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Dragonsclaw - Judgement Day
( 1374 letture )
Tanta energia, potenza e tecnica mal sfruttata. Questo è purtroppo il giudizio dopo vari ascolti di Judgement Day dei Dragonsclaw. La band proviene dall’Australia e quello in oggetto è il secondo disco dopo Prophecy, pubblicato nel 2011. La band propone un power metal che spesso schiaccia l’acceleratore verso lo speed; la perizia tecnica non manca, ma, come andremo ad analizzare, ciò che è assente, spesso, è proprio la capacità di creare brani interessanti e confezionare canzoni che colpiscano nel segno.

Fin dal primo brano, Watching My Every Move, emerge il lavoro mostruoso di batteria a cura di Alcides Stowe, talmente mostruoso, però, da perdere quel tocco naturale ed umano risultando freddo e lasciando il dubbio che non sia del tutto reale. Il brano è comunque riuscito, miscelando melodie power allo speed più sfrenato e sfruttando un ritornello immediato. Da segnalare anche la presenza di David Reece, singer americano che i più possono ricordare per la sua breve esperienza negli Accept nell’EP Eat Me Alive. Un altro punto di forza della band è riconducibile alla voce di Giles Lavery, capace di raggiungere note molto alte ed il cui timbro ricorda Bruce Dickinson e Rob Halford nelle parti più acute. Onset of War è un breve intermezzo strumentale che ci porta alla title track, altro brano basato sulla potenza sonora, ma che a differenza dell’opener non affonda il colpo e lascia ben poco dopo l’ascolto. Le tastiere, a cura di Ray Martens, suonano scolastiche, senza risultare efficaci o veramente significative per l’economia dei brani; interessanti alcuni spunti volti a creare atmosfere cupe e dark, anche se non finalizzati a dovere, e discorso simile per il lavoro solista di Ben Thomas, chitarrista dotato di una gran tecnica e velocità, ma che spesso si perde in assoli appunto velocissimi e poco incisivi. I brani purtroppo scorrono senza far presa e la buona interpretazione di Lucifer’s Hammer degli Warlord -uno dei migliori brani contenuti in Judgement Day- non fa altro che accentuare il divario compositivo ed è la prova che i Dragonsclaw hanno ancora strada da fare, non a livello tecnico, bensì nella stesura dei brani. Da segnalare che lo stesso Lavery ha collaborato con gli Warlord in veste di frontman per alcuni show europei nella primavera di quest’anno. Battle Cry vede la presenza di Jack Starr, ex Virgin Steele, come special guest alla chitarra ed il brano è un tributo al compianto leader dei Riot Mark Reale; il brano, pur risentendo dei difetti sopracitati, è piacevole e piuttosto riuscito. Eternally chiude il disco con un riffing di chitarra di ottantiana memoria, senza sconvolgere né in bene né in male le sorti di un lavoro riuscito solo in parte.

I Dragonsclaw altrove hanno ricevuto ottime recensioni, ma -va detto- talvolta esageratamente generose o decisamente superficiali. Sicuramente sono innegabili le capacità tecniche dei componenti, soprattutto del singer Giles Lavery e dell’axe man Ben Thomas, ed a questo va aggiunto che il mixaggio e la produzione sono molto potenti e curate, ma purtroppo il livello delle composizioni non è altrettanto buono, risultando in diversi casi caotiche e incapaci di coinvolgere l’ascoltatore. Una maggiore cura in fase di songwriting unita alle doti della band possono far ben sperare per un futuro più roseo, ma per il momento si sfiora la sufficienza senza raggiungerla.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
76 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
Killer Metal Records
Power
Tracklist
1. Watching My Every Move (feat. David Reece)

2. Onset of War

3. Judgement Day

4. Bullet

5. Fear

6. Fly

7. Lucifer’s Hammer (Warlord cover)

8. Battle Cry

9. Eternally
Line Up
Giles Lavery (Voce)
Ben Thomas (Chitarra)

Aaron Bryn Thomas (Basso, Tastiere)
Ray Martens (Tastiere)

Alcides “Seed” Stowe (Batteria)
 
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