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Sadist - Above the Light
( 4791 letture )
1993: sono passati moltissimi anni da allora. Oggi, potendo guardare e valutare obbiettivamente quel periodo, non scevri da un tangibile senso di nostalgia, si può tranquillamente affermare che quell'anno ci ha regalato alcune tra le più significative uscite in ambito death metal, album testimoni di un genere che stava cercando di scavalcare i suoi stessi confini, guardando oltre, alla ricerca di nuove soluzioni.

I riff rabbiosi e violenti del death metal incrociavano nuove sonorità, cercando contaminazione e incontro con generi quanto mai lontani. Era impensabile, anzi quasi inaccettabile.
Album quali Elements degli Atheist, Focus dei Cynic e Spheres dei Pestilence hanno impressi, nei loro complicati tabulati e pentagrammi, genio, coraggio, intelligenza e creatività. Sono testimoni di un periodo che è stato di cambiamento, studio, sperimentazione, un periodo forse irripetibile.
E c’è un nome, spesso dimenticato, protagonista di questa folle esuberanza creativa, che a pieno diritto può, anzi deve essere accostato ai nomi dei mostri sacri già citati. Una realtà tutta italiana, al tempo non capita, ignorata, poco considerata, cioè quella dei genovesi Sadist, che nel 1993 pubblicavano il loro primo full length Above The Light.

Forse per la cattiva distribuzione dell’album, forse perché al tempo il metal italiano era rappresentato ma anche oscurato dal successo degli Extrema, forse per il fatto di essere un prodotto veramente troppo particolare ed innovativo, forse semplicemente perché era il 1993 e ciò che era underground rimaneva davvero tale o magari per tutte queste ragioni insieme, Above The Light rimase tristemente inosservato.
Era un progetto troppo ambizioso, frutto di una ricerca spintasi troppo oltre: questo si leggeva nelle recensioni del tempo. E di questo giudizio i Sadist hanno pagato il prezzo, a lungo.
Ma al di là di tutto ciò che c’è stato intorno, oggi, a vent'anni di distanza, rimangono le note, le simmetrie e i contrasti di un album che è capolavoro, singolare, unico e straordinario; diverso da tutto e tutti, ancora adesso.

Above The Light è un continuo dialogare tra chitarra e tastiera, a tratti in modo ancora acerbo, è vero, ma Tommy Talamanca dimostra di sapersi destreggiare con grande abilità tra i vari registri usati: distorti, poi morbidi, classicheggianti, aggressivi, poi di nuovo eterei e delicati.
I brani hanno un ritmo continuamente spezzato dalla variazione, eppure non perdono mai la loro fluidità, la loro grande armonia. È questo sicuramente uno dei grandi punti di forza dell’album.
Cambi di tempo, di atmosfera, sfuriate death metal e aperture dal sapore quasi malinconico, intricati assoli e tastiere barocche, cambiano incessantemente il volto dell’album in un caleidoscopio di sfumature eterogenee.

Mutamento, perizia tecnica, anche esibizionismo se vogliamo, originalità e un massiccio uso delle tastiere, come forse nessuno aveva fatto prima in quest'ambito, possono descrivere bene ogni singolo pezzo di Above The Light, i cui brani si muovono sinuosamente in un continuo giocare su vari piani, dimensioni e sfaccettature.
Breathin' Cancer, ad esempio, si sviluppa alternando insistentemente tempi e distorsioni, tra intermezzi atmosferici e brusche accelerate, sempre diversi, con chitarra e tastiere che interagiscono e si rincorrono senza mai perdere l’integrità e la direzione del pezzo, che rimane coerente ed organico.
Enslaver of Lies è un altro grande esempio di come si possano alternare sfuriate death metal con aperture molto lievi e melodiche, quasi malinconiche. E che dire di Sometimes They Come Back? Un inno, semplicemente, così come la bellissima, strumentale, Sadist.

Above The Light è materiale prezioso, per certi aspetti ancora allo stato grezzo, ma frutto della vitalità di un periodo e di tre ragazzi, Andy, Peso e Tommy, che volevano fare qualcosa di diverso e assolutamente unico.
E ci sono riusciti.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
95.05 su 36 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Martedì 31 Marzo 2020, 17.34.20
18
Scusate ma ho raddoppiato....
Kiodo 74
Martedì 31 Marzo 2020, 17.32.54
17
Questo è stato il mio primo rispolvero del pomeriggio....avevo voglia di prodotto nazionale interno e che pestasse e la mia scelta è ricaduta sull'esordio dei nostri Sadist ed è stata azzecatissima......una bella botta grezza e veloce che mi ha destato dal torpore post pranzo. Band che in quegli anni apprezzavo tanto e che ho sostenuto live diverse volte.... Questo è il lavoro che amo di più.....anche Tribe è un gran bel disco.... Poi via via son andati nel mio dimenticatoio. Voto 85. Ossequi!
Kiodo 74
Martedì 31 Marzo 2020, 17.32.53
16
Questo è stato il mio primo rispolvero del pomeriggio....avevo voglia di prodotto nazionale interno e che pestasse e la mia scelta è ricaduta sull'esordio dei nostri Sadist ed è stata azzecatissima......una bella botta grezza e veloce che mi ha destato dal torpore post pranzo. Band che in quegli anni apprezzavo tanto e che ho sostenuto live diverse volte.... Questo è il lavoro che amo di più.....anche Tribe è un gran bel disco.... Poi via via son andati nel mio dimenticatoio. Voto 85. Ossequi!
duke
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 20.03.01
15
....cd bellissimo....preso all'epoca per corrispondenza dalla noferatu di ....cannavo'...se non ricordo male.....il nome del proprietario.....
Aceshigh
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 19.43.00
14
Grandissimo esordio!!! Pietra miliare del metal estremo italiano (e non solo). Nadir/Breathing Cancer e Sometimes They Come Back... storiche! Da avere insieme al successivo Tribe. Voto 90
ElectricVomit
Giovedì 29 Novembre 2018, 10.49.12
13
Visti a Padova nel 2011 come openere degli Slayer. Mah. A parte questo cd e Tribe non mi hanno mai detto niente. Difatti quando li ho visti sono stati bistrattati da tutti, vuoi anche per l'acustica che faceva schifo. Comunque in quel concerto i Megadeth hanno fatto peggio.
mario
Martedì 23 Febbraio 2016, 19.52.12
12
Che disco! .Una meraviglia, la lampante evidenza che quandol'talia vuole crea qualcosa di straordinario come questo magnifico album, quoto Max i primi 2 sono di un altro pianeta, ma quanto e' bravo Talsmsnca alla chitarra?.tutto perfetto songwriting, sezioni ritmiche, tempi giusti, batteria azzeccata, e assoli magici, ogni volto che lo riascolto pensò a delle frasi FI un altra canzone di un altro grande , tu chiamale se vuoi...EMOZIONI.
Max
Martedì 30 Luglio 2013, 11.33.25
11
Uno dei più grandi capolavori della scena metal italiana e albus storico del death metal. Il mio preferito anche perchè ci sono affezionato, riconrdo ancora quando lo ordinai dai tizi della nosferatu records ai tempi... Stupendo anche il secondo Tribe, Crust meno convincente e Lego lasciamo perdere, un vero buco nell'acqua. Gli ultimi 2 da quando sono tornati in attività invece li trovo ottimi dischi, mai primi 2 inarrivabili!
Elluis
Lunedì 29 Luglio 2013, 20.00.56
10
Band fenomenale, sempre troppo sottovalutati: loro, insieme a Extrema e Schizo secondo me meritavano ben altre attenzioni dalla stampa e dal pubblico metal europeo. Questo Above the Light e Tribe li ho consumati, poi ho ascoltato qualcosa dopo ma non mi avevano troppo convinto, dovrei riascoltarli adesso, con la testa (de casso) di oggi.
AL
Lunedì 29 Luglio 2013, 10.07.14
9
quoto Trucido. Lego pessimo. il resto è molto buono. i primi 2 spettacolari! dal vivo sempre dei grandi!
Er Trucido
Domenica 28 Luglio 2013, 13.46.58
8
Io invece riesco ad apprezzare tutto di loro (Lego a parte), anche se i primi due rimangono due pietre miliari della nostra musica e con un fascino tutto particolare.
Blackout
Domenica 28 Luglio 2013, 9.58.43
7
L'unico che salvo anch'io.
Giasse
Domenica 28 Luglio 2013, 8.56.09
6
La vedo anche io come undercover e enry.
doomale
Sabato 27 Luglio 2013, 16.33.51
5
...All'epoca ricordo cmq che ebbero un buon impatto sui deathster italiani...e fu anche discretamente pubblicizzato sulle riviste dell'epoca...purtroppo come x la maggior parte dei gruppo metal di allora alla fine inevitabilmente furono snobbati dalla grande massa...ingiustamente a mio avviso dato che ritengo Above the light un signor album...Nn lo ascolto da almeno 15 anni penso ma Breating Cancer me la ricordo ancora alla grande...Confermo il voto di Patricia
Axel Legno di Pietra Neumann
Sabato 27 Luglio 2013, 15.35.09
4
Nostalgia. Escluso Lego, disco mal compreso anche da loro, un capolavoro dietro l'altro.
enry
Sabato 27 Luglio 2013, 14.31.23
3
Per me i Sadist sono questo disco e Tribe, soprattutto questo. Di tutto quello venuto dopo non mi piace niente. Talamanca comunque è un signor musicista, lo vidi live una quindicina di anni fa e tanto di capello, purtroppo dopo Tribe non sono più riuscito a farmeli piacere (Crust lo trovo orrendo per esempio).
Undercover
Sabato 27 Luglio 2013, 11.17.05
2
Unico album che mi piace di questa band, il resto me lo evito volentieri.
LAMBRUSCORE
Sabato 27 Luglio 2013, 9.06.46
1
Grande album, poi x me si sono un po' persi.....
INFORMAZIONI
1993
Nosferatu Records
Prog Death
Tracklist
1. Nadir
2. Breathin' Cancer
3. Enslaver of Lies
4. Sometimes They Come Back
5. Hell in Myself
6. Desert Divinites
7. Sadist
8. Happiness 'n' Sorrow
Line Up
Andy Marchini (Basso, Voce)
Tommy Talamanca (Chitarra, Tastiere)
Peso (Batteria)
 
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