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Upper Echelon - Surface Tension
( 633 letture )
Di ottimi lavori passati in sordina ve ne sono stati parecchi, in modo particolare negli anni 80, ed è proprio questo il caso di Surface Tension , album dei semi sconosciuti Upper Echelon. Ritrovarne una copia risulta difficilissimo, tuttavia ciò non va ad intaccare l'ottima qualità che pervade i circa venti minuti di durata dell'EP.

Drivin' man è una intro roboante e coinvolgente, che non mancherà di far battere il piede a ritmo all'ascoltatore. Le influenze di Judas Priest e Iron Maiden si fanno sentire in maniera quasi esagerata, e la voce di Carpp scimmiotta un po quella dell'inimitabile Rob Halford; il pezzo tuttavia trascorre fluido e senza problemi. Cambia un po la storia con Evil (Songs) canzone molto più lunga ed arieggiata, con vari cambi di ritmo che molto ricordano i pezzi usciti dalla penna di Mr. Steve Harris; encomiabili i lavori al basso di Crosby e quello dietro le pelli di Greene, entrambi in grado di sostenere il ritmo delle canzoni e di consentire quindi a Gattegno di dare il meglio di sè. La successiva Teaser non è un gran che, causa una piattezza di fondo ed una pacchianeria fin troppo evidenti: l'episodio è quindi il meno riuscito dell'Ep. Chiude il tutto Winter, canzone molto simile ad Evil (Songs), e quindi piuttosto lunga e con un piglio epicheggiante e cadenzato. Sicuramente il pezzo più coinvolgente ed ispirato del plot.

Un assaggio del miglior hard 'n heavy dei bassifondi lo si può riscontrare anche in un timido vinile di 4 canzoni; un disco immediato e frizzante, che intrattiene piacevolmente per una ventina di minuti. Puro materiale per collezionisti.
Certo, non stiamo parlando di un capolavoro, ma qualcuno aveva dubbi a riguardo?



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
87 su 2 voti [ VOTA]
The Nightcomer
Mercoledì 18 Dicembre 2013, 0.40.11
1
Posseggo il vinile di questo mini lp, come del resto quelli di molte autoproduzioni americane del periodo e confesso di esserci particolarmente affezionato, ma non solo per motivi collezionistici, bensì soprattutto in considerazione del modo in cui veniva fatta la musica allora. L'approccio semplice e diretto (a volte disarmante, specie se unito a produzioni scarse ed a presentazioni minimaliste, come generalmente avveniva), la difficoltà con cui questi gruppi, spesso autori di una singola uscita discografica frutto del loro sacrificio, lottavano per emergere è qualcosa che si può comprendere ed amare solo se predisposti all'immedesimazione in una dimensione genuinamente underground che ora può apparire remota, ingenua e poco importante, ma che in realtà ha offerto assai più di quanto si possa immaginare ad una prima valutazione. Surface Tension non sarà un capolavoro, certo, ma se paragonato a molte altre uscite successive (incluse parecchie attuali) potrebbe perfino essere considerato tale. Comunque mi fa piacere che sia stato trattato un titolo come questo; ricordo di averne già parlato tempo fa nel forum, ma vedere la recensione fa un altro effetto.
INFORMAZIONI
1984
Autoprodotto
Heavy
Tracklist
1. Drivin' Man
2. Evil (Songs)
3. Teaser
4. Winter
Line Up
Charles Carpp (Voce)
Morris Gattegno (Chitarra)
Kevin Crosby (Basso)
Johnny Greene (Batteria)
 
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