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Death - Live in L.A. (Death & Raw)
( 3427 letture )
Quando l'illuminismo incontra il death metal. Celebrazione di una liturgia, istantanea di un rito sacrale: Live In Los Angeles è un prezioso documento che immortala Charles Michael Schuldiner, il chitarrista illuminato, intento ad officiare la propria omelia.
Immanuel Kant sosteneva che l'illuminismo è 'l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso' e spiegava che 'minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro'. Secondo il filosofo tedesco, questa minorità è imputabile all'uomo stesso, 'se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro'; egli esortava quindi ad avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza.

Attraverso sette vangeli di musica estrema, Schuldiner aveva dettato i codici del genere e riproposto i medesimi concetti, estendendoli alle poderose apocalissi sonore figlie del death metal, una creatura che egli stesso aveva contribuito a creare assieme a pochi altri (Possessed in primis): difatti, l'evoluzione progressista del talentuoso shredder di New York, di casa in Florida, era passata attraverso una mirabile crescita tecnica, sospinta dal coraggio di osare e da una sperimentazione ispiratissima, che lo aveva portato a battere sentieri ben lontani dagli standard triti e ritriti del suo ambito. Illuminato era il suo ideale di evoluzione: mai fermarsi, mai adagiarsi sugli allori. Da autodidatta, "Evil Chuck" aveva creato un sontuoso repertorio di riff brutali ed intricati, completati da assoli al fulmicotone ed esternazioni di sofferenza e tormento; il coraggio non gli era mai mancato, e tanto meno la tenacia: si era rialzato da pugnalate alle spalle clamorose ed aveva combattuto contro le mode delle major perseverando fino alla fine dei suoi giorni, segnata da un letale tumore al cervello. Il cervello, fulcro portante di tutta la (breve) vita del genio americano; il cervello come simbolo dei suoi testi, profondi e filosofici, il cervello come manifesto della sua battaglia costante contro la massa omogeneizzata. Possedere la propria mente e identificare "una linea di pensiero individuale" era la base fondamentale dalla quale partire per comprendere l'intera natura di quella band leggendaria che rispondeva al moniker Death ma che, a conti fatti, faceva capo solo ed unicamente al suo mastermind, Chuck Schuldiner, appunto. Il live qui presente fu registrato il 5 dicembre 1998 al Whisky a Go-Go di Los Angeles (California) ma fu pubblicato solo nell'ottobre 2001, un paio di mesi prima della dipartita di Schuldiner; in esso viene ripercorsa la carriera del mitico moniker con la falce, che all'epoca stava promuovendo l'ultimo The Sound of Perseverance e si avvaleva di musicisti come Richard Christy, Shannon Hamm e Scott Clendenin, tutti in ottima forma. Del disco in oggetto esiste anche una versione in DVD.

Le sacrali note della progressiva The Philosopher introducevano il disco, mostrando immediatamente come lo Schuldiner di fine anni novanta optasse per uno screaming più acuto, non solo su disco ma anche in sede live: con questa timbrica il cantante reinterpretava anche i pezzi datati, che invece erano stati incisi con un growling più profondo, dando alla setlist maggiore omogeneità. Assoli ineccepibili ed una sezione ritmica puntuale conducevano alla celebre e misteriosa intro di basso di Spirit Crusher, brano fresco fresco che veniva attaccato senza alcun intermezzo presentativo: la resa era ancora elevatissima, anche se nel corso del disco si denotava una qualità audio non eccelsa, con suoni leggermente ovattati probabilmente a causa dell'ampiezza del locale. Le performance dei singoli musicisti restano comunque ben distinguibili e fedelissime alle versioni in studio; la stessa Spirit Crusher incedeva trainata dalle vocals angoscianti di Schuldiner e dalle esaltanti accelerazioni dettate da Richard Chrsity, delineandosi tellurica come il nome della band esigeva. Il nuovo stile vocale di Chuck ben si adattava anche ai classici d'annata: fa un certo effetto ascoltarli sotto questa veste, anche se è impossibile non restare indissolubilmente legati al cavernoso imprinting dei primi cinque-sei full length. La scaletta proseguiva con l'altrettanto complicata Trapped In A Corner, un pezzo dotato di spaziale sezione solista: questa veniva però resa lievemente sottotono, forse a causa dei volumi non ben equilibrati tra le due chitarre; poderosa e tambureggiante, l'allora recente Scavenger Of Human Sorrow rimarcava i continui cambi di tempo e la rinnovata potenza che filtrava dai solchi dell'ultima release, mentre Crystal Mountain e Zero Tolerance esibivano la pregevole fattura melodica che avevano fatto di Symbolic il disco più progressive dell'ensemble a stelle e strisce. La stessa Flesh and the Power It Holds, anch'essa fresca di pubblicazione, si prodigava per sbattere sulle nuche dei presenti la straripante forza d'urto e le mirabili collezioni di riff intersecati tipiche dell'act floridiano, che procedeva a testa alta e senza soffermarsi troppo in siparietti o colloqui col pubblico. A quel punto dello show, Schuldiner ripescava la seminale Zombie Ritual, interessantissima e rara testimonianza dal vivo di un brano arcaico tratto dal debut: ancora oggi è certamente emozionante poter udire i paladini del techno-death alle prese con le morbose illazioni gore dei primi anni, qui rivisitate con lo screaming più tagliente di cui si diceva sopra. Da Human venivano scelte la bordata Suicide Machine, forte di un robustissimo lavoro di Christy alla batteria e la feroce Together As One, entrambe riproposte con inaudita brutalità; dopo la fin troppo glaciale e perfetta esecuzione di Empty Words la band si gettava a capofitto nell'esecuzione accelerata di Symbolic, titletrack dell'album omonimo rivisitata con maggior impellenza. Il concerto terminava con un altro gradito ritorno alle origini, quella Pull The Plug -unica citazione dal secondo disco, Leprosy- dotata di groove irresistibile e piglio farneticante. Su tredici tracce, ben sette provenivano dagli ultimi due dischi: un segno inequivocabile di quanto Schuldiner credesse nella propria musica e non avesse bisogno di vivere di rendita, nonostante la sua discografia glielo avrebbe potuto permettere tranquillamente.

Al di là di questo segno di coerenza, sicuramente il fan più sfegatato del combo americano potrebbe avere modo di indirizzare una sensibile critica alla scelta delle canzoni da inserire in scaletta: non tanto per l'assenza di brani preistorici dei primi due dischi (Schuldiner li evitava dichiaratamente, tanto per i testi puerili che per la musica troppo scarna per le sue accresciute ambizioni), quanto per l'assenza totale di estratti dal grandioso Spiritual Healing; anche il mastodontico Human, capolavoro inimitabile della band, avrebbe meritato maggior spazio, magari con episodi del calibro di Lack Of Comprehension o Flattening Of Emotion. Non a caso queste due canzoni comparivano nella setlist dell'altro live rilasciato in quel periodo, Live in Eindhoven, che dunque rappresenta un completamento ideale del disco in oggetto ed un compendio essenziale per sintetizzare on the road la ricca discografia dei Death. Chi li accusa di essere troppo cerebrali o chi si attacca alla ridicola scusa della staticità scenica non ha ben capito la differenza tra arte e spettacolo: certo, ci si può anche accontentare di band musicalmente semplicistiche ma dall'alta resa scenografica, capaci di far divertire ed intrattenere il pubblico con concerti emozionanti; ma chi predilige questi contesti dovrebbe evitare di denigrare ciò che non arriva a comprendere, cioè l'arte, l'illuminismo messo al servizio del death metal e qui celebrato in una degnissima liturgia, peraltro in un tempio sacro per la musica dura. Anche Live In Los Angeles contribuisce a tramandare ai posteri la leggenda dei Death: chi vive sulla pelle questa band e i suoi risvolti umanistici non può non amarlo e conoscerlo in ogni suo solco, perché in esso pulsa tutta l'energia e la passione di Chuck Schuldiner. Certamente, ascoltare i dischi in studio è più indicato per comprendere la natura della band ed apprezzarne appieno tutte le sfumature, le intricate intersezioni, le stupende combinazioni armoniche e le desolanti melodie mortuarie, in quanto solo con una produzione nitida e ben definita è possibile sublimare una proposta musicale tanto complessa; eppure al contempo non si può tralasciare l'aspetto live, necessario per conoscere appieno un'altra angolazione della Morte.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
90.73 su 23 voti [ VOTA]
duke
Lunedì 17 Luglio 2017, 22.03.06
29
disco grandioso....un concentrato del meglio di quel genio che era chuck.....l'inventore del Death metal.....che ne ha dettato le regole del genere.....
lisablack
Lunedì 17 Luglio 2017, 19.32.13
28
Cosa c'è da commentare su questo Live? Basta leggere il nome in copertina e poi la track lista dei brani, e si capisce subito che qui siamo in un'altro pianeta, e tutti gli altri sono dietro anni luce..immensi.
Christian Death Rivinusa
Martedì 1 Dicembre 2015, 0.47.50
27
un live che possiedo anche in vhs originale,che ai tempi la pagai un botto,ma ripagata da una prestazione divinamente unica,uno dei migliori live nell'olimpo del metal,non do 100 perchè per me la migliore formazione resta quella di human,poi argento quella di individual,bronzo quella di the sound of perseverance che resta anch'esso un capolavoro da 98/99……
Malkuth
Domenica 15 Settembre 2013, 18.06.14
26
Non ho dato 100, bensì 96, solo perché quello si dà solo a TSOP. Concordo pienamente con tutto quello che è scritto nella recensione, e vedo di non essere l' unico ad aver collegato Chuck alla "figura" del filosofo. Poi vabbè, esecuzione praticamente impeccabile, presenza scenica tutto sommato buona, canzoni divine.
trimlex
Mercoledì 7 Agosto 2013, 22.17.13
25
RECENSIONE TROPPO LUNGA.SI POTEVA SINTETIZZARE IL TUTTO CON:CAPOLAVORO MAI EGUAGLIATO.
Elluis
Venerdì 2 Agosto 2013, 19.35.17
24
Tutti questi live, questo in oggetto, e i due live a Eindhoven e a Cottbus tutti del tour del '98 sono stati fatti uscire dalla Nuclear Blast per aiutare le finanze di Schuldiner prosciugate dalle esose spese mediche per le sue cure. Ovvio che nessuno di questi video sia in HD, anzi secondo me hanno preso un po' quello che c'era e l'hanno pubblicato. Io li ho tutti e tre e devo dire che forse quello di Eindhoven è il migliore (anche se effettivamente è da un bel po' che non me li guardo)
the Thrasher
Venerdì 2 Agosto 2013, 15.04.42
23
In effetti ho verificato l'esistenza di una versione a colori dello stesso live, per cui abbiamo provveduto a correggere l'imprecisione... ringrazio il lettore per la segnalazione!
PaulThrash
Venerdì 2 Agosto 2013, 11.51.38
22
Sono un fanatico dei DEATH, ma questo live non mi ha mai fatto impazzire... sarà che, come già detto, la qualità della registrazione non è il massimo, sarà che ogni tanto si sentono delle imprecisioni (normale eh, mica dico che tutto dovrebbe essere perfetto, o peggio ancora ritoccato come certi altri famosi live... "Live Evil", giusto per non fare nomi...), sarà che Shannon Hamm non era in formissima e nemmeno Chuck (la sezione ritmica, al contrario, è mastodontica) ecc ecc... però non l'ho mai visto come "giusto epilogo" di una band che è ormai entrata nella leggenda... resta un "documento storico" che ad ogni modo porto nel cuore, ma sinceramente non riesco ad andare oltre il 70... de gustibus
Flv
Venerdì 2 Agosto 2013, 8.51.03
21
ho appena visto su youtube che esiste una versione di Live in LA a colori
Flv
Venerdì 2 Agosto 2013, 8.49.41
20
io ho la vhs ed e' in bianco e nero , a colori ricordo invece il live in Eindhoven http://www.youtube.com/watch?v=-UtsduQ9aBY
Elluis
Mercoledì 31 Luglio 2013, 16.32.52
19
@The Thrasher ma perchè dici che il video di questo album è in bianco e nero, io ho il dvd di questo album ma è a colori, com'è sta storia, ci sono più versioni ??
Fly 74
Martedì 30 Luglio 2013, 20.29.16
18
Ho anche la vhs di questo concerto. Il suono è migliore rispetto al CD, più in evidenza. Mi ha colpito molto la concentrazione altissima dei 4 musicisti. Il sudore, lo sguardo, le dita e lo screaming acidissimo di Chuck mettono i brividi. Voto 90.
gionson
Martedì 30 Luglio 2013, 18.48.58
17
bisogna capire la differenza tra ascoltare e sentire..ho il vinile a casa di qst live e vi dico ASCOLTARLO è il top!! voto 90!!
Death Fox
Martedì 30 Luglio 2013, 17.25.09
16
Chi accusa i Death NON CAPISCE UN CAZZO a priori ed è meglio che torna ad ascoltare Cristina D'Avena!
mulino rosso
Martedì 30 Luglio 2013, 13.35.22
15
disco mediocre, live interessante giusto come testamento della band e di chuck, ma preso a livello musicale (non tecnica, ma produzione ecc) é piuttosto scarso. ho la vhs uscita all epoca: noia totale, grandi canzoni ma concerto deludente, sembrano degli ipiegati che suonano al pub. voto 50
Max
Martedì 30 Luglio 2013, 11.40.37
14
Personalmente come live album non mi ha mai fatto impazzire, è più un "documento alla memoria", visto quando è uscito. Infatti non è stato curato per niente a livello suoni dove forse si poteva migliorare, meglio il dvd o la videocassetta. Niente da dire invece riguardo l'esecuzione, semplicemente immensi. Però mi terrò sempre stretto il ricordo dei concerti di Milano del 95 e 98... INARRIVABILI!
Galilee
Lunedì 29 Luglio 2013, 10.07.34
13
Non male, nel senso che se avessi avuto modo di vederli dal vivo forse apprezzerei di più questo lavoro.
Gemini
Sabato 27 Luglio 2013, 23.19.02
12
grandissima rece, mancava solo una citazione di papa francesco è facevi tombola...vai così.
LUCI DI FERRO
Sabato 27 Luglio 2013, 18.10.36
11
Death Metal / Technical Death Metal / Progressive Death Metal = Chuck Schuldiner, GENIO !!!!
Sorath
Sabato 27 Luglio 2013, 16.59.17
10
Immortale.
doomale
Sabato 27 Luglio 2013, 16.06.28
9
..concordo questo è più un documento storico e un omaggio ad una grandissima e seminale band e ad un genio....Peccato per il bilanciamento delle asce che a volte sembrano sovrastante dalla batteria...per il resto esecuzione da manuale... Ciao Chuck!
xXx
Sabato 27 Luglio 2013, 13.29.04
8
Straordinario live, monumentale!
Flv
Sabato 27 Luglio 2013, 12.53.52
7
dispiace che questo live provenga dal periodo meno interessante di questo gruppo leggendario ,rimane un documento storico di grande valore
Olof
Sabato 27 Luglio 2013, 12.18.28
6
Complimenti a Rino per la rece, l'ho letta tutta di un fiato, è davvero ben fatta! Concordo con il voto, e anche su ciò che hai detto riguardo lo screaming degli ultimi anni di Chuck. Davvero, niente da aggiungere, hai detto tutto! Live, secondo me, da avere e da conoscere a memoria.
Undercover
Sabato 27 Luglio 2013, 11.21.22
5
Vale più come documento storico che altro, innegabile la qualità del lavoro, però a me i live in disco, non fanno impazzire.
The Preacher
Sabato 27 Luglio 2013, 11.04.07
4
*che mi ha fatto storcere il naso, scusate! Dimenticavo il voto: 92, anche se mi sa che voterò il massimo perchè mi pare che il voto utenti stia già prendendo una brutta piega...
The Preacher
Sabato 27 Luglio 2013, 11.02.02
3
Gruppo, come dice bene Radamanthis, leggendario, avrebbero potuto estrarre a caso i titoli da mettere in setlist e questa sarebbe risultata comunque perfetta! L'unica cosa che non mi ha fatto storcere il naso è stato l'assolo di Chuck in Trapped in a Corner, che nella versione studio mi fa letteralmente impazzire (se mi vedeste mentre lo ascolto, mi vedreste con gli occhi chiusi e le mani al cielo ) che invece live non è stato riproposto uguale, nè in questo nè nel live ad Eindhoven. Mi rifiuto di credere che fosse diverso per incapacità di Chuck di farlo uguale! Anzi potrebbe essere un'altra testimonianza del suo continuo evolversi, insieme alla rivisitazione vocale dei pezzi (che sono eccellenti anche così)! Il mio discorso mi sa tanto di arrampicata sugli specchi ma tant'è...
satanasso
Sabato 27 Luglio 2013, 10.38.55
2
UNICI... indimenticabile il concerto che vidi all'auditorium Flog nel 93 con gli Anacrusis....
Radamanthis
Sabato 27 Luglio 2013, 10.26.59
1
Per citare Rino in recensione "Chi li accusa di essere troppo cerebrali o chi si attacca alla ridicola scusa della staticità scenica non ha ben capito la differenza tra arte e spettacolo" ...no, no, sei troppo gentile: chi li accusa di ciò o li accusa di qualunque cosa NON CAPISCE UN CAZZO! E' diverso, ben diverso! Detto ciò l'ultimo paragrafo della recensione è perfetto per sintetizzare la storia musicale di questa band tecnica e brutale allo stesso tempo, una band immensa che è entrata di diritto nella LEGGENDA. Voto 90, concordo in pieno!
INFORMAZIONI
2001
Nuclear Blast
Death
Tracklist
1. Intro / The Philosopher
2. Spirit Crusher
3. Trapped in a Corner
4. Scavenger of Human Sorrow
5. Crystal Mountain
6. Flesh and the Power It Holds
7. Zero Tolerance
8. Zombie Ritual
9. Suicide Machine
10. Together as One
11. Empty Words
12. Symbolic
13. Pull the Plug
Line Up
Chuck Schuldiner (Voce, Chitarra)
Shannon Hamm (Chitarra)
Scott Clendenin (Basso)
Richard Christy (Batteria)
 
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