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Ashes to Ashes - Borderline
( 1912 letture )
Cenere alla cenere, polvere alla polvere; il celebre modo di dire viene utilizzato per far comprendere come, alla fine, ogni elemento sul nostro mondo sia destinato a tornare al suo stato originario; cosa c’entra col metal, direte voi? Molto semplice, abbiamo a che fare con una giovane band genovese che non solo si chiama Ashes to Ashes, ma si ripropone anche di suonare un mix di vari generi, proponendo un alternative metal che, inevitabilmente, si richiama anche all’hard rock più classico e datato; l’hard rock delle origini, insomma, tanto per rammentare nuovamente che alla fine anche in musica, per quanto si possa innovare, prima o poi si torna sempre a rispolverare le orme dei grandi del passato.

Conclusa questa breve parabola biblica, inoltriamoci a fondo in Borderline, l’album che questi cinque ragazzi hanno faticosamente composto, andando fino a New York per registrarlo: il lavoro si apre con Alice’s Song, un ottimo veicolo per saggiare le capacità del gruppo e comprendere meglio lo spazio in cui inquadrare la proposta musicale dell’opera; l’inizio beneficia di un virtuosismo di chitarra e di una partenza a razzo, ma si smorza un po’ inaspettatamente lasciando il campo alla delicata e soave voce della singer Marta Vassallo. Successivamente il brano si fa nuovamente più pesante, seppur rimanendo sempre nell’ambito del rock/metal melodico; si tratta in sostanza di una canzone molto gradevole, che presenta però una caratteristica suscettibile di duplice interpretazione: la voce della cantante, infatti, per quanto piacevolissima, nei punti in cui la musica si fa più pesante non risulta sufficientemente incisiva, venendo un po’ sommersa dagli strumenti. E’ possibile che sia un difetto, così come può anche darsi che la scelta di creare una contrapposizione fra musica pesante e voce più leggera sia una precisa scelta stilistica: ad ogni modo, pur ribadendo la piacevolezza, la sensazione che il tutto stoni leggermente resta. Ballad of the Wolf parte invece in modo leggero ed atmosferico, con gli strumenti lasciati sullo sfondo in modo quasi sognante, poi diviene più sostenuta, ma non eccessivamente, di modo che la discrepanza rilevata sul brano precedente con la voce qui risulta più attenuata; Borderline, title-track del lavoro, sorprende per la sua partenza assai pesante con tanto di growl...ma sorprende ancor di più se si pensa che il growl è opera della stessa Marta e della sua voce leggera! Ok, forse non sarà il growl del Mikael Akerfeldt dei bei tempi, ma è egualmente interessante ascoltare questa alternanza; in questo caso la contrapposizione fra voce clean e growl risulta intrigante, anche se pure qua un po’ di potenza in più nelle parti pulite non avrebbe guastato. Questa scarsa incisività in alcuni punti focali è un peccato, dato che con gli strumenti i nostri ci sanno fare eccome e lo dimostrano anche su Sleep, che gioca sull’alternanza fra cori ariosi e strofe al limite con il metalcore più morbido, sulla suggestiva Paradox of Perfection e su Hydra, epica e brillante con una splendida prestazione del batterista Paolo Di Lorenzo. Tuttavia mi trovo nuovamente a dover ribadire come la voce di Marta renda meglio nei momenti più melodici, dove le chitarre e le tastiere sostengono la sua ugola delicata piuttosto che affogarla; ha una bella voce, capiamoci bene, non stiamo certo parlando di stonature o altro, ma semplicemente dai brani ascoltati traspare nettamente l’idea che la ragazza si trovi più a suo agio con la melodia. Potrei dire nuovamente Cenere alla cenere, polvere alla polvere, ma stavolta piazzo un Diamo a Cesare quel che è di Cesare, aggiungendo che la voce della bionda cantante potrebbe ricordare agli appassionati del rock più melodico quella di Dolores O’Riordan dei The Cranberries (nei momenti clean naturalmente, anche perché tremo all'idea di una possibile reazione dei fan degli irlandesi ad un growl). Quanto detto, anche a proposito della band della terra dei prati e della Guinness, trova l’ennesima conferma nella bella Home, dove finalmente assistiamo ad una canzone perfetta nella sua struttura e con la miglior interpretazione vocale dell’album; prima di essa abbiamo anche un altro pezzo eccellente come Vain, un po’ guastato però nel finale dal solito problema di cui abbiamo ormai parlato fin troppo.

In sostanza, Borderline non è affatto un disco brutto, insufficiente o cose simili: è anzi un prodotto interessante che mette in mostra una band ancora giovane, ma molto capace e che sa scrivere belle canzoni; forse i difetti che abbiamo individuato nel corso dell’album, su tutti la poca amalgama fra le parti più pesanti e quelle più melodiche e la scarsa incisività di alcuni passaggi vocali, sono proprio dei peccati di gioventù che possiamo concedere agli Ashes to Ashes, consci che per la prossima uscita saranno riusciti a limarli ed a regalarci un prodotto che metta definitivamente in mostra le eccellenti qualità che qui si lasciano intravedere.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
67.30 su 13 voti [ VOTA]
non te la prendere dai
Lunedì 23 Settembre 2013, 12.00.17
7
non prendertela
Straisand
Lunedì 16 Settembre 2013, 11.05.25
6
hahaha al posto di commentare il mio commento, in modo assai sciocco, potresti commentare l'album in modo costruttivo. Io a contrario tuo ho detto un mio parere personale, potresti fare altrettanto, sempre se i tuoi neuroni lo permettono.
iltuoveropadre
Sabato 14 Settembre 2013, 17.39.21
5
Tua madre è più inascoltabile però, fidati
gianni
Sabato 14 Settembre 2013, 5.10.46
4
il growl è femminile
Straisand
Venerdì 13 Settembre 2013, 10.04.46
3
Inascoltabili. L'album lo trovo al limite del ridicolo. Senza contare la voce di Marta che è un continuo pugno nello stomaco.
Lizard
Giovedì 12 Settembre 2013, 17.13.57
2
D'altra parte io mi chiedo che senso abbia commentare a qualunque costo.
fabio
Giovedì 12 Settembre 2013, 17.05.55
1
io mi chiedo che senso abbia recensire qualsiasi cosa esca ma proprio qualsiasi...
INFORMAZIONI
2013
Underground Symphony Records
Alternative Metal
Tracklist
01. Alice's Song
02. Ballad Of The Wolf
03. Borderline
04. Sleep
05. Paradox Of Perfection
06. Hydra
07. Change
08. Fire Of Desire
09. Empty Bottles And Tears
10. Vain
11. Home
Line Up
Marta Vassallo (Voce, Tastiere)
Paolo Schiavi (Chitarra)
Enrico Cabona (Chitarra)
Stefano Anentodio (Basso)
Paolo "Pol" Di Lorenzo (Batteria)
 
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