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Serocs - The Next
( 1077 letture )
Andale Andale, ariba ariba

Il Messico, che posto meraviglioso: storia, arte, spiagge, rovine, teste decapitate e brutal. Mi sembra giusto, no? Quante band dal Messico abbiamo sentito negli anni? Centinaia, e quante sono rimaste nella storia? Rispondete sinceramente.
Solamente i Brujeria, forse i The Chasm ma poco altro. Questo, molto probabilmente, è dovuto a questione di habitat, evoluzione socioculturale o la guerra contro le zanzare d’asporto. Rimane il fatto che questa qui recensita è una ennesima band di metal proveniente dal continente sudamericano che non rimarrà nei libri di storia. Semplice da intuire, ancora di più rispondere. Attivi da quattro anni, secondo disco appena uscito sotto Comatose Records e zero personalità. Riff sentiti e risentiti in album con su scritto monicker di tutt’altro calibro quali Cryptopsy, Gorguts e Decapitated.
Sappiate che il meglio di questo disco è dato dal cover artwork, il quale fa pensare ad una apocalisse in piena regola mentre, alla fine dell’ascolto, l’unica immagine che viene in mente è quella della banalità disegnata.
Non è giusto essere cattivi a tout court con un gruppo, anche perché bisogna ricordare che operazioni quali sono gli album stessi sono frutto di ore di lavoro e sudore, soldi per le spese di produzione e un’infinita trafila per far quadrare tutto al punto giusto. Questo porta a dover avere un minimo di rispetto nei confronti di musicisti che hanno messo impegno a prescindere dal risultato e/o dal pensiero di un recensore. Purtroppo, ascoltando The Next, si ha la sensazione di avere di fronte un’unica canzone che cambia solamente in base alle coordinate testuali. Nessun brano che si possa ricordare, nessun attacco che faccia salire l’attenzione al di sopra del soporifero. Va bene, siete veloci e brutali ma il tutto finisce li. Dove alcuni gruppi riescono a lasciare il desiderio di premere nuovamente il tasto play, i Serocs riescono a far premere stop.
All’inizio mi ero fatto quasi fregare dall’ingresso terremotante che si ha con la titletrack, ma il tutto svanisce nel giro di 1:08 minuti quando il solito 4/4 fa capolino e un assolo banale cerca di portarsi all’attenzione dell’ascoltatore. Il cantato poi che dire, quanto di più piatto e banale ci sia in circolazione, monotono e svogliato, quasi senza idee, più che altro improvvisato dato che il finale con il gutturale marchiato da un semi pig-squel risulta inefficace.
Ho fatto il giochino di ascoltare i primi due secondi di ogni canzone, e il risultato non cambia, stesso tempo stesso concetto, a parte The Sining One e la conclusiva Alienus Gignesthai che hanno qualche stacchetto che dà modo di farle differenziare dal tutto, roba da poco però.
La produzione è marcia al punto giusto, quella non la discuto anzi, perfetta per un prodotto di questo genere, zero plastificazione e molto organica anche se la batteria ( ed in particolare il rullante) sembrano fin troppo innaturali, in netto contrasto con la volontà del produttore.

Altro da aggiungere ragazzi?
Non una schifezza, ma nemmeno un disco sufficiente, là fuori c’è molto di meglio in campo brutal death; in un mondo pieno e infarcito di prodotti di bassa qualità scegliere è difficile, diventare personali ancora di più. Se un qualsiasi gruppo cerca di farsi notare, questo disco sicuramente non è l’insegnamento corretto; le uniche parole che mi escono per salutarvi dopo questa recensione di The Next sono proprio: il prossimo!



VOTO RECENSORE
52
VOTO LETTORI
99 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
Comatose Records
Brutal
Tracklist
1. The Next
2. The Variable
3. Urban Terror
4. Weakness Fed For Fear
5. The Hellgramite Method
6. The Shinig One
7. Chernovile
8. Alienus Gignesthai
Line Up
Jason Hohenstein (Voce)
Antonio Freyre (Chitarra)
Mike Poggione (Basso)
Timo Häkkinen (Batteria)
 
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