Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Premiata Forneria Marconi
Emotional Tattoos
Demo

Cortex Complex
Memoirs of an Apocalypse
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/11/17
ALMANAC
Kingslayer

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
TAAKE
Kong Vinter

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
DEGIAL
Predator Reign

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

CONCERTI

24/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
ALMAGIA' TRANSMISSIONS FESTIVAL - RAVENNA

24/11/17
DESPITE EXILE
VECCHIA SCUOLA PUB - PALAZZOLO (BS)

24/11/17
BLACK STAR RIDERS ----> ANNULLATO!
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

24/11/17
6TH COUNTED MURDER + KALIAGE
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

24/11/17
UFOMAMMUT + GUESTS
EREMO CLUB - MOLFETTA (BA)

24/11/17
INDACO + MOUNTAINS OF THE SUN
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

24/11/17
SHAMELESS + TUFF
DEDOLOR - ROVELLASCA (CO)

25/11/17
THE MODERN AGE SLAVERY + DESPITE EXILE + AMBER TOWN
LA TENDA - MODENA

25/11/17
COUNCIL OF RATS + NIDO DI VESPE + MALLOY
CASEIFICIO LA ROSA - POVIGLIO (RE)

25/11/17
PROSPECTIVE + UNDERTHEBED + OBSCURAE DIMENSION
CENTRO GIOVANILE CA' VAINA - IMOLA

Anvil - Hope in Hell
( 2525 letture )
Non credo di esagerare se dico che pochi gruppi, nella storia, hanno mostrato una dedizione più intensa, accompagnata da una sfortuna altrettanto intensa, degli Anvil: formatisi in Canada nell’ormai lontano 1979, questi grintosi musicisti hanno dato alle stampe alcuni lavori unanimemente riconosciuti fra i più importanti dell’hard ‘n’ heavy nordamericano, ma, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti a sfondare completamente, nonostante un’influenza sul mondo della musica pesante molto superiore rispetto a quanto farebbero pensare le effettive vendite dei loro album. Non è questa la sede per ricordare tutte le numerosissime vicissitudini occorse agli inossidabili Steve “Lips” Kudlow e Robb Reiner, vicissitudini per le quali vi rimando all’eccellente articolo che soddisferà tutte le vostre curiosità; vi basti sapere, relativamente alla presente recensione, che alla fine i nostri sono riusciti a tornare sulle scene, producendo fra le altre cose un ottimo album come Juggernaut of Justice che ha restituito loro un po’ dell’attenzione che avrebbero meritato a iosa negli anni passati.

A distanza di due anni da quell’uscita, indubbiamente una delle migliori da molto tempo a questa parte per il trio canadese, gli Anvil si rifanno sotto con questo Hope in Hell, che vede al basso il nuovo Sal Italiano, entrato nella band lo scorso anno dopo la separazione al veleno con Glenn “Five” Gyorffy. Chi conosce Kudlow ed i suoi ragazzi sa perfettamente cosa aspettarsi da loro: heavy metal classico, privo di innovazioni o sperimentazioni, che punta tutto sull’incisività di un sound diretto e senza fronzoli. Hope in Hell, chiaramente, non fa eccezione e parte subito in quarta con l’interessante title-track, un granitico mid-tempo basato, come di consueto, sulla robustezza della sezione ritmica, su sporadici variazioni sul tema della chitarra e sulla voce graffiante di Steve Kudlow: l’ugola non sarà più quella dei tempi d’oro, ma il brano funziona, si fa ascoltare e coinvolge fin dal primo ascolto. Bersaglio centrato, dunque, cosicché possiamo effettivamente inoltrarci nell’Inferno con buone speranze: Eat Your Words parte in modo terremotante, poi rallenta leggermente ma si tratta comunque di un brano discretamente veloce, con un Robb Reiner in stato di grazia ed un ritornello che, per quanto poco originale, invoglia a cantarlo a squarciagola dal vivo. Niente male finora, vero? Ed è ovviamente proprio qui che gli Anvil esagerano, sfiorando il plagio con il riff principale della successiva Through With You: ascoltatelo senza nemmeno porvi un’eccessiva attenzione, dato che la somiglianza con l’immortale, storico riff di Smoke on the Water è talmente evidente da non necessitare ulteriori commenti. E’ un peccato, dato che di per sé il brano non sarebbe neanche malvagio, ma in virtù di quanto appena detto la canzone numero tre del disco si merita un pollice verso. Decisamente migliore e più ispirata si presenta The Fight Is Won, divertente e piacevole nel suo rapido incedere, mentre Pay the Toll è un po’ meno riuscita; si prosegue poi con un brano nel classico stile del trio canadese come Flying, che beneficia del rapporto fra sezione ritmica e riff stoppati della chitarra di Kudlow, poi con Callo f Duty, un po’ troppo di mestiere ma interessante grazie alla prestazione di Reiner. In sostanza, fino ad ora i nostri confermano tutte le caratteristiche per cui sono amati da molti e detestati da alcuni: canzoni quasi sempre valide nel loro complesso (a parte qualche episodio decisamente sottotono che abbiamo sottolineato), divertenti ma anche piuttosto statiche e prive di innovazioni. Non se ne scappa, o li si ama o li si odia, come del resto si potrebbe dire per tutte le band che da anni propongono una ricetta collaudata; o secondo alcuni, ormai stantia. Si potrebbe aprire un dibattito della durata di mesi su questo fatto, pertanto direi che per ora è meglio tornare a concentrarsi su Hope in Hell, rinviando la discussione a sedi più consone. Badass Rock ‘n’ Roll, un po’ a sorpresa, si candida come una delle tracce più interessanti del lotto, grazie ad un groove orecchiabile ed efficace quanto basta; è un po’ lontana dallo stile classico della band, ma non per questo non può ritenersi molto valida. Al solito, in questo disco troviamo una curiosa alternanza fra brani ottimi ed altri meno riusciti e Time Shows No Mercy, classica traccia di mestiere e non molto altro, non riserva sorprese, a parte un bell’assolo. Idem dicasi per Mankind Machine, eccessivamente banale, mentre al contrario Shut the Fuck Up è una perfetta conclusione alla Anvil, potente e divertente.

In conclusione, mi riporto a quando detto ad inizio recensione ed anche nel corso del mio presente scritto: Hope in Hell è il classico disco che ci si aspetta da Steve Kudlow e dai suoi compagni di mille battaglie, senza novità ed orpelli particolari: solo del caro, vecchio heavy metal suonato con mestiere e perizia. Si tratta di un lavoro sicuramente inferiore a Juggernaut of Justice, che del resto abbiamo già definito come una delle migliori uscite del gruppo da diversi anni ad oggi, ma è comunque un lavoro valido che conferma le buone condizioni attuali del gruppo canadese. E’ un po’ un peccato che brani di squisita fattura si alternino ad altri decisamente meno all’altezza, ma fortunatamente questa caratteristica non inficia in modo eccessivo il valore di un album che, pur con i suoi difetti, si lascia ascoltare senza problemi, regalando anche qualche momento di pura esaltazione da headbanging. Lunga vita agli Anvil, confidando che la fortuna e l’ispirazione non li abbandonino di nuovo.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
89.33 su 6 voti [ VOTA]
Mic
Venerdì 4 Marzo 2016, 17.00.06
11
Buon album. Ma dal vivo sono attualmente improponibili
enzo
Venerdì 13 Dicembre 2013, 12.13.29
10
una delle band piu sottovalutate del metal da riscoprire discografia di assoluto livello grandissimi
Celtic Warrior
Giovedì 10 Ottobre 2013, 12.57.27
9
Dopo mesi che lo ascolto e visto le ultime uscite in ambito Heavy ho deciso di alzare anche io il voto a 85 , uno dei migliori album di quest'anno insieme al mostruoso Mysterium dei Manilla Road.
The Nightcomer
Lunedì 17 Giugno 2013, 10.59.16
8
@ blackiesan74: vedrai che arriverà, come molte altre recensioni di albums storici. In questi ultimi mesi i ragazzi di Metallized ne hanno recuperate parecchie. Ci vuole tempo, perché il patrimonio a cui attingere è considerevole (per fortuna, mi permetto di aggiungere), ma sono certo che le sorprese non mancheranno.
blackiesan74
Lunedì 17 Giugno 2013, 0.18.25
7
Ma a proposito: a quando la rece di "Forged In Fire"?
jek
Venerdì 14 Giugno 2013, 20.42.56
6
Come Juggernaut of Justice più lo sento e più mi piace. Alzo il voto a 85
blackiesan74
Giovedì 13 Giugno 2013, 23.58.06
5
@Galilee: io personalmente a "Metal On Metal" darei sempre 100, e anche a "Forged In Fire". Ma ognuno ha il suo parere e i suoi gusti; soprattutto se i recensori sono diversi spesso si notano queste incongruenze.
Galilee
Giovedì 13 Giugno 2013, 21.01.14
4
Possibile che i due dischi storici di questa band li avete massacrati, per modo di dire, mentre agli altri avete dato tutti voti assurdi? Non riesco proprio a capirlo.
blackiesan74
Mercoledì 12 Giugno 2013, 22.37.49
3
Era tanta l'attesa per questo disco che ho comprato la versione limitata in vinile colorato... che dire? Album potente, diretto e senza fronzoli; c'è qualche sbavatura (la voce di Lips, che cede in più punti), ma in complesso un disco bellissimo, mi sento di dare un 85.
jek
Lunedì 10 Giugno 2013, 20.11.40
2
Adoro questa band, duri e puri senza farsi distrarre da inutili tentativi di innovazione. leggermente inferiore a Juggernaut of Justice ma come solito un concentrato di puro Heavy Metal. Anche per me 77 lo prende tutto. Lunga vita agli Anvil
Celtic Warrior
Lunedì 10 Giugno 2013, 16.07.55
1
100% "puro heavy metal" , una bomba di cattiveria ; riff travolgenti e una sezione ritmica ottima , pure il nuovo bassista fa un buon lavoro , quindi per me è un buon album e sono sicuro verrà apprezzato dagli amanti del "metal classico senza fronzoli" , sempre secondo me merita almeno un 77 di voto .
INFORMAZIONI
2013
SPV/Steamhammer
Heavy
Tracklist
1. Hope in Hell
2. Eat your Words
3. Through with You
4. The Fight Is Never Won
5. Pay the Toll
6. Flying
7. Call of Duty
8. Badass Rock n Roll
9. Time Shows no Mercy
10. Mankind Machine
11. Shut the Fuck Up
Line Up
Steve Kudlow (Voce, Chitarra)
Sal Italiano (Basso)
Robb Reiner (Batteria)
 
RECENSIONI
70
s.v.
s.v.
82
69
70
80
77
73
65
65
ARTICOLI
13/04/2016
Live Report
UDO + ANVIL
Circolo Colony, Brescia (BS), 09/04/2016
17/08/2013
Intervista
ANVIL
Alla deriva a bordo di un'incudine
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]