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The Monolith Deathcult - Tetragrammaton
( 3779 letture )
Come si fa a non amare questi mattacchioni olandesi? Questi simpatici ometti che fanno un disco una volta ogni tanto e non lo sbagliano neanche a pregare in turco? Mica facile, se dici di suonare death metal, eppure.. Già il precedente Triumvirate era un disco clamoroso (canzoni come Wrath Of The Ba’ath le sanno scrivere in pochi) ; non contenti, i nostri si superano e questo Tetragrammaton fa semplicemente paura. La miscela usata dalla band è letale, non fa prigionieri e risulta un vero e proprio macello sonoro che non conosce compromessi; mettiamoci anche il fatto che i The Monolith Deathcult suonano in maniera parecchio intelligente (merce rara) e il gioco è fatto. Stiamo parlando di un death metal orchestrato con rispetto alla tradizione ma arricchito di samplers, sintetizzatori e altre amenità; avvisiamo quindi il true di passaggio: qui si EVOLVE e lo si fa bene (tiè tiè tiè). Pronti? Che il massacro abbia inizio.

E’ una splendida giornata di "maggembre", la nuova frontiera del tempo pre-estivo in cui si fa l’albero di Natale, si sta in maniche corte di giorno per ricoprirsi col piumone la sera e tanti altri ossimori assortiti. Vi svegliate e dovete pulire la vostra camera per non rischiare che vostra madre vi esponga a pubblico ludibrio nel giardino di casa assieme ai suoi due alpaca; non avete però per niente voglia e mettete su un disco che vi è appena arrivato, tanto per ritardare l’oscura pratica. Quando parte Gods Amongst Insects, giustamente il ragno che abita nella vostra cameretta da due anni inizia a tremare, e a ragione: dopo una breve intro i The Monolith Deathcult lo costringono a traslocare a forza di brutalità, ritmiche impazzite e una furia demoniaca che funge da requiem per ogni singola ragnatela che voi avreste dovuto togliere. La produzione è potentissima e a livelli da denuncia, i sampler e le orchestrazioni si amalgamano in maniera impressionante e poco importa se il pezzo supera i dieci minuti. Ve ne state accorgendo? Il ponte centrale è quasi prog e dannatamente buono, per un po’ il ragnetto si affaccia con nostalgia credendo che gli abbiate fatto uno scherzo (in fin dei conti vi vuole bene), poi però vi manda a quel paese in maniera definitiva nel momento in cui l’onda d’urto torna ancora più brutale di prima. Si alterna a un momento onirico e cambia ancora umore rendendo più facile un terno al lotto che il proliferare di altre ragnatele nella vostra umile dimora. Presto ci si calma ancora con un riff epico e massiccio; le trame, gli assoli e gli intrecci chitarristici sono evocativi e ben strutturati.

La sezione ritmica è devastante e appaga in maniera clamorosa. Non c’è scampo, Human Wave Attack è un mid tempo che ha un tiro assurdo, qui si prende a piene mani dai Ministry, li si incazza oltremodo e si aggiunge ulteriore profondità; qualcuno vada a spiegare ai Morbid Angel come si suona in questa maniera. Bellissima la parte al quinto minuto in cui si riprende il tema principale e vengono in mente gli Strapping Young Lad con annessi goccioloni agli occhi; si rallenta poi copiosamente accompagnati da un growl cavernosissimo che accompagna fino allo sfumare della traccia. Drugs, Thugs & Machetes alza ancora di più il tiro e si rivela un vero e proprio capolavoro di musica estrema tamarra ma sopraffina: qui c’è di tutto e di più, da esplosioni qua e là a un fischietto da arbitro che ricorre prima delle ripartenze più brutali a una qualità di songwriting francamente invidiabile. E’ un pezzo velocissimo che vi farà venire il torcicollo a forza di dare testate all’armadio; il momento topico lo si raggiunge nel momento in cui vi suona il campanello di casa, aprite, trovate due testimoni di Geova e iniziate ad andare dietro alla canzone urlando “PURE BLOOD TRAITOR!!” facendoli autoflagellare per due settimane di fila con annesso sciopero di fame e sete in nome di un’onta che non verrà mai lavata. Quando chiudete la porta con un ghigno che va oltre il godereccio, trovate l’incedere marziale di Todesnacht Von Stammheim che con ordine vi sistema i libri e ne cancella la polvere dai bordi in maniera ordinata e metodica. E’ la canzone più sperimentale del disco e comunque risulta riuscita a causa di tutta una serie di fattori: in primis l’uso dell’elettronica (un plauso a Carsten), poi un gusto sopraffino a livello compositivo ed esecutivo. Niente è fuori posto, la band si diverte e diverte drogando l’ascoltatore colpo su colpo, coltellata su coltellata in un tripudio di brutale godimento e di altrettanto brutale coinvolgimento. Parliamo ora di Supreme Avant-garde Death Metal? Parliamone, perché il disco non cede di un millimetro rispetto a quando proposto finora: qui non esistono cali, non esistono filler e non esiste quell’antipatica parola chiamata noia. Rimangono riff taglienti, partiture a velocità folli e un paio di scope in preda a una crisi isterica che beatamente fanno luccicare il vostro pavimento scapocciando come se stessero vivendo la versione evil di Fantasia diretta da un Walt Disney riesumato e drogato. Qasr Al-Nihaya è l’ennesimo tritacarne in cui si sentono marcatissimi accenti agli Strapping Young Lad e il livello di distruzione non accenna a fermarsi nemmeno per sogno; completano il quadretto orchestrazioni orientaleggianti che fanno un figurone e il solito livello sopraffino in fase di composizione che ormai non stupisce proprio più. Chiudono il disco i dieci minuti e quarantatré secondi di Aslimu!!!: la lunghezza della canzone potrebbe far pensare ad una trollata in pieno stile Nile, qui però stiamo parlando di qualità decisamente superiore in tutti i campi (questo At The Gate Of Sethu se lo mangia a colazione, assieme ad una buona fetta di roba considerata death metal).

Nulla si aggiunge e nulla si toglie a ciò che abbiamo appena analizzato: se non vi piace il sound della band avete sicuramente già stoppato il disco molto prima. In caso contrario si aggiunge ulteriore godimento alle vostre orecchie martoriate in maniera adorabile e con un retrogusto romantico che mai male non fa. La vera trollata consiste infine nel vedere gli occhi di vostra madre al suo ritorno in casa mentre constata che ogni tipo di disordine/acaro si è auto-sfrattato per scampare al macello; poi la scena divertente che conclude il quadretto è composta dalle vostre parole sconnesse mentre cercate di spiegarle che tipo di detersivo sia Tetragrammaton.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
68.4 su 25 voti [ VOTA]
max80
Mercoledì 1 Aprile 2015, 16.44.32
18
Ottimo album!
The Preacher
Lunedì 10 Febbraio 2014, 23.16.43
17
Non mi piacciono i suoni pompati, non mi piace quasi mai l'elettronica nel metal, non mi piacciono i testi senza senso, non mi piace l'atteggiamento spaccone... Ma questo disco è una cosa fuori dal mondo! Musica tamarra all'inverosimile, ed è proprio questo il punto di forza di questo disco: diverte tantissimo e, complice la produzione (l'unico caso in cui accetto di buon grado una produzione così pompata) ma soprattutto grazie al songwriting, è di una potenza incredibile. Concordo sul fatto che sia abbastanza lungo ma tutte le parti delle canzoni sono legate tra loro e scorrono via bene. Album divertente e originale che strapperà più di qualche scapocciata agli ascoltatori, non è un capolavoro ma secondo me l'85 ci sta tutto, uno dei dischi che mi sono piaciuti di più del 2013!
Luca
Sabato 7 Dicembre 2013, 0.41.36
16
Ottimo
Resurrection
Domenica 3 Novembre 2013, 18.32.53
15
Devo rivedere la mia valutazione su questo disco che dopo un primo impatto abbastanza notevole mi è calato parecchio, troppo prolisso e noioso in molti frangenti. Sufficienza risicatissima.
Luca
Giovedì 12 Settembre 2013, 14.23.57
14
Flag Of Hate
Domenica 18 Agosto 2013, 11.10.36
13
Per completare il discorso di ieri sera, questo è Death suonato da NERD ad uso e consumo di altri NERD. Lo sconsolato metallaro tradizionalista (quasi un insulto, in certi ambienti) non può che constatare la nerdizzazione del metal odierno, ma poi... gli capita tra le mani "The Headless Ritual" degli storici Autopsy e torna in pace col mondo: zero seghe, tanta efferatezza. Il vero Death esiste ancora!
Third Eye
Sabato 17 Agosto 2013, 21.44.01
12
Se ti può consolare anch'io reputo questo disco sopravvalutato....
Flag Of Hate
Sabato 17 Agosto 2013, 21.13.04
11
Vado controcorrente rispetto alla stragrande maggioranza del popolo internettiano che li osanna incondizionatamente. I Monolith Deathcult rappresentano per me il contrario di come dovrebbe essere il Death metal: tutto fumo e niente arrosto. Abbiamo una produzione tanto bombastica quanto plasticosa, inutili divagazioni, brani prolissi e pieni di aria fritta, che nulla lasciano se non un distratto sguardo all'orologio per capire quanto manca alla fine dello strazio. Questi tizi hanno il solo merito di sapersi presentare bene, in maniera arrogante e "spaccona", nel tentativo di creare un clima di epicità autentica quanto il sorriso della Santanchè. In tre parole: manie di grandezza. 49/100
TheAlanMcKain
Domenica 16 Giugno 2013, 14.39.07
10
Non mi ha trasmesso più di tanto. Sarà che io di Death non sono un grande fan. Per me il voto è un 75
Ragnar
Sabato 15 Giugno 2013, 23.42.50
9
Nessun brano sottotono, produzione che spazza via ogni cosa, elemento elettronico perfettamente integrato con quello strumentale, approccio spaccone, irriverente ed esilarante, in una parola: una BOMBA! Hanno fatto il miracolo di ripetersi dopo il precedente già clamoroso Triumvirate
Trismegisto
Martedì 11 Giugno 2013, 9.59.04
8
La recensione è assolutamente da 100. Davvero troppo divertente. Per quanto riguarda l'album, anche se non sono un patito di death, mi è venuta la curiosità di sentire anche solo una canzone.. Ho ascoltato Gods Amongst Insects e Human Wave Attack e devo ammettere che sono davvero di grande impatto e il fatto che sia parzialmente melodico, per quanto mi riguarda, non è che un pregio.
Punto Omega (ex piggod)
Domenica 9 Giugno 2013, 15.29.40
7
Uno dei candidati più seri a disco estremo dell'anno, diciamo che con tutta probabilità non ha possibilità di vittoria a causa dei testi che definire "opinabili" è riduttivo.
gianmarco
Domenica 9 Giugno 2013, 12.27.15
6
la recensione più divertente di Metallized.
l'Accademico
Domenica 9 Giugno 2013, 2.20.06
5
mmm, noisetto.
divusdprinceps
Sabato 8 Giugno 2013, 22.40.01
4
Ragazzi, è un disco fantastico !!
Michiel Dekker
Sabato 8 Giugno 2013, 18.16.29
3
Thank you very much for this extremely cool review! greetings TMDCHQ
Resurrection
Sabato 8 Giugno 2013, 14.12.20
2
Il disco è ottimo ed originale ma in certi frangenti non mi prende troppo. Mi fermo ad un buonissimo 80/100.
Ad Astra
Sabato 8 Giugno 2013, 14.05.48
1
sei un deficente!.. cmq ci sta tutto... un must nel 2013 punto!
INFORMAZIONI
2013
Season Of Mist
Death
Tracklist
1. Gods Amongst Insects
2. Human Wave Attack
3. Drugs, Thugs & Machetes
4. Todesnacht Von Stammheim
5. S.A.D.M.
6. Qasr Al-Nihaya
7. Aslimu!!! – All Slain Those Who Brought Down Our Highly Respected Symbols To The Lower Status Of The Barren Earth
Line Up
Robin Kok (Basso Fretless, Voce)
Ivo Hilgenkamp (Chitarra, Voce)
Sjoerd Visch (Batteria)
Michiel Dekker (Chitarra, Voce)
Carsten Altena (Synth, Orchestrazioni)
 
RECENSIONI
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