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Daniele Flenghi - Feel The Fire
( 2212 letture )
Premetto subito che a questo demo di Daniele Fleghi ho dato s.v. non solo perche' si tratta di soli quattro brani per nemmeno un quarto d'ora di musica, ma anche, e soprattutto, perche' il demo, per come si presenta, e' assolutamente ingiudicabile.
Per ammissione stessa di Daniele, ascoltando il demo si puo' sentire come la produzione, a causa di evidenti problemi in fase di mixaggio, abbia dei grossi difetti che mettono troppo in risalto la batteria (che, come detto esplicitamente da Daniele, sembra che "esca dallo stereo"), e mettono le chitarre praticamente in sottofondo (sono quasi inaudibili).
Di conseguenza, in attesa di un lavoro che renda veramente l'idea del sound proposto da questo diciottenne, mi limitero' ad una recensione "neutrale", con alcuni commenti e note biografiche sul musicista.
Daniele ha iniziato la sua carriera di musicista come cantante della old school metal band Jackstraws, con la quale ha inciso due demo, prima che si scogliessero. Nell'agosto dell'anno scorso si e' cimentato per la prima volta nella carriera solista, producendo il demo "Master of steel", in stile hard rock commerciale, che pero' non lo ha soddisfatto. Ha di conseguenza deciso di continuare la sua carriera solista ritornando al suo vecchio amore, ovvero la New Wave Of British Heavy Metal.
Come gia' detto, la produzione e' completamente errata, a tal punto che i brani non sembrano quasi metal, quindi e' difficile giudicare appieno le capacita' di songwriter e di musicista di Daniele...ascoltando attentamente i riff, si sente comunque fortissima l'influenza (ritmica e sonora) dei Judas Priest anni '70, a tal punto che vi sembrera' di ascoltare la mitica "Victim of Changes", tratta da quello che secondo me rimane il miglior album dei Judas Priest, ovvero "Sad Wings Of Destiny"; non so se la scelta del suono cosi' vintage (a prescindere dal volume delle chitarre) sia voluta o no, ma mi ha fatto molto piacere, perche' dimostra che si puo' suonare classic metal anche senza obbligatoriamente doversi uniformare ai canoni sonori moderni, che prevedono l'uso di chitarroni power/thrash fin troppo esagerati...
La batteria ha pero' un suono troppo "freddo" e sembra quasi programmata...e non si avverte quel calore e quell'intensita' che dovrebbe contraddistinguere un sound NWOBHM...cosi' come la voce, che deve secondo me deve migliorare e comunicare una maggiore espressivita' (prendendo magari spunto proprio da Dickinson e Halford, ovvero i cantanti di metal classico piu' conosciuti ed emulati).
Infine, invito Daniele a controllare meglio l'inglese dei propri testi (che mi sembrano ispirati ai testi puramente "metallici" dei Judas), perche' qui e la' si notano dei palesi errori grammaticali...
Per una recensione piu' approfondita, rimando quindi Daniele ad un prossimo lavoro, consigliandogli magari di farsi aiutare da dei guest musicians, in modo da migliorare la qualita' della sua proposta.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
54.05 su 55 voti [ VOTA]
Farzini (fan n 1)
Venerdì 20 Ottobre 2006, 18.22.34
2
Daniele forza!!!! Questa demo è incasinata per sound ma l'impegno c'è soprattutto nel nuovo demo Street rocknroll! VAI!!
Goblin
Venerdì 24 Febbraio 2006, 12.05.11
1
Anche se il disco ha dei problemi nel sound a me è comunque piaciuto soprattutto Feel the Fire
INFORMAZIONI
2005
Autoprodotto
Classic
Tracklist
1. Heavy Steel
2. Feel The Fire
3. Back On The Streets
4. Darkness
Line Up
Daniele Flenghi - all instruments

danvocals@virgilio.it
 
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