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Houston - II
( 816 letture )
Sulla scia dei Boston e dei Kansas. Si potrebbe dire questo, tanto per cominciare, degli Houston, sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista del monicker regionale/cittadino. La piccola differenza, tuttavia, risiede nel fatto che le prime due band, pilastri dell’AOR americano, provenivano effettivamente dalla città e dallo stato da cui predenvano il nome, mentre i nostri odierni amici provengono dalle fredde lande svedesi e non certo dalle lande dal sapore western del Texas. La band, infatti, è di Stoccolma, per quanto risenta in maniera molto evidente dell’influenza dei gruppi succitati ed ha già alle spalle un album che ha fatto guadagnar loro buona visibilità in ambito AOR.

L’obiettivo di Hank Erix e dei suoi compagni, dunque, spalleggiati da un ospite d’eccezione alla chitarra come il funambolico Tommy Denander, noto per il suo lavoro con decine di artisti fra cui Michael Jackson, Steve Vai, Yngwie Malmsteen, Jimmy Page, Santana ed innumerevoli altri, intendono confermare quanto di buono fatto con il primo, eponimo album; per il secondo capitolo della loro avventura, intitolato a dire il vero con poca fantasia II, i nostri puntano nuovamente sul rock melodico ed arioso che ha permesso loro di ottenere ottime recensioni nel 2010 ed omaggiano dunque nuovamente i grandi del genere; la produzione è a sua volta molto profonda e fa risaltare bene i suoni, con le tastiere in primo piano, ma che comunque non coprono gli altri strumenti o la voce, perfettamente udibili. I nostri sono chiaramente ambiziosi e lo dimostrano conferendo a diverse canzoni un buon minutaggio (siamo praticamente sempre oltre i 4 minuti di durata) e tentando di dare la maggior profondità possibile agli arrangiamenti, ad opera del tastierista e compositore Ricky Delin. L’esempio migliore di quanto or ora detto è la traccia iniziale, la bella Glory, che inizia con un riff di tastiera intrigante e che entra subito in testa prima di una strofa dove a dominare è la voce del singer Hank Erix, prima di un ritornello di ampio respiro dove tutti gli strumenti si fanno sentire. Lo schema viene ripetuto con qualche variazione (in particolare abbiamo una maggiore presenza della chitarra in sottofondo) nella successiva I’m Coming Home, dotata di un ritornello quanto mai classico ma gradevole, mentre Return my Heart, un po’ più banale, si segnala un meraviglioso assolo di Tommy Denander. Talk to Me, per le sue parti corali ancor più frequenti che sul resto del disco, potrebbe ricordavi in certi passaggi i cari, immortali Queen nei loro momenti più squisitamente pop, mentre Back to the Summer of Love si candida al podio delle migliori tracce di II grazie a bellissime linee vocali. La voce del singer non si produce in chissà che acuti o gorgheggi, ma è calda ed a tratti rilassante, quindi arriva al cuore anche senza bisogno di una tecnica strabiliante. 24 Hours è verosimilmente la traccia più rock del disco, pur non rinunciando all’atmosfera soffusa ed estremamente melodica, tuttavia la traccia successiva, per quanto apprezzabile, sa davvero troppo di già sentito. Chiaramente siamo al cospetto di un prodotto già di suo fortemente derivativo, quindi non possiamo aspettarci particolari innovazioni, ma On the Radio ci sembra un piccolo passo falso. Va meglio con la bella Losing e con Just Friends, mentre la conclusiva Believe beneficia di una piacevole voce femminile che ci fa dimenticare la citazione iniziale di Baba O’Riley dei The Who.

In conclusione, abbiamo a che fare con un lavoro estremamente piacevole e curato, abbastanza lungo da entrarci in testa ma non eccessivamente prolisso, con brani quasi tutti interessanti a parte qualche piccolo falso. Non possiamo dare un voto elevatissimo perché, come detto, le influenze di questi ragazzi ci sono e si sentono tutte, ma bisogna dire che il lavoro risulta fresco e perfettamente godibile dall’inizio alla fine, senza cali di tensione ed anzi con qualche perla qui e là. La Svezia, insomma, pare aver prodotto un’altra band AOR di buon livello, che non mancherò di catturare gli amanti del genere e potrà comunque esser seguita con interesse anche da coloro che non apprezzano troppo le melodie patinate in stile anni 80. Houston, in questo caso non abbiamo nessun problema.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
31 su 1 voti [ VOTA]
SWANEE
Mercoledì 16 Ottobre 2013, 16.39.40
1
Il primo è stato una bomba, questo un pò meno...
INFORMAZIONI
2013
Livewire/Cargo Records
AOR
Tracklist
1. Glory
2. I’m Coming Home
3. Return My Heart
4. Talk To Me
5. Back To The Summer Of Love
6. 24 Hours
7. On The Radio
8. Losing
9. Just Friends
10. Believe
Line Up
Hank Erix (Voce)
Ricky Delin (Tastiera, Cori)
Freddie Allen (Batteria)

Musicisti ospiti
Tommy Denander (Chitarra)
Soufian Ma’aoui (Basso)
 
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