisti è sufficiente, in fin dei conti non si hanno di fronte canzoni ipertecniche, pur essendo complesse nella struttura e poco propense ad una facile assimilazione. Il cantato è monocorde, ne più ne meno, riesce a mantenersi su livelli qualitativi degni pur scimmiottando a più riprese il sempiterno Nick Holmes. Chi ha costantemente necessità di echi da un glorioso passato qui è il benvenuto!

Dato che piove sempre sul bagnato, la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo, le stagione non sono più quelle di una volta e l’abito non fa il monaco, gli Antipope han deciso di sciogliersi poco dopo aver concluso le registrazioni di 3 Eyes Of Time. Il tutto è riassunto in questo breve comunicato apparso sulla loro pagina personale:

Antipope has announced that they are no longer active. By the release of their latest album "3 Eyes of Time" the creative goal set for the project was reached. Music is still out there somewhere.

Che abbiamo compreso definitivamente che il gruppo di oggi non ha più nulla da spartire con il passato e continuare sarebbe inutile? Ai posteri l’ardua sentenza
Concludiamo, che ne dite? Una uscita discografica passabile e nulla più, ascoltata qualche volta inconsciamente farà nascere dentro ognuno la voglia di mettere nel lettore Draconian times, A Deeper Kind of Slumber oppure, perché Halo Fourteen: The Fragile che male non fa!
Pur discreto non me la sento, la sufficienza non la offro, se non altro per rispetto verso chi ha creato capolavori che molto spesso tendiamo a dimenticarci.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2013
Violent Journey Records
Prog Metal
Tracklist
1. Close
2. Last Chance
3. The River Standing Still
4. Burn
5. White Summer Night
6. Exposure
7. The Fear of Fear
8. A Decomposing Ritual of Absorption
9. Them Cacti
10. The Logic of Self-Discovery
11. Guiding Light
Line Up
Mikko Myllykangas (Voce, Basso)
Juho Rikberg (Chitarra)
Antti Karjalainen (Chitarra)
Tuska E. (Batteria)
 
RECENSIONI
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