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Anvil Therapy - Away From Here
( 1694 letture )
Gli Anvil Therapysono una band fiorentina nata nel 2009. Da allora, dopo diversi cambi di line up, sono giunti alla pubblicazione del loro album di debutto Away from Here. Nella loro idea musicale risalta molto la similitudine con i gruppi metal progressive degli anni ’90 sia per quanto riguarda il livello di sound generale sia per le strutture dei brani e delle scelte compositive. Tutti i componenti del gruppo sono dotati di un’ ottima tecnica individuale e non fanno nulla per nasconderla ; difatti la tecnica e il virtuosismo personale sono tra le caratteristiche che emergono maggiormente dai brani presenti in questo disco, e lo si nota principalmente negli incisi strumentali, pieni di tempi dispari e variazioni molto complesse. Sulle parti cantate riescono ad essere abbastanza "civili". Il tratto che salta all’orecchio ( una mia deformazione professionale) è il suono del basso, abbastanza inusuale per il genere, molto "medioso" e potente che esce dal mix quasi più di chitarra e tastiera. Il disco per quanto registrato abbastanza bene pecca un po’ nei volumi degli strumenti che in alcuni punti risultano sbilanciati. Anche l'equalizzazione degli strumenti e della voce poteva essere di gran lunga migliore e sicuramente mi avrebbe fatto apprezzare di più il prodotto.

L’artwork, raffigura una persona (non riesco a dire con certezza se si tratti di un uomo o di una donna) nuda rannicchiata contro un muro fatiscente. La figura è totalmente grigia e spicca solamente la scritta rossa Away from Here. Posso tranquillamente affermare che non si tratta di uno dei punti di forza dell'album.
Parliamo ora dei brani, il primo pezzo è un intro di synt di circa 40 secondi, si tratta semplicemente di un crescendo che ci indirizza verso il primo pezzo vero e proprio Inner Secret, molto potente, pieno di variazione sia metriche che armoniche. Il brano pur essendo abbastanza lungo scorre abbastanza bene grazie alla grande mole di variazioni. Coming Home non riserva grosse sorprese, intro molto acida e alternanza abbastanza prevedibile di parti strumentali, con forte uso di tempi dispari e parti cantate eseguite con un'intenzione più melodica. Absence lo definirei un pezzo di riempimento, un brano non particolarmente ispirato che però non risulta spiacevole. Away from Here mantiene il trend dei brani precedenti con un’ alternanza prevedibile dei cambi,che risultano comunque ben fatti. Far from Reality è uno dei pezzi più interessanti dell'album, se non altro perchè contiene degli elementi che si distanziano dalle altre tracce: in alcuni punti emergono delle atmosfere cupe e malinconiche che richiamano molto il suond delle compagini nordiche. White Cube è un brano praticamente hard rock/funk. Qui la componente progressive è molto sommessa, ma gli Anvil Therapyci fanno capire che hanno anche altre frecce al loro arco oltre a quelle ampiamente esternate nei brani precedenti. Queen of Flowers è una piacevolissima ballad voce e pianoforte tuttavia sarebbe stato meglio inserirla prima per spezzare un po' il disco dato che messa così infondo perde un po'. Final Act, come lascia intuire il nome, chiude l' LP. Si tratta del pezzo più completo del disco, caratterizzato da innumerevoli variazioni, molte parti soliste e cantati molto musicali.

Nel complesso un buon lavoro, specialmente considerando che si parla di un debutto. Il vero punto positivo di questo lavoro, come dicevo in apertura, è la preparazione tecnica dei componenti. Mentre i difetti sono da trovare prima di tutto nella produzione poiché il disco suona piatto e i volumi degli strumenti in alcuni casi sono abbastanza starati. Un altro punto a sfavore sta nella scelta dei suoni, che risultano molto impersonali. Ascoltando il disco si ha l'impressione di conoscere già i brani che, anche se composti con criterio, risultano poco innovativi e a tratti addirittura scontati. Nessuno contiene delle parti veramente memorabili.
Si tratta di un lavoro che sicuramente può essere apprezzato dagli amanti di quell'ala del metal progressive che punta principalmente sullo stupire l'ascoltatore con la tecnica e la complessità dei brani piuttosto che con la melodia. Non sarà mai una pietra miliare, ma se si apprezza questo approccio musicale questo disco sicuramente piacerà.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
97.85 su 21 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
Underground Symphony
Prog Metal
Tracklist
1. Entrance
2. Inner Secret
3. Coming Home
4. Absence
5. Away from Here
6. Far from Reality
7. White Cube
8. Queen of Flowers
9. Final Act
Line Up
Andrea Betulanti (Voce)
Alessandro Berchicci Soave (Chitarra)
Dario Calami (Tastiere)
Stefano Filipponi (Basso)
Michel Agostini (Batteria)
 
RECENSIONI
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