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Exodus - Force of Habit
( 3933 letture )
Il logo gronda sangue, oggi come tanti anni fa. Eppure anche gli integerrimi Exodus hanno attraversato la loro fase difficile, i loro controversi anni novanta: è errato dire che quel decennio sia stato una rovina, perché non é affatto così (in ambito progressive, death, power, black, doom, stoner, alternative etc arrivarono capolavori a gettito continuo), ma sicuramente per le vecchie colonne del thrash ottantiano fu un momento delicato. Il genere sembrava ormai privo di ispirazione e pian piano tutti i suoi esponenti più rappresentativi si trovarono a fare i conti con obbligate sterzate stilistiche: alcuni si diedero ad un metal meno irruente, altri colsero al balzo il fascino crescente del death, altri ancora sperimentarono con pop, industrial ed altre nuove correnti. Ancora capitanati da Gary Holt, gli Exodus seguirono la scia di Metallica e Megadeth, cimentandosi con sonorità più morbide. Force of Habit uscì nell'agosto 1992 sotto Capitol Records, quinto album di una discografia che si era fermata a Impact Is Imminent, nel 1990.

Dimenticatevi le vecchie mitragliate nevrotiche di Bonded By Blood o Fabulous Disaster, perché qui dei vecchi Exodus c'è ben poco: la formazione californiana si è adagiata su un heavy/thrash molto melodico, che dello stile classico conserva al massimo qualche riff ma non certo la rapidità delle ritmiche, se si esclude qualche brano. Il nuovo corso non sembra essere molto trascinante: la carenza di idee ed il declino del genere stesso hanno svuotato l'act di Frisco della sua proverbiale energia e della consueta adrenalina, generando un disco un po' sciatto. In esso, le chitarre danno il meglio non tanto nel riffing quanto durante le sezioni soliste, nelle quali riscontriamo melodie piacevoli ed intrecci decisamente heavy-oriented; diversi passaggi suonano come dei mid-time non troppo trascinanti (Thorn in My Side), solo in parte risollevati da discrete partiture soliste (Me, Myself & I) o dalla prova vocale di Steve Souza: il singer non è mai stato un cantante eccezionale, con la sua timbrica acidula e stridente, ma privato del consueto coefficiente di tensione ed aggressività risulta ancora più discutibile. Fortunatamente, episodi come la titletrack possiedono un rifferrama e qualche linea vocale più accattivante: in linea di massima la band preferisce incaponirsi su brani molto melodici, per quanto orecchiabili e coinvolgenti (One Foot in the Grave), dilungandosi negli assoli e rinnegando quasi del tutto le sue radici frenetiche. Certi assoli, va detto, sono davvero belli e molto curati, ma dai tratti riflessivi e lontani dall'imprinting furioso classico di questo moniker. Il difetto principale del full length è l'assenza di brani memorabili: si naviga tra il discreto ed il buono, ci si imbatte nel bel groove e nei coretti di Climb Before the Fall, ma si resta sempre in un limbo molto distante dall'accezione di capolavoro. Qualche sperimentazione interessante -se vogliamo chiamarla così- giunge da una traccia più cupa e slowly, Architect of Pain, minacciosa e dotata di un bollente guitar solo; il pezzo dura ben undici minuti, e sfoggia un vocalism gracchiante ma in linea con l'atmosfera. Ad ogni modo, il quintetto americano è eccellente nell'abbinare senza sbavature potenza e melodia (Good Day to Die), in pezzi equilibrati e privi di grossi cedimenti qualitativi. Soltanto tre sono le mazzate vagamente thrashy, ad esclusione di When It Rains It Pours (che solo in parte presenta qualche accelerazione a tema): i puristi del genere potranno pescare riff affilati e ritmiche veloci nelle abrasive fiondate Fuel for the Fire e Count Your Blessings (che però hanno dei ritornelli fin troppo catchy) o nella martellata finale Feeding Time at the Zoo, riabituando parzialmente il collo all'headbanging. Curiosa, infine, la scelta delle due cover inserite in tracklist: se già in passato gli Exodus ci avevano abituato a riproposizioni di pezzi altrui, ora ci stupiscono con omaggi ad artisti distantissimi dall'immaginario thrash metal come i Rolling Stones (tributati con la rockegiante Bitch) ed Elvis Costello (ricordato dal pop ultracatchy di Pump It Up).

A dirla tutta, questi brani suonano parecchio fuori luogo, estraniati dal contesto nel quale la band si muoveva da quasi un decennio. Purtroppo, come si diceva, il disco è costituito da composizioni non disprezzabili, a tratti anche memorizzabili in pochi ascolti, ma non annovera nessun passaggio da antologia: la scintilla non scocca mai per davvero, ed il potenziale resta di gran lunga appannato. In sede di giudizio conclusivo potremmo dire che i pochi pezzi thrash, per quanto non siano eccezionali, sono quanto di meglio fornito dal platter in oggetto: ce ne fossero stati anche solo due o tre in più, al posto di qualche passaggio a vuoto particolarmente scontato, il disco sarebbe stato molto più gustoso. Invece esso segnò la fine di un'epoca: al di là di una reunion live registrata con Paul Baloff nel 1997, infatti, i gloriosi killers della Baia si sarebbero rivisti sul mercato soltanto dodici anni dopo, con il come-back di Tempo of the Damned.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
65.62 su 16 voti [ VOTA]
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 13.20.08
39
Si’ si’ gusti, x me c’entrano sempre. Exhibit B solo x The Ballad of Leonard and Charles vale oro x me ! Rifatta con Zetro poi e’ bellissima dal vivo ❤️ devastazione totale 🤘🏻
Galilee
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.58.29
38
Gusti. Per me i dischi dopo Tempo non raggiungono il 6 nemmeno col binocolo. Shovel l'ho rivenduto. Exhibition prende polvere. Inascoltabile. Gli ultimi sono rimasti sul tubo. I dischi dei Big 4 mi son piaciuti tutti, soprattutto Anthrax ❤ . È vero i Death Angel spaccano ma l'ultimo mi manca, il peggiore Testament. Tecnica 10, produzione 10, canzoni e anima -200 . Il disco più vuoto e iperprodotto della storia.
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.36.21
37
Comunque come detto prima questo album (se ci si dimentica del nome e si escludono le cover in cui Zetro non c’azzecca nulla imo) è valido
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.35.06
36
A me fra tutti quelli citati invece anche i Death Angel sono piaciuti molto, mentre Metallica e Megadeth non mi hanno preso. Che siano iperprodotti si’ però tutto sommato nell’ultimo Exodus c’è una buona “presenza” degli strumenti. Attendo con ansia i Flotsam, i singoli sono di buon auspicio😃 @Gals invece pensa che x me Exhibit B è un capolavoro (anche se la voce alla lunga mi stanca) e trovo molto bello anche Shovel Headed Kill Machine. Magari Exhibit B venisse reinciso con Zetro...
Galilee
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.16.35
35
Quoto Tino in pieno. Ma escludo gli Overkill, anche se l'ultimo mi ha rotto le palle.
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.01.29
34
Ma a me silvia l’ultimo scorre via come acqua tra le mani, i nuovi dischi dei gruppi storici thrash mi sembra suonino tutti uguali, iperprodotti, c’è sempre il pezzone infilato che ti fa sussultare in mezzo a tante cose strasentite e che si scordano facilmente, vale per loro come vale per i testament, gli overkill o i death angel. Paradossalmente trovo siano molto più interessanti gli ultimi lavori di anthrax, megadeth e metallica dove secondo me ci sono canzoni veramente riuscite che ti rimangono bene impresse
Galilee
Venerdì 7 Dicembre 2018, 11.52.43
33
A me piaceva, ottimo suono, canzoni studiate bene e diverse dal solito, di certo lo preferisco agli ultimi 4 che proprio non sopporto.
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 11.45.52
32
A me Blood in Blood out non dispiace, alcuni pezzi sono killers 🙂
thrasher
Venerdì 7 Dicembre 2018, 11.03.57
31
Preferisco questo all ultimo disco
Silvia
Giovedì 6 Dicembre 2018, 19.09.02
30
Si' si' @Aceshigh anche Lee Altus e' incredibile, secondo me e' piu' "melodico" di Rick che invece era piu' "spigoloso", anche se nel web leggo tante definizioni contrastanti, evidentemente ognuno di noi percepisce lo stile in modo diverso. Comunque concordo, le chitarre Exodus sono un punto di forza assieme alla batteria! Ho visto anche dei video live dell'anno scorso davvero notevoli
Aceshigh
Giovedì 6 Dicembre 2018, 19.00.43
29
Sì infatti Silvia, sono d'accordo! La coppia Holt/Hunolt è sempre stata potentissima! E anche dopo la fuoriuscita di Hunolt comunque l'impatto delle chitarre è sempre stato uno dei punti di forza della band!
Silvia
Giovedì 6 Dicembre 2018, 18.42.17
28
Aceshigh, sono d'accordissimo con te, volevo scrivere da tanto un commento su questo album ma mi hai preceduto . Comunque no, Zetro che fa il melodico non lo trovo adatto... Inoltre penso che forse se l'album fosse stato scritto da un'altra band forse sarebbe stato piu' apprezzato. Come dice Rino "questi brani suonano parecchio fuori luogo, estraniati dal contesto". Bellissime le chitarre, l'H team non ha mai sbagliato imo ed e' una delle mie coppie d'asce preferita
Aceshigh
Giovedì 6 Dicembre 2018, 18.27.36
27
Album uscito anch'esso sull'onda di un ammorbidimento del sound da parte di tante storiche thrash bands, è probabilmente il punto più basso della discografia degli Exodus. A suo sfavore secondo me pesano innanzitutto una durata eccessiva (quasi 70 minuti): con 3/4 pezzi in meno la qualità complessiva sarebbe stata più alta (di cover ne bastava una); e in più lo stile "poco raffinato" di Souza non è che calzi proprio a pennello su brani poco thrashy. Ciononostante - proprio perché parliamo degli Exodus e non di un gruppetto qualsiasi - io riesco a salvare in parte anche questo disco. Innanzitutto la prestazione delle chitarre è sempre al top sia come impatto che come riffs e assoli (insomma... Gary Holt eh!) e pezzi come Count Your Blessings, Architect of Pain, Fuel for the Fire, Feeding Time at the Zoo sono ottimi! Nel complesso... voto 73
Arrraya
Martedì 16 Dicembre 2014, 21.34.39
26
Vitadathrasher@ sono d'accordo con te (commento #16), spingendo fino al 1994. Se da una parte i nomi storici rallentarono in maniera paracula, non si può dire del sottobosco di quegli anni. A me piacque il filone technothrash. Per quanto riguarda "Force of Habit" posso fare lo stesso discorso di "Persistence..." degli Anthrax e "Souls of Black" dei Testament, album secondari nelle loro rispettive discografie , che delusero molti. Io li ho rivalutati, di poco. Ma rimangono comunque uscite non incisive. Comunque, riascoltandoli ora non li trovo cosi pessimi, forse perchè mi piace riascoltare i suoni di batterie dell' epoca che erano ancora umani e non mitragliate troppo enfatizzate.
Necrolust
Giovedì 31 Ottobre 2013, 18.01.05
25
Ottimo disco. Forse lontano da alcuni aspetti che hanno reso il Thrash grande, ma non per questo un brutto disco. Anzi... Diverso si, brutto NO. Voto 85/100
fabriziomagno
Lunedì 26 Agosto 2013, 18.45.46
24
50 per il nome, non per i riff. veramente un album scialbo, spento e noioso.
Giaxomo
Mercoledì 3 Luglio 2013, 12.16.46
23
Lunga vita agli anni '90.
Masterburner
Mercoledì 3 Luglio 2013, 11.53.53
22
Behold the Architect Of Pain! Io mi chiedo come mai questo pezzo non sia diventato un classico, è stupenda, l'andamento è super minaccioso, Zetro malvagio come non mai.
jeffwaters
Venerdì 21 Giugno 2013, 19.00.08
21
Sarà mah....per me Zetro,Holt,Hunolt sono un trio thrash da combattimento....Lunga vita a questa gente....
Painkiller
Venerdì 21 Giugno 2013, 11.56.11
20
The Killing Kind. STREPITOSO
Massimiliano M.
Venerdì 21 Giugno 2013, 11.33.43
19
Ah certo "Dreaming Neon Black" è lassù e non lo tocca nessuno senza parlare di capolavoro, anche "The More Things Change" dei Machine Head si difende anche se si parla di groove, non di thrash. Cmq dai qualcosa c'è in quel periodo che si distingue dal grigiore generale (non iniziamo a parlare dei Metallica però, abbiamo già detto la nostra nella rece di Reload se non ricordo male ).
Vitadathrasher
Venerdì 21 Giugno 2013, 11.24.28
18
Ora che ci penso......ci fu un solo gruppo che ha sfornato dei veri capolavori, sempre parlando di thrash dalla seconda metà degli anni novanta in poi: i Nevermore
Macca
Venerdì 21 Giugno 2013, 11.10.04
17
Concordo con vitadathrasher@ per il thrash la second ametà dei '90 fu il periodo del declino, tra tutti i grandi forse solo Slayer e Pantera non modificarono il loro stile, quantomeno non in modo radicale. L'avvento del grunge, l'espolsione dei pop-pseudo punkers Green Day e Offspring, il successo ottenuto dal Black Album e in seguito la nascita del nu metal giocarono un ruolo chiave nel modo di comporre di tanti thrashers di quel periodo (non faccio nomi tanto tutti sanno di chi si parla...). Però, seppur con sonorità lontane dal thrash seminale, a quel periodo sono collegati alcuni album validi come il citato The Gathering, Violent Revolution, Bloodletting e alcuni addirittura grandiosi tipo Roots.
Vitadathrasher
Venerdì 21 Giugno 2013, 10.45.05
16
Un conto è parlare di anni 90 per il metal in generale e un conto è parlare di thrash. Nella seconda metà degli anni 90 fino ai primi anni del 2000 salvo qualche buona ma sporadica uscita, anzi forse unica (the gathering), fu un coma totale per il thrash. Mentre i primi anni 90 secondo me sono ottime annate....
Painkiller
Venerdì 21 Giugno 2013, 9.24.23
15
Beh, credo che gli anni '90 abbiamo avuto i loro capolavori, ma non da parte degli stessi gruppi che li fecero negli anni '80. C'è stata una ventata di gruppi nuovi, o che si sono consacrati negli anni '90, mentre i "vecchi", come gli Exodus di force pf habit, topparono alla grande. Secondo me questo album non arriva alla sufficienza...
Andy '71 vecchio
Venerdì 21 Giugno 2013, 9.06.48
14
Cara Luci di ferro@Forse hai frainteso,ma quanto meno da parte mia non viè alcuna polemica,ho solo precisato secondo me delle inesattezze,ripeto ho adorato gli anni'90 pieni di ottimi album e di alcuni capolavori,però non bisogna fare l'errore,forse perchè non li si è vissuti di tacciare gli anni'80 come "Roba vecchia"anche perchè,e lo ripeto sono stati gli anni dove è nato il genere che tanto amiamo,e in quei 10 anni sono usciti i capolavori assoluti e riconosciuti unanimamente in quanto tali e per aver creato e sviluppato il genere,questo è un dato di fatto dai Maiden,ai Saxon,agli Scorpions,Metallica(Quale Black album,non scherziamo,quì si parla dei primi 4 capolavori!)Ac/Dc,Guns,Motley Crue,Slayer,Ozzy,e via discorrendo con tutti i classici!Quindi,ok gli anni'90,ma senza gli anni 80,non sarebbe esistito l'HM!Non è polemica,è la constatazione della realta.
LUCI DI FERRO
Giovedì 20 Giugno 2013, 23.25.31
13
e ciliegina sulla torta Time Does Not Heal (dark angel )& Awake (Dream Theater)..........ok vi bastano...... posso continuare se la polemica non si spegne saluti a tutti i metal defender!!!!!!!!!!!
LUCI DI FERRO
Giovedì 20 Giugno 2013, 23.19.43
12
anni 90 : Megadeth Rust In Peace (1990) Judas Priest Painkiller (1990) Death Symbolic (1995) Death The Sound Of Perseverance (1998) Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory (1999) Dream Theater Images And Words (1992) Sanctuary Into The Mirror Black (1990) Anathema Judgement (1999) Anathema Alternative 4 (1998) Dissection Storm Of The Light's Bane (1995) Kyuss Blues For The Red Sun 1992 Kyuss ...And The Circus Leaves Town 1995 Alice In Chains Dirt (1992) The Gathering Mandylion (1995) Blind Guardian Imaginations From The Other Side (1995) Death Human (1991) Tiamat Wildhoney (1994) Tool Ænima (1996) My Dying Bride The Angel And The Dark River (1995) Katatonia Brave Murder Day (1996) Sepultura Arise (1991) Bathory Hammerheart (1990) Slayer Seasons In The Abyss (1990) Virgin Steele Invictus (1998) ....ecc.....ecc ok ragazzi anche i 90 sono anni eccezionali
Andy '71 vecchio
Giovedì 20 Giugno 2013, 17.04.05
11
The Sentinel@Concordo sul fatto che gli anni'90 non siano da buttare,anzi sono anni di musica fantastica,ma paragonarli come uscite e capolavori agli anni'80,non scherziamo....negli anni'80 sono usciti capolavori assolutimpilastri del genere che amiamo,e lo dico non solo perchè lì ho vissuti,ma è un dato oggettivo.....Già solo per i primi 7 album degli Iron,poi dai AC/DC,ecc.e poi dai,"Fear"dei Maiden che guarda a testa alta "Killers"o "The Number of The Beast"faccio fatica a vedermelo.....Ripeto,ok non fare sempre i nostalgici,anche se a volte ci stà e come,ok gli anni'90 mi han dato tante soddisfazioni,ma non tocchiamo i mitici anni '80!
stellabyblood
Giovedì 20 Giugno 2013, 16.17.28
10
d'accordissimo con la rece, un po' meno col voto, x me insufficiente ed è un peccato perchè se avessero mantenuto il vecchio sound sarebbe stato un gran disco anche questo...
Vitadathrasher
Giovedì 20 Giugno 2013, 8.36.55
9
Anche questo disco cadde nella "rete" blackalbum....Copiando il temino del compagno di banco e con l'idea di fare tanti bei dollaroni. Album senza mordente, si sente la forzatura di un cambiamento di stile che non fa per loro. Non lo disdegno, mi piace ascoltarlo ogni tanto, ma......un po noioso alla lunga.
Painkiller
Giovedì 20 Giugno 2013, 6.38.59
8
Ad anni di distanza force of habit continua ad annoiarmi come agli inizi. A parte un paio di pezzi non riesco proprio a digerirlo e mi passa la voglia di inserirlo nel lettore. Zetro va bene fin quando urla e sbraita come in feeding time at the zoo ma quando cerca di cantare su ritmi più lenti é davvero pessimo. Non amo questa ventata di revisionismo storico che esalta album degli anni '90 e in taluni casi rivede al ribasso valutazioni su album storici come master of puppets. Gli anni '90 avranno di certo proposto molta più roba buona di quanto non si dica, ma di sicuro non attraverso le band storiche degli anni 80. Se questo pessimo disco merita la sufficienza secondo me allora un I Hear black degli overkill dovrebbe sfiorare il 100. @sentinella: questione di punti di vista, io trovo fear of the dark il peggior album dei Maiden insieme forse a virtual XI. E proprio la title track l'ho sempre trovata fastidiosa da quanto è ruffiana e scopiazzata dal passato. Lo stesso lavoro lo fecero con la canzone. Brave new world ed infatti alla lunga mi ha stufato. Nightwish? Anche li è questione di gusti. Li ho visti due volte live e li trovo molto sopravvalutati, soprattutto se confrontati ai within temptation. Il mondo é bello così. Altrimenti che palle no?
The Sentinel
Mercoledì 19 Giugno 2013, 23.45.18
7
Gli anni '90, soprattutto da parte degli appassionati che iniziavano proprio allora sentire hard&heavy, son stati i migliori forse, altro che storie. Gli '80 non erano ancora così lontani o col bisogno di "revival" di vario tipo, visto che anche i primi capolavori erano a max. 10 anni indietro (e una ventina o poco più quelli dei '70, cioè, per dire, più vicini di quanto siano ormai i primissimi '90 ad oggi) e ancora freschissimi, ascoltatissimi da tutti ecc., ma allo stesso tempo potendo vedere in prospettiva e a bocce ferme quel periodo, ti potevi evitare le band inutili, copia della copia della copia, quelle scarse ecc., visto che proprio per la fama e storicità già acquisite quelle band principali si trovavano ovunque rispetto alle altre anche solo un po' sotto, e quindi per prime sentivi quelle e i loro capolavori prendendoli come metro di giudizio per gli altri, spesso irraggiungibile appunto. Ma insieme noi scoprivamo le band nuove di talento, famosissime o anche un po' meno, che tentavano di coniugare tradizione e attualità aprendo, consapevolmente o meno, enormi nuove strade e influenzando migliaia di band (Pantera e Dream Theater su tutti). Del resto pure le band già storiche, che fossero di heavy metal, thrash, speed, epic o altro, facevano ancora grandi dischi, a volte con qualche pezzo di troppo magari, troppo lunghi, scorciabili, ma pieni di grandi pezzi e a volte anche di 2-3 del tutto in grado di guardare a testa alta i classici passati (penso a "Fear..." dei Maiden, con l'openere, "Afraid..." e la title-track). La scena svedese che esplode con alcuni casi di talenti incredibili (a 18 anni appena) che realizzano capolavori come gli At The Gates o i primi Dark Tranquillity, così come il death classico pur nato e avendo già fatto uscire i primi dischi delle band guida del genere negli ultimi anni degli '80, trova la definitiva consacrazione e la gran parte dei capolavori proprio nella prima metà dei '90. E poi, appunto, grandi album "della svolta" per band thrash o a volte anche di altro genere, con cmq dischi unici in certi casi, per bellezza dei pezzi a personalità ("black album" su tutti, ma anche "Countdown..." dei cugini Megadeth e altri "minori" tra cui suppongo anche questo, che però non ho mai sentito se non ricordo male). E poi verso fine decennio, senza che le band già in attività da più o meno anni avessero mai smesso di fare il genere come avevano sempre fatto e spesso con disconi o capolavori, esplode il ritorno di tutto l'heavy/power/speed classico di vario tipo, più o meno epicheggiante o sinfonico/neoclassico, più grezzo o leccato a seconda dei casi ma cmq con tantissime band nuove validissime che influenzano a loro volta tantissimi altri negli anni successivi (Strato su tutti), e poi i Nightwish che fanno partire tutta la scena sinfonica e dintorni con cantante donna soprano e tante altre cose interessanti a seconda dei gusti...altro che tutto da buttar via come dicono a volte certi cialtroni ottusi.
brainfucker
Martedì 18 Giugno 2013, 16.07.17
6
disco molto bello
Galilee
Lunedì 17 Giugno 2013, 10.21.18
5
Disco sottovalutato, e dal canto mio, uno dei migliori della band. Classe, raffinatezza , ottime canzoni, arrangiate divinamente e una gran pesantezza di chitarre. Per me 85/100
Hellion
Domenica 16 Giugno 2013, 10.57.12
4
Il solo di Good Day to Die mi ha sempre devastato!
doomale
Domenica 16 Giugno 2013, 0.34.12
3
valutazione giusta secondo il mio modo di vedere..anche io gli do un 70, certo qualche pezzo mi annoia e cmq sono gli exodus più molli e spompati..ma qualcosa lo salvo nel complesso..Good day to die con quel riff di bluesaccio, la voce acida di zetro e le scariche elettriche di Hunolt & Holt mi gasava alla grande..e poi quel video..ah ah ah..sempre mitici anche quando come qui erano poco in forma!
Masterburner
Sabato 15 Giugno 2013, 23.47.53
2
Per me gran bel disco, forse troppo lungo, con qualche filler di troppo, ma anche tante gemme da riscoprire. Le due cover secondo me sono fenomenali, Architect of Pain con la sua nania mette i brividi per la sua malvagità (parla di de Sade). Count Your blessings, grande ritornello. Poi il finale con Feeding time at the zoo, mazzata devastante. da gustare lo scherzo telefonico registrato prima di quest'ultima. Davvero, da rivalutare... per me 78.
Undercover
Sabato 15 Giugno 2013, 12.09.34
1
50, disco insufficiente, molle, poco ispirato e decisamente non degno di portare quel nome su. Brutto.
INFORMAZIONI
1992
Capitol Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Thorn in My Side
2. Me, Myself and I
3. Force of Habit
4. Bitch
5. Fuel for the Fire
6. One Foot in the Grave
7. Count Your Blessings
8. Climb Before the Fall
9. Architect of Pain
10. When It Rains It Pours
11. Good Day to Die
12. Pump It Up
13. Feeding Time at the Zoo
Line Up
Steve 'Zetro' Souza (Voce)
Gary Holt (Chitarra)
Rick Hunolt (Chitarra)
Michael Butler (Basso)
John Tempesta (Batteria)
 
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