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Green Carnation - Journey at the End of the Night
( 2024 letture )
"Viaggio al Termine della Notte" di Louis-Ferdinand Céline sembra perseguitarmi, ultimamente: citato da Paolo Sorrentino all’inizio della sua "Grande Bellezza", lo ritrovo a pochi giorni di distanza come titolo di quest’opera musicale che ha un significato particolare nella carriera dei Green Carnation e persino nella storia personale del mastermind Tchort, che la dedica alla sorella prematuramente scomparsa. Nel primo caso trattasi del ritorno nel 1999 dell’appena menzionato chitarrista e compositore nella band da lui fondata nel 1990 ma che, dopo la sua defezione nel 1992 (per unirsi agli Emperor, al basso), aveva addirittura cambiato nome trasformandosi negli In the Woods…, quasi a metaforizzare uno smarrimento artistico dal quale Tchort sembra liberarli, pur abbeverandosi agli stimoli sonori che X Botteri e Chris Botteri avevano cercato di sviluppare negli In The Woods…. Questo è quindi il primo album dei Green Carnation, che precede di appena un anno quello che è considerato il loro capolavoro, Light of Day, Day of Darkness.

In questo esordio "sui generis", perché gli In the Woods… hanno nel frattempo realizzato un demo e tre studio album cercando di superare il black metal delle origini attraverso l’ibridazione con il progressive rock, Tchort sembra volersi misurare con questo linguaggio ibrido, acquisendolo, rielaborandolo ed apportandovi del suo. Giunge così a dar vita ad un disco caratterizzato da un andamento di base fondamentalmente doom che viene tuttavia reso mobile da un largo uso di variazioni che potremmo definire progressive per complessità ed articolazione.
In una descrizione meno tecnica e più centrata sulle atmosfere che l’album intende creare, potremmo dire che le parti più rarefatte, connotate da una raffinata malinconia ma anche da un’atmosfera sovente psichedelica e spaesante, si alternano come da prassi a passaggi più arditi e ad accelerazioni che incarnano una disperata veemenza. Ciascuno strumento contribuisce a plasmare questi differenti mood: la batteria con la sua varietà di movimenti e la sua finezza, che non disdegna di impreziosire anche i momenti più duri; le chitarre che avvicendano pesantezza di tratto a movenze più mesmerizzanti; il basso col suo spessore in purezza; le voci, numerose e tutte pulite, che affabulano melodie preziose fondandosi sulle peculiarità della propria impronta, che è un solido amalgama di timbro ed espressività.
Ne esce un quadro drammatico ma mai disperato, malinconico ma raramente cupo che si sostanzia in lunghi brani, in suite che pongono l’ascoltatore nelle stesse condizioni animiche del viaggiatore che attraversa la notte per giungere alla sua fine oppure, mantenendo la voluta ambiguità del titolo céliniano, che attraversa l’oscurità per scoprire che non vi è una fine ad essa.

Se un difetto c’è in questo lavoro senza dubbio ambizioso, esso risiede nella sua difficile fruibilità, nella mancanza d’immediatezza, nella pesantezza, nella monotonia che sovente accompagnano l’ascolto. E’ d’altronde un lavoro teso che, sebbene solo in parte, tende a "mentalizzare" il sentire, a trasformarlo in un pensiero musicale denso, minuziosamente lavorato e quindi, giocoforza, alla lunga gravoso.
Nessuno attraversa con leggerezza la notte, figuriamoci se sospetti che non vi sia alba: il viaggio è un ingresso forzato nel proprio dolore, verosimilmente senza possibilità d’uscita.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
80.83 su 6 voti [ VOTA]
Andy '71 vecchio
Lunedì 22 Luglio 2013, 8.21.44
2
Una delle mie band preferite,disco bellissimo!85!
Ubik
Sabato 20 Luglio 2013, 18.35.20
1
Disco bellissimo, il mio preferito dei Green Carnation. My Dark Reflections of Life and Death è assolutamente spettacolare e con un testo stupendo. 85
INFORMAZIONI
2000
Prophecy Records
Gothic / Prog
Tracklist
1. Falling into Darkness
2. In the Realm of the Midnight Sun
3. My Dark Reflections of Life and Death
4. Under Eternal Stars
5. Journey to the End of the Night (Part I)
6. Echoes of Despair (Part II)
7. End of Journey? (Part III)
8. Shattered (Part IV)
Line Up
X Botteri (Chitarra)
Tchort (Chitarra)
Christopher Botteri (Basso)
Alf T. Leangel (Batteria)

Musicisti ospiti:
Rx Draumtanzer (Voce principale)
Linn Solaas (Voce nelle tracce 4 e 5)
Synne Soprana (Voce nelle tracce 1 e 8)
Vibeke Stene (Voce nelle tracce 2, 3 e 4)
Atle Dorum (Voce nella traccia 2)
Leif Christian Wiese (Violino nelle tracce 4, 5 e 7)
 
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