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Kalmah - They Will Return
( 2603 letture )
Dopo il buon esordio targato Swamplord, i finnici Kalmah fanno il loro ritorno sulle scene europee con una nuova fatica, dal titolo They Will Return per l’appunto. Il loro ritorno, tuttavia, è caratterizzato da molte novità. La prima di tutte, decisamente immediata da percepire, è il cambio di line-up che porta Altti Veteläinen e Petri Sankala (rispettivamente al basso ed alla batteria) ad abbandonare la nave, concentrandosi maggiormente sulla creatura Eternal Tears of Sorrow. A sostituirli, entrano in gioco Timo Lehtinen e Janne Kusmin, che fanno valere il proprio talento, diventando in breve tempo pilastri portanti della band.

They Will Return è stato e tuttora rimane uno degli album più popolari di questo combo finnico e questo fatto non è per nulla legato al caso. Basta infatti dare un ascolto a brani accattivanti e trascinanti come l’aggressiva e vibrante Swamphell, la title track They Will Return o l’immediata Kill the Idealist per capire come i Kalmah, nonostante le difficoltà dei rinnovamenti in corso, non stiano per nulla scherzando e come, soprattutto, abbiano la risposta pronta contro coloro i quali da sempre li accusano di essere una copia venuta male dei connazionali Children Of Bodom. Se tale influenza si poteva cogliere con una certa immediatezza in Swamplord, ciò non accade in They Will Return, all’interno del quale lo stile dei finlandesi appare più maturo e studiato, capace di offrire passaggi energici e travolgenti, caratterizzati da potenti harsh vocal e chitarre distorte, che mantengono la band fedele al proprio death metal melodico. Tuttavia, quello che può stupire, ma solo piacevolmente, sono i tratti decisamente più lenti della release, in cui un ruolo importante è ricoperto dalla tastiera, in grado di creare atmosfere ricercate ed eleganti, come accade, per esempio, in Principle Hero.

Un’ottima prova, dunque, quella sostenuta dal combo di Oulu, che dimostra di essere cresciuto e di sapersi liberare in fretta delle difficoltà legate alle defezioni, portando sulle scene un album che ancora oggi rimane tra i migliori della propria discografia.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
96.76 su 13 voti [ VOTA]
Gyroscope
Venerdì 7 Marzo 2014, 2.15.41
7
ingiustamente definiti cloni.. ma io li preferisco ai loro cugini più famosi
Anonimo
Giovedì 6 Marzo 2014, 22.42.53
6
Gruppo troppo sottovalutato. Merita di più
BlackAlbum90
Mercoledì 7 Agosto 2013, 12.22.24
5
Buona recensione e concordo con quanto scritto. Band sottovalutata sin dagli inizi e che sta raccogliendo buoni consensi soltanto ora. Madò...
Theo
Lunedì 5 Agosto 2013, 9.27.15
4
Non penso neanche io che siano mai passati in italia. Quoto la recensione, bella e ben fatta, che fa capire il valore di questo disco. Sono d'accordo con voto e parole.
marduk
Sabato 3 Agosto 2013, 21.10.58
3
è un peccato non poterli apprezzare in italia...ma purtroppo credo che porterebbero un pubblico assai esiguo
Akaah
Sabato 3 Agosto 2013, 10.34.53
2
@marduk Andando a memoria, non si sono mai esibiti in Italia. Quest'anno, per esempio, erano l'extra show del Paganfest, ma chiaramente solo nelle date tedesche..
marduk
Sabato 3 Agosto 2013, 10.23.05
1
disco meraviglioso...il più bello della validissima discografia dei kalmah...peccato si siano sempre portati dietro l'enorme fardello di cloni meno riusciti dei children of bodom....etichetta assolutamente sbagliata per un gruppo dalle grandi doti.....una curiosità che ho da chiedere a voi sicuramente più esperti......han mai suonato in italia??
INFORMAZIONI
2002
Spikefarm Records
Melodic Death
Tracklist
1. Hollow Heart
2. Swamphell
3. Principle Hero
4. Human Fates
5. They Will Return
6. Kill the Idealist
7. The Blind Leader
8. My Nation
9. Skin o' My Teeth (Megadeth cover)
Line Up
Pekka Kokko (Voce, Chitarra)
Antti Kokko (Chitarra)
Pasi Hiltula (Tastiera)
Timo Lehtinen (Basso)
Janne Kusmin (Batteria)
 
RECENSIONI
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