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Siouxsie and the Banshees - The Scream
( 2689 letture )
Hanno affibbiato loro l'etichetta di gruppo pioniere di svariati generi: pionieri del punk (si sono formati nel 1976), pionieri del post-punk, pionieri del gothic rock, pionieri del dark, pionieri della musica psichedelica degli anni '80. I Banshees sono il manifesto e i fondatori di qualsiasi tipo di musica oscura e, grazie alla fredda e vitrea Siouxsie Sioux, capo/paladina di una nuova tribù generazionale che rispondeva agli slogan "rock is dead", sono diventati il punto di partenza di almeno il 90% dei progetti capitanati da una cantante donna.
Siouxsie Sioux e Steven Severin si conoscono nel 1975 ad un concerto dei Roxy Music, la passione per un certo tipo di glam rock e per le sonorità più acide e graffianti di fine anni '70 (Velvet Underground, il primo vero gruppo "dark" della storia della musica, The Doors, Wire, Roxy Music, Can, Captain Beefheart etc), unite alla furia primigenia del punk dei Sex Pistols trovava un ennesimo punto di incontro con le sperimentazioni tribali delle formazioni contemporanee, come i Public Image Limited, Gang of Four e Joy Division. In questo micromondo di scambio d'influenze e di differenziazioni i Banshees collaborano per la creazione di quello status mentale che consisteva nella rimozione e nello scarto sonoro del post-punk.
La band sapeva quello che NON voleva nel proprio sound: niente assoli, nessun finale di canzone che finiva con un colpo secco di batteria; voleva concentrarsi sui tribalismi e fare largo uso dei tamburi e dei tom della batteria (una volta Siouxsie tolse perfino il charleston a Kenny Morris).
Gli esotismi del post-punk non si rivolgevano solo alla musica africana e alle sperimentazioni baleariche (i PiL ne erano maestri) ma anche agli orientalismi (ed è simpatico vedere poi come gli esotismi delle band orientali provenivano dalle nostre terre occidentali); Hong Kong Garden, primo singolo dei Banshees, è introdotto da uno xilofono che colpisce una scala orientale mentre le chitarre di McKay, graffianti e con un leggero delay, raddoppiano le medesime melodie. Il brano schizzò al settimo posto della classifica nazionale, tutto l'underground era curioso di vedere immortalata, sul proprio singolo preferito, l'icona enigmatica e ammaliante di Siouxsie Sioux; ma invece la band, giocando e ridefinendo il proprio ruolo di superiorità artistica e quasi religiosa, pubblicò la foto di una donna dal volto coperto. Non solo: il singolo non venne incluso neanche in The Scream, debutto del gruppo nel novembre del 1978.

La potenza elettrica e travolgente si ha subito con Jigsaw Feeling, nella descrizione del non-evento della morte, nel provare alcun sentimento mentre la propria testa viene tagliata da una motosega; semplicemente perché i sentimenti e il carattere di una persona sono tutt'uno un giorno e scissi in due il giorno dopo. Le chitarre di Overground sono ipnotiche e orecchiabili mentre la voce di Siouxsie ha un qualcosa di mantrico e stregonesco che creava un parallelo con i delay delle chitarre: i gorgheggi della nostra regina dei ghiacci si sovrappongono l'uno sull'altro rimbalzando da una cassa all'altra mentre il lavoro di Morris dietro le pelli è sempre incentrato sui tamburi.
Ma il nuovo concetto musicale della musica gothic (o meglio, quello che diventerà poi la musica gothic) sta nel porre parallelismi ma contemporaneamente schernire e prendere le distanze dal passato. La cover di Helter Skelter dei Beatles è quanto di più cacofonico ci possa essere; le fresche melodie del quartetto di Liverpool sono solo un ricordo sepolto dalle graffianti corde e dagli ossessivi tom; quel "da-da-da-da-da-da-da-da" non fa altro che sputare sopra il brano originale. Eppure in questo calderone di meschinità si prolungano le similitudini artistiche di questi due generi di musica come ad esempio la ricerca di sonorità sulle chitarre e sul loro modo differente di essere psichedeliche. L'amore dei Banshees era per il flanger e per il suo effetto "raddoppio" di segnale della chitarra, il suo sfasare leggermente il segnale originario creando una sorta di secondo strumento "ombra". Questo si differenziava dal sereno phasing psichedelico dei dischi anni sessanta. I Banshees ragionavano su questi effetti per tirare una netta linea di demarcazione fra ciò che stavano facendo e il rock anni sessanta.*
Altro stupendo manifesto di progressione anti-psichedelica si trova nella conclusiva Switch, nei suoi arpeggi e nei suoi suadenti quanto oscuri sassofoni.
La denuncia sociale dei Banshees passava prima attraverso l'individuo. In Carcass si parla di un garzone di un macellaio che, innamoratosi della carcassa di un maiale, si recide gli arti per assomigliare al suo morboso oggetto del desiderio. Questa rembrandtiana memoria era un espressione della concezione che Steven Severin aveva verso il punk: ”disgregare se stessi, mettersi in discussione” e significava generalmente una morbosa analisi del lato più oscuro della natura umana: ossessione, irrazionalità, stati mentali estremi.**
Ancora l'immaginario collettivo, le piccole casalinghe ”eterne disilluse di periferia” descritte in Nicotine Stain e in Suburban Relapse dove si parla delle ansie fisiche e psicotiche di fumatrici incallite perché adagiate e annoiate dall'inattività, oppure dei nervi che saltano all'improvviso mentre si lavano i piatti. Schiette e forti le parole di Siouxsie dette mentre il brano velocizza fra scordati violini e freddi graffi in stile Psycho: ”Se guardi quelle case (quelle della periferia nativa di Bromley e Chislehurst, a sud di Londra) ti rendi conto di quante siano le donne fuori di testa dentro quei giardini di rose potate. In periferia è facile che le emozioni siano represse”.
Metal Postcard (Mitageisen), oscuro e ipnotico singolo del disco, coincide con un'altra passione post-situazionista (come la definiva Robert Gretton, manager dei Joy Division e co-fondatore della Factory Records), singolare e irriverente del post-punk: le simpatiche e fuorvianti inclinazioni al nazismo. Mentre la stampa, ignorante e faziosa, chiedeva il perché di quei nomi e di quelle cose (il termine "Joy Division", il nome "March Violets", la Cavalcata delle Valchirie prima dei concerti dei Theatre of Hate, le svastiche di Siouxsie) le band ridevano e prendevano in giro gli interlocutori, troppo impegnati a chiedere spiegazioni per non rendersi conto del volontario caos ideologico di tali vanitas, del nichilismo e dell'elitaria distanza fra band e pubblico. Il brano è dedicato a John Heartfield, artista dadaista anti-nazista e con la dedica si gioca sia sul fatto di un vero e proprio tributo alla sua figura, sia sulla questione della sua persecuzione. Mentre Siouxsie canticchiava fra un brano e l'altro ”too many Jews for my liking” si definiva il rapporto fra leader e proseliti ma, allo stesso tempo, l'appartenenza a quella stessa tribù che il post-punk andava perseguire.

La ricerca di appartenenza ad una grande fratellanza vede The Scream il primo tassello su cui si intersecheranno generazioni di ascoltatori dark, un album ammaliante per quanto distaccato; come dice Simon Reynolds: ”I Banshees producevano musica da amplesso; se tentavi di persuadere qualcuno con Dreamhouse in sottofondo, poteva anche andarti bene; coi dischi precedenti, lo stratagemma avrebbe funzionato solo se uscivi con uno psicopatico o un vampiro”.***

*,**,*** cit. Simon Reynolds, Post-punk - 1978 - 1984, ISBN Edizioni



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
76.62 su 8 voti [ VOTA]
Gilberto alibrandi
Domenica 16 Luglio 2017, 16.18.52
9
complimenti è un ottima recensione ,sei stato onestissimo nell'indicare le citazioni tratte da post punk di Simon Reynolds e a non spacciarle come frutto della tua scrittura. C'è solo un'imprecisione jigsaw feeling tratta della schizzofrenia di una ra gazza conosciuta da Siouxsie.Infatti "sentimento da puzzle un giorno mi sento intera quello successivo divisa in due imiei occhi fanno le capriole mentre fisso le dita dei miei piedi si riferisce a ciò che prova una ragazza che soffre di scissione della personalità . Ma non ti preoccupare questa è una cosa che sanon solo i fan hardcore di Susan . Ripeto la tua è un 'ottima recensione con tanto ddi flange sulla chitarra d il suono tribale che deriva dal drum kit suonato focalizzandosi sui tom
HERMANN 60
Giovedì 2 Giugno 2016, 15.19.17
8
il genere era un alternativa al metal e questo disco era il top come i successivi tre
Moro
Martedì 17 Settembre 2013, 0.20.35
7
@Vomit: ma sai, premettendo che la penso esattamente come te, allo stesso tempo trovo che questo discorso lascia un po' il tempo che trova. Ogni genere musicale nasce in reazione/relazione del proprio affine ma precedente di una generazione. Poi contemporaneamente nascono i sotto-insiemi. Per questioni decisamente rivoluzionarie (più nell'aspetto musicale che politico) il punk ha dato vita a tutto quello che è nato negli anni '80 (dall'hardcore all'heavy metal al new romantic al synth-pop).
VomitSelf [swan lee]
Lunedì 16 Settembre 2013, 7.59.49
6
Il mio preferito dei Banshees, senza dubbio alcuno. Ps. il primo Tru-Metaller che viene a dirmi che il Punk non è servito a nulla e gli rido in faccia per l'ennesima volta (spesso ignorando il fatto che senza di esso, niente Thrash, niente Power ecc...chissà perchè membri di Metallica, Anthrax, Slayer ecc erano tutti fan sfegatati sia del primo Metal '70 sia dell'HC Punk)
Moro
Sabato 14 Settembre 2013, 18.22.08
5
Join Hands molto cupo ed ostico anche per me... JuJu e Tinderbox gli altri miei preferiti...
matteo37
Sabato 14 Settembre 2013, 16.49.39
4
quello che preferisco di siouxsie insieme a join hands e juju voto 99
enry
Sabato 14 Settembre 2013, 15.19.00
3
Per me un capolavoro da 90 al pari di 'JuJu' del 1981, la regina del Dark (questo è comunque un disco molto duro e 'sporco' anche per i canoni del dark/ post-punk) in 35 anni di carriera ha quasi sempre rilasciato ottima musica, anche in versione solista.
Galilee
Sabato 14 Settembre 2013, 13.57.06
2
Un gran disco, una pietra miliare del post punk o new wave se preferite. Difficile da ascoltare però, almeno per me.
Undercover
Sabato 14 Settembre 2013, 13.07.15
1
Sempre amato Siouxsie e certo non fa eccezione quest'album, bello davvero.
INFORMAZIONI
1978
Polydor Records
Post Punk
Tracklist
1. Pure
2. Jigsaw Feeling
3. Overground
4. Carcass
5. Helter Skelter
6. Mirage
7. Metal Postcard (Mittageisen)
8. Nicotine Stain
9. Suburban Relapse
10. Switch
Line Up
Siouxsie Sioux (Voce)
John McKay (Chitarra, Sassofono)
Steven Severin (Basso)
Kenny Morris (Batteria, Percussioni)
 
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