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Symphony X - Twilight in Olympus
( 4413 letture )
LA CHIAMATA
Avevo 19 anni, su per giù, ero cresciuto con il punk, poi sono passato al metal, finché non ho iniziato ad ascoltare metal estremo dalla mattina alla sera. Il mio primo disco di sempre nel genere è stato proprio Once Upon the Cross. Ero invasato da tutto ciò che non era melodico ed intollerante verso qualsivoglia tipologia di sperimentazione stilistica e barocchismo sonoro. Un giorno, per caso o forse per errore, se non ricordo male vidi la copertina di Twilight In Olympus; ho sempre amato la Grecia classica e sono stato folgorato da quella statua in marmo tra i cieli. Questo dovevo ascoltarlo, era categorico.
Dopo aver premuto il tasto Play, Smoke And Mirrors prese forma.
Da quel momento non è più stata la stessa cosa.
Non me ne fregava nulla dei Dream Theater, nulla degli Iron Maiden, dei Metalica, mentre conoscevo appena gli Stratovarius per le loro cover artwork pacchiane. Per me esistevano solo il death, il black ed i Symphony X; a 19 anni questa era la mia vita. Penso che fosse stata una chiamata, come quella che ricevono coloro che credono e si sentono parlare dal cielo. Ho ricevuto quella chiamata ed oggi, 11 anni dopo su per giù, comprendo quanto ha significato Twilight In Olympus nella mia vita.

BAROCCHI OLIMPIONICI
Venendo al disco, senza farmi prendere da eventuali patemi o lacrimucce legate al passato, che posso dirvi che non si sappia già? Chi legge questa recensione dei Symphony X sa cosa è contenuto qui dentro e sa quanto magia ci si possa ritrovare. Quanto è difficile, se non impossibile, non cantare i ritornelli all’interno di classici come la già citata Smoke And Mirrors, Church Of The Machines o lo splendido momento che regala The Relic:

Carry on, into the horizon, wielding courage, staff in hand
Journey on, through shadows and dreams, and what lies beyond the guardian's keep


Ogni volta che lo riascolti ti sembra di volare sul cocchio alato nei cieli dell’Olimpo. Immedesimarsi in qualche storia legata ai tempi che furono risulta obbligatorio e quanto meno adatto al contesto. È ovvio che la band all’epoca non era ancora quel mastodonte che oggi conosciamo, anzi dalla loro stessa testimonianza sappiamo che tra gli studi e la scuola riuscirono a comporre quel piccolo gioiello che tutti conosciamo, quel The Divine Wings Of Tragedy che fruttò loro un contratto con una forte etichetta giapponese per due uscite. Proprio a seguito del successo riscontrato dal precedente album, Twilight In Olympus è stato composto. È stato un mezzo obbligo all’epoca e gli sforzi intrapresi potevano rischiare di compromettere il risultato finale. Vennero forniti i mezzi economici adatti per la quarta fatica in studio della band ed il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: una produzione cristallina per l’epoca, un fluido melodico che cresce e si espande dentro. Tutto questo fa parte di quei tempi, non così lontani, quando i gruppi ancora componevano album, non canzoni per poi riempire i restanti quaranta minuti di filler. È uno di quei dischi che ascolti dall’inizio alla fine senza interruzioni di qualsivoglia tipologia. Sono cinquantadue minuti di godimento sonoro che si tramuta in arte.

È difficile all’inizio riconoscere i vari tasselli che lo compongono, perché al suo interno ci sono decine di richiami al passato della musica, non del metal fine a se stesso, creati per essere trasportati in una moderna unione dei generi. Il desiderio di unire passato e presente, sacro e profano, è palesato attraverso alla citazione di J.S. Bach e la sua Messa in Si Minore nella traccia d’apertura, ma viene ripreso in Sonata, composizione beethoveniana (sono partiture del secondo e del terzo movimento della Patetica) il cui autore è citato pure nei crediti all’interno del booklet. È curioso come, anche se questo piccolo intervallo strumentale spezzi brutalmente Church Of The Machine, l’ascolto non vada risentirne più di tanto, fornendo una valida motivazione per tenere alta l’attenzione.

Far comprendere che non si hanno vincoli spazio-temporali è imprescindibile, doveroso nei confronti di un barocchismo che non sconfina mai nella musicalità fine a se stessa. Unite i vari fattori e se ne comprenderà il tutto: arpeggi con un accenti arabeggianti, stacchi di jazz e atmosfere che sconfinano nel Giappone del medioevo. I testi assumono una tale vastità di argomenti che il mondo intero non basta, ecco perché si chiamano in causa anche gli Dei dell’Olimpo. Lady Of The Snow è stata creata attraverso il testo, la musica qui si è adattata ad una tematica forte ed evocativa come poche, quella di Yuki-Onna. Anche Throught the Looking Glass affonda le sue radici in un altro paese distante dal luogo di origine del gruppo; il testo è la trascrizione dell’omonimo libro di Lewis Carrol, proseguimento di Alice in Wonderland.

Devo aggiungere altri particolari su questa release, non bisogna lasciare nulla al caso. A differenza degli album rilasciati precedentemente, qui una titletrack non esiste e questo è dovuto a questioni extramusicali. Michael Romeo ha confermato che la volontà era quella di comporre una lunga suite similmente a The Divine Wings Of Tragedy, ma purtroppo le esigenze commerciali hanno prevalso sulla possibilità di inserire questa eventuale traccia in più nel disco. La leggenda narra che le parti già composte della suite formarono poi la struttura di diverse canzoni uscite su V: The New Mythology Suite.

DULCIS IN FUNDO
Mitologico, unico come pochi, negli anni viene sempre ricordato come una delle loro composizioni migliori (trovarne di malriuscite è arduo). A qualcuno, come al sottoscritto, ha cambiato la vita. Non credo assolutamente di essere l’unico, anzi in diversi si sono commossi o hanno provato sentimenti contrastanti, magari alzando le braccia al cielo durante i ritornelli. Magari è acerbo, se confrontato con i più grandi successi della band; visto oggi da un’ottica differente, si sente la differenza con gli album più recenti, il barocchismo che ne componeva la struttura è andato ormai a farsi friggere dando spazio a tecnologie e componenti meccanici, ma la bravura e la perizia tecnica non sono mai tramontate. I predestinati sono tali perché qualsiasi cosa facciano avranno sempre le vele spiegate; i Symphony X non fanno eccezione.

Live with shadows and fears - behind smoke and mirrors
Try to turn back the years - living inside smoke and mirrors



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
87.9 su 30 voti [ VOTA]
progster78
Lunedì 7 Gennaio 2019, 16.02.14
25
......anche se il mio preferito e' il Divine wings of tragedy!
progster78
Lunedì 7 Gennaio 2019, 15.57.27
24
Basterebbe Through the looking glass per farlo venir duro a una giraffa Stratosferico,voto 90
Andrea Salvador
Lunedì 7 Gennaio 2019, 13.24.01
23
Non posso non quotare Rob Fleming ed il suo commento 19... Lo devo far mio. Ed aggiungo che è proprio con questo album che ho scoperto il Prog Metal.
Aceshigh
Lunedì 26 Novembre 2018, 10.54.22
22
Album che a mio parere rasenta la perfezione. Solo una band in stato di grazia può dare alla luce riffs come quello di Smoke And Mirrors, chorus come quello di Church of the Machine o Lady of the Snow, pezzi complessi ma dall'equilibrio perfetto come Through the Looking Glass... tutti nello stesso disco. Per tacere poi delle performances di Romeo e Allen. Continueranno alla grande e lo fanno ancora oggi (la loro discografia continuerà a mio parere fino ad oggi tra album "almeno" molto buoni e altri masterpieces) ma forse questo qui è il loro apice! Voto 98
Lento ma inesorabile
Sabato 22 Settembre 2018, 23.04.34
21
Purtroppo dopo il tour in supporto a questo discone Thomas Miller lascerà la band. E i Symphony X, nel bene e nel male, non saranno più gli stessi.
rush1981
Martedì 19 Settembre 2017, 6.23.49
20
Il loro disco migliore...
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 19.18.54
19
Quando uscì fu un'assoluta sorpresa perché finalmente avevo trovato chi sapeva coniugare Rainbow (Smoke and mirrors, Lady of the snow), il primo Malmsteen (Sonata) e i migliori Kansas (Church of the machine, The relic, Orion the Hunter).. 85
Magma13
Lunedì 16 Settembre 2013, 13.21.00
18
...fiero poi di aver ordinato per primo questo cd nella mia città ove all'epoca erano sconosciuti e averli fatti conoscere agli amici .
Magma13
Lunedì 16 Settembre 2013, 13.18.51
17
disco strepitoso considerato anche il periodo in cui uscì in cui andava sì il power neoclassico ma non così roccioso, notai subito quelle venature thrash e groove che negli ultimi 3 album sono diventati molto più che venature
xXx
Mercoledì 28 Agosto 2013, 18.14.41
16
Dopo diversi anni dalla sua uscita lo trovo sempre molto bello, forse il punto più alto della loro discografia!
xXx
Mercoledì 28 Agosto 2013, 18.14.41
15
Dopo diversi anni dalla sua uscita lo trovo sempre molto bello, forse il punto più alto della loro discografia!
ayreon
Mercoledì 28 Agosto 2013, 17.36.44
14
concordo,li ho tutti originali e non rimpiango i soldi spesi,anche per "Iconoclast".C'è da dire che i SX cosi' come i Vanden plas ci mettono molto a far uscire un disco e quando lo fanno è sempre grandioso,un esempio che molti dovrebbero imitare.A partire da "Damnation game" ( il primo si può anche evitare ) averli tutti per scoprire la loro evoluzione,quelli a cui sono più legato sono "V"e "Divine wings",ma è nelle ballate che mi fanno impazzire ."In a winter's dream","Candlelight fantasia","When all is lost","Paradise lost","lady of the snow",li' dentro c'è ben più di una sola canzone ,è un concentrato emozionale che solo loro riescono a creare,quando poi spingono sull'acceleratore non ce ne è per nessuno,e i primi 3 brani di "Divine wings" sono la bibbia del prog power
CrimsonDart
Mercoledì 28 Agosto 2013, 12.39.25
13
Recensione veramente bella e personale, la condivido completamente.Disco bellissimo, con canzoni di livello molto elevato (TTLG su tutte) ma che, come detto dal recensore risulta "leggermente" acerbo rispetto agli altri, soprattutto ascoltando "V", per me il loro capolavoro assoluto. voto 90. @a place to bury strangers: per me i dischi dei Symphony x possono essere ascoltati anche in ordine cronologico a partire da "the damnation game", poiche sono tutti molto belli e diversi l'uno dall" altro. Ripeto, per me il loro disco migliore è "V -The New Mythology Suite"
a place to bury strangers
Martedì 27 Agosto 2013, 13.18.12
12
per chi si avvicinasse al gruppo senza conoscere niente cosa conviene ascoltare per primo? in altre parole qual'è il miglior album dei simphony x?
Screamforme77
Lunedì 26 Agosto 2013, 16.03.17
11
Disco davvero bellissimo. Uno dei migliori assieme al predecessore(non so chi preferire tra i due). Le prime quattro canzoni sono delle autentiche perle e Through The Looking Glass è un sogno !
Aelfwine
Domenica 25 Agosto 2013, 19.16.07
10
Recensione molto personale, ma bella. Anch'io lo ascoltavo tantissimo una decina d'anni fa, riascoltandolo oggi salvo solo Church of the Machine.
ayreon
Domenica 25 Agosto 2013, 10.37.42
9
li vidi per la prima volta a Ponderano proprio di supporto a questo disco che reputo un pelo al di sotto di "Divine..." ma pur sempre un capolavoro.Ho il cd autografato da Romeo,chissà perchè "Orion" dal vivo non sia mai riuscito a sentirla.Che altro dire,è un magnifico esempio di progressive melodic power che seppellisce tutte le atre band del genere,ma quello che riuscirono a fare poi con "V" è assolutamente mostruoso.Li adoro e non mi hanno mai deluso,Allen è il miglior metal singer in circolazione,la coppia Romeo-Pinnella una garanzia di tecnica e virtuosismo.Ancora troppo sottovalutati
Undercover
Sabato 24 Agosto 2013, 18.26.37
8
Per me è il migliore che han fatto, lo preferisco anche al suo illustre predecessore. Spettacolare.
MrFreddy
Sabato 24 Agosto 2013, 17.56.05
7
Discone fantastico, difficile dire se sia il migliore o meno considerando la qualità sempre elevatissima dei SX (a mio avviso, debutto a parte). Pezzi come In the Dragon's Den, Church of the Machine e Through the Looking Glass lasciano il segno. Grandissimo Andrea!
master
Sabato 24 Agosto 2013, 16.55.57
6
...quando dopo 8 minuti di ttlk esplode il ritornello è sempre un'emozione, fantastico! peccato che recentemente i ritornelli non siano più così trascinanti!
master
Sabato 24 Agosto 2013, 16.51.32
5
tra i migliori della band...through the looking glass è una delle mie canzoni preferite di sempre!
Metal4ever
Sabato 24 Agosto 2013, 14.07.06
4
Molto bello, poco inferiore al suo predecessore, e nel resto della loro carriera manterranno sempre questa qualità. Through The Looking Glass è la gemma più preziosa del disco.
Bloody Karma
Sabato 24 Agosto 2013, 13.21.52
3
disco immenso il mio preferito della band insieme the divine wings of tragedy
Radamanthis
Sabato 24 Agosto 2013, 11.30.20
2
Anche per me Twilight fu il primo disco dei SX che ascoltai e rimasi sbalordito dalla magnificenza dei primi due brani...poi tutto il resto corse via in un ascolto tutto d'un fiato fino ad arrivare a Lady of the snow e capii che quello era un disco immenso che avrei ascoltato per anni e anni e guarda a caso proprio ieri girava nel mio lettore...Voto 95, pochi cazzi!!!
lux chaos
Sabato 24 Agosto 2013, 11.01.44
1
Concordo in tutto, bellissimo album, anche se, come viene detto, forse ancora "acerbo" rispetto ai capolavori successivi (il che è tutto dire, se questi sono i lavori acerbi ben vengano!!)...anzi io sono (penso) uno dei pochi che lo preferisce al pluri-incensato predecessore, che invece non mi è mai calato pur essendo considerato il capolavoro assoluto del gruppo....anche per me "twilight" primo album dei Symphony, quanti ricordi! Bellissima recensione Andrea!
INFORMAZIONI
1998
Zero Corporation
Prog Metal
Tracklist
1. Smoke and Mirrors
2. Church of the Machine
3. Sonata
4. In the Dragon's Den
5. Through the Looking Glass (Part I, II, III)
6. The Relic
7. Orion - The Hunter
8. Lady of the Snow
Line Up
Russell Allen (Voce)
Michael Romeo (Chitarra, Sitar, Arpa, Voci)
Michael Pinnella (Tastiere, Voci)
Thomas Miller (Basso)
Thomas Walling (Batteria)
 
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