Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Living Colour
Shade
Demo

In Vain (SPA)
IV
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

11/12/17
VEXOVOID
Call of The Starforger

14/12/17
HAMKA
Multiversal

15/12/17
DIRGE
Alma | Baltica

15/12/17
ASKING ALEXANDRIA
Asking Alexandria

15/12/17
OBSCURE BURIAL
Obscure Burial

15/12/17
L`ALBA DI NUOVO
L`Alba di Nuovo

15/12/17
NEIGE MORTE
Trinnt

15/12/17
MISTHERIA
Gemini

15/12/17
AVENGED SEVENFOLD
The Stage - deluxe edition

15/12/17
MIDNIGHT
Sweet Death and Ecstasy

CONCERTI

11/12/17
DISGORGE + NECRO + YAOTL MICTLAN
BLUE ROSE CLUB - BRESSO (MI)

11/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
BAD BULL - CUPRA MARITTIMA (AP)

12/12/17
NORTHLANE + ERRA + INVENT ANIMATE + OCEAN GROVE
LEGEND CLUB - MILANO

12/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
POCOLOCO - PAGANICA (AQ)

12/12/17
INGLORIOUS + DOBERMANN
SALUMERIA DELLA MUSICA - MILANO

14/12/17
GENUS ORDINIS DEI + GIGANTOMACHIA
TRAFFIC CLUB - ROMA

15/12/17
MOLLY HATCHET
BLOOM - MEZZAGO (MB)

15/12/17
SPEED STROKE + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

15/12/17
ELVENKING + ANCESTRAL
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

15/12/17
IFMT WINTER FEST (day 1)
CENTRO GIOVANILE CA VAINA - IMOLA

Orphaned Land - All Is One
( 6156 letture )
Non si può affrontare un qualsivoglia discorso su questa band senza prima inquadrarla nel proprio contesto di appartenenza: la loro patria, Israele, dimora uno dei conflitti più profondi avvenuti dal secondo dopoguerra ad oggi. Una terra martoriata da una spirale di odio che conta più di 8000 morti solo nell’ultimo decennio. Una guerra di cui quasi nessuno dei viventi rammenta l’inizio né comprende appieno le cause. Il dato di fatto è che ognuno vuole vendetta per le sue perdite, ma quasi nessuno si ferma a riflettere sul perché sono avvenute.

Gli Orphaned Land rientrano in quella nicchia di umanità che, invece di odiare incondizionatamente l’altra fazione, cerca un dialogo chiamando i palestinesi fratelli e non nemici, tentando di far passare il messaggio che Dio è unico (All Is One) e non vi sono differenze tra i tre popoli (ebrei, cristiani e musulmani) ma si è tutti figli dello stesso Dio. Questo, a prescindere dalle credenze personali, è un messaggio importante e pertanto va trattato con il massimo rispetto. Ho voluto fare questa premessa per due motivi: il primo è il nesso diretto con le tematiche trattate nel disco (i testi e tutte le illustrazioni vertono tutte verso questo punto); il secondo è per riuscire a capire, almeno in modo superficiale, chi sono e cosa vogliono raggiungere i membri di questa band, che va oltre alla semplice composizione musicale. Questi ragazzi vogliono mandare un messaggio e, per comprendere al meglio il disco, è necessario riuscire a leggerlo.

Parliamo ora di All Is One. Dopo 3 anni dall’ultimo disco, gli Orphaned Land rientrano nella scena musicale con questo lavoro molto atteso da tutti i fan. Le aspettative a riguardo erano elevatissime, dopo due capolavori come Mabool e The Never Ending Way Of ORwarriOR. La fiducia era tanta ma, purtroppo, troppo spesso anche band fenomenali, ad un certo punto, possono scadere in auto-plagi e componendo lavori poco ispirati o, alle volte, addirittura scadenti. Alla luce di ciò, anche in questo caso, l’approccio è stato prudente.

Iniziamo dall’artwork: già a primo impatto si coglie il messaggio contenuto nell’album. Vediamo una figura in oro su fondo nero, raffigurante una croce, una stella a sei punte e una mezzaluna, i simboli delle tre religioni monoteiste. I simboli sono agganciati tra loro utilizzando la geometria impossibile (qui il grafico ha fatto un lavoro a dir poco eccezionale) raffigurando i punti di contatto in modo opposto tra il lato sinistro e quello destro. La fusione di simboli è troneggiata da una luce centrale che irraggia tutta l’immagine di copertina, chiara raffigurazione del messaggio contenuto all’interno del disco.

Da notare che la versione Limited Deluxe Edition, di cui sono un felicissimo possessore, è formata da un libretto cartonato contenente CD con 3 inediti, DVD con delle registrazioni video live in studio, un documentario sulla creazione del disco e video di alcuni brani. Anche il libretto interno, rilegato tra i due alloggiamenti per i CD, è di pregevolissima fattura, mantenendo sempre la grafica in nero e oro. All’interno del libretto sono contenuti ovviamente tutti i testi con la traduzione in inglese delle parti in ebraico e arabo. Anche se non si apprezza a pieno la musica degli Orphaned Land questo sarebbe un ottimo acquisto anche solo per l’eccezionale livello estetico.

Rispetto ai lavori precedenti, in All Is One la componente metal è molto più attenuata, la presenza del growl è quasi assente, caratteristica che invece era massicciamente presente in precedenza. Diciamo che in generale c’è stata una maggiore ricerca della melodia rispetto ai dischi antecedenti, senza però sfociare mai nella banalità. Questa caratteristica porta sicuramente una forte diminuzione della carica aggressiva, ma permette di apprezzare appieno anche altre qualità di questa straordinaria band che, finora, risulta in continua evoluzione e di cui questo lavoro è l’ultimo stadio (speriamo solo a livello cronologico). In questo disco siamo sul limite del concept album, nel senso che, seppur tutte le tracce convergono su un unico tema, queste non sono legate tra loro da una storia, al contrario di Mabool e The Never Ending Way Of ORwarriOR. Una cosa che impressiona veramente in questo lavoro è che ogni dettaglio è un riferimento al tema principale, la copertina, le immagini contenute nel libretto, le tematiche dei testi che addirittura vengono divisi in 3 lingue diverse: ebraico, arabo ed inglese. A questo punto, avendo ben chiaro il messaggio non ci resta che entrare nella parte per noi più interessante.

Inseriamo il CD nel lettore e facciamoci trasportare dalla titletrack. Sinceramente non saprei come definirla, si parla di un concentrato di rock e metal progressive con tratti lirici e orchestrali, il tutto intriso dalle sonorità tipicamente arabe, ma oserei dire anche mediterranee. Questo è senza dubbio un pezzo perfetto dal punto di vista compositivo, di arrangiamento e per il profondo significato. The Simple Man prosegue la linea di All Is One, per quanto totalmente a se state, a livello di composizione mantiene lo stesso spirito. Segue Brother, a mio parere una delle più belle Ballad mai sentite, ogni volta che l’ascolto mi emoziono come la prima volta, testo magnifico, arrangiamento sublime. A mio gusto direi che questo è il brano migliore del disco, anche può stridere un paragone con le altre tracce del platter, in quanto eterogenee nella tipologia di brani. Let The Truce Be Known musicalmente risulta allineata ai primi due brani con una componente metal praticamente assente rispetto a questi ultimi; la cosa più pregevole è la tematica trattata dal testo che parla di come l’odio venga instillato all’interno delle persone fin dall’infanzia, creando dei piccoli soldati che un giorno si troveranno faccia a faccia con i rispettivi nemici. Through Fire And Water ha la particolarità di alternare una strofa in ebraico e una in arabo, il brano a livello musicale è difficile da definire, quindi ascoltatelo e tirate voi le vostre conclusioni, indico soIo i due fattori predominanti: la componente araba fortissima e una orchestrazione molto accentuata. Fail, come può far intuire il nome, tratta della sconfitta umana nello stato di guerra, una critica in prima persona verso quell’uomo che viene manipolato affinché muova guerra verso il nemico. Questo è il pezzo forse più metal del disco, la prima parte è parlata mentre nella seconda si incontra il primo cantato in Growl del disco, che è anche il brano più complesso musicalmente e più progressive nel senso stretto del termine. Freedom è un pezzo strumentale molto ben strutturato ma non è uno dei punti di forza dell’ album, forse rimane un po’ sottotono data la grandezza degli altri brani.Shama’im esce dallo standard finora mantenuto; qui abbandonano quasi tutta la componente progressiva e anche occidentale direi, lasciando quasi solo le sonorità etniche. In questo caso il testo è in ebraico. Una piccola curiosità: nel brano appare una citazione in latino tratto dalla Genesi. Ya Benaye parte con un riff di chitarra molto potente, è una mistura perfetta di metal e musica etica; il cantato in questo caso è interamente in arabo. Our Own Messiah è uno dei pezzi più progressivi dell’album, la tecnica individuale dei componenti qui si sente veramente molto, le parti sono complessissime pur mantenendo una buona musicalità. Children è il brano che, chiudendo il disco standard, mostra la sua caratteristica principale che è la grandissima liricità (per i suoi toni tenui si potrebbe quasi definire una ballad). Il testo, stavolta, narra la realtà vista da un punto di vista differente ossia dagli occhi di un bambino.

Nella Limited Edition è presente un ulterio brano, As I Stare At The Ocean Alone, una canzone di Yehuda Poliker (cantautore israeliano) riarrangiata, oltre alla Turkish version di All is One e Children con il cori in arabo.

Tirando le somme un disco veramente ben fatto, ha tutti gli elementi per essere definito un vero capolavoro. Chiudo con due consigli: il primo è di sbrigarvi a comprarlo, il secondo è, nel caso non vi piacesse al primo impatto, di continuare ad ascoltarlo; le sonorità arabe possono essere di non facile assimilazione, ma se riuscirete a metabolizzarle, questo disco vi darà delle grosse soddisfazioni.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
87.12 su 50 voti [ VOTA]
HeroOfSand_14
Sabato 5 Agosto 2017, 14.29.49
41
Disco strepitoso, atmosfere sognanti e musica di qualità superiore. I testi vanno letti ed approfonditi, stiamo parlando di un gruppo e relativi musicisti che scrivono musica anche per diffondere certi messaggi e mostrare al mondo la realtà del loro territorio. Non possono piacere a tutti per via, appunto, di quanto detto sopra, ma pezzi come Let The Truce Be Known (commovente, splendida), Brother (toccante), l'opener bellissima con un lavoro di batteria da applausi, Through Fire And Water, As I Stare At the Ocean Alone sono tutti da ascoltare almeno un paio di volte per comprenderli. Da non amante del cantato estremo fatico ad approcciarmi ad altri album degli Orphaned, mentre questo è quello che più mi ha colpito. Bellissimo
orphaned land
Giovedì 3 Dicembre 2015, 4.29.41
40
grandissimi!!!splendido disco come sempre
Luis
Giovedì 11 Giugno 2015, 16.53.36
39
che disco§§ lho finito ora..mamma mia che spettacolo!! questo é un album figo!!
Mauri
Giovedì 30 Ottobre 2014, 11.05.17
38
Seguo gli orphaned land dai tempi di mabool,e devo dite che nonostante il cambio radicale nello stile, con meno metal "classico", penso sia uno dei loro album migliori, e, stando a quanto dice il cantante Kobi Farhi, quello più sentito dal gruppo. Ottima anche la recensione riguardo la quale mi permetto di fare una piccola correzione: ya benaye non è in arabo ma in yemenita, una lingua simile a quello he era l'aramaico
metal
Domenica 15 Giugno 2014, 19.06.51
37
AVERCENE DI GRUPPI COME QUESTO...STI QUA DOVREBBERO AVERE IL SEGUITO ALMENO DI GRUPPI TIPO DREAM THEATER!E' ASSURDO CHE UN GRUPPO COME QUESTO DI TECNICA E QUALITA' !!!X NON PARLARE DEI TESTI..SOLITA MENTALITA' ITALIOTA RIDICOLA...
Luca
Lunedì 2 Giugno 2014, 12.40.56
36
Yessss
Pavel
Lunedì 31 Marzo 2014, 20.18.25
35
E' la prima volta che ascolto questo gruppo israeliano, soprattutto grazie a questa recensione ben fatta e ai commenti di tutti voi. Premetto che non sono un amante del growl (per quanto comunicativo) e forse, proprio per questo, ho deciso di buttarmi su questo album. Il lavoro parte con "All is One" ed è quanto basta per dire che siamo davanti a luce divina sotto forma di mitragliate secche, incandescenti e spirituali; E' davvero il brano perfetto come dice "precision 88". Non devo aggiungere altro rispetto alla recensione più che soddisfacente, anche perchè, i brani filano via che è un piacere, sono inchiostro anzichè carta carbone e le capacità tecniche dei musicisti sono a dir poco pazzesche. Che meraviglia sentire tanta meraviglia. L'emozione che si prova nell'ascoltare questo disco è unica e indescrivibile. Le lingue, anche per chi non le capisce, si rendono comprensibili. Capolavoro indiscusso a 360°. Voto 1 milione. ASCOLTATELO
CYNIC
Venerdì 28 Marzo 2014, 23.20.44
34
Per me è un nuovo C A P O L A V O R O voto: 87/100, grandissimi Orphaned Land. All Is One Lo consiglio a tutti ------->> soldi ben spesi
EDOhard (ex tommy)
Sabato 16 Novembre 2013, 17.46.50
33
ho messo 91 anche io associandomi al recensore...davvero bello ed una bella sorpresa dato che non li conoscevo...
K78
Lunedì 2 Settembre 2013, 23.37.10
32
Adoro questo gruppo. Mabool e Orwarrior sono stupendi. Eppure questo, dopo ripetuti ascolti, non riesco a digerirlo. La perdita degli elementi death e del cantato in growl ha reso il disco più monotono, forse perchè la componente folk mediorientale è decisamente diventata troppo pesante... Poi, perchè un cantante come Kobi, bravissimo in growl quanto in pulito, si deve limitare? è un po' come per Mikael degli Opeth. Insomma, un gran lavoro, disco dalla qualità indiscutibile. Eppure, mi annoia e non mi comunica le stesse emozioni dei due dischi prima (mi basta pensare alla chiusura da brividi di Orwarrior). Questione di gusti comunque, ho visto che il disco è stato apprezzato da pubblico e critica, e ne sono contentissimo. Di sicuro ne raccomando l'ascolto. Può piacere molto, può in parte deludere (come nel mio caso), o può farvi anche schifo perchè è una cosa totalmente fuori dagli standard. Ma merita assolutamente una possibilità perchè sti ragazzi sono in gamba e hanno un gran coraggio.
Diabloz
Lunedì 2 Settembre 2013, 16.47.38
31
Finalmente un po' di freschezza! L'album sarà anche più leggero rispetto a capolavori come Mabool.. Ma io personalmente lo trovo molto piacevole e orecchiabile. Grandiosi!!!
Arj
Lunedì 2 Settembre 2013, 15.53.50
30
Sono d'accordo col commento di @enry, anche se ammetto di essere entusiasta del disco, piuttosto che semplicemente soddisfatto. Mabool resterà sempre nel mio cuore, ma qui c'è un'evoluzione e una classe che non posso rimanere indifferente. L'ho atteso, sognato, disperatamente implorato: è qui e mi fa impazzire. Posso anche considerarlo inferiore agli ultimi due gioielli (sebbene lo ritenga superiore a OrWarrior in termini di 'presa' ed energia), ciò non toglie che un disco del genere al mese farebbe un gran bene alla musica.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 2 Settembre 2013, 13.24.06
29
non li conoscevo e ho ascoltato l'album, incuriosito dalla recensione (ottima!) e dai commenti. Suonano molto "easy listening" anche perché il songwriting è interessante ed hanno buone canzoni. Non mi piacciono gli inserti arabeggianti (tipo introduzione di Shama'im) che somigliano molto alla musica che si sente sugli stereo dei tassisti egiziani o tunisini. Vedrò di approfondire la produzione precedente che stando ai commenti, sembra più "hard" di questo disco. Il voto, mi sembra piuttosto alto, per il prodotto... Au revoir.
mikmar
Domenica 1 Settembre 2013, 20.03.09
28
Grazie Delirious, mi fa piacere che qualcuno la pensi come me. Questo è un gruppo fuori dal comune, e ancora non hanno raggiunto il successo che meriterebbero. Non vedo l'ora di verderli dal vivo. Quest'anno vengono a Roma e non me li perderò per nulla al mondo !!!!
Delirious Nomad
Domenica 1 Settembre 2013, 19.02.30
27
Mi piace molto il commento di Mikmar !
mikmar
Venerdì 30 Agosto 2013, 0.47.10
26
Per me questo "All Is One" è un altro discone (voto 95). Gli ultimi tre, ognuno a suo modo, meritano tutti lo stesso voto 95, "Mabool" per la freschezza, l'originalità e la potenza, "The Neverending way..." per la complessità, il lato prog e lo spessore, "All Is One" per l'immediatezza, il sentimento, l'orchestrazione e il lato folk/etnico orientale. Tre dischi molto diversi tra loro ma con un unico spirito, un unico gruppo ed un unico voto. GRANDISSIMI !!!
Jag
Mercoledì 28 Agosto 2013, 14.58.08
25
suonano benissimo, ed anche gli "intenti" per quanto riguardano le tematiche andrebbero premiati. Però 91 è troppo, risulta eccessivo.
Nikolas
Mercoledì 28 Agosto 2013, 10.39.43
24
Pensa che per me il meglio è da Fail in poi
d.r.i.
Mercoledì 28 Agosto 2013, 10.24.08
23
Bello e su questo no nc'è nulla da dire, anzi molto bello...l'unica cosa, ma probabilmente è una cosa mia, per me parte forte calando pian piano fino ad arrivare alla fine...voto 82!
Franco 73
Mercoledì 28 Agosto 2013, 6.58.29
22
Purtroppo sono tra quelli che non digeriscono il connubio metal-etnico. Un vero peccato perche' questi ragazzi suonano certamente molto bene.
BlackAlbum90
Martedì 27 Agosto 2013, 20.40.01
21
Veramente un gran disco. Si, il sound è decisamente più semplificato rispetto ai suoi predecessori, ma ciò non ha influito in modo negativo sul percorso creativo della band. Ho trovato un buon guitar work, sorretto da maestosi cori, orchestrazioni e soprattutto dall'ottima prova canora di Fahri. Insomma, i ragazzi continuano a fare ottima musica, modificando il loro sound senza stravolgerlo completamente. Per quanto mi riguarda, questo disco è nella mia personalissima top 5 dei migliori dischi del 2013. Complimenti per la recensione!
enry
Martedì 27 Agosto 2013, 14.42.59
20
Dopo circa 2 mesi devo purtroppo dire che è il loro disco che mi piace di meno, questo ovviamente non vuol dire che sia brutto. Le strutture sono forse troppo lineari e l'impatto è scemato ai minimi termini. Tralasciando esecuzione, produzione e arrangiamenti (tutto di altissimo livello) siamo lontanissimi da Mabool (il mio preferito) e anche dal bellissimo The Never. A dirla tutta, a gusto personale siamo lontani anche dai primi lavori. Ma gli OL sono una band di classe e di conseguenza non potevano mancare le belle song, su tutte Fail, la title-track e Ya Benaye, la fusione perfetta fra metal e musica etnica. Un lavoro molto meno 'sconvolgente' rispetto al passato ma pur sempre dignitoso, del resto nessuno sforna sempre capolavori, e per me questa volta parliamo 'solo' di un buon disco.
zzz
Martedì 27 Agosto 2013, 13.38.56
19
album paragonabile alla corazzata potemkin in confronto ai lavori precedenti questo è una cagata pazzesca che poi ci sia molto impegno alle spalle di sicuro non giustifica il pompatissimo voto. 60 è anche troppo tenendo conto della delusione ricevuta
Nikolas
Martedì 27 Agosto 2013, 11.15.10
18
Una cosa, se comprate guardatevi il DVD con il Making Of, c'è dietro un lavoro incredibile! Su All Is One un coro di 20 persone, altrettati violinisti, poi collaborazioni con un sacco di nomi sconosciuti qui ma molto famosi in oriente...
Danimanzo
Martedì 27 Agosto 2013, 10.30.31
17
Ennesimo grande disco di una band che ci ha sempre abituati al meglio. Le strutture delle canzoni si snelliscono e le melodie dei refrain aumentano, ma quando si è grandi ci si può permettere di farlo senza snaturare il proprio sound.
The Preacher
Martedì 27 Agosto 2013, 9.44.03
16
A un primo ascolto non mi ha molto impressionato... Gli arrangiamenti e i testi sono ottimi, tutto suonato divinamente e molto originale, ma le sonorità arabe non sono certo le mie preferite. Comunque ci sono canzoni eccellenti che mi hanno subito colpito, come Let The Truce, Our Own Messiah, Fail, e soprattutto Brother, anche per me una delle migliori ballad mai sentite. Si merita qualche altro ascolto, poco ma sicuro
Nikolas
Martedì 27 Agosto 2013, 9.00.05
15
Secondo me invece, caro Giasse, i testi di questo disco sono forse i migliori mai scritti dalla band... come dice Nagash, sono più "diretti" e non si nascondono (passatemi il termine, non lo intendo con accezione negativa) dietro a metafore. Let The Truce Be Know o Fail ad esempio... Disco che per me non delude di un grammo rispetto ai due precedenti, per me siamo forse sotto solo un po' a The Never Ending Way Of ORwarriOR (a cui darei un 97, se scendiamo al discorso numerico) e di molto, molto poco a Mabool (93 o giù di li...). Il mio voto è come quello di Francesco, o di un punto sopra.
dario
Martedì 27 Agosto 2013, 3.02.06
14
Bella recensione , scritta bene e ben dettagliata. Il disco lo ascoltato sul tubo ma non fa per me. Ho sempre maldigerito le sonorità Arabe o simili (di cui la presenza è massiccia) quindi faccio molta fatica ad arrivare in fondo ad un brano.
Delirious Nomad
Martedì 27 Agosto 2013, 1.33.47
13
@freedom: quello é poco ma sicuro! Anzi direi che é il minimo che si possa dire di loro!
freedom
Martedì 27 Agosto 2013, 1.14.18
12
Sento parlare di questa band da un sacco di tempo ma, chissà perché, li ho sempre ignorati...adesso ho ascoltato la titletrack sul tubo e devo dire di essere rimasto molto colpito. Meritano senz'altro un approfondimento.
Taste Of Chaos
Lunedì 26 Agosto 2013, 22.20.19
11
Decisamente perplesso...anche The never ending way aveva avuto bisogno di decine di ascolti per essere assimilato, ma era di difficile comprensione per l'estrema varietà dei pezzi e delle composizioni. Quest'ultima opera invece mi sembra piatta e prova di mordente...spero di sbagliarmi fra qualche ascolto
Antonio
Lunedì 26 Agosto 2013, 20.29.02
10
Questo disco è, per me, una delusione pazzesca.Lontano dal meraviglioso Mabool e dal pur ottimo The never ending way..... è un lavoro troppo semplicistico e poco ispirato che tenta di nascondersi dietro arrangiamenti maestosi. L'ho dimenticato nel giro di pochi ascolti. Spero che sia solo un episodio isolato e non sintomatico di una crisi creativa più profonda
master
Lunedì 26 Agosto 2013, 20.21.30
9
sono rimasto parecchio soddisfatto da questo lavoro! le tracce che mi hanno preso di più, probabilmente sono all is one, let the truce be known e soprattutto children. solo shama'im e ya benaye risultano un po' lontane dai miei ascolti abituali e non trovano il mio completo apprezzamento..
NagasH
Lunedì 26 Agosto 2013, 19.51.37
8
Il messaggio secondo me funziona meglio qui, proprio perché edulcorato da metafore e più improntato nel presente. Kobi ha subito molto gli eventi degli ultimi anni, è per la prima volta si è esposto senza giri di parole. Musicalmente parlando siamo di fronte ad un disco che, finalmente, va oltre il semplice melting pot. L'uso della microtonalità è a livelli pazzeschi, sentire la titletrack per credere.
Giasse
Lunedì 26 Agosto 2013, 19.37.30
7
Il "messaggio" a mio avviso si e' un po' sbrodolato: talmente evidente e ripetitivo da sembrare artificioso. Nei due precedenti il medesimo concetto e' espresso dietro metafore religiose/mitologiche. In questo senso All Is One perde. Lato musica concordo con il giudizio della testata: approccio sinfonico che diluisce il metal ma che mi ha comunque soddisfatto. Il solo rischio di tutta questa abbondanza melodica risiede nella possibilita' di stancarsi piu in fretta. Ma di cio' ne potremmo riparlare tra qualche mesr comunque album decisamente sopramedia!
Fiasconaro
Lunedì 26 Agosto 2013, 19.11.01
6
che maranzata patetica, voi vi drogate!
ad astra
Lunedì 26 Agosto 2013, 19.01.17
5
ottimo sotto ogni aspetto di vista... il naturale proseguimento di un discorso musicale iniziato anni fa e giunto a compimento solo ora.... brother da lacrime.. bravo francesco!!!!!
Delirious Nomad
Lunedì 26 Agosto 2013, 18.51.34
4
Un disco davvero bellissimo. Per me Mabool resta il più bello e affascinante e gli metto un 95, mentre per questo e il precedente concordo con i voti dei recensori. Una recensione molto dettagliata, complimenti, anche se personalmente vista l'occasione avrei pensato a qualcosa di più "epico" .
Elijah
Lunedì 26 Agosto 2013, 18.21.53
3
Album stupendo. Band incredibile.
ocram
Lunedì 26 Agosto 2013, 18.14.55
2
questo è symphonic metal
waste of air
Lunedì 26 Agosto 2013, 18.09.39
1
Perfettamente in sintonia col mio pensiero, ottimo lavoro, gran disco e gran rece!
INFORMAZIONI
2013
Century Media
Prog Metal
Tracklist
01. All Is One
02. The Simple Man
03. Brother
04. Let The Truce Be Known
05. Through Fire And Water
06. Fail
07. Freedom
08. Shama’im
09. Ya Benaye
10. Our Own Messiah
11. Children
12. As I Stare At The Ocean Alone (Bonus Track)
13. All Is One (Turkish version) (Bonus Track)
14. Children (With Arabic Chorus) (Bonus Track)
Line Up
Kobi Farhi (Voce)
Chen Balbus (Chitarra)
Yossi Sassi (Chirarra, Chumbush, Bouzouki)
Uri Zelcha (basso)
Matan Shmuely (Batteria)
 
RECENSIONI
85
93
88
80
85
ARTICOLI
19/11/2016
Live Report
ORPHANED LAND + VOODOO KUNGFU + IMPERIAL AGE + CRISALIDA
Dagda Live Club, Borgo Priolo (PV), 13/11/2016
27/10/2015
Live Report
ORPHANED LAND + STIMMGEWALT CHOIR + MOLLLUST + HELFIR
Circolo MAME, Padova (PD), 22/10/2015
03/07/2015
Live Report
ORPHANED LAND + LAMBSTONE
Liffrock Open Air, Gavirate (VA) - 28/06/2015
10/05/2015
Live Report
BLIND GUARDIAN + ORPHANED LAND
Alcatraz, Milano, 05/05/2015
27/10/2013
Live Report
ORPHANED LAND + KLONE + MATRICEDE + MARS CHRONICLES + EMBRACE OF DISARMONY
Traffic Club, Roma, 22/10/2013
23/02/2012
Intervista
ORPHANED LAND
La strada per Romagnano Sesia
15/11/2011
Live Report
ORPHANED LAND + ARKAN + MYRATH + ARTWEG
Rock N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 10/11/2011
04/12/2010
Live Report
AMORPHIS + ORPHANED LAND + GHOST BRIGADE
Estragon, Bologna, 26/11/2010
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]