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Benesser - The Start of Something New
( 1252 letture )
Già il nome dovrebbe far trasalire tutti noi. Benesser potrebbe rivelarsi una ottima ragione sociale per un emporio da estetista o per una spa-centro termale, non certo per una band che sul foglio informativo della label si spaccia per hard rock. Si spaccia appunto. Tutti al centro Benesser e gli acidi urici spariranno, così come i dolori alle articolazioni o quelle fastidiose nevralgie che vi attanagliano con l’arrivo della brutta stagione. Ecco, uno spot o un lancio del genere, probabilmente sarebbero più azzeccati. Le informazioni che ci passa l’etichetta sono perlomeno goffe: questi tre svedesi hanno passato 15 anni a provare e ad esibirsi live ma con un basso profilo, ohibò. Ma non è finita, vengono enunciate le caratteristiche dei singoli componenti con enfasi e aggettivi altezzosi come il tocco delicato del chitarrista o il falsetto flessibile del cantante, doppio ohibò, per non tacere della definizione del loro sound: aggressivo, atmosferico, dinamico, emozionale, ricco e decisamente curioso.

Magari, dico io. Va bene che questo prodotto va venduto al meglio e siamo in tempo di crisi acuta, ma definire i Benesser un incrocio tra i Rush e i Muse mi pare decisamente azzardato, soprattutto per il primo termine di paragone, sul secondo non esistono dubbi: si è presa pari pari la lezione di rock modernista dei Muse e si sono costruite melodie già sentite, che richiamano senza ombra di dubbio la band britannica. Che per inciso non mi ha mai fatto strappare i capelli dalla gioia, anzi. La denominazione hard rock ci va larghissima, visti i contenuti. Analisi dei nove pezzi racchiusi in questo The Start Of Something New, che di fresco, per inteso, ha molto poco. Il riff carico e molto saturo di Where Silence Prevails, inizialmente, fa molto ben sperare, le chitarre al cemento armato si tramutano in un clone dei Muse con melodie insistite e pompate ma tremendamente scontate; occasione persa. Da spunti di una song class metal pregevole solo a tratti, si confluisce in un antro chiuso che non crea sbocchi. Babyface è un coacervo pop impalpabile che non lascia graffiti anche se la band si sforza di agire sperimentalmente, Is It You è una song che ricorda molto il prog italiano dei seventies, Il Rovescio della Medaglia di Contaminazione su tutti, con falsetto e suoni delicati e un solo-guitar pinkfloydiano, probabilmente la traccia più ispirata dell’intero lotto. Colors alterna sistematicamente un attacco duro a melodie acustiche trascinate, che non elargiscono emozioni, si salva solo un buona svisata della sei corde, Where O Death è molle e insipida come una fetta di primosale lasciata sotto il solleone di agosto, un briciolo di tono arriva dalle rare partiture attorcigliate che ricordano per un secondo gli Audioslave, ma giusto per un decimo di secondo. Molto avvenente Sleepless Nights, canzone sofficissima e d’atmosfera, dove chitarre languide spiccano, il basso marca il territorio e la voce è “ispirata con falsetti”, mentre il chitarrismo solista sfrutta paradigmi simil-Satriani: nulla da dire, i Benesser si trovano molto meglio su lidi pop-ambient-ballad piuttosto che sui ritmi più veloci. Il che la dice lunga. Signs Of Time è funky nella strofa, con sviluppi AOR di marca statunitense, ma si smarrisce tra gli speaker, innocua come gli uppercut al tavor di un pugile anziano e cieco, For The Eyes Of The Lord rallenta di nuovo i ritmi e si fa notare solo per un paio di acuti del singer e il solo ubriacante ed ipnotico, mentre la title-track The Start Of Something New di rivoluzionario e nuovo non ha assolutamente nulla, ma si configura come un polpettone condito da diverse influenze, tutto sommato abbastanza indigesto.

Un disco pressoché trascurabile, un ottimo lavoro di Henric Hermansson alle chitarre, qualche melodia intrigante percorsa dalla voce di Robert Olsson, ma nulla sorprende o lascia orme rilevanti dopo l’ascolto. Non voglio apparire cattivo, ma questo platter è incamminato vorticosamente verso il viale del dimenticatoio.



VOTO RECENSORE
43
VOTO LETTORI
89 su 7 voti [ VOTA]
86
Venerdì 16 Maggio 2014, 0.28.41
1
great album!!!!! 43?? 43*2= 86 The right rating!
INFORMAZIONI
2013
Doolittle Group
Hard Rock
Tracklist
1. Where Silence Prevails
2. Babyface
3. Is It You
4. Colors
5. Where O Death
6. Sleepless Nights
7. Signs Of Time
8. For The Eyes Of The Lord
9. The Start Of Something New
Line Up
Robert Olsson (Voce, Basso)
Henric Hermansson (Chitarre)
David Olsson (Batteria)
 
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