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Deep Purple - Now What?!
( 11244 letture )
La dimensione del nome in oggetto è enorme, mastodontica, intoccabile. Uno di quei nomi che hanno fatto la storia per davvero, uno dei dieci gruppi rock più importanti di tutti i tempi. Certo il tempo passa e non si può pretendere che la band resti quel rivoluzionario ensemble che battezzò il neonato hard rock oltre quarant’anni fa. Anche perché, sebbene il nome sia sempre lo stesso, dietro al moniker oggi troviamo una band diversa, fatta di professionisti di livello strepitoso che portano a spasso una storia leggendaria, magari divertendosi anche. Dopo la separazione definitiva da Ritchie Blackmore, avvenuta ormai vent’anni fa, i Deep Purple hanno ricominciato a marciare a ritmi pieni, con una ovvia enfasi sulle esibizioni dal vivo, che hanno restituito ai fans un mito che cominciava a sbiadire, svecchiando non poco l’età media dei propri sostenitori. In studio la ritrovata band non ha spremuto in maniera cieca l’ispirazione residua, uscendo quando ha ritenuto opportuno farlo, senza pressioni, realizzando così album sempre dignitosi, se non qualcosa di più, come l’ottimo Purpendicular, fino all’ultimo Rapture of the Deep. Album che hanno sicuramente mostrato una band più compassata e raffinata, molto meno irruenta rispetto agli anni d’oro, che ha saputo ricollegarsi col proprio passato partendo dallo stile elaborato nel disco della reunion storica Perfect Strangers per slanciarsi in avanti soprattutto grazie all’estro compositivo di Steve Morse. Il chitarrista statunitense è di fatto l’artefice del piccolo miracolo che ha tenuto in piedi la band fino ad oggi, apportando melodie vincenti, una tecnica strepitosa che ha tenuto svegli anche i compagni d’avventura, assieme ad un placido ma mai del tutto domo sperimentalismo che ha caratterizzato ciascuno degli album rilasciati finora. Hard rock, AOR, blues, persino folk e prog sono da sempre parte del lessico dei Deep Purple e Morse inserendosi con grandissimo equilibrio e gusto in un contesto storico cristallizzato e apparentemente intoccabile, è riuscito a rinnovare la tradizione senza stravolgerla, assieme al divertito e convinto apporto dei membri storici. Sono così passati otto anni e Now What?! riporta i Deep Purple in studio e all’attenzione mondiale.

La curiosità resta comunque forte, ma al tempo stesso ci si avvicina a questo nuovo arrivato con una certa diffidenza o per meglio dire quasi paura. Paura che sia arrivato il momento della debacle, del disco indifendibile, l’album che ti farebbe suggerire a questi ex giovanotti che è arrivato davvero il momento di smettere di agitare il fantasma o, al limite, di limitarsi alle esibizioni dal vivo. Ebbene, pare proprio che ancora quel momento non sia arrivato. Now What?! si inserisce perfettamente nel contesto degli album usciti dall’ingresso in formazione di Steve Morse, con una qualità media ben più che accettabile e qualche colpo maestro che forse nessuno pretenderebbe e che invece i Nostri sono ancora capaci di assestare. La sorpresa, se così si può definire, contenuta in questo disco, è una pronunciata componente prog rock anni 70, che tinge parte della scaletta con sonorità tutto sommato inaspettate in casa dei Purple. Sembra davvero che la band voglia divertirsi a stupire, anche se di fatto non lo fa inventando nulla, ma ponendo più o meno enfasi sugli elementi costitutivi un percorso musicale coerente e costruito negli anni. Musicalmente, infatti, sarà inevitabile cogliere più di qualche analogia con le coordinate stilistiche imbastite a partire da Purpendicular, con qualche autocitazione di troppo sparsa qua e là, gestita però con un elemento indefinibile e che si può tratteggiare solo con l’abusato ma quanto mai azzeccato termine “classe”. Proprio così, una classe immensa, infinita, strabordante da ogni arrangiamento, da ogni nota, da ogni singola scelta strumentale. Questi sono Maestri e, c’è poco da fare, hanno ancora qualcosa da raccontare. Morse è il centro di tutto, ormai la cosa è sancita e riconoscibile e gli altri sono ben felici di lasciare a lui questo ruolo, costruendogli attorno delle architetture semplicemente perfette, come un abito confezionato dalle splendide mani di un vecchio e abilissimo artigiano. Cresce nel tempo anche il contributo di Don Airey, altro musicista straordinario e incredibilmente dotato di buon gusto e misura, che si ritaglia una prestazione essenziale, riempiendo ogni anfratto e prendendosi, finalmente, anche diversi spazi da solista, come è giusto e necessario che faccia l’erede del grande Jon Lord. Il trio originario composto da Gillan, Glover e Paice (volendo fare i pignoli, unico vero membro originale rimasto), compie il proprio lavoro con la consueta abilità, anche se forse proprio Paice resta a volte un po’ indietro finendo sepolto dalle tastiere, anche rispetto al compagno di sezione, il sempre solidissimo Glover. Di Ian Gillan c’è poco da dire: sappiamo tutti che la voce non è più quella di un tempo a livello di estensione e potenza e lui è il primo ad esserne consapevole. Il suo apporto è quindi essenzialmente di mestiere e atmosfera, con quella indolenza piaciona e solare che da sempre ne caratterizza l’approccio vocale, che in questa occasione non rinuncia però a qualche tratto più malinconico o tenebroso. Le sue linee melodiche si inseriscono con garbo nel tessuto strumentale, regalando refrain orecchiabili senza strafare, anche se a dire il vero il copione del cantante comincia a risultare ripetitivo. Eccezione evidente al mood solare è costituita –inevitabilmente- dall’ultima canzone Vincent Price la quale mostra un’atmosfera oscura in perfetta sintonia col soggetto trattato.

Il disco si apre in maniera soffusa e abbastanza inaspettata con A Simple Song, che parte in maniera dolce e romantica per aprirsi poi ad una parte centrale ben più ritmata, sorretta da Morse e Airey, il quale ci regala un primo solo all’hammond. Weirdistan lascia spazio ai synth e a filtri vocali, con un tempo sincopato e il sempre ottimo Morse, per uno degli highligths dell’album (volendo essere maligni, un andamento non proprio inedito in casa Purple). Si torna allo stile di Purpendicular con la seguente Out of Hand, gran bel pezzo con un’atmosfera riuscita grazie a stacchi quasi prog e ad un arrangiamento validissimo da parte di Airey. Classico hard rock di maniera con Hell to Pay, nella quale è Gillan a dettare i tempi fino all’incontenibile duello centrale chitarra/tastiera che farà gridare di gioia gli aficionados grazie ad un ruggente Hammond. Body Line ha un andamento complesso e movimentato, che si rifà al funk rock; anche se il riff portante sa di sentito e risentito, siamo comunque di fronte ad una traccia riuscita che ben si adegua al contesto dell’album. Il colpo grosso è dietro l’angolo ed è con la seconda parte dei disco che arrivano i brani migliori, a partire dalla seguente Above and Beyond, brano di ottima fattura, hard rock nell’anima, ma tinto di partiture prog che sarebbero piaciute agli EL&P. Altro colpo a segno con Blood from a Stone, dall’andamento liquido e quasi jazzy, condotta dal basso di Glover e squarciata dai riff di Morse e Airey; la botta arriva con Uncommon Man, sette minuti di pieno trionfo prog/hard rock per una canzone destinata a restare nella discografia della band, al pari di Anya da The Battle Rages On. Altro rock sporcato di funky con Après Vous, che stacca un po’ con le atmosfere degli ultimi tre brani restituendo dinamica all’album con un ulteriore confronto tra Morse ed Airey: finalmente, verrebbe da dire. All the Time in the World, come suggerito dal titolo stesso, è più rilassata e qui Gillan ha tutto lo spazio necessario e se ne compiace. Chiude la scaletta ufficiale la già citata Vincent Price, che potrebbe ricordare le atmosfere del Nostradamus di Nikolo Kotzev, altro pezzo di classe di un album più che riuscito.

Siamo quindi alle battute finali. Now What?! è un disco che dopo otto anni ci consegna un gruppo che assolutamente non deve dimostrare più niente a nessuno, ovviamente più concentrato nel portare in giro per il mondo un moniker enorme e storicamente inattaccabile, che non rinuncia però a proporre del materiale originale di livello. Come detto, non ci si può nascondere dietro un dito negando che lo stile sia classicissimo, fino al punto in cui il manierismo arriva a livelli che ad altre band sarebbero imperdonabili. Ma questi signori sono i Deep Purple e pur dovendosi far perdonare qualcosa questo gruppo bollito non lo è, affatto. Now What?! è un buonissimo disco, con diversi spunti davvero lodevoli ed almeno cinque brani di spessore, in una scaletta che comunque non offre filler veri e propri. Certo, non arriveremo a stracciarci i capelli, né grideremo al miracolo per un disco certo non strepitoso; eppure quella parola citata in precedenza, “classe”, ha ancora un significato e qui ce n’è davvero tanta. Da ascoltare, senza indugio e senza timori, con la consapevolezza di cosa troveremo: un disco di hard rock classico, non sorprendente, ma realizzato ottimamente da interpreti d’eccezione. Band infinita e non c’è altro da dire.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
78.87 su 70 voti [ VOTA]
davide
Sabato 11 Aprile 2020, 17.39.15
47
da abandon hanno sfornato album tutti più o meno dello stesso livello non trovo particolari differenze per me 75 di voto
jaw
Venerdì 19 Aprile 2019, 18.10.53
46
DP, la Steve Morse Band? cosa ha fatto di diverso da Mike Stern?
jaw
Venerdì 19 Aprile 2019, 18.00.02
45
ottimo album, quando e se, qualcuno vorra' recensire una band come i Dixie Dregs, ripassero' per commenti, take care rnr rules
Shadow
Mercoledì 11 Maggio 2016, 0.31.36
44
Da accanito fan dei Purple delle mark 2-3-4 ho per anni snobbato la discografia post-perfect strangers. Poi appena ho scoperto che i nostri faranno un tour l'estate prossima sono andato a leggermi la recensione di questo Now What e mi sono incuriosito. E in effetti sono rimasto piacevolmente sorpreso. Concordo in pieno con la recensione, soprattutto quando si parla di classe. E qui ce n'è a non finire. Anche senza il compianto Lord (RIP) una grande prova degli indomabili e sempreverdi padri fondatori dell'Hard Rock. Ora sono pronto per rivederli dal vivo dopo 28 anni.......
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 18.31.32
43
Che bel disco! Dopo numerosissimi ascolti mi vien da dire che era da The Battle Rages On che non mi esaltavo così per un loro album. E quello che più mi è piaciuto è l'assoluto protagonismo di Don Airey che finalmente può dimostrare di non essere un mero rimpiazzo. Infatti, è evidente come le tastiere siano il vero strumento principe del cd. Blood from a stone e Uncommon man sono da brividi. Voto 80 (generoso, ma al cuor non si comanda)
Joker
Lunedì 9 Novembre 2015, 17.15.42
42
Mi sento in dovere di commentare nuovamente questo disco, sia perchè è maturato nella mia testa per due anni, sia perchè sono fresco fresco della loro immensa prestazione di 4 giorni fa a Firenze (piccola parentesi: dinosauri un corno! il phatos creato dal trio iniziale Highway Star/Bloodsucker/Hard Lovin' Man è stato qualcosa di indescrivibile, sia per le mie orecchie che per il mio cuore, avanti tutta senza timori e senza confronti col passato \m/), di cui hanno eseguito Vincent Price, Uncommon Man e Hell To Pay; proprio le tre canzoni citate da qualcuno come "perfettamente accostabili" ai vecchi cavalli di battaglia. Proprio questo accostamento mi ha portato a rivalutare nuovamente il disco, e, come fosse una sorpresa, è sempre quella parolina - CLASSE - che mi rimane in testa a fine ascolto, c'è poco da fare. Anzi ora da una parola siamo passati ad una frase, che ho scoperto da poco ma che tengo a citare, di un certo Roger Waters sul commento di un certo disco chiamato "Live At Pompeii" - ALLA FINE, L'UNICA COSA CHE CONTA E' SE TI COMMUOVE O MENO, NIENT'ALTRO - . Beh, potete amare oppure odiare questo disco, ma usare la suddetta frase come metro di paragone in ambito musicale credo vi possa servire molto in futuro, io con quest'album mi sono commosso........
dimebag89
Venerdì 19 Dicembre 2014, 21.57.36
41
Assolutamente d'accordo con il commento qui sotto. Una freschezza compositiva davvero inaspettata. Bell'album!
ste
Venerdì 31 Ottobre 2014, 12.18.54
40
Disco imprevisto, imprevisto nel senso che non mi sarei aspettato una freschezza compositiva e una lucidità compositiva così chiara e ben costituita. Le canzoni ci sono e con belle gran belle idee, si picchia duro, c'è feeling, le canzoni hanno identità e su ben 11 songs non c'è un filler. Da una band che ha oramai quasi mezzo secolo sul groppone non pensavo che fosse così prolifica di originalità ed ispirazione -mica i Maiden..- Quella che doveva essere la fine si dimostra l'album più bello dei Purple da molto tempo. Tre canzoni sono da menzionare: A Simple Song, Uncommon Man e Vincent Price, solo queste meriterebbero l'acquisto dell'album in questione. Grandi Purple! Voto 80
DP
Venerdì 24 Ottobre 2014, 19.31.31
39
A QUANDO IL PROX COMMENTO SULLA STEVE MORSE BAND ? PERCHE' E' QUESTO CHE I PURPLE SONO AIME' DIVENTATI......COMPLICE ANCHE , COME GIA' PIU' VOLTE RIBADITO , LA MANCANZA QUASI TOTALE DI NUOVE IDEE . LA BAND VIVE DI RENDITA AGIATA DA DIVERSI ANNI , OGNI MUSICISTA E' L'OMBRA DI SE STESSO... UN ALTRO DISCO TOTALMENTE INUTILE , UGGIOSO SENZA SPUNTI EMOZIONALI.....A ROMA DIREBBERO "TANTO PE' FARLO". CARI DEEP RENDETEVI FINALMENTE CONTO CHE TUTTO HA UNA FINE .
Mylos666
Martedì 14 Ottobre 2014, 19.08.41
38
Dico bellissimo, molto maturo, melodico, di buon gusto, vivace. Altro che 77, è il più bello dopo Purpendicoular... come minimo 85
iommi
Domenica 27 Luglio 2014, 16.11.22
37
Dopo moltissimi altri ascolti.......disco bellissimo!!! All'inizio mi sembrava mancare di tutto e ora penso che non manchi di niente. é un disco maturo ben centrato sul suo presente. Materiale fresco in cui si sente la passione e la voglia di vivere di questo gruppo. Non la penso allo stesso modo per il precedente Rapture of the deep che presetava 3 ottime song e tanti riempitivi,ma giustamente hanno composto questo nuovo Now What?! solo dopo anni quando avevano davvero nuova energia compositiva. Bravi!!! Quasi commovente! (vedi canzoni che in vecchiaia vengono intitolate "all the time in the world!"). Ps: Airey e Morse mai stati così bravi prima!
iommi
Mercoledì 23 Aprile 2014, 13.15.40
36
A me solo Hell To Pay sembra sotto la media delle altre composizioni? Voi che ne pensate? sono io che non l'ho ancora fatta mia? Ps: confermo la mia valutazione estremamente positiva di questo disco
Steelminded
Martedì 18 Febbraio 2014, 16.01.33
35
Onesto, di nome e di fatto...
Onesto
Martedì 18 Febbraio 2014, 12.45.45
34
Deep Purple......cresciuto con la loro musica.....sicuramente tra le più grandi band di tutti i tempi.........credo sia doveroso però ammettere che è diverso un disco suonato maestosamente da un bel disco..........ascoltato almeno una trentina di volte......direi che onestamente ....considerato come album rock non raggiunge la sufficienza.....considerato come album dei Deep Purple.....meglio continuare a suonare classici dal vivo....eviterei questi pezzi cuscinetto!!!!! Grande nome, che ormai vive di rendita. Voto disco 45, solo perchè suonato da mostri.
dantes
Venerdì 8 Novembre 2013, 19.33.17
33
@iommi ... scusa: nessun plagio?! Vincent Price (che è poi anche il singolo) ha un attacco di tastiere modello "it's a sin" dei pet shop boys (!) ed il cantato della strofa è palesemente "countdown to extiction" dei megadeth ... Forse sarò troppo puntiglioso, ma in fondo per me è sempre una delusione quando un mostro sacro "ricicla" da altri ... anche se sono dettagli. Ma proprio perchè dettagli o trovatine in quanto tali, nutro sempre la speranza che un mostro sacro possa essere capacissimo di "tovare alternative". Poi aldilà di tutto ciò, del fatto che la voce di Gillan è ormai andata da tempo e giustamente si aiuta con il "mestiere", che Paice si limita a tenere il tempo dai tempi di Perfect Stranger, perchè giustamente o meno, il tempo passa per tutti ... resta tutto sommato un disco discreto, che si ascolta volentieri e del quale apprezzo il sound più oscuro rispetto ai loro standard ... Meglio di Abandon, Bananas e Rapture, ma resta inferiore a Purpendicular che aveva 3-4 brani davvero ottimi e personalmente il migliore dell'era Morse ... guardacaso 3-4 brani molto figli delle idee e dello stile musicale di questo chitarrista che entrato in un colosso di band giustamente si è giocato i jolly ... Pur restando tecnicamente un grande non ha più toccato i livelli d'ispirazione di quel 1996.
DP
Giovedì 24 Ottobre 2013, 17.41.29
32
premessa : sappiate che i Purple per me hanno sempre rappresentato insieme a Zeppellin e Sabbath l'essenza dell ' hard rock collocandosi ai primissimi posti delle band che ho amato e amero' sempre. Ebbene, dopo il mio assai critico giudizio precedente e dopo aver ascoltato il disco ancora diverse volte nella speranza di scovare nei meandri qualcosa di positivo rimango purtroppo della stessa mia opinione e ribadisco che questo e' il momento adatto (come fu' per Burn e come espresso nel giudizio di quest ' ultimo) di iniettare urgentissimamente nuova linfa vitale, nuova energia compositiva invece di riproporre per l'ennesima volta un livello di musicalita' stantio e ripetitivo che obbiettivamente non propone nulla di diverso dal "gia' sentito". Obbiettivamente propongo due soluzioni : o la definitiva consacrazione nell'olimpo degli dei con la definitiva "cessata attivita'' oppure un cambio di rotta netto con l'unico modo possibile ossia cambiare gli interpreti, i giocatori. E' vero che squadra che vince non si tocca ma oramai i nostri 5 sono gia' da diversi anni una squadra da media-bassa classifica. Due ipotesi assurde ? Ho dato del matto ? Cosa cavolo sta' dicendo questo ? Probabile ma pensateci bene......
Jack
Sabato 12 Ottobre 2013, 17.53.39
31
Album decente. Alcuni veramente pezzi ottimi, come Vincent Price e Hell To Pay starebbero benissimo nei concerti insieme ai vecchi classici. Niente di eccezionale, ma considerando che sono uno dei gruppi storici che esiste da 45 anni possiamo dirci più che soddisfatti
MarkTrimain
Lunedì 2 Settembre 2013, 23.44.16
30
Comprato oggi: gran bell'album, con ottime tracce (ATTITW, Vincent Price e Above and Beyond gia mi piaciono un casino). Complimenti a questi "vecchietti" che riescono ancora a rimettersi in gioco nonostante tutto. Voto finale: 80.
D.P.
Giovedì 1 Agosto 2013, 16.52.16
29
su avanti, tiriamo fuori le palle e diciamo le cose come stanno. Stiamo solo commentando la solita minestra riscaldata. Ammettiamolo purtroppo che i Purple non hanno piu' idee compositive xche' hanno gia' detto tutto. Sono svuotati e vanno avanti per forza di inerzia. L'ultimo loro disco degno di nota e' quel Perfect Stranger che oramai si perde nei tempi lontani. D'accordo e' la loro professione e ci campano alla grande ma camperebbero di rendita alla grandissima anche x le prox 2 generazioni. Nella vita bisogna individuare il momento giusto e tirare fuori tutto il coraggio per farsi da parte. Gillan e' oramai l'ombra di se stesso dove a volte il suo cantato forzato quasi da "paperino" lo rende fastidioso, Airey con tutti gli sforzi messi in campo non potra' mai eguagliere il sempre compianto maestro Lord, Glover si limita sempre al suo lavoretto da accompagnatore senza infamia e senza lode, Morse lo considero da sempre un chitarrista non Deep Purple che sogna ancora di diventare il nuovo Ritchie (avoja a pedalare) e lo stesso Paice (mito batteristico) e' oramai diventato un gregario aggiunto. No grazie, li ricordo diversamente. C'erano una volta i Deep Purple.
iommi
Mercoledì 24 Luglio 2013, 12.42.59
28
Ps: A i Deep Purple chiedo faccio umilmente una sola richiesta : fate che non sia l'ultimo album. Continuate con questo spirito a mettervi in gioco...ne sarei proprio felice.
iommi
Mercoledì 24 Luglio 2013, 12.40.51
27
Questo è veramente un disco con le palle!! c'è freschezza e classe. nessun plagio o ricerca di consenso commerciale. Non è la copia di un vecchio disco : e un disco del tutto nuovo in cui mettono passione ed ispirazione. Inoltre ciascuno di loro è un mago del proprio strumento e in questo disco si sente particolarmente. Grande Morse,Grande Airey,Grande Glover,Grande Paice,Grade Gillan.........non si può che applaudirne uno ad uno con grande ammirazione!
Joker
Lunedì 8 Luglio 2013, 12.02.55
26
Parola da marcare e rimarcare fino alla fine riguardo questo disco: CLASSE. Davvero bella recensione, hai colto in pieno quel concetto che viene fuori da questi immensi rocker, che a 45 anni ancora hanno qualcosa da dire e, a difesa del sempre troppo sulcrassato Morse, senza di lui erano davvero persi. La canzone rivelazione di questo album direi proprio che sia Uncommon Man: chi ha visto il video di presentazione dell'album avrà sentito sicuramente la melodia di sottofondo, ma ascoltarla per intero è qualcosa di immenso, un plagio a Pirates di ELP. Dopo averlo ascoltato per intero 5 volte dò il mio giudizio definitivo: 85 e strizzo l'occhiolino a questi vecchietti
AL
Martedì 25 Giugno 2013, 11.02.20
25
bel disco veramente. mi piace. e come suonano questi!! grandi! vincent price e body line super!
hm is the law
Venerdì 14 Giugno 2013, 8.55.11
24
Un disco inatteso per la qualità delle composizioni sono davvero contento.
LORIN
Mercoledì 12 Giugno 2013, 19.36.45
23
Grande disco, hanno fatto un grande lavoro. Sono riusciti a spazziare in più generi con una classe sopraffimera, lasciando in primo piano quell'hard rock che solo i Deep Purple sanno incidere. Da quanto è bello, questo disco non può essere paragonato a nessun'altro: è semplicemente perfetto,stupendo,bellissimo. Un desiderio, spero non sia l'ultimo.........
anvil
Martedì 11 Giugno 2013, 13.13.29
22
Lunga vita ai Purple , sono giorni che lo ascolto un 85 ci sta pure per me.
Swan Lee
Lunedì 10 Giugno 2013, 19.58.25
21
@ PIXU : Ahahahahah...non hai tutti i torti Scherzi a parte, non seguo molto i Purple "odierni". Purpendicular fu un ottimo album, davvero all'epoca mi stupi, non mi aspettavo un lavoro di tale qualità da una band di "dinosauri", ma poi acquistai Bananas che mi scoraggiò, e non poco, e da li non me li sono inculati più. A questo, dopo quest'ottima recensione, magari gli concedo un ascolto. Chissà..
Bloody Karma
Domenica 9 Giugno 2013, 18.06.19
20
ascoltata qualche traccia qua e la, in attesa di rimediare l'album...onestamente sono rimasto freddino...vedrò con il disco intero se le mie sensazioni cambiano...cmq Abandon lo ritengo un pelo superiore all'ottimo purpendicular
sadwings
Domenica 9 Giugno 2013, 14.37.18
19
Buon album con qualche elemento di sorpresa come il retrogusto prog. 75
bradipo
Domenica 9 Giugno 2013, 12.37.16
18
molto piacevole ma anche molto di mestiere.La sorpresa è il retrogusto prog di alcune tracks mentre Gillan (per me sempre stato il dio del canto sceso in terra) diciamo che con l'esperienza arriva dove il fiato non arriva più...e purtroppo certe volte si sente...Comunque disco ultrapromosso!
Franco 73
Domenica 9 Giugno 2013, 7.09.55
17
Ottimo disco. 80 e' forse poco.
Jena Plissken
Sabato 8 Giugno 2013, 20.05.54
16
Per una volta mi trovo d'accordo con la recensione e in particolare con il voto. Album con alcune tracce buone tra le quali spicca sicuramente Above and Beyond. In generale, credo che la frase "è un disco che dopo otto anni ci consegna un gruppo che assolutamente non deve dimostrare più niente a nessuno" riassuma veramente tutto. Ultima cosa: non capisco come faccia molta gente qui a paragonarlo a Purpendicular quando sono -se si fa eccezione per lo stile di Morse- due album COMPLETAMENTE diversi.
pixu
Sabato 8 Giugno 2013, 16.01.05
15
mah,se un disco tanto scialbo lo avesse inciso un altro gruppo sarebbe passato sotto silenzio, dopo 45 anni di carriera non puoi continuare a fare rock, questi ormai sono da museo delle cere, alla loro eta' meglio rimanere a casa a farsi accudire dalla badante...
jek
Sabato 8 Giugno 2013, 13.50.59
14
LOOOORIIIN!!!! dove sei?
BILLOROCK Fci.
Sabato 8 Giugno 2013, 13.47.25
13
Mmmh quasi quasi... scatta l'acquisto.... Dio benedica la 14sima....
warrior63
Sabato 8 Giugno 2013, 8.29.36
12
gran bel discone. lunga vita a questi eterni giovanotti
Arrraya
Venerdì 7 Giugno 2013, 23.27.58
11
io ho sentito solo il singolo su queste stesse pagine e mi era piaciuto abbastanza (Vincent Price se non sbaglio).
Slow
Venerdì 7 Giugno 2013, 23.20.30
10
Il migliore da Purpendicular ad oggi. 80
freedom
Venerdì 7 Giugno 2013, 21.58.07
9
No hai ragione Undercover, Abandon è un ottimo album, solo che manca qualche "classico" su quel disco. Su Purpendicular ci sono Sometimes I feel Like Screaming, Ted the Mechanic o Loosen my Strings che sono veramente superlative, e che da sole trascinano tutto l'album (comunque ottimo anche il resto). Questo Now What lo colloco in mezzo, nel senso che lo trovo leggermente migliore di Abandon ma sicuramente inferiore a Purpendicular. Ma sono solo i miei gusti alla fine.
jek
Venerdì 7 Giugno 2013, 20.42.58
8
Disco bellissimo, come detto nell'ottima recensione Morse è un gigante, soli e riff sublimi. Airey si è inserito benissimo trovare pecche la vedo dura. Alzo il voto a 85 perchè ho ritrovato il Morse di "The Introduction", goduria pura. Lunga vita ai Purple.
Undercover
Venerdì 7 Giugno 2013, 20.41.24
7
Questo non l'ho ancora ascoltato, ma Freedom perché tieni poco conto di "Abandon"? Vedo che in molti non lo apprezzano granché.
freedom
Venerdì 7 Giugno 2013, 20.39.28
6
Mi è piaciuto molto. Bel disco di classico rock Purple-style senza troppe pretese ma comunque di alto livello. Della produzione con Morse questo e Purpendicular sono i migliori, ma quest'ultimo (Purpendicular) resta un gradino più in alto. Voto 78.
gianmarco
Venerdì 7 Giugno 2013, 20.03.24
5
gran bella vincent price
roberto
Venerdì 7 Giugno 2013, 19.58.24
4
leggendo la bella recensione vado subito ad ascoltarlo!
dario
Venerdì 7 Giugno 2013, 19.29.11
3
L'ho ascoltato poco poco. Però quel poco mi è piaciuto. Provvederò ad un ascolto migliore e completo.
xXx
Venerdì 7 Giugno 2013, 18.42.00
2
Qui parliamo di storia di musica e una nuova uscita dei Deep non può far altro che allungare la storia!
Delirious Nomad
Venerdì 7 Giugno 2013, 18.25.54
1
Restano dei grandissimi, quell che ho sentito è davvero ottimo. Deep Purple are raging on!
INFORMAZIONI
2013
earMUSIC/Edel
Hard Rock
Tracklist
1. A Simple Song
2. Weirdistan
3. Out of Hand
4. Hell to Pay
5. Body Line
6. Above and Beyond
7. Blood from a Stone
8. Uncommon Man
9. Après Vous
10. All the Time in the World
11. Vincent Price
Line Up
Ian Gillan (Voce)
Steve Morse (Chitarra)
Don Airey (Tastiera)
Roger Glover (Basso)
Ian Paice (Batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
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