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My Dying Bride - The Dreadful Hours
( 4167 letture )
Un immergersi audace e voluttuoso nelle profondità del dolore umano, uno sprofondare a tratti languido a tratti esacerbato, che ferisce e cauterizza, per poi ledere ancora, lasciando una cicatrice mai completamente rimarginata. Una corruzione che eleva, un processo di perfezionamento che genera un lascivo degrado.
La voce di Stainthorpe, innanzitutto, che amplifica con un growl del tutto “sui generis” il furore espresso in alcuni passaggi dalla musica, una rabbia mai dilagante, sempre contenuta in alvei infuocati e tesi, per poi coagularsi in un cantato/parlato che è grumo di desolata, livida afflizione quando la tensione si liquefà in sonorità più decadenti, di più depressiva intimità.
Una voce che potremmo definire ancestrale per la cupa potenza evocativa che riesce ad incarnare, esprimere e dispiegare con inesausta cura in innumerevoli sfumature.

Come un cuore pulsante che alterna contrazioni ad aperture in base alle ineluttabili leggi della fisiologia umana, così i momenti di apertura più atmosferici e rarefatti, necessari per cogliere quelli di claustrofobico ripiegamento e di furioso travaglio, sono affidati unicamente agli strumenti, che riescono con una delicatezza commovente ed uno struggimento alto e puro a trasmettere quel senso di abbandono alle feroci spire dell’umana condizione. Una scelta radicale, assolutamente riuscita per merito di una vena creativa mai esausta e di artisti di grande sensibilità interpretativa.
Un album “espressionista” come The Dreadful Hours, che descrive cioè con raffinata complessità di melodie le acrobatiche movenze dell’autodistruttività umana, sembra descrivibile solo con un linguaggio impressionista, molto lontano dal più inveterato dei tecnicismi. Eppure qualcosa di più puntuale debbo dirla, proprio perché non ne sfugga il valore; urge soprattutto dire di come questo disco rappresenti, nella storia dei suoi autori, un ritorno ad un linguaggio meno sperimentale dei precedenti 34.788%...Complete e The Light At The End Of The World e meno, se vogliamo, “barocco”, con la rinuncia cioè all’uso del violino, sicuramente capace di dar vita a momenti di grande fascino ed impatto emotivo ma infine troppo monopolizzante.

Un gothic doom denso come da copione ma per nulla monocorde, anzi inquieto, mutevole, dalla trama cangiante, che trae beneficio innanzitutto dalle partiture di batteria molto più complesse ed articolate che in passato, che arricchiscono il sound senza mai risultare ridondanti, come pure dagli splendidi passaggi di tastiera, sempre capaci di creare concentriche, vibratili risonanze, come infine dalle attente e curate interpretazioni degli altri strumentisti.
È questo meticoloso ed ispirato processo creativo a generare capolavori di tecnica ed espressività quali la title track o A Cruel Taste of Winter, tanto per citare quelli che mi hanno più intimamente colpito.
The Dreadful Hours emana una luce tutta particolare, anodina e tetra, che trae la sua forza di suggestione dall’affondare le radici nei più oscuri e profondi domini della natura umana.
Arduo non restarne lacerati.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
85.51 su 77 voti [ VOTA]
Rio
Venerdì 29 Aprile 2016, 22.44.38
15
Quest'album è un'opera d'arte. Crudo, ruvido, marcio e pesante quanto malinconico, doloroso, melodico, epico. Non è secondo a nessuno nell'intera discografia My Dying Bride.
InvictuSteele
Giovedì 8 Ottobre 2015, 10.15.37
14
Per me è il più bello della band insieme a The angel e Like gods, poi vengono The light at the end e 34.788% Complete. Voto 90
Steelminded
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 23.44.12
13
My hope the destroyer, molto bella!
Kryptos
Giovedì 20 Giugno 2013, 13.55.09
12
Un disco convincente e a tratti brillante, nel complesso i Bride hanno fatto di meglio sia prima (non credo sia necessario citare i titoli) che dopo (l'ottimo Songs Of Darkness Words Of Light, che è anche l'ultima vetta della band prima del tracollo nella mediocrità e nell'autoparodia). 70
Gasta
Lunedì 17 Giugno 2013, 18.15.58
11
Il solito voto lettori a dir poco ridicolo. Quest'album è tra i migliori senza dubbio. "My Hope, The Destroyer" è una perla rara, per non parlare della titletrack, che live fa sempre furori. Sono d'accordo con il voto del recensore.
Fotturion
Lunedì 17 Giugno 2013, 16.59.52
10
A mio avviso questo è tra gli album più belli in assoluto dei My Dying Bride, 95.
The Nightcomer
Lunedì 17 Giugno 2013, 11.29.36
9
Leggendo i diversi commenti ho trovato degli spunti di riflessione, su cui più volte mi sono soffermato nel periodo in cui vidi uscire gli albums dei My Dying Bride, i quali -a mio modesto parere- sono sempre stati in grado di proporre qualcosa di interessante (non scrivo bello volutamente, considerato che il fattore soggettivo può far propendere per l'una o l'altra "veste" indossata metaforicamente dalla band) e mai banale. Probabilmente sarò uno dei pochi, ma dopo aver amato alla follia lavori quali Turn Loose The Swans, The Angel And The Dark River e Like Gods Of The Sun (già molto diversi tra loro) avevo apprezzato pure la svolta sperimentale di 34,7888 %... Complete, cogliendo una certa logica nel percorso evolutivo del gruppo, se considerato nella sua interezza. Ammetto di essere rimasto un pò spiazzato dal ritorno al growl ed a sonorità più vicine ai primissimi lavori, pur avendone comunque apprezzato atmosfere, espressività ed intensità (ben distinguibili e comunque sempre riscontrabili nelle uscite discografiche targate MDB), a fronte di un'ispirazione che dopo tante prove in studio restava comunque elevata. Non sono mai riuscito completamente ad interpretare (sarà un mio limite, per carità) questa sterzata verso le sonorità passate, però la trovo comunque credibile nel complesso, oltre che piacevole a sentirsi.
Bloody Karma
Sabato 15 Giugno 2013, 17.23.29
8
l'ultimo disco dei MDB a convincermi pienamente
enry
Sabato 15 Giugno 2013, 15.03.01
7
Bello, da avere soprattutto per gli amanti del genere, anche se per me i due capolavori con la C maiuscola restano Turn Loose e The Angel. Molto bello comunque.
W.Axl
Sabato 15 Giugno 2013, 13.17.36
6
L'unica traccia che non mi ha mai convinto è la title-track, poi 7 capolavori di seguito, di cui è impossibile scegliere il migliore. Le sensazioni a fine disco sono desolazione, inquietudine, inutilità di te stesso. Il growl, sempre anticipato da distorsioni maggiori delle chitarre, è dosato nella maniera giusta e come dice il recensore è usato in maniera particolare da Aaron, molto più di un lamento. Il gioiello più prezioso è il testo di My Hope The Destroyer, ma non me la sento di elevarla a canzone regina del disco come ho detto prima perché tutte meritano.
Punto Omega (ex piggod)
Sabato 15 Giugno 2013, 13.09.57
5
Il disco che segna la rinascita dei My Dying Bride. Per quel che concerne il nuovo millennio viene superato esclusivamente da Songs of Darkness, Words of Light, disco che ritengo il loro capolavoro assoluto.
Greatest_Tiz
Sabato 15 Giugno 2013, 12.59.47
4
Tra i dischi del gruppo che ritengo più belli..
Malleus
Sabato 15 Giugno 2013, 12.18.51
3
Per me il loro album migliore, voto 95
Undercover
Sabato 15 Giugno 2013, 12.06.20
2
Per me già qui invece erano in fase di discesa, dopo "The Angel And The Dark River" che ritengo essere il loro capolavoro non mi hanno più convinto allo stesso modo pur essendosi mantenuti su alti livelli.
il vichingo
Sabato 15 Giugno 2013, 11.14.06
1
Spero non partano insulti, ma questo è il mio disco preferito dei My Dying bride. Genuflessione e cuore che si apre quando ascolto la sublime "My hope the destroyer".
INFORMAZIONI
2001
Peaceville Records
Gothic / Doom
Tracklist
1. The Dreadful Hours
2. The Raven and the Rose
3. Le Figlie Della Tempesta
4. Black Heart Romance
5. A Cruel Taste of Winter
6. My Hope, the Destroyer
7. The Deepest of All Hearts
8. Return to the Beautiful
Line Up
Aaron Stainthorpe (Voce)
Andrew Craighan (Chitarra)
Hamish Glencross (Chitarra)
Jonny Maudling (Tastiera)
Yasmin Ahmed (Tastiera su traccia 5)
Adrian Jackson (Basso)
Shaun Taylor-Steels (Batteria)
 
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