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Machine Head - Through the Ashes of Empires
( 4935 letture )
2003: un anno molto intenso per i californiani Machine Head. Dopo la crisi causata dal precedente Supercharger bisognava rimediare al disastro fatto con quella virata nu-metal easy listening e tornare alle sonorità che più si addicevano al gruppo. Non era permesso commettere errori: un altro passo falso sarebbe stato fatale per l'esistenza stessa della band, già afflitta dagli scarsi riscontri economici e dai problemi personali del leader Robb Flynn. Quella presa di coscienza, che l'anno prima portò alla rottura con la Roadrunner Records (poi risolta) e all'allontanamento di Ahrue Luster, scaturì a marzo 2003 l'ingresso di Phil Demmel nella band: una scelta per niente casuale, dal momento che Flynn aveva già suonato con lui nei Vio-lence dall'87 al '92. Il quartetto così riformato si mise quindi all'opera e nel dicembre di quell'anno si poterono finalmente cogliere i frutti di quel lavoro: Through The Ashes Of Empires. L'obiettivo di dare un colpo di spugna al triste capitolo precedente era stato raggiunto.

Qual è stato il segreto di questo successo? Senza dubbio è consistito nel sapiente ritorno alla formula thrash/groove di Burn My Eyes e The More Things Change e in una maggiore articolazione e durata dei brani, senza eliminare del tutto gli inserti nu-metal, che in questo caso danno valore aggiunto a quest'opera di sessanta minuti in dieci brani (undici nella versione per il mercato statunitense).
Dopo questo preambolo, partiamo quindi con l'ascolto dall'imponente Imperium: gli arpeggi di chitarra, dapprima lenti, aumentano spasmodicamente d'intensità, assieme ai colpi di batteria, fino a culminare con l'urlo di Flynn. Da qui in poi sei minuti di riff con plettrate aggressive che portano ai tre successivi di Bite The Bullet, dall'incedere sostenuto e meno vigoroso della precedente.
Con la successiva Left Unfinished, introdotta da un carillon, si sente chiaramente l'influsso nu-metal dato dalla voce a tratti molto ritmata di Flynn e intervallata da parti melodiche, mentre Elegy procede a passo nuovamente sostenuto dal sapore più groove.
Discorso a parte merita In the Presence of my Enemies, brano che assieme a Imperium vale tutto l'album: sette minuti di crescente violenza che rallentano verso l'assolo di Demmel, per poi riprendere a ritmo incalzante fino a raggiungere l'apice sul finale con le urla di Flynn.
Concluso il pezzo è il turno di Days Turn Blue to Gray e Vim, i cui riff di chitarra sono un'eco più evidente dei precedenti lavori del quartetto di Oakland e, in particolare nella seconda citata, presentano degli assoli ben fatti. Lo stesso vale anche per la traccia statunitense Seasons Wither, dal sound molto più thrash rispetto agli altri, che ci porta verso le battute finali e nuovamente violente dell'album, All Falls Down e Wipe the Tears.
La degna conclusione spetta alla malinconica ballad Descending the Shades of Night (riprendendo il motivo finale di Left Unfinished) che diventa improvvisamente un pugno allo stomaco dopo l'assolo di Demmel, regalando un'ultima breve carica aggressiva che si conclude con la ripresa delle note iniziali e l'effetto fading che porta al silenzio.

In definitiva, Through the Ashes of Empires si può definire come il nuovo inizio che ha salvato i Machine Head dall'oblio (come già detto), una rinascita vera e propria, ed è stato decisamente meglio così. Un eventuale Supercharger Pt. 2 sarebbe stato deleterio per la band, e probabilmente quei due degni successori che sono stati The Blackening e Unto The Locust avrebbero rischiato di non vedere mai la luce. Per tutte queste ragioni un posticino nelle collezioni di musica di ogni buon metallaro lo merita eccome.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
55.22 su 129 voti [ VOTA]
Marco 75
Domenica 5 Giugno 2016, 11.15.25
30
Ho sempre considerato i Machine Head un gruppo esageratamente sopravvalutato. Di questo disco salvo Imperium, All falls down, e un altro paio di pezzi al massimo. Voto: 68.
AnalBag
Domenica 10 Gennaio 2016, 11.52.24
29
un gran bel segnale di ripresa dopo due dischi insufficenti,le influenze Nu Metal sono ancora presenti ma sono utilizzate in maniera intelligente!
simo
Venerdì 1 Maggio 2015, 17.47.22
28
Come va ora neige? Ripreso?
Metal
Venerdì 1 Maggio 2015, 16.05.09
27
50 di media????????????????????? Imperium!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e ho detto tutto
Aelfwine
Mercoledì 4 Marzo 2015, 15.09.10
26
Da vecchio appassionato dei MH, avevo sempre tralasciato quest'album, limitandomi ad Imperium. Ora che lo sto scoprendo, dopo mesi di ascolto prolungato, mi fa riflettere su come alcuni album debbano essere ascoltati nel periodo giusto. Questo è stato il periodo giusto per me, e lo sto trovando fantastico dopo decine di ascolti. Da un punto di vista meno personale, direi comunque che si tratta di un buon lavoro, con dei riff davvero belli, e testi molto intimi. Bella la recensione, concordo col voto.
Malleus
Mercoledì 12 Novembre 2014, 19.43.01
25
Sarà ma per me sto disco è una cagata..
VomitSelf [swan lee]
Mercoledì 2 Ottobre 2013, 20.30.57
24
cazzo, avevo commentato e votato già,,,mannaggia l'arteriosclerosi!!
VomitSelf [swan lee]
Mercoledì 2 Ottobre 2013, 20.30.03
23
disco che ho recuperato poco tempo fa dopo vari consigli sia da qualche amico che qui su questo sito , dove si definiva questo come il loro album della "ripresa", dopo l'orribile sbandata nu-metal che me li aveva fatti abbandonare dopo quel grandissimo debut che era burn my eyes e l'ottimo secondo the more things change. ed ho infatti constatato che avevano ragione. un ottimo ritorno a certe sonorità che tanto avevo amato. ora mi piglio i successivi a questi per me comunque, è da 80 sto dischetto...
Macca
Giovedì 19 Settembre 2013, 17.52.28
22
Undercover@ se questo lo ritieni decente non capisco come tu possa non ritenere quantomeno decente anche The Blackening che, oltre agli stessi ritornelli di TTAOE, ha dalla sua un songwriting decisamente più ispirato. Riguardo poi alle melodie in Clenching The Fists Of Dissent, Slanderous e compagnia cantante non mi pare facciano un uso di melodia così eccessivo...cioè, io trovo una certa attinenza tra i due lavori e mi pare un controsenso apprezzare uno e bocciare l'altro, poi oh i gusti son gusti.
Galilee
Giovedì 19 Settembre 2013, 14.44.14
21
I preferisco gli ultimi, più maturi, più potenti e con più personalità.
Undercover
Giovedì 19 Settembre 2013, 14.25.47
20
Perché l'uso eccessivo di melodie del cazzo e ritornelli di serie b, oltre al sound sempre più pulito/finto me li ha resi insopportabili. Un passaggio nello stereo ogni tanto se lo fanno, ma mi rimane pochissimo, continuo a preferire di gran lunga i primi due quando si sentiva la vera forma genuina dei Machine Head, adesso sono solo un'artefatto continuo.
Macca
Giovedì 19 Settembre 2013, 14.04.20
19
No comment su voto lettori, copione già visto e rivisto. E cmq non capisco gli estimatori di questo album che non hanno apprezzato i successivi, visto che questo contiene diverse idee e spunti di ciò che sarebbe poi stato The Blackening, che sono veramente lampanti in alcuni pezzi come Imperium e Season Wither che in alcune parti potrebbero tranquillamente essere prese da The Blackening.
entropy
Venerdì 13 Settembre 2013, 12.13.09
18
secondo me dovreste seriamente pensare a limitare la possibilità di inseirre voti bassi. L'estremo inferiore dovrebbe essere, che so, tipo 45. In questo modo gli imbecilli che si divertono a infangare dischi, avrebbero un effetto più limitato. Ma poi mi chiedo ma quanto tempo devono perdere per fare arrivare il voto così vicino a 30 (che è il minimo) considerando che cmq chi vota con senso alemno 65/70 l'avra dato a questo disco... è un peccato perchè il voto lettori sarebbe uno strumento davvero utile
VomitSelf [swan lee]
Giovedì 12 Settembre 2013, 19.37.42
17
Disco che ho recuperato solamente pochi mesi fa, di una band che avevo abbandonato in pratica da tanti anni (dopo i primi due, insomma, erano per me defunti)....Piacevole sorpresa invece. L'album della ripresa. Un 80 se lo merita tutto..Ora passo ai più recenti!
Punto Omega
Martedì 10 Settembre 2013, 16.23.23
16
La rinascita dopo quell'aborto di Supercharger.
manaroth85
Martedì 10 Settembre 2013, 12.38.46
15
bel disco, dopo due disastri (salvo solo bulldozer ) un ottimo ritorno che porterà a quel capolavoro di the blackening..voto 8 meritato
Macca
Martedì 10 Settembre 2013, 11.38.41
14
L'anello di congiunzione tra "The More Things Change..." e quello che sarebbe stato "The Blackening", tralasciando le due schifezze simil nu metal pubblicate nel mentre. Qui dentro ci sono grandissimi pezzi come Imperium e ottime canzoni come Elegy, All Falls Down e Descend. Anche se per me il meglio è venuto dopo, concordo con voto e rece di questo bel disco.
freedom
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.37.38
13
L'ultimo album che ho comprato dei MH. Gran bel disco.
AL
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.35.27
12
condivido recensione e voto. ottimo lavoro veramente! band stratosferica secondo me! Imperium è un capolavoro. con questo album sono rinati e poi è arrivato Sua Maestà The Blackening...
Metal Maniac
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.19.30
11
il discorso dei voti dei machine head è storia vecchia... andrebbero assolutamente rifatte le recensioni dei primi due... le altre tutto sommato ci stanno, ma quelle due proprio no...
entropy
Domenica 8 Settembre 2013, 13.58.16
10
trovo anche io il 78 a the blackening scandaloso (per me è stato uno dei due tre capolavori dei primi 10 anni del 2000). Ma anche 80 a quest'album è davvero poco. Questo è un sun semicapolavoro che ha in sè tutto ciò che esploderà con l 'abum successivo. Immenso. Voto :95
Valar Morghulis
Domenica 8 Settembre 2013, 0.02.13
9
Giusta analisi; nulla da aggiungere. Buon disco che già lasciava intravedere lo splendore che sarebbe venuto di lì a pochi anni. Senza contare che questo disco mi ha fatto tanta compagnia in una fase in cui, per usare le loro parole... "Days turn blue to gray". voto 80
Ad Astra
Sabato 7 Settembre 2013, 15.17.34
8
mi ricordo il video che passavano su rocktv di imperium, era devastante quella canzone all'epoca.... e oggi la riascolti sempre con le stesse passioni. un album per la rinascita! primo passo passo verso il capolavoro
Hicks
Sabato 7 Settembre 2013, 12.56.30
7
Recensite questo bel cd con 80, poi giri lo sguardo leggermente verso destra e leggi "The Blackening" 78 e "Burn My Eyes" 70.. Qualcosa non quadra?
Undercover
Sabato 7 Settembre 2013, 12.42.27
6
L'unico che ritengo decente da quando è andato via Mader.
lux chaos
Sabato 7 Settembre 2013, 12.38.08
5
Bello, l'inizio della rinascita dopo la flatulenza precedente, traccia preferita Imperium, per me da 80 e i due successivi ancora in crescendo
Delirious Nomad
Sabato 7 Settembre 2013, 11.07.19
4
Questo sì che è un giudizio obiettivo! Dai Neige, tanto vale non votarlo!
Neige93
Sabato 7 Settembre 2013, 11.03.50
3
È il cd che la mia ragazza mi ha regalato il giorno prima di lasciarmi. Voto 5.
Matocc
Sabato 7 Settembre 2013, 10.45.23
2
album grandioso. il crescendo iniziale di Imperium -e successiva cartella- suggellarono la riconciliazione tra i fans incazzati dalle precedenti delusioni e i MH ritrovati. ma tutto il disco conferma il ritorno della band alle sonorità che li imposero al pubblico, e il tocco di Phil ha un qualcosa di "oscuro" che aggiunge atmosfera alle canzoni. McClain schiacciasassi come al solito, uno dei migliori batteristi sulla piazza per me. bella rece e sono d'accordo anche sul voto, brava Guenda!
Valereds
Sabato 7 Settembre 2013, 10.08.53
1
Un album stupendo!
INFORMAZIONI
2003
Roadrunner Records
Groove
Tracklist
1. Imperium
2. Bite the Bullet
3. Left Unfinished
4. Elegy
5. In the Presence of my Enemies
6. Days Turn Blue to Gray
7. Vim
8. Seasons Wither *
9. All Falls Down
10. Wipe the Tears
11. Descending the Shades of Night

* USA release Bonus Track
Line Up
Robb Flynn (Voce, Chitarra)
Phil Demmel (Chitarra)
Adam Duce (Basso)
Dave McClain (Batteria)
 
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