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Shexna - Shexna
( 1317 letture )
Dalla collaborazione tra Svirya, autore delle voci in pulito nell'ultimo disco dei Temnozor (Haunted Dreamscapes), e tre membri dei Bog Morok, gruppo industrial metal russo, nascono gli Shexna, nuova realtà dedita ad un classico heavy metal piuttosto cadenzato ed accostabile alla corrente doom, il quale viene ulteriormente arricchito da abbellimenti folkloristici costituiti da alcune trame di chiara derivazione popolare. Bisogna comunque dire che l’utilizzo del flauto passa piuttosto inosservato ed è veramente di poco supporto per quelle poche tracce in cui è presente; in alcuni casi, come nelle due canzoni Dozhd' e Mertvets govorit, appare quasi alienato dal resto della composizione, risultando dunque freddo e distaccato dal contesto generale. Fortunatamente ci sono anche momenti in cui questo strumento riesce a creare la giusta atmosfera, come all’interno del pezzo intitolato Pechal' e nella conclusiva Rasstavaniye.

Per quanto riguarda l’impatto sonoro questa band può vantare un sound decisamente corposo e potente, merito anche dell’adeguata produzione che mette in risalto sia i riff più aggressivi che le melodie più delicate. Nel complesso i suoni risultano molto ben bilanciati e anche il basso riesce ad amalgamarsi ottimamente con il resto degli strumenti. Il cantato è contraddistinto dal tipico timbro est-europeo: i pregi sono come sempre le particolari e invitanti atmosfere che vengono a crearsi, mentre i contro corrispondono al fatto che alla lunga la prova vocale di Svirya risulta piatta e ripetitiva. La carica dei minuti iniziali tende infatti a spegnersi in pochi attimi, non basta dunque il successivo inserimento di soluzioni melodiche maggiormente riuscite o sporadiche strofe cantate in growl. Purtroppo gli Shexna si rivelano subito decisamente inefficaci e poco incisivi, dotati di un sound per nulla brutto ma difficile da reggere nell’arco di quaranta minuti circa di musica. Allo stesso modo anche un ascolto ripetuto di tale disco risulta piuttosto complicato, in più la band stessa non riesce a proporre nulla che inviti ad un approfondimento e quindi ad un reinserimento nel lettore di questo CD. Altra cosa che amplifica la sensazione di ripetitività è la mancanza di punti di forza lungo tutta la durata dell’album, fatta eccezione per la traccia finale di cui discuteremo più avanti. La strutturazione delle canzoni appare palesemente schematizzata e racchiusa entro determinati limiti che i Nostri non azzardano minimamente a scavalcare; di conseguenza anche gli inserti melodici appaiono eccessivamente semplici e per nulla in grado di smuovere emotivamente l’ascoltatore tranne in qualche raro caso, ma per il resto le linee melodiche sono piuttosto banali e scontate, inserite così per mestiere ma assolutamente non funzionali allo svolgimento delle canzoni.

Visto che prima mi lamentavo della piattezza delle linee vocali contenute nell’album, gli Shexna, attraverso la penultima Mertvets govorit, decidono bene di “sbattersi la zappa sui piedi” affiancando al solito cantato un ritornello vocalmente più carico che però stona tantissimo con la voce pacata di Svirya, andando così a rovinare malamente il tutto. Infine è giusto anche evidenziare qualche aspetto positivo di questo debutto: per prima cosa all’interno della sesta Kumushki si può notare qualche tratto musicalmente diverso dal solito, o almeno è possibile osservare il tentativo di variare della band, dato che essa finisce con il compromettere ogni cosa a causa della propria testardaggine nel costruire ritmiche esclusivamente lente e alla lunga noiose. Per concludere, dopo oltre mezz’ora di inutilità musicale, arriva la traccia finale intitolata Rasstavaniye, un brano di death/doom melodico veramente bello e ben fatto. In questo caso le tastiere e il flauto creano un'atmosfera azzeccatissima e gli inserti cantati in pulito sono di gran classe, stesso discorso anche per l'ottimo cantato in growl e per le parti sussurrate che, grazie alla parlata russa, riescono veramente bene. Purtroppo una singola canzone non può portare da sola la sufficienza a quest'opera, la quale forse anche a causa di una barriera linguistica per nulla indifferente, non riesce assolutamente a trasmettere qualcosa di significativo, finendo per diventare il classico disco usa e getta che si limita ad uno, massimo due ascolti. In poche parole un prodotto che sinceramente non consiglierei né a chi è fan del folk, né chi è fan dell’heavy metal più classico.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Theo
Domenica 28 Luglio 2013, 11.03.21
1
Ma lol! Uno dei componenti del gruppo ha stampato sulla maglietta (davanti) la tracklist del disco!!
INFORMAZIONI
2013
Sound Age Productions
Folk
Tracklist
1. Плач
2. Братья
3. Дождь
4. Горе
5. Снегопад
6. Кумушки
7. Печаль
8. Мертвец Говорит
9. Расставание
Line Up
Svirya (voce, flauto)
Sherman (chitarra)
Morok (basso, chitarra, tastiera)
Vladimir “MournGrimm” Chepovsky (batteria)
 
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