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Watain - The Wild Hunt
( 5882 letture )
GioMasteR: Ciao Andre, hai sentito The Wild Hunt, il nuovo dei Watain?
Moro: Sì, l'ho sentito e mi ha lasciato sconvolto!
GioMasteR: Ha fatto incazzare anche te?
Moro: Beh, sconvolto non nel senso che mi ha fatto cadere dalla seggiola ma sai, oggi su internet riesci a carpire tante informazioni ancor prima di aver ascoltato l'album, quindi mi ero preparato un po' al peggio. Mi sembra il seguito naturale di Lawless Darkness e, a tratti, sembra più orecchiabile. Ma quando dico orecchiabile non intendo qualcosa di easy-listening ma piuttosto qualcosa di immediato nel senso della fruizione. Il songwriting e la produzione sono pazzeschi, molto curati senza sfociare però nel barocco o nel kitsch.
GioMasteR: Invece dalla seggiola ci sono caduto io quando ho sentito la ballad (They Rode On) con la voce pulita e l'assolo strappalacrime, ma cosa gli è saltato per la testa?
Moro: Invece a me ha piacevolmente colpito e credo che sia uno dei punti più alti, se non addirittura l'apice, dell'album. I paragoni con Quorthon e col periodo Twilight Of The Gods mi sembrano palesi e proprio con questo brano i Watain piazzano i segnalibri nella tradizione del black metal (svedese per essere più precisi). Per me è il brano è riuscitissimo. Arpeggi azzeccati, voce pulita e ballad che però non fanno parte della "ballad" tradizionale, strappalacrime o nostalgica. O meglio, la nostalgia ci può essere nel pagare tributo alla band caposaldo per eccellenza che ha perso anni fa il suo fondatore (e qui porrei anche un parallelo con i Dissection, rimasti senza orfani e suicidi diNödtveidt). I fraseggi sono melodici e puntuali; riescono a dare il giusto pathos al brano senza aggiungere strati di melassa. They Rode On secondo me, costituisce la parte di un corpus più maturo e ben edificato che nasce al centro dell'album.
The Child Must Die richiama la seconda colonna portante che sorregge questo album: i Dissection. I toni richiamano vagamente Thorns of Crimson Death e anche qui (come in tanti altri punti dell'album) i Watain si tengono fermamente ancorati alla band di Nödtveidt come influenza primaria ma diventando anche i principali eredi naturali. Escono le stesse chitarre heavy di Storm of the Light's Bane, una buona dose di monumentalità che era già presente in Sworn to the Dark ma che, ora, è stata minuziosamente rifinita (operazione prevedibile ma perfettamente visibile già in Lawless Darkness). Black Flame March ha questa monumentalità nonostante sia un brano caratterizzato da un po' troppi riff thrasheggianti e spezzettati, da un mid-tempo che forse frena troppo la corsa che era appena partita con De Profundis.
GioMasteR: Ti dirò, anch'io ho apprezzato la titletrack, che pur essendo più lenta che in passato mi sembra ispirata, anche l'inserimento della chitarra flamenco alla fine mi è piaciuto (pur suonando molto Shining come idea). Però in generale mi pare che l'approccio compositivo sia stato molto astuto: una strizzatina d'occhio ai Dissection, una all'heavy più classico e una miriade di particolari che suonano bene ma distolgono l'attenzione da canzoni che faticano a decollare (All That May Bleed).
Moro: Gli altri brani sono stati realizzati, volendo anche in modo ruffiano si, con tantissimi inserti che tengono sempre altissima la soglia dell'attenzione: filtri vocali, voci pulite e delay; molte parti atmosferiche; numerosi effetti chitarristici che però non snaturano il disco.
GioMasteR: Vero quel che dici, anche se io darei un'interpretazione diversa: sembrano diversivi per coprire qualche falla compositiva. Ai tempi di Casus Luciferi e Sworn To Darkness non avevano bisogno di ricorrere a questi trucchetti. Ok, erano molto più diretti, ma mi sa troppo di una virata pianificata a tavolino.
Paradossalmente ho trovato più sincera Outlaw con il suo tono tribale, più vicina al passato come idea, anche se interpretata con uno stile nuovo. Le percussioni etniche e i cori mi sembrano un'idea davvero azzeccata. Anche gli arpeggi (sia di Night Vision che di Ignem Veni Mittere) secondo me segnano un generale miglioramento non da poco del livello compositivo. Le idee ci sono quando serve, è il voler dare a tutti i costi un colpo alla botte e uno al cerchio che ho trovato insopportabile, come dire: "vogliamo fare questo salto, ma dato che non siamo del tutto sicuri di come potrebbe essere recepito; aspetta che piazziamo un po' di prezzemolo, che in linea di massima si faranno andare giù tutti"
Moro: Pianificata a tavolino non direi.. già con Sworn to the Dark si sentiva che qualcosa stava cambiando. Sworn to the Dark è un disco monumentale, ma forse era anche il periodo storico (penso a World Withoout End dei Katharsis o Fas-Ite dei DsO). Con Lawless Darkness era già ben segnato il destino dei Watain. Outlaw invece secondo me si configura come uno di quei brani che poco aggiunge al repertorio. Evidentissimi i segni di Unhallowed dei Dissection, ci sono delle forti assonanze. Ignem Veni Mittere mi ricorda tantissimo un brano che sto fischiettando, forse dei Dissection, ma non mi sovviene. Non so... Secondo me questo tuo discorso era da farsi con Sworn to the Dark o con Lawless Darkness, le cui tonalità erano già ben segnalate.
GioMasteR: C'è il passaggio in crescendo che ha delle similitudini, ma in effetti mi sembra che siamo d'accordo che stilisticamente pescano dai Dissection; diciamo che tutta la prima parte del disco mi è parsa claudicante: inizia con De Profundis che omaggia in modo esplicito i Dissection, il che potrebbe essere voluto, però iniziare un disco con un brano che sembra rubato a Nödtveidt non mi è sembrata una gran trovata.
Moro: Invece io confermo la mia idea che i Watain sono i nuovi Dissection. Sono la band che ne eredita l'incarazione nel migliore dei modi. Inoltre con questo album mettono in mostra l'evoluzione del black metal svedese e dei suoi colossi: Bathory, Dissection e (qui si inseriscono in modo presuntuoso) Watain. Poi, ho trovato bella anche la chiusura.
GioMasteR: Intendi Holocaust Dawn o la bonus When Stars No More Shine?
Moro: Holocaust Dawn. Inoltre sento dei richiami con dei pezzi di Sworn to the Dark, insomma il discorso mi pare chiaro: non si può accusare i Watain di essere dei voltafaccia o di cambiare bandiera col vento. I segni del cambiamento c'erano già nel 2007. I fan più oltranzisti dei Watain che hanno iniziato a storcere il naso con Sworn to the Dark (e ne conosco eh) hanno sepolto subito Lawless Darkness e non prenderanno in mano certamente questo.
Quello che dico è: se questo disco fosse uscito al posto di Reinkaos o dopo Nordland II qui si urlerebbe al capolavoro. Sono conscio del fatto che sono passati più di dieci anni e allora si dovrebbe disquisire dei termini per i quali questo potenziale capolavoro uscito con dieci anni di ritardo nel mondo del black metal sta prendendo merda piuttosto che oro. Ma se ci si trova con questo disco fra le mani, come si può non fare anche una specie di lavoro di decontestualizzazione?
GioMasteR: Ha una certa continuità col passato, se non completamente a livello stilistico, molto evidente nel modo di ammorbidire ad hoc la propria proposta di Lawless Darkness. Cioè non mi sarei sicuramente atteso un lavoro rabbioso e tirato come Casus Luciferi, ma hanno rallentato davvero parecchio, tralasciando anche la componente più liturgica in favore di mid-tempos e di componenti più catchy.
Moro: Più che rallentato, hanno rifinito. La componente liturgica secondo me era sparita già in Lawless Darkness. Daccordo coi mid-tempos e il catchy, ma soprattutto: tanto heavy metal.
GioMasteR: Su questo mi trovi d'accordo, specie nel riffing delle chitarre.
L'impressione che ho avuto è se a loro togli satana il palco sembra cadere, e il modo in cui lo hanno puntellato non mi ha trasmesso uno shift di prospettiva (il modo in cui l'introspezione e il lato più oscuro sono stati portati avanti da altre band che hanno abbandonato le alte velocità, come i Marduk) quanto piuttosto un modo di coprire una grossa falla che si è creata stando attenti più alle esigenze di mercato che alla propria vena creativa. Il black'n roll e la band che mescolano aspetti più heavy (o anche hardcore) col black adesso stanno andando molto, sembra quasi che abbiano voluto seguire la scia...
Moro: Seguire la scia ? boh io non sento ne black'n'roll (che reputo abbastanza morto da anni con i vari Craft/Tsjuder/Carpathian Forest) né tantomento l'hardcore.
GioMasteR: Seguire la scia nel senso di “contaminare” la purezza black (fino a qualche anno fa caratteristica impugnata fortemente da molti) con un sound diverso ed estraneo, lo intendo in quel senso.
Moro: Ok, ok.
GioMasteR: Cioè: "visto che i mescolotti stanno andando forte, perché non provarci anche noi?"
Moro: Invece io lo trovo come un disco davvero genuino. Black metal con influenze un po' death, un po' thrash e un po' heavy. Cioè la tradizione per eccellenza. Magari oggi siamo talmente abituati alle commistioni di genere che anche qualcosa di molto diretto e semplice sembra sia stato costruito passando per altre strade.
Io credo fermamente che se i Dissection non si fossero sciolti per ovvi motivi, avrebbero fatto degli album come questo. Quello che dico è: se questo disco fosse uscito al posto di Reinkaos o dopo Nordland II qui si urlerebbe al capolavoro. Sono conscio del fatto che sono passati più di dieci anni e allora si dovrebbe disquisire dei termini per i quali questo potenziale capolavoro uscito con due lustri di ritardo nel mondo del black metal sta prendendo pareri così discostanti piuttosto che la lode all'unanimità.
Ma se ci si trova ora con questo disco fra le mani, come si può non fare anche una specie di lavoro mentale di decontestualizzazione ? Tentare di concepirlo come un disco dei giorni nostri ma allo stesso tempo inserirlo dopo un salto che tocca terra solo ora.
GioMasteR: Condivido il tuo discorso, solo che mi sembra che manchi quel filo unitario tipico di queste scelte (penso, a malincuore, alla scelta che hanno fatto gli Opeth), certe aperture melodiche mi paiono fin troppo sdolcinate, qualche arpeggio raffinato qua e là, gli elementi estranei tipo waltzer, flamenco, percussioni tribali...
E poi, quasi dimenticavo: l'esplosione all'inizio di De Profundis in puro stile produzioni moderne della Nuclear Blast. Su questa sono curioso di sentire la tua.
Moro: Beh si l'esplosione fa un po' cagare. Ma quelle chitarre seguite da quella rullata mi ricordano Ye Entrancemperium degli Emperor. Poi la prima traccia degli album black, di solito, è sempre il manifesto, quella che fa partire l'album in quinta (e spesso anche il live). E' una specie di episodio pilota dell'album, si sente tutto nel suo parossismo e nel suo polpettone.
GioMasteR: vero, però è comunque molto tradizionale come pezzo, invece poi all'interno di The Wild Hunt spesso prendono una direzione diversa
Moro: è quello che volevo dire. Il resto del disco, come avrai sentito, non è così tirato. Già con All That May Bleed le composizioni acquistano una dimensione diversa, più corposa, ricca di dettagli. Non si può dire che sia un brano mid-tempo ma c'è tutta una riflessione sulla complessità del songwriting da fare: i continui delay e gli effetti vocali; anche quelli chitarristici sono usati senza snaturare il prodotto. I Watain qui utilizzano tutta una gamma di effetti/escamotages per tenere altissima la soglia dell'attenzione e i brani non perdono affatto di efficacia.
Se ci spostiamo alla fine, su Holocaust Dawn per esempio, torna quel discorso di monumentalità e tradizione che facevo: io sento dei richiami con The Serpent Chalice e Underneath the Cenotaph di Sworn to the Dark, qui con tutta un'altra veste. Insomma, il discorso mi pare chiaro: non si può accusare i Watain di essere dei voltafaccia o di cambiare bandiera col vento. I segni del cambiamento c'erano già nel 2007. I fan più oltranzisti della band che hanno iniziato a storcere il naso con Sworn hanno sepolto subito Lawless Darkness e non prenderanno in mano certamente questo disco. Per me è un 79.
GioMasteR: Mi spiace ma io proprio non ce la faccio a promuovere questo The Wild Hunt: posso accettare che gli svedesi stiano tentando di evolversi e prendere una certa distanza dal passato, ma è il modo che ancora non mi convince. Molto buona la cura dei particolari, certo un disco ricco in chicche e che sa sfoderare passaggi sorprendenti, ma mi pare che manchi proprio quell'uniformità e quella sincerità che rendeva meno uniche, ma più oneste, le uscite passate.
Però questa discussione mi ha lasciato una visione meno integralista della cosa, credo che tenterò ancora qualche ascolto del disco, magari concentrandomi soprattutto sulla seconda metà (dalla ballad, esclusa, in poi) che mi è parsa più soddisfacente. Per ora i Watain sono vicini alla sufficienza, ma trovo che quello che hanno fatto ancora non basti: gli do 55.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
73.44 su 18 voti [ VOTA]
black
Mercoledì 20 Aprile 2016, 21.41.10
23
Non son ancora riuscito a farmelo piacere..il precedente resta x me il loro capolavoro! Grande gruppo
BathoryQuorthon
Domenica 12 Aprile 2015, 18.24.53
22
A me è piaciuto un fottio! Voto:80
Cons
Mercoledì 7 Maggio 2014, 18.07.33
21
Bell'album. Ben strutturato e mai noioso, si lo so non sono i veri black metaller cattivi e incazzati che erano un tempo. E per fortuna direi, perchè far 10 album alla massima velocità non ha molto senso. La musica è molto più che riff sparati a mille e i Watain l'hanno capito. Bravi
Sambalzalzal
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 9.47.35
20
zzz@ scusa ma perché citi Jon?
zzz
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 0.46.24
19
Jon si è rivoltato nella tomba dopo aver ascoltato questo piattume...50 il mio voto
Sambalzalzal
Martedì 15 Ottobre 2013, 11.04.54
18
Sonny@ capisco quello a cui ti riferisci ma allo stesso tempo io penso che questo sia il nuovo corso della storia del black metal. Impossibile ricreare i fasti e le atmosfere marce degli esordi del movimento. Perlomeno non con bands che vogliono essere conosciute. Se voglio ascoltare black metal oltranzista e minimale mi rivolgo all'underground, non a persone che firmano con la Century Media. Il prodotto è godibilissimo e di qualità, complesso, penso siano riusciti a raggiungere quello che volevano altrimenti sarebbero rimasti allo scambio di materiale autoprodotto.
Sonny
Venerdì 27 Settembre 2013, 14.20.46
17
Secondo me invece sono i nuovi Dimmu Borgir, ma solo perché finiranno sulle t-shirt di ogni sedicenne black metaller tutto borchie e brufoli del pianeta... Non ne metto in dubbio la validità, ma se voglio ascoltare Black Metal mi dirigo altrove. Non riescono proprio a convincermi.
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 21.02.35
16
Finito di ascoltare oggi. Sono rimasto piacevolmente sorpreso perché non mi sarei mai immaginato una cosa del genere. I Watain non sono più il gruppetto di 18enni che fa a gara a chi ha il pisello più lungo o a chi ha il batterista che suona più vicino alla velocità della luce. Messo da parte l'impatto brutale e feroce degli inizi (che comunque dubito perderanno dal vivo) hanno tirato fuori le palle e fatto vedere che si può suonare black metal (e capitemi bene quando parlo di black metal a cosa mi riferisco) anche puntando solo sulle atmosfere e sulle parti arpeggiate... d'altronde i ragazzi sono sempre stati fans sfegatati di Quorthon!Album questo che è a mio avviso il punto perfetto di incontro tra Venom, Bathory e Watain che assolutamente non ha nulla a che vedere con quanto fatto dai Dissection (musicalmente). Certo, non gli perdonerò mai l'intro di The Child Must Die abilmente saccheggiato agli Amon Amarth di Victorious March ma siamo a livelli alti. Sono d'accordo con Ad Astra@ si sono sciolti dai vecchi legami ed ora possono fare veramente ciò che vogliono con risultati più che buoni e molto originali. Il disco mi ha preso dal primo secondo che l'ho messo nello stereo e non mi ha mai annoiato, una rarità di questi tempi. Per me è 88.
Ubik
Sabato 7 Settembre 2013, 12.28.46
15
Mai ascoltato niente di loro. Ho ascoltato solo They Rode On e la trovo molto bella, veramente piacevole. Ascolterò il disco.
manaroth85
Sabato 7 Settembre 2013, 10.51.54
14
buon disco, ottime canzoni, la ballad non mi piace non trovo il senso, nonostante tutto è buono anche se preferisco ancora lawless..7.5!!
Flv
Sabato 7 Settembre 2013, 8.11.41
13
gruppo estremamente sovravvalutato ,trovo sia agghiacciante paragonarli ai Dissection o addirittura ai Bathory come piu' volte e' capitato di leggere in relazione a questo dischettino troppo troppo esaltato di cui pero' sicuramente c'e' peggio (il nuovo Satyricon...)
Luca
Venerdì 6 Settembre 2013, 16.39.32
12
Morti e sepolti dopo Casus Luciferi... e cmq paragonarli ai Dissection e come paragonare della buona cioccolata Lindt o la nutella!
Max
Venerdì 6 Settembre 2013, 14.19.20
11
Premesso che non sono un fan dei Watain, non mi interessa che si siano ammorbiditi ecc... e mi piace solo Casus Luciferi della loro discografia ( aggiungo anche che i Dissection sono il mio gruppo preferito e non ho mai visto i Watain come eredi sinceramente) questo ultimo disco mi piace veramente un sacco, io do tranquillamente 80!
Soundscape
Venerdì 6 Settembre 2013, 14.13.18
10
Mah... secondo me questo è uno di quei dischi che sembra chissà che per via della produzione esagerata e degli arrangiamenti molto curati. Invece per me sotto c'è molto poco, non sento riff memorabili o intuizioni particolari, molto di quelo che c'è assomiglia a qualcosa di già sentito (come dite anche voi, dissection, emperor, marduk, anche un pizzico di immortal dai, ma anche shining e un mare di altri gruppi perloppiù conosciuti). A me pare che i Watain siano un po da sempre un gruppo nella media, o forse poco sopra, ma niente di eccezionale. Poi va beh, ognuno ci sente quel che vuole, io preferisco trovare (anche faticando) gruppi di altro spessore. Ciao!
Doomale
Venerdì 6 Settembre 2013, 14.01.29
9
...il voto e' giusto...anzi io forse avrei dato un pio in meno..Pero preferisco di gran lunga il suo predecessore...questo Wild Hunt mi sembra troppo ruffianotto...adirittura ho sentito un assolo rubato ai tiamat di Wildhoney. E poi basta co sta storia di Nodveit....Danielsson non raggiunge minimamente il genio di Jon..almeno musicalmente parlando! Mio voto un 64 generoso.... Un saluto a tutti
tino84
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.54.00
8
io direi di lasciar perdere le valutazioni all album per dare un punteggio alla favolosa doppia rece di Moro e GioMasteR grandissimi voto 101
Punto Omega
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.34.04
7
Sono d'accordo con il discorso di Moro (escludendo il discorso eredi dei Dissection - a mio avviso valevole solo dal lato concettuale - aggiungo inoltre che all'uscita di Casus Luciferi molti li proclamarono eredi dei "veri" Mayhem). @Undercover: effettivamente ci hai azzeccato. Non condivido il tuo pensiero e temo che questo disco sarà accusato di "sellout" e, di coinseguenza, sottovalutato alla grande. L'ho già scritto da qualche parte: il disco è effettivamente ruffiano, ma alcuni riff si ricollegano alla tradizione bm in maniera eccelsa, pur rimanendo originali. Questo fa trasparire la grandezza di un gruppo che merita tutto il successo che ha. Ad ogni modo voglio vedere come lo percepirò fra qualche tempo, anche perché ho come l'impressione che saranno in molti, troppi, a volerli emulare.
Galilee
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.29.02
6
Non mi hanno mai detto un granchè. Per me son piatti.
Undercover
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.19.05
5
@Moro non è che Lawless mi avesse fatto impazzire, purtroppo per me è storia che si ripete.
ad astra
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.16.08
4
geniale!!!!! mi colloco con il parere ffinale...un disco sufficente per i loro standard... il grande passo si avra nel prossimo disco... chi vivra vedra....rpeto.. geniali!!!!
Lizard
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.12.48
3
Bell'idea in ogni caso ragazzi, complimenti
Moro
Venerdì 6 Settembre 2013, 13.06.45
2
@Undercover: invece a me pare che sia l'ovverating dell'underating. A me è piaciuto molto (da come si può anche leggere) e lo sto ascoltando più di Lawless Darkness
Undercover
Venerdì 6 Settembre 2013, 12.51.38
1
Devo ancora capire cos'abbiano d'interessante questi qui, so già che piggod avrà un pensiero totalmente contrario, ma ennesimo disco che veramente non mi sa di nulla, overrated all'infinito.
INFORMAZIONI
2013
Century Media Records
Black
Tracklist
1. Night Vision
2. De Profundis
3. Black Flames March
4. All That May Bleed
5. The Child Must Die
6. They Rode On
7. Sleepless Evil
8. The Wild Hunt
9. Outlaw
10. Ignem Veni Mittere
11. Holocaust Dawn
Line Up
E. (Voce, Chitarre, Basso)
P. (Chitarre)
H. (Batteria)
 
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