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Satyricon - Satyricon
( 10187 letture )
Si sa che il rapporto tra Wagner e la Francia non sia mai stato tra i migliori. L’aristocrazia francese (in particolare il Jockey Club), troppo vicina ai melodrammi dei compositori nazionali tutti arie e balletti e a quelli di pochi, sparuti italiani, mal digeriva l’opera architettonica-musicale totalizzante e romantica del compositore tedesco (mai ci fu opera più impopolare tra le genti di Parigi del magnificente Tannhäuser), la quale, per altro, ispirerà successivamente fior di filosofi (Schopenhauer, Nietzsche) ed ideologi (Bakunin, Feuerbach).
Il musicista belga Michotte ci tramanda uno fra gli aneddoti più curiosi e divertenti della storia della musica, avvenuto nel marzo 1860, esattamente un anno prima della grottesca débâcle wagneriana nella capitale francese: l’incontro fra lo stesso Wagner e l’istrionico Gioachino Rossini, italianissimo, eppure amato a dismisura anche dai francesi nella Parigi di metà ottocento.
L’incontro fu organizzato per volere di Wagner, a causa di alcune alacri battute (ad esempio, “Non si può giudicare il Lohengrin dopo un primo ascolto, ed io non intendo certamente ascoltarlo una seconda volta”) con cui lo stesso Rossini, spesso a tavola, e spesso brillo, deliziava i propri commensali, ironizzando sul successo che lui stesso, pesarese d’origine, era riuscito a riscuotere in tutta Europa a differenza del tedesco, sempre senza soldi e con pochi ritorni di critica ricevuti.
Il ritrovo fra i due compositori avvenne, ovviamente, a tavola, nella casa del Rossini. Gli aneddoti su quella psichedelica serata e sull’amore di Rossini per la cucina si sprecano (dal tartufo, suo alimento preferito, definito “Il Mozart di tutti i funghi”, al fatto per cui lo stesso Rossini stesse cucinando la cena, e si dovesse allontanare ogni dieci minuti dalla tavola per annaffiare con del vino dell’ottimo capriolo in salsa, lasciando il povero Wagner solo e interdetto), ma ciò che realmente interessa ai nostri occhi è un aforisma che lo stesso Rossini pronunciò, dopo una provocazione lanciata da uno dei suoi fedelissimi, a proposito della musica del teutonico, pochi giorni dopo l’avvenuto incontro: “La musica di Wagner regala bellissimi momenti, ma anche terribili quarti d’ora”.

A settembre 2013 esce l’ottavo, self-titled, full-length di una fra le band più importanti e longeve del panorama black internazionale: i Satyricon.
Ora, faccio subito un attestazione di valore, tanto il voto l’avrete già visto tutti: citando Rossini, trovo molto complicato affermare quali bei momenti quest’ album dei Satyricon mi abbia regalato, mentre penso di avere maggiormente chiare le idee sui terribili quarti d’ora (o, perché no, anche mezz’ore) che ho passato ascoltandolo.

Musicalmente, Satyr e Frost continuano a vagare, per larga parte, sul percorso già tracciato con i due precedenti Now, Diabolical e The Age of Nero, nei quali, sommariamente analizzando, sono state abbandonate le glaciali ed eteree atmosfere norvegesi dei primi lavori a favore di una prioritaria riscoperta di quelle influenze cardine ed ispiratrici del movimento black metal, quali l’hardcore punk ed il thrash.
Ma la vera differenza rispetto ai precedenti capitoli risiede nel dato per cui, con questo nuovo, eponimo album, i Satyricon si siano permessi di giocare con l’alchimia del loro creato, diluendo ed alterando nuovamente le proprie tonalità musicali di riferimento. Così, rispetto al precedente The Age of Nero, la componente punk passa in secondo piano fino quasi a sparire, mentre soffuse e pallide reminescenze thrash si rendono maggiormente tangibili, andandosi ad amalgamare con una componente black'n roll mai particolarmente originale, figlia di fiacchi mid-tempo e arpeggi poco o per nulla coinvolgenti; d’altra parte, come naturale conseguenza di questa impostazione, si assiste all’eliminazione di tecniche strumentali estreme, come il tremolo-picking o il blast beat (salvo rari accenni, come in Walker Upon the Wind o The Infinity Of Time And Space), mentre sfumati colpi di doppia cassa in sedicesimi in background e charleston aperti riempiono fluidamente l’intera fase ritmica del disco, uniti a sezioni chitarristiche tutto sommato semplici, lineari, sempre legate al tema principale, ed a reminiscenze musicali dal sapore blues (The Infinity Of Space And Time, traccia che presenta pure dinamiche di suono molto accentuate) o folk (la conclusiva, strumentale Natt).
Le metriche vocali si assottigliano sempre più, pur essendo stata, questa, una storica caratteristica compositiva dei Satyricon; eppure, in questo lavoro, la peculiarità artistica diventa deformazione: forse per assecondare linee strumentali scarsamente eclettiche e variegate, Satyr non fa altro che ripetere in ogni brano lo stesso identico, scarno testo, per quattro o cinque minuti di musica dove viene cambiato qualche soggetto od aggettivo possessivo (vedere Our World, It Rumbles Tonight per credere), sfiorando, a volte, il ridicolo.
Il vero problema di questo album è, però, il livellamento artistico che presentano le tracce: poco ispirate generalmente, tutte più o meno simili (a parte l’incomprensibile Phoenix), figlie di un riffing, seppur tutto sommato caldo e non asettico (almeno sotto questo aspetto, meriti vanno resi a Satyr, il quale ha risparmiato al pubblico l’ennesima produzione black patinata e digitale, a favore di sound reale ed analogico), per lo più noioso e piatto, molto diluito e scorticato da flanger e distorsori, in uno schema ritmico dove nemmeno il quattro corde, dallo stesso Satyr suonato, contribuisca in una qualsivoglia maniera a rendere più multiformi le dieci sorelle che compongono l’album, tramite qualche sovvertimento armonico in più.

Ma attenzione: qui non si sta mettendo in dubbio la bravura e l’abilità tecnica dei musicisti. Il solo fatto per cui, nella fase di missaggio, durata sei mesi negli studi della Roadrunner, sia stato toccato poco nulla, aggiungendo solo samples atmosferici o cori femminili qua e là, come in Our World, It Rumbles Tonight o Phoenix, è sinonimo, di per sé, di perizia e cognizione di causa sugli strumenti musicali non comuni (in particolare, Frost alla batteria pare realmente un automa per la precisione con cui suona).
Il reale punto debole della release non è la stretta strumentazione, ma il compatto scoglio della seconda arte sul quale affonda Satyricon è la sensazione, per nulla gradevole, per la quale il risultato emozionale finale del disco non ci sia per nulla, pur entro un’aspirazione compositiva ed attitudinale maggiormente rock-oriented, tipico di questi ultimi Satyricon. Così, ascoltando quest’album, nell’anticamera del cervello si insinua una sconveniente domanda: non è che Satyr voglia mascherare la propria flessione compositiva, ormai evidente da diversi album a questa parte, sotto il termine, che significa un po’ tutto ed un po’ niente, di “evoluzione”?
Prendete il brano in clean Phoenix, gentile concessione dell’ex cantante dei Madrugada, Sivert Høyem. Si tratta di una traccia dalle decadenti tinte blues che veramente mal si amalgama con tutto il resto del full-length, pur non essendo, di per sé, un brutto episodio; solo, con involontaria e malvestita lucidità, rappresenta, ieraticamente e per nulla agiograficamente, il perfetto manifesto di quanto i nuovi Satyricon non siano né carne e né pesce, continuando a portare, ironicamente, lo stesso nome di quell’altra band che quasi vent’anni fa ha dato alle stampe Dark Medieval Times, di quanto il black'n roll che hanno deciso di proporre sia tutto tranne che naturalmente ispirato, e di quanto il neutro termine cambiamento non vada di pari passo con il concetto di evoluzione, la quale è, per definizione, foriera di trasformazioni fruttuose per cose, animali o persone che siano.

Credo sia proprio questo il punto sul quale dobbiamo metterci d’accordo.
Evolversi musicalmente, a parere di chi scrive, significa, da un lato, restare fedeli ai canoni del proprio sound, e dall’altro perfezionarli, sperimentando nuove soluzioni entro quella stessa cornice artistica, evitando di rimestare sempre nello stesso calderone sonoro.
Possiamo anche fare nomi grossi, di generi fra loro differenti: Enslaved, Burzum (considerando solo i lavori black del Conte), Finntroll o In Flames (forse escludendo l’ultimo album) si sono evoluti.
I Satyricon hanno solo imboccato un vicolo cieco.

Un’ultima domanda sorge spontanea: se la direzione intrapresa da Satyr fosse realmente quella del black'n roll (genere nel quale, ad ogni modo, gruppi come, fra gli altri, Kvelertak, Lik, o seppur con tagli più sperimentali, Hail Spirit Noir o Lifelover paiono, allo stato attuale delle cose, nettamente superiori rispetto a Satyr e Frost), perché non chiudere definitivamente la pagina Satyricon per aprirne un’altra, completamente bianca, cercando di affermarsi con un’altra, rinnovata identità?
Almeno si eviterebbero di creare, a causa del solo nome, larghe aspettative fra il pubblico per prodotti musicali che poi, artisticamente, valgono poco.

Si salvano Nocturnal Flare e Nekrohaven.
Disco anonimo.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
80.34 su 38 voti [ VOTA]
bloodinside
Martedì 16 Aprile 2019, 12.06.08
100
Ma che disco avete ascoltato? È una perla, ancora 6 anni dopo l'uscita.
Soul Destructor
Sabato 27 Gennaio 2018, 16.30.05
99
Un disco veramente brutto, fatta eccezione per Nekrohaven e in parte per Walker upon the wind e Ageless northern spirit. Voto 40
Shotgun Blast
Lunedì 8 Gennaio 2018, 0.45.22
98
Un disco noiosissimo, piatto e senza sussulti. Mi chiedo quale sia l'utilità di registrare roba simile.
thrasher
Martedì 19 Settembre 2017, 22.46.32
97
Ahahahahah ok grazie😁
Absynthe
Martedì 19 Settembre 2017, 22.44.09
96
@thrasher: ASSOLUTAMENTE NO, ma considera che lo dico da una prospettiva che guarda a questa caratteristica come a una cosa ASSOLUTAMENTE POSITIVA...
thrasher
Martedì 19 Settembre 2017, 22.11.47
95
Adoro solamente i primi due e un po nemesis... questo ricorda quei dischi?
Lizard
Martedì 19 Settembre 2017, 21.34.51
94
Direi di no
Giorgio
Martedì 19 Settembre 2017, 20.20.23
93
Non è il caso di rivedere questa recensione?
Il Marchese Del Grillo
Venerdì 5 Maggio 2017, 8.05.13
92
A me piace parecchio.
Pink Christ
Domenica 21 Agosto 2016, 12.16.41
91
Un pò noioso come album e difficile da ascoltare tutto d'un fiiato...direi il peggiore della loro carriera.
Nattramn
Venerdì 13 Febbraio 2015, 22.37.05
90
49/100.
Doomale
Martedì 7 Ottobre 2014, 13.34.04
89
Mi ero ripromesso di non ascoltarlo mai date le sensazioni negative che avevo avvertito alla sua uscita...ma alla fine sono caduto in tentazione e l'ho fatto sul tubo...Che dire mi piange il cuore sentire una ciofeca così...Un album noioso..piatto...fiacco...che non decolla mai...insomma proprio brutto (x me!)...Non salvo nulla a differenza del non già eccelso predecessore che comunque aveva al suo interno 2 o 3 pezzi buoni e potenti...Perchè infangare un nome glorioso così è Satyr???.....Mah....
metaller nel cuore
Mercoledì 18 Giugno 2014, 17.17.00
88
A me è piaciuto ha molti bei momenti e delle tinte doom che mi fanno impazzire vabbé che non sono più quelli di dark medieval times e nemesis divina (peccato) ma a me non dispiace la nuova direzione voto :80
sans
Lunedì 26 Maggio 2014, 16.09.09
87
Ci ho messo un po' - un BEL po' - a farmi un'opinione precisa su quest'album. Premesso che io preferisco i Satyricon post Rebel Extravaganza a quelli precedenti, per me questo è il loro miglior lavoro dopo - appunto - RE. Il problema è che l'ascolto è reso estremamente difficoltoso dalla collocazione di Phoenix proprio nel mezzo del disco, scelta a mio avviso del tutto sbagliata e incomprensibile. Ascoltandolo skippando Phoenix, o sentendola in coda, l'effetto è tutto diverso, e - per me - migliore. Superato questo ostacolo, devo dire che Satyricon è un lavoro vario, emozionale, interessante, prodotto e arrangiato splendidamente, e, soprattutto, incredibilmente efficace, e con efficace intendo che finito di ascoltarlo mi vien voglia di ricominciare. Per me, voto 85.
Lord Ancalagon
Giovedì 19 Dicembre 2013, 18.43.58
86
Posso dire almeno di averci provato e quindi di non parlare per partito preso: il disco è dannatamente efficace se si cerca un valido rimedio per l'insonnia. Non saprei dire se sia un passo avanti rispetto al disastroso Age of nero -molto probabilmente sì- ma ad onor del vero poco ci voleva a far di meglio. Chiaramente come è stato ribadito nei commenti qui sotto non si può pretendere dopo quasi 20 anni un nuovo Nemesis Divina, ormai hanno preso una direzione ben diversa, ma mi sarei accontentato di un lavoro sulla scia di Volcano: anche se per me i capolavori dei Satyricon finiscono con Rebel Extravaganza devo dire che Volcano è un disco più che buono, probabilmente l'ultimo lavoro degno di nota di questo grande gruppo. Peccato. Per quanto riguarda la parte conclusiva della recensione per me con gli In flames si parla di involuzione, ma questa è un'altra storia.
Absynthe
Lunedì 18 Novembre 2013, 20.36.52
85
Sono d'accordo con tutto ciò che ha scritto Punto Omega, quindi, non aggiungerò nulla. Dopo averlo ascoltato, riascoltato e ancora ascoltato, posso pronunciarmi allo stesso modo: "lo riengo l'album più valido che abbiano fatto dai tempi di Nemesis Divina con il quale non ha (quasi) nulla in comune". Adoro questo disco, sotto ogni aspetto: la qualità del songwriting, la scelta degli arrangiamenti, la registrazione, la produzione perfettamente naturale, in grado di valorizzare la profondità e il timbro degli strumenti (cosa impensabile in questo genere!), il mixing. Ci voleva, evidentemente, qualche anno di pausa per sfornare un disco artisticamente valido e qualche scelta che mostrasse una certa volontà di fregarsene di tutto e di tutti. Tanto di cappello a questi due ex-ragazzetti.
Enrico
Domenica 3 Novembre 2013, 15.14.19
84
Eh... SI! La produzione analogica si sente. Bello.
Punto Omega
Mercoledì 23 Ottobre 2013, 12.24.54
83
Dopo averlo acquistato, ascoltato almeno 50 volte, lo riengo l'album più valido che abbiano fatto dai tempi di Nemesis Divina con il quale non ha (quasi) nulla in comune. Che dire? E' un album che cresce con il tempo ed è suddivisible in due parti. La prima, che va fino a Phoenix, presenta una band che gioca con mid tempo e rallentamenti, e che dimostra una ritrovata vena creativa, la seconda riprende il lavoro svolto nei tre predecessori e segna un calo qualitativo almeno fino The Infinity of Time and Space, canzone che, assieme all'outro Natt, conclude degnamente il lavoro (tralascio le versioni alternative della limited edition). All'inizio, pur vedendo dei passi in avanti, ritenevo l'album altamente insufficiente, poi, passo a passo, ha saputo conquistarmi fino ad indurmi all'acquisto. La band che ho amato alla follia è morta, però questi nuovi Satyricon sembrano aver imboccato la strada giusta. Spero che nel loro prossimo lavoro abbandonino definitivamente il black 'n roll che aveva caratterizzato le ultime uscite e si dedichino a qualcosa di simile alla prima parte di questo disco omonimo. Nota di plauso alla produzione: praticamente perfetta. Tutto è udibile chiaramente e ad ogni nuovo ascolto si sentono dettagli a cui non si era fatto caso.
Coldeyerust
Lunedì 21 Ottobre 2013, 21.41.05
82
Bah de gustibus, ma questo è sicuramente il disco migliore dei gruppo dai tempi di rebel extravaganza, non è assolutamente noioso come gli ultimi tre dischi e ogni brano ha la sua personalità. Sinceramente di black & roll c'è poco o niente in sto disco è molto più oscuro. Come evoluzione la trovo finalmente sui binari giusti. Quello che bisognerebbe fare è smetterla di continuare a parlare di dark medieval Times o shadowthrone come metro di paragone (anche le chitarre sono satyricon in pieno). È come paragonare i darkthrone di oggi con under a funeral moon.
Black Sun Black Moon
Lunedì 21 Ottobre 2013, 3.35.49
81
Mah... le influenze dark non sono male. Non è che possono sempre fare lo stesso disco all'infinito. Per me vale 80 e sono d'accordo che si tratti di un disco che cattura alla distanza.
Diabloz
Lunedì 30 Settembre 2013, 14.03.31
80
Quando ho ascoltato questo disco non ci volevo credere, non avrei mai immaginato un disco dei satyricon in salsa doom! Bè e invece eccolo qui... Ma purtroppo non è una bella sorpresa, il disco non prende ed è troppo lento e lamentoso. Gli ultimi lavori pur non arrivando all'ecccellenza erano comunque gradevoli, ma qui siamo veramente a un livello bassissimo. Bocciati!!
Enrico
Domenica 29 Settembre 2013, 3.08.32
79
@Wild Wolf ti ripeto che per me vale al massimo 75. Se fosse una qualifica della moto Gp, direi un 75 basso Ci sento dentro anche i Christian Death e nel complesso lo trovo un lavoro decente perché è in grado di "ipnotizzare alla distanza". IMHO Saluti e buoni ascolti.
zzz
Sabato 28 Settembre 2013, 14.54.52
78
che disco di merda... si vede che c'è la mano di un borghesello che gira in porsche
Il Giudice Supremo
Sabato 28 Settembre 2013, 1.54.34
77
Non percepisco il capolavoro...
Wild Wolf
Venerdì 27 Settembre 2013, 19.49.43
76
@Enrico, suocera e altri: guardate, io personalmente (come anche si evince dalla mia pagina profilo) adoro il black, ma non mi reputo per nulla un purista od un oltranzista del genere, considerando che tra i miei gruppi preferiti non ci sono Marduk, Dark Funeral, Gorgoroth o Tsjuder, mentre ho sempre apprezzato i lati maggiormente avanguardisti o "sperimentali" della scena, tipo Ulver, Pensées Nocturnes o Deathspell Omega. Detto questo, io continuo a trovare quest'album sull'orlo della sufficienza, appena sotto o sopra a seconda dei gusti, e per nulla speciale, tolto solo il nome della band che porta. Ci sono almeno tre o quattro tracce di questo lavoro che sono assolutamente anonime (Walker Upon The Wind, Voice of Shadows, Ageless Northern Spirit), in un album composto da otto brani, tolti l'intro e l'outro. Poi oddio, se uno vuole trovare a tutti i costi il riffettino salvabile o la sperimentazione appena appena sorprendente le trova, senza dubbio, e se ne innamora. La produzione poi, molto curata (come ho anche fatto presente nella recensione), non può essere considerata un vero e proprio punto a favore dei Satyricon, poiché il buon Satyr, dopo vent'anni di fulgida carriera, si è potuto permettere, e non solo economicamente, di andare negli studi della Roadrunner e starci più di sei mesi (!). Per carità, meriti suoi, non ci piove, ma quante altre band potrebbero permettersi lo stesso trattamento? Insomma: sto solo dicendo che in questo album il bello, più che in altre uscite, lo si sta affannosamente cercando, invece che trovarlo naturalmente. Ovviamente, mia personale opinione. Sono solo felice se qualcuno la pensa diversamente. Saluti.
suocera
Venerdì 27 Settembre 2013, 18.58.00
75
sono curioso di ascoltarlo. in questo genere, il metal, c'e' sempre molto oltranzismo...ricordo che anche per rebel extravaganza (disco osticissimo) si era parlato di caduta di stile, per poi rivalutarlo con gli anni. idem the age of nero, ecc...ok, non scriveranno +capolavori come nemesis divina, suonano un genere diverso, ma se questo genere porta a buoni risultati, penso sia giusto valutare l album nel complesso e non sotto l ombra di un pesante passato. a me gli ultimi due erano piaciucchiati, cioe' nulla di imperdibile ma comunque lavori interessanti, per questo voglio vedere proprio come va....e vedo che molti stan dicendo di averlo sul lettore da gg...qualcosa significhera', alla fine.
Burzum è Scemo
Domenica 22 Settembre 2013, 17.37.34
74
Bella recensione. Scritta davvero bene,però, non sono d'accordo al 100%. Come già sottolinetato da altri utenti, su questa nuova fatica, i Satyricon suonano un genere che, ormai, con il black metal ha solo marginali punti di contatto. Il risultato non è male. Per me 75. Soprattutto per la seconda parte del LP.
Enrico
Domenica 22 Settembre 2013, 17.24.28
73
@Wild Wolf hai ragione però 55 è un pelino poco. Comunque conosco dei puristi che lo valutano sul 40 e anche meno
Diabolic Micio
Domenica 22 Settembre 2013, 12.28.49
72
Attenzione... trattasi di disco che cresce molto con gli ascolti. Anche io all'inizio lo avevo liquidato con un 50! Ora lo ascolto almeno una volta al giorno. Diabolico.
Enrico
Domenica 22 Settembre 2013, 4.10.44
71
Disco che dopo vari ascolti per me vale al massimo 75. Inutile confronto con il passato. Oggi suonano praticamente un altro genere e a mio avviso con discreti risultati.
Punto Omega
Giovedì 19 Settembre 2013, 12.41.05
70
Sono confuso, lo sto ascoltando sempre di più.
Vecchio Sunko
Giovedì 19 Settembre 2013, 7.55.36
69
*sufficienza
Vecchio Sunko
Giovedì 19 Settembre 2013, 7.53.47
68
Ma che 80 questo disco raggiunge a malapena la sucfficienza...i Dischi con la "D" maiuscola dei Satyricon son ben altri. Voto: 60
Wild Wolf
Mercoledì 18 Settembre 2013, 19.32.22
67
@frankus: l'ho ascoltato più di dieci volte già nel momento in cui scrissi questa recensione, e stiamo parlando di due settimane fa. Poi beh, raga: 80 a questo album. Mi chiedo solo che voto dovremmo dare allora ad album come "Nemesis Divina" o "Dark Medieval Times", per non parlare di diversi altri album della scena black, ancora più belli ed importanti dei due sopra citati. Ognuno ha la propria scala di valutazione, ma insomma...
frankus
Mercoledì 18 Settembre 2013, 19.21.42
66
GRANDE ALBUM VOTO 8,00 consiglio il recensore di ascoltare almeno 3-4 volte gli album prima di giudicarli
Markus
Domenica 15 Settembre 2013, 13.50.23
65
@freedom ti quoto alla grande 80
freedom
Sabato 14 Settembre 2013, 12.04.30
64
Sottoscrivo il commento di Markus, ma voto 80.
Markus
Sabato 14 Settembre 2013, 11.34.22
63
eEtabolizzata dopo vari ascolti la seconda parte dell'album,è stata una piacevole sorpresa. Parti molto veloci,strutturalmente complesse e accattivanti. L'album non è piatto come i tre platter precedenti,per certi versi è musicalmente più estremo e ispirato,anche se non sarà un album per tutti. Frost fa un lavoro della madonna,la cosa vincente è che il suo stile ormai è riconoscibile,dettaglio che per un musicista fa la differenza. Finalmente un disco che non suona come mille altri a livello di idee e suoni.Ha ragione Satyr quando sottolinea il gran lavoro fatto in fase di produzione,la registrazione in analogico si sente ed è un piacere per i timpani. Mi sento quindi di elevare il mio voto a 75.
Marty
Sabato 14 Settembre 2013, 9.23.19
62
Scappellamento a destra?
glajd
Venerdì 13 Settembre 2013, 0.29.05
61
Come sotto, più lo sento più mi piace..
wonderghio41
Giovedì 12 Settembre 2013, 15.24.02
60
Anche per me vale il discorso fatto già da alcuni, più lo ascolto e più mi piace! secondo me un buon album, sicuramente migliore degli ultimi di satyr e frost.
zerba
Giovedì 12 Settembre 2013, 12.16.24
59
io lo boccio, qualche pezzo discreto ma nel complesso è un disco più che insufficiente.
freedom
Giovedì 12 Settembre 2013, 11.22.09
58
Più l'ascolto e più mi piace.
guglio2k
Mercoledì 11 Settembre 2013, 22.53.36
57
Al momento comunque lo sto apprezzando molto piu di The age of Nero, mi piace come atmosfera, la cover la trovo azzeccata; i testi non li ho letti, cercherò di ascoltare piu attentamente le liriche, ma musicalmente alcune tracce mi hanno colpito davvero positivamente, compresa quella in clean.
Luca "Diablo"
Mercoledì 11 Settembre 2013, 18.01.43
56
pur non essendo un grande grande appassionato di black metal devo riconoscere di trovarmi al cospetto di un gran bel disco. L'unica nota dolente in questo album a mio avviso è rappresentata dalla traccia in clean che alla lunga risulta un po' monotona.
xYx
Mercoledì 11 Settembre 2013, 15.05.32
55
guglio2k: chiedo venia... forse mi sono espresso male e volevo intedere proprio ciò che hai detto tu
guglio2k
Mercoledì 11 Settembre 2013, 10.57.05
54
@xYx: veramente Thornography è il disco piu piatto e moscio dei CoF. Godspeed e Venus Aversa sono molto validi.
xYx
Mercoledì 11 Settembre 2013, 8.54.47
53
Unti & DEFUNTI da almeno tre dischi ad oggi purtroppo... o.O manco gli ultimi album dei CRADLE OF FILTH (apparte Thornography) o dei DIMMU BORGIR suonano così piatti e mosci -.-
Sambalzalzal
Mercoledì 11 Settembre 2013, 1.04.08
52
Ed io, Undercover@ a parte la parentesi Dark Funeral mi riferivo proprio ad i Defleshed. Modin è uno dei pochi batteristi a non usare triggers (scusate se è poco!!!) e dal vivo ha ben pochi rivali davvero. Non viene quasi mai menzionato o comunque passa in secondo piano perché non ha mai fatto parte integrante di nessun combo veramente famoso ma da la pista a parecchi altri batteristi più blasonati di lui. Punto Omega@ purtroppo Satyr grazie alla sua posizione in Norvegia fa un po' come vuole e le testate fanno a gara a recensire con voti purtroppo anche buoni dei prodotti che fanno veramente ridere i polli. Sicuramente fanno comunque ridere tutti quelli che apprezzavano i Satyricon delle origini. La cosa curiosa è che parlando anche con norvegesi che sono di primo pelo la nuova incarnazione della band non mi pare goda di responsi tanto positivi, anzi, la gente oramai li considera come un'entità che è totalmente estranea al movimento black metal, quindi a livello di recensione ed apprezzamento "generale" qualcosa di farlocco c'è di sicuro. Comunque basta, m'hanno rotto il cazzo. Se non altro questa volta prima di andarci a rimettere i soldi ho avuto l'accortezza di ascoltarlo prima!
Punto Omega
Mercoledì 11 Settembre 2013, 0.42.54
51
@Undercover: posso dire lo stesso, ma in maniera inversa.
Undercover
Mercoledì 11 Settembre 2013, 0.32.03
50
Frost meglio di Modin non direi proprio, li ho visti entrambi più volte e Modin nei Defleshed era altra storia ancora, Frost se lo sogna di suonare in quel modo live.
Punto Omega
Mercoledì 11 Settembre 2013, 0.18.58
49
@xYx: m'ero dimenticato dell'omonimo, comunque anche lui lo considero inferiore a Frost. @Sambalzalzal: calcola che forse essere amico di un miliardario, fare tour con lui, poter suonare con ua band che si colloca al primo posto degli album più venduti (almeno in Norvegia), qualcosina te la dà' quindi, molto probabilmente, per Frost non è tutto questo penare. Poi non è che suoni male, esegue quello che deve e dal vivo è un metronomo. Ripeto: lascia perdere la qualità dei pezzi. Poi siamo in molti ad attendere invano un ritorno in pompa magna dei Satyricon e a rimanerene delusi ogni volta che un nuovo disco viene pubblicato(ormai ci ho fatto il callo, tanto da vedere dei progressi da The Age Of Nero). Per me i Satyricon sono morti da tempo e questa è solo una band che li sta parodiando.
Alcibiade il Maialino
Martedì 10 Settembre 2013, 20.14.31
48
Se si fossero sciolti dopo Nemesis divina non avrebbero infangato il loro buon nome con produzioni al limite dell' osceno.
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 18.56.40
47
xYx@ esattamente! Ma possibile che non se lo ricorda mai nessuno!?!? Punto Omega@ ed effettivamente avevo dimenticato di citare Hellhammer! L'involuzione compositiva che intendevo di Frost è appunto legata al suo ruolo di musicista nei Satyricon, come dicevo e non al suo suonare male come batterista. Sono anni che aspetto un ritorno in pompa magna della band ed ora mi sono inacidito parecchio perché ho ben capito che oramai la cosa che aspetto non succederà probabilmente mai. Satyr di famiglia è miliardario e quindi il discorso di chi abbia in mano cosa fila sicuramente ma se fossi in Frost mi sentirei veramente sminuito come musicista se veramente questo fosse il motivo delle sue performances con la band. Voglio dire, mi spiego meglio. Satyr compone e detta legge sui pezzi ma come è possibile dire ad un batterista di suonare "MALE"!?!?!?!? Una canzone su tutte che incarna la bruttezza dei Satyricon post Nemesis Divina: The Pentagram Burns. A livello batteristico uno dei pezzi più brutti ed imbarazzanti della storia del metal forse eguagliato solo da qualcosa fatta dai Messe Noir!!! Sfondi una porta aperta! Non ho mai potuto soffrire Rebel Extravaganza!!!!!!!
xYx
Martedì 10 Settembre 2013, 18.35.36
46
Punto Omega: penso che "Fredrik Andersson" ( il batterista dotato e BRAVO citato da Sambalzalzal) => sia quello EX dei MARDUK del periodo d'oro ...da non confonderlo con quello omonimo degli Amon Amarth
Wishmaster
Martedì 10 Settembre 2013, 18.04.59
45
La mia teoria è che si punisce sempre chi vuole sperimentare, secondo me il 55 è immeritato.
Punto Omega
Martedì 10 Settembre 2013, 17.38.14
44
@Sambalzalzal: guarda, puoi mettere in dubbio la qualità delle uscite in cui ha suonato, puoi mettere in dubbio le baracconate inerenti le sessioni fotografiche, ma non il talento che possiede. Frost è bravo, sa suonare in maniera molto varia (seppure sia un disco assolutamente non riuscito, si pensi alla sua prestazione negli ov hell) e lo ritengo migliore sia di Andersson (tra l'altro in che band black metal ha suonato?) che di Modin. A dirla tutta, in ambito black, ritengo ci sia un solo batterista che gli sia superiore (non considerando artisti prestati al black metal - un nome a caso: Tony Laureano), ossia Hellhammer. Sull'opinione che gli ultimi dischi dei Satyricon siano delle delusioni, ci troviamo perfettamente d'accordo, ma Frost non ha mai - e dico mai - partecipato alla stesura dei brani. Nei Satyricon è dunque un esecutore d'eccezione ma non mette naso nel processo compositivo (e se nei credits appare solo Satyr, significa che l'altro non compone, anche perché quì si parla di royalties, ossia di cose redditizie), conseguentementei il ragionamento che hai esposto sul suo approccio compositivo non risulta valido. Lo si può accusare di essersi stretto ad una band in costante declino per una pura questione remunerativa (o forse no, chissa come sono i suoi rapporti con Satyr), ma non di essersi imbolsito ed aver subito un'involuzione esecutiva. Se invece parliamo della band, o meglio del monicker, allora sì che ci troviamo d'accordo nel parlare di declino. Tra l'altro sono fra quelli che considera Rebel Extravaganza un disco brutto, figurati quello che è venuto dopo...
Giaxomo
Martedì 10 Settembre 2013, 17.27.36
43
@sambalzal: hai colto il (tragico) punto della situazione al quale sono giunti i Satyricon. D'accordissimo con te su tutto.
freedom
Martedì 10 Settembre 2013, 16.52.42
42
Come sempre rispettabilissimo il punto di vista del buon Sambalzalzal.
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 16.45.14
41
Punto Omega@ io non ho parlato di essere scarsi, io ho parlato di essere statici ed insalottiti ed è appunto gravissimo il fatto che un bravo musicista, fino a prova contraria, metta da parte il suo talento a scapito del nome della band di cui fa parte. Se quello è il problema. Riguardo al discorso delle congetture e dei fatti concreti come ripeto penso che si tratti di gusti. Se a me una band piace fino ad un certo punto ( e loro li amavo!) e poi inizia a collezionare passi falsi e cadute di stile (che non sono evoluzione ma decadimento) è ovvio che traggo le mie conclusioni. Frost può suonare alla grande con 1000 altre bands ma se ha perso un certo tipo di approccio nella composizione con i Satyricon o con Satyr c'è poco da fare. Frost non ha mai detto nulla di male riguardo al passato o alla scena che io sappia ma le pose vicino alle Ferrari in compagnia di Satyr o quelle con l'ombretto con ammiccamenti facciali da female pornstar li ho notati purtroppo e devo dire che se anche fossero dettati dal management o da Re Satyr uniti alla proposta musicale oramai farlocca non è che li apprezzi tantissimo facendo il raggionamento del 1+1 = 2. In definitiva, per rispondere anche a Freedom@ io neanche sono un purista del black metal ma quando si tratta di black metal mi aspetto che venga suonato come si deve e che non si tirino per aria tante baggianate come da anni fanno loro. E' rimasto il nome e dubito una proposta simile, oggi come oggi, sarebbe stata in grado di reggersi da sola senza quello, parliamoci chiaro. Anche la cosa di Frost come batterista leggendario segue la stessa linea di considerazioni secondo me; leggendario perché famoso grazie alla formula Satyricon ma ci sono batteristi più dotati. Matte Modin?Fredrik Andersson? Dipende da ciò che uno cerca. Secondo me Frost ha finito di essere un bravo batterista e soprattutto un musicista genuino ai tempi di Nemesis Divina, quando a seguito dell'immane successo riscosso l'intera band si adagiò sugli allori. Poi oh, pace e bene come sempre, a me l'album non è piaciuto ma non dubito che a qualcuno possa risultare come interessante o anche come capolavoro. Se non fosse così si sarebbero già sciolti da tempo.
Wild Wolf
Martedì 10 Settembre 2013, 13.55.10
40
@Markus: Ho ascoltato l'album una decina di volte, abbondanti. Solo, non riesco a capire come tu possa, da un lato, venirmi a dire che il giudizio della recensione è stato figlio di un l'ascolto superficiale e veloce, mentre dall'altro ti esponi parecchio sull'album e dai giudizi sullo stesso (e sull'operato altrui), avendone ascoltato solo una metà. Scusami, ma a me pare incoerenza questa. @tutti: Per quanto riguarda il valore dell'album, i gusti sono gusti, nessuno li discute. Eppure, conoscendo i Satyricon sin dagli anni '90 e avendo, anche solo sommariamente, conoscenza della scena black'n'roll o blackened rock attuale (qualche nome l'ho pure fatto nella recensione), mi sembra difficile sostenere che questo album diverrà, presto o tardi, un caposaldo del genere, o che sia in linea evolutiva con la discografia dei Satyricon. Resterà ai posteri, per lo più, grazie al nome Satyricon appiccicatoci sopra, non altro, a mio parere. Saluti.
freedom
Martedì 10 Settembre 2013, 13.00.17
39
Frost scarso non lo è per niente.
Punto Omega
Martedì 10 Settembre 2013, 12.58.08
38
@Sambalzalzal: Il compositore dei Satyricon è Satyr, quindi direi che dipende da lui il calo qualitativo del gruppo. Per quel che riguarda Frost, basti dire che è un esecutore di livello eccellente. Fa quello che gli chiedono e lo fa benissimo, inoltre scusami, ma le chiacchiere le stai facendo tu, dando per acclamate congetture e non fatti. In base a tutte le sue partecipazioni (quindi con un dato oggettivo), direi che Frost ha voglia di suonare black metal. Inoltre ti sfido a trovare delle dichiarazioni in cui sputa sul suo passato e manda affanculo la scena. Il declino attuale dei Satyricon è da imputare al compositore, quindi a Satyr (basta leggere i credits per vedere chi scrive effettivamente i pezzi). A Frost probabilmente (e quì si tratta di una mia congettura) fa comodo suonare nel gruppo, ma non mi si venga a dire che è un batterista scarso anche perché ho avuto modo di vederlo almeno 8 volte dal vivo e ho visto ciò di cui è capace. Parlando di black metal, non è che veda tanti batteristi in grado di andare oltre il suo livello, anzi!
freedom
Martedì 10 Settembre 2013, 12.56.45
37
C'è da dire che non sono un purista del black metal comunque...
freedom
Martedì 10 Settembre 2013, 12.55.15
36
Farsi tutte ste seghe mentali sul paragonare questo a Dark Medieval Times non ha senso secondo me. Ogni disco va preso per quello che è...il voto della recensione per me è esageratamente basso, ma ovviamente parliamo anche di gusti. Personalmente mi sono sentito rapito da questo album sin dal primo ascolto...vuoi per i suoni, per le atmosfere non so, ma mi piace un sacco. Inoltre mi pare che il "black n roll" sia stato leggermente abbandonato in favore di sonorità molto più oscure, un po' alla Burzum degli ultimi album (che mi piacciono un sacco).
ad astra
Martedì 10 Settembre 2013, 12.46.31
35
sempre perchè è giusto rimanere solamente all'interno della storia del gruppo e cercare di comprenderne l'evoluzione... se diamo u voto medio alto come 70 a quesyo a nemesis divina cosa diamo? 130? .... a volte penso che ci sia solo un gioco del voler essere bastian contrario piuttosto che una obbiettivita... puo sicuramente piacere a qualcosa. anzi ha l'obbligo di piacere ma cerchiamo di essree ragionevoli
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 11.45.20
34
Punto Omega@ Scusami, il fatto che i Satyricon non riescano o non vogliano più comporre musica come si deve non dipende da Satyr, non dipende da Frost, allora da chi dipende, da Geppetto? Frost da anni è uno dei batteristi più statici dell'universo e a me personalmente frega poco se fuori dai Satyricon riesca a suonare a 90.000 di metronomo. Io dei Satyricon qua parlo e ascolto il prodotto e lo giudico per quello che è, poche storie, il resto sono chiacchiere tese a difendere un musicista a cui non importa più nulla di suonare non solo black metal ma musica ispirata ed originale in assoluto. Se devo ascoltare una band che prova a suonare "black n roll" ce ne sono di migliori, se voglio ascoltare bands seguendo la logica del batterista più veloce e potente ce ne sono a migliaia con batteristi che a Frost lo spellano e lo ricuciono. Io mi innamorai dei Satyricon, quando uscirono, di certo non per le peripezie batteristiche o la voce da tenore di Satyr, a me colpirono per le atmosfere in primis e poi anni dopo per il picco di maestria compositiva raggiunto con ND. Da la di tempo ne è passato ed il punto di arrivo è questo. Bella roba. Ho fatto l'esempio di Ulrich xchè anche Frost è fissato per le gallerie d'arte e perché anche lui come l'altro ha mandato affanculo la genuinità degli esordi a scapito di un approccio più salottistico che altro. Opinioni e gusti personali, figurati, ma qua non penso ci sia tanto da salvare considerando la prima parte della discografia e l'intento palese di non rispettarla.
Markus
Martedì 10 Settembre 2013, 11.13.36
33
@Selenia anche io al primo ascolto della prima parte dell'album mi sono sentito abbastanza sconvolto...del resto la prima traccia non aiuta affatto..vabè che è un intro... Certo..non nego che da stamattina mi gira in testa il riff principale del secondo brano Tro Og Kraft...bello
hm is the law
Martedì 10 Settembre 2013, 10.53.02
32
mid tempo di cui SONO intrisI - abbiano la tendenza a detestarlI: senza occhiali nun ce vedo na mazza scusate gli errori!
hm is the law
Martedì 10 Settembre 2013, 10.41.24
31
Il mid tempo di cui è intriso sia Now, Diabolical che The Age Of Nero mi fa impazzire, sono album che ascolto molto volentieri anche se capisco benissimo che i puristi del black abbiano la tendenza a detestarlo. Questo disco è complesso e ad un primo impatto delude. Penso che una valutazione complessiva la darò dopo attenti e ripetuti ascolti per ora sono il linea con la recensione. Comunque io allo show di Roma sarò presente! Ovvio!
Selenia
Martedì 10 Settembre 2013, 10.33.56
30
@Markus, in effetti concordo con te, l'album è difficile da metabolizzare e fai bene a smezzarlo in due tornate di ascolti, io ho fatto l'errore ad ascoltarlo tutto d'un fiato e dopo sono dovuta correre in bagno.
Markus
Martedì 10 Settembre 2013, 10.26.06
29
@Er Trucido è chiaro che sai leggere ma non comprendere quello che hai letto. Cmq ognuno ascolta un album come meglio crede,giusto no? Per ora ho ascoltato 5 brani e so 'riconoscerli',già da oggi passerò alla seconda metà.Mi succede quando l'album in questione non è di semplice metabolizzazione...voglio gustarmelo piano piano e 'farlo mio'. D'altronde non stiamo parlando dell'ultimo Placebo... PS mettici il 55 vicino al 70 e se vinci dividiamo
Punto Omega
Martedì 10 Settembre 2013, 10.06.21
28
@S.V.: il gusto è una questione soggettiva. Da quì a dire che sta diventando come Lars però ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Er Trucido
Martedì 10 Settembre 2013, 9.50.38
27
Io in realtà mi chiedo come è possibile che uno che dice di aver sentito 5 brani su 10 venga a parlare di "ascolto" ma fa lo stesso, magari vado a giocarmi il 70 al lotto.
Raven
Martedì 10 Settembre 2013, 9.45.53
26
Cosa diavolo c'entra il voto di THE dato da un altro recensore che non collabora più con noi? Si da poi al caso che le case discografiche forniscano i dischi alle webzines accreditare spesso molto prima che questi vengano fatti uscire sul mercato, proprio per farli ascoltare a lungo per le relative recensioni. Problemi?
Markus
Martedì 10 Settembre 2013, 9.36.30
25
Ho ascoltato i primi 5 brani,Phoenix compresa. Mi chiedo chi scrive recensioni su questo sito come possa dare un giudizio prima che il disco stesso venga pubblicato ufficialmente,ma soprattutto quanti ascolti sono stati dedicati per arrivare a un 55. Stesso voto di The Human Equation tra l'altro...ovvero qui si sparano numeri peggio che al gioco del lotto. Sono convinto che più della metà degli utenti non abbia ne la voglia ma soprattutto la capacità di mettersi li e dedicare tempo e attenzione a quell'esperienza che si chiama 'ascolto'. Detto questo,non posso negare che ho trovato ispirazione in questa prima parte dell'album,alcuni momenti davvero emozionanti. Vedremo con la seconda metà. Al momento per me è un 70,tanto per dare i numeri... PS è naturale che ogni confronto con i primi tre album della band norvegese è perfettamente fuori luogo. Il tempo ci cambia.
S.V.
Martedì 10 Settembre 2013, 9.34.13
24
Frost è un bqtterista molto veloce, e questo non collima per forza col gusto...e lui in molte occasioni dimostra di averne davvero poco.
Punto Omega
Martedì 10 Settembre 2013, 9.30.33
23
Frost è un grande batterista, non diciamo eresie. Lo dimostra ogni volta che suona con i 1349 che come band non trovo nulla di speciale, ma nella quale Frost dimostra di essere una macchina da guerra (vedere dal vivo). Altroché Lars Ulrich del black metal...
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 8.44.45
22
Enry@ purtroppo quello che dici corrisponde al vero e conosco anche io gente che la pensa allo stesso modo. Non digeriscono ND ma stravedono x TAON. Per me inspiegabile ed assurda la cosa, ovviamente dal punto di vista di uno che ha iniziato a seguirli con DMT. Per l'appunto parlavo di album "suonato male". Per quelli che erano i loro standards iniziali perlomeno io lo sento veramente "male". Sposti giustamente l'attenzione su Frost e se ne era già parlato in altra sede... ma se fosse proprio lui una delle cause dell'irrachitimento del sound dei Satyricon? Mi pare il Lars Ulrich del black metal e porca puttana!!!
enry
Martedì 10 Settembre 2013, 8.31.44
21
Io non ho i dati di vendita, ma sono quasi sicuro che sta roba vende di più rispetto a quello che facevano 15-20 anni fa, non riesco a darmi altre spiegazioni anche perchè conosco gente a cui piacciono di più gli ultimi tre dischi rispetto ai primi lavori, quindi non si scioglieranno di sicuro perchè i fan della prima ora bestemmiano come turchi, tipo io. L'esecuzione tecnica è perfetta, quindi disco suonato male no, sono le partiture che sono così semplici e lineari (per 27 minuti il drumming di Frost è roba da cadaveri ambulanti) da risultare piatte. Orribile Phoenix, il disco si riprende un po' nella seconda parte e per me si posiziona un gradino sopra a TAON, ma se dopo 5 anni tutto quello che hanno da dire è questo, credo che di fans della prima ora ne siano rimasti pochi, anche se non ho dubbi che ne abbiamo conquistati altri, magari gente a qui il black anni 90 non piace e hanno scoperto la band da poco tempo.
waste of air
Martedì 10 Settembre 2013, 0.38.55
20
Boh, L'ho ascoltato e cestinato, pessimo. La canzone in clean è aberrante.
Sambalzalzal
Martedì 10 Settembre 2013, 0.17.58
19
Bella e sincera recensione anche se onestamente io avrei dato (e darò infatti) anche meno. Qua non si tratta neanche di suonare scialbo, noioso o senza ispirazione... qua si tratta proprio di suonare male. Sembrano a questo punto un gruppo di quindicenni discreti con lo strumento che si divertono a coverizzare alcuni pezzi demo dei loro beniamini. Magrissimo punto di arrivo e non ritorno per una band che ha fatto storia. Anni orsono... Io proporrei a Satyr di dedicarsi sempre più ai suoi vini ed al suo allevamento di Siberian Husky e a Frost di diventare miliardario con le sue esposizioni alternative d'arte. Gli auguro queste cose ed anche di più dal profondo del cuore ma per carità lasciassero stare la carriera musicale perché oramai sono diventati patetici. 40.
lux chaos
Lunedì 9 Settembre 2013, 23.51.16
18
Ho ascoltato le prime 6 per ora....il punto è che non è neanche definibile come brutto, questo disco.....è solo scialbo, sciapo, palloso, smorto, flatulento, insignificante. Anonimo, come dice Wild Wolf. Satyricon grazie, e addio. P.s. bella rece
Teitanblood
Lunedì 9 Settembre 2013, 22.57.25
17
Che schifezza ragazzi,questa è mondezza
manaroth85
Lunedì 9 Settembre 2013, 22.37.11
16
delusione, un the age of nero part 2 sarebbe risultata migliore..peccato
Ad Astra
Lunedì 9 Settembre 2013, 21.03.17
15
ok... oggi va così... prima insulto....questo disco lassativo... poi leggo e cerco di convincermi della bontà di lorenzo con un 55 tu sei un bravo uaglione!! condivido tutto bravo, fin troppo
Punto Omega
Lunedì 9 Settembre 2013, 20.34.06
14
Beh, un miglioramento da The Age of Nero c'è, ma è troppo poco. Penso sia ora di eseguire il requiem per questi musicisti. Grazie per i primi tre gioielli, ma ora, vi scongiuro. smettetela.
Giaxomo
Lunedì 9 Settembre 2013, 20.27.42
13
@Jimi: Ci siamo capiti. Ps: tanto per curiosità, sei laureato?
Jimi The Ghost
Lunedì 9 Settembre 2013, 20.11.43
12
@Giaxomo: Comprendo la tua riflessione sentita in un argomento decisamente interessante e quanto più attuale oggi come lo è stato il pensiero di William Godwin. Il piacere è mio. Jimi TG
Giaxomo
Lunedì 9 Settembre 2013, 20.03.46
11
@Wild Wolf: figurati, it's been a pleasure! Hai ragione, la recensione di un album non è il posto più adatto per fare politica, però sono argomenti che meritano ogni tanto una piccola "toccata e fuga", giusto per il piacere di accendere un qualcosa tra gli appassionati di musica. Poi se si trovano persone competenti è un peccato smettere o interrompere il discorso!
Greatest_Tiz
Lunedì 9 Settembre 2013, 18.59.18
10
Non ho ancora ascoltato l'album tranne che un pezzo... Ma mi aspettavo un epilogo di questo tipo.. Ora sono curioso di vedere quali di questi brani proporranno al concerto di Ciampino..
Wild Wolf
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.47.42
9
Grazie a tutti per i commenti, davvero. In particolare, faccio un ringraziamento particolare a Jimi e Giaxomo (oltre che per i complimenti per lo scritto), per la qualità delle loro annotazioni, sempre interessanti. Sono argomenti che meriterebbero lunghe ed appassionate discussioni. Saluti.
enry
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.38.13
8
Noiosissima la prima parte, passabile la seconda, da Walker upon the wind in poi. Mi piace giusto un pelo di più di The Age of Nero dove invece mi piaceva una song. Deluso, ma ormai ci sono abituato. Non sono d'accordo sul discorso evoluzione, per me tutte le band citate era meglio se non si evolvevano, soprattutto gli In Flames che sono 10 anni che rilasciano barili di merda.
Giaxomo
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.22.19
7
Decisamente superiore la recensione e la disamina di Jimi, come al solito, rispetto all' album plasmato da un gruppo che da anni ho smesso di seguire, ma che ha offerto al metal dischi magnifici e senza tempo. @Jimi: purtroppo credo anche io che la corrente di Bakunin resterà sempre e solo ideologica, così da consentire un NON ritorno agli albori dell'uomo, dove si potrebbe gustare la VERA libertà, a causa delle imposizioni della LEGGE (cos'è poi la legge? frasi scritte su un foglio di carta? la Costituzione cos'è? che peso ha nella vita di tutti i giorni? e perchè devo fare ciò che un uomo come me in divisa mi impone? Hai il distintivo e quindi? Siamo diversi? Conosci la parola uguaglianza? mi verrebbe da dirgli. Gli illuministi hanno fatto scuola discutendo su questi argomenti, o qualcuno dovrebbe acculturarsi sul VERO comunismo Marxista, non le boiate fatte da dittatori quali Stalin, (in parte Lenin per chi conosce veramente la storia del paese più bello del mondo dopo il nostro, la Russia), Mao e Castro, un mondo libero dalla realtà artificiale e fasulla che ci circonda quotidianamente (e qua leggetevi 1984 di G. Orwell per chi non lo conoscesse, capolavoro dal finale troppo AMARO). Si sa che quando un "qualcuno" nomina la fantomatica parola ANARCHIA viene classificato come drogato o ignorante. Ebbene no, resto dell'opinione, che se quel "qualcuno" si fosse letto la vera definizione di Bakunin prima di aprir bocca, saprebbe che la soluzione a tutto il marasma che ci circonda sta proprio in quella parola. Caro Jimi, quanto vorrei parlarne con te di questi argomenti in privato
divusdprinceps
Lunedì 9 Settembre 2013, 16.05.29
6
porcheria di disco. non emoziona. è piatto. di sicuro il vino wongraven gli ha dato alla testa. Secondo me non pongono fine alla carriera della band soltanto perchè il nome fa vendere.
freedom
Lunedì 9 Settembre 2013, 15.51.01
5
Per niente d'accordo, a me il disco è piaciuto. Il primo brano rilasciato non mi aveva colpito molto, ma ascoltando l'album nel suo insieme devo dire che mi piace, e anche molto. Belle atmosfere, bei riff e bella produzione. Voto 80.
Herbert
Lunedì 9 Settembre 2013, 15.46.47
4
Dai, almeno Satyr ha finito il gel...
Jimi The Ghost
Lunedì 9 Settembre 2013, 15.29.09
3
Ho letto con molto entusiasmo, e con particolare attrazione lirica, il proemio della tua recensione. Da Michail Bakunin, fondatore di una corrente più che strettamente definibile come solamante "ideologica", a Ludwig Feuerbach, filosofo-attivista noto per la critica all Hegelismo e per la sua sintonia con Baruch Spinoza. Solo lui riuscì ad influire costruttivamente su quel filantropismo ottocentesco, da Marx, Kierkegaard, Nietzsche e fino a Freud. Un accostamento con il fascino poetico Tannhäuser - minnesänger- (per altro fu rappresentato nel 1872 a Bologna) che può lasciare sorpresi già dal primo atto quando, Tannhäuser, amaliato da Venere, viene circondato in un'orgia da satiri, baccanti e coppie di amanti. Forse i "satiri" in veste black dovrebbero appredere da quel Trovatore Tannhäuser. Veramente una Bella recensione. Bravo Wild Wolf! Un saluto. Jimi TG
Vecchio Sunko
Lunedì 9 Settembre 2013, 15.17.57
2
Ascolto il disco e poi commento...
Danimanzo
Lunedì 9 Settembre 2013, 15.11.59
1
Perfetto. Ti credo sulla parola e condivido in toto tutto il discorso che hai affrontato in questa bella recensione al disco. Eviterò di comprarlo e di seguirli oltre. Davvero un peccato perché ho sempre considerato Satyr e Frost un duo eccellente e tra i più creativi dell'intera scena.
INFORMAZIONI
2013
Roadrunner Records
Black
Tracklist
1. Voice of Shadows
2. Tro og Kraft
3. Our World, It Rumbles Tonight
4. Nocturnal Flare
5. Phoenix
6. Walker upon the Wind
7. Nekrohaven
8. Ageless Northern Spirit
9. The Infinity of Time and Space
10. Natt
Line Up
Satyr (Voce, Chitarre, Tastiere, Basso)
Frost (Batteria)

Musicisti ospiti:
Sivert Høyem (Voce in Phoenix)
 
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