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Psycroptic - Symbols Of Failure
( 4924 letture )
Non nascondo che aspettavo questa terza release degli Psycrotic con grande interesse e curiosità. Sempre perchè, non nascondo, che i due precedenti lavori mi avevano positivamente impressionato, mostrando come un combo proveniente dalla lontana e isolata Tasmania fosse in grado di offrire full lenght capaci di emergere dal mare delle proposte death metal.

Infatti sia The Isle of Disenchantment e soprattutto il successivo The Scepter Of The Ancients furono due ottimi esempi di brutal death ad altissimo tasso tecnico. A distanza di tre anni la lineup australiana torna alla ribalta con questo nuovo Symbols of Failere, che a discapito del nome, rappresenta la definitiva ed effettiva consacrazione degli Psycroptic. Difatti seguendo le direttive fin quì intraprese ci viene offerto un sound, si granitico e ipertecnico, ma dall'impatto decisamente più maturo. Nonostante non vi sia istante nel quale i padiglioni auricolari non vengano assaliti da una raffica di devastanti suoni e cambi di tempo, sin dal primo ascolto si evince come Haley e soci siano riusciti ad affinare ulteriormente la proposta rendendola a tratti più accesibile e pulita.
Di primo acchito risulterebbe scontato accostare la loro musica alla scena canadese (su tutte le creature di Daniel Mongrain quali Capharnaum, Cryptopsy, Gorguts, Martyr, Quo Vadis), supponendo una forte influenza nelle scelte stilistiche; ma dopo un ascolto più attento si intuisce come la verve creativa degli Psycrotic non superi mai livelli di rispettoso citazionismo, a favore di un album incredibilmente vario ed ispirato.
David Haley offre una performance alla batteria assolutamente superba, per una ritmica che non scende mai di tono. Accompagnano una pioggia di riff estremamente rocciosi e linee di basso decise e di indubbio impatto, ma allo stesso tempo eleganti e fantasiose.
Sin dalla opener Alpha Breed, è evidente come il nuovo singer Jason Peppiatt sia entrato nella parte: efferato, marcio e veloce, non facendo minimamente rimpiangere Matthew "Chalky" Chalk.

Quaranta minuti che non concedono mai la possibilità di registrare la minima flessione, anche grazie ad una produzione estremamente riuscita, dove il rapporto tra virtuosismi e brutalità son resi ad arte.
Altre parole non servono... prova del nove brillantemente superata!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
35.26 su 30 voti [ VOTA]
Andy '71 vecchio
Lunedì 24 Giugno 2013, 8.05.14
2
Non male,però il mio preferito è "The Scepter of the Ancients"un vero gioiello,poi ho sempre preferito le vocals molto varie di Mathhew,piuttosto che l'unico pg-squeal di Jason,quindi se The Scepter per me è un disco da 90,questo non arriva ad 80!
He_Who_Sleeps
Mercoledì 23 Aprile 2008, 14.36.12
1
il mio preferito rimane il precedente The Sceptre Of The Ancients, ma anche stavolta non mi hanno deluso affatto. e pensare che ho letto un sacco di recensioni negative su Symbols Of Failure, diventiamo sempre meno obbiettivi. gli Psycroptic sono una band di prima fascia, continuando così si guadagneranno anche loro un posto nella storia. 80/100
INFORMAZIONI
2006
Neurotic Records
Technical Brutal Death
Tracklist
1. Alpha Breed
2. Missionaries Of A Future To Come
3. Merchants Of Deceit
4. Minions: The Fallen
5. Repairing The Dimensional Cluster
6. Epoch Of The Gods
7. Our Evolutionary Architecture
8. An Experiment In Transience
9. Cleansing A Misguided Pat
Line Up
Joe Haley - Guitars
David Haley - Drums
Jason Peppiatt - Vocals
Cameron Grant - Bass
 
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