Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Death SS
Rock `N` Roll Armageddon
Demo

Third Island
Omelas
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/09/18
SOULLINE
The Deep

20/09/18
THE THREE TREMORS
The Three Tremors

21/09/18
THERAPY?
Cleave

21/09/18
VOIVOD
The Wake

21/09/18
DRAUGURINN
Spira

21/09/18
JOE BONAMASSA
Redemption

21/09/18
MAYAN
Dhyana

21/09/18
Slash feat Myles Kennedy And The Conspirators
Living The Dream

21/09/18
SUPEFJORD
All WIll Be Golden

21/09/18
THE CRUEL INTENTIONS
No Sign of Relief

CONCERTI

18/09/18
BATUSHKA + DARKEND
TRAFFIC LIVE - ROMA

18/09/18
VOIVOD + NIGHTRAGE
LOCOMOTIV CLUB - BOLOGNA

19/09/18
BATUSHKA + DARKEND
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

19/09/18
VOIVOD + NIGHTRAGE
LARGO VENUE - ROMA

19/09/18
DEMILICH + GUESTS
SPAZIO LIGERA - MILANO

20/09/18
BATUSHKA + DARKEND
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

20/09/18
VOIVOD + NIGHTRAGE
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

20/09/18
KORMAK + STILEMA + AMRAAM
LET IT BEER - ROMA

21/09/18
KARMIAN + DEMIURGON +HERCESIS
Associazione Culturale EKIDNA - SAN MARTINO SECCHIA (MO)

22/09/18
FLESHGOD APOCALYPSE + GUESTS
AFTERLIFE LIVE CLUB - PERUGIA

In Solitude - Sister
( 3717 letture )
Come ben sappiamo, la carriera musicale di una band si sviluppa dietro a coordinate spesso ricorrenti: un primo album che dovrebbe rompere il silenzio e richiamare l’attenzione sul gruppo presentando i primi classici che costituiranno a lungo il traino su cui si poggerà il si spera crescente successo; un secondo album piazzato il più velocemente possibile per ribadire e rinverdire l’attenzione sulla band, magari con qualche altro brano rilevante accompagnato da qualche inevitabile filler per guadagnare un po’ di tempo e concentrarsi su quello che, da norma, dovrebbe essere il disco della consacrazione che apre le porte al successo definitivo (usiamo un eufemismo) presso le grandi masse (ok, facciamoci prendere del tutto dalla fantasia). Almeno, questo un tempo era il percorso, in tempi pre-internet. Oggi, le cose seguono a volte questo percorso, ma in realtà sappiamo che per guadagnarsi un posto al sole i tempi si sono enormemente dilatati e solo sulla lunga distanza un gruppo riesce ad imporsi all’attenzione sempre più difficoltosa degli amanti di certe sonorità. Eppure, che gli In Solitude non fossero un gruppo come tutti gli altri era apparso evidente fin dal secondo album, uscito per la gloriosa Metal Blade Records. The World The Flesh The Devil si rivelava infatti un vero e proprio tuffo nelle sonorità oscure della NWOBHM con tanta nostalgia per quel suono ossianico e ingenuo, ma anche con la capacità di renderlo credibile, potente e veloce, grazie ai riferimenti ai classici Iron Maiden, Angel Witch e Motorhead, uniti all’evidente influenza dei Mercyful Fate. Brani lunghi, articolati, retti da una sezione ritmica spesso condotta su tempi medi piuttosto elevati, ma mai tendenti al power, con sezioni soliste lunghe e calibrate sulle due chitarre, accompagnato dal canto scuro e potente di Pelle Åhman, rimembrante sia King Diamond (senza falsetti) che Brian Ross dei Satan/Blitzkrieg. Insomma, una vera prelibatezza in tempi di coretti da osteria o efferatezze claustrofobiche.

Li attendevamo al varco, inutile negarlo. Li attendevamo con la paura di chi, trovato un piccolo e grezzo tesoro, teme che si riveli una transitoria illusione e che col tempo quell’equilibrio miracoloso, svanisca o venga snaturato. Li attendevamo per un nuovo capitolo che fosse all’altezza del precedente album o che almeno non fosse troppo inferiore ad esso. Ma gli In Solitude, dopo anni passati on the road per consolidare il proprio nome e il proprio seguito, si ritrovano con le idee ancora più chiare e definite e dopo una evidente crescita tanto da un punto di vista tecnico che di personalità, incidono un terzo album che si candida da subito a vera sorpresa. Il gruppo svedese non sbaglia niente e senza stravolgere il proprio sound compie un deciso passo avanti verso la propria definizione personale di band unica e distinguibile. Sister è stupendamente rappresentato dall’agghiacciante e semplicissima cover: un disco oscuro, gotico, nero come la pece, esoterico e maledettamente evocativo. Non doom, data l’evidente derivazione NWOBHM che lo caratterizza, ma in tutto e per sempre marchiato a fuoco da quelle sonorità primordiali che dalla fine degli anni settanta e coi primi anni ottanta, caratterizzeranno la rinascita dell’heavy metal, finalmente genere a sé stante. Ancora più soffocante del disco precedente, tenebroso e invaso da nebbie e corridoi oscuri, Sister si apre in maniera del tutto inaspettata con uno dei brani simbolo dell’intero album, l’acustica e inquietante He Comes e siamo già alle soglie del capolavoro. Un arpeggio ancestrale e gotico, principalmente strumentale, sul quale Åhman ricama pochissimi versi con la sua voce piena e dal timbro scuro, quasi dark, che esalta al massimo una composizione semplicissima e praticamente perfetta, che conquista immediatamente l’ascoltatore introducendolo all’album e alla prima esplosione metallica di Death Knows Where, brano veloce e ancora maledettamente tenebroso, che rimanda all’album precedente anche grazie ad un refrain sì melodico, ma per niente facile o scontato. Ma siamo solo all’inizio e la seguente A Buried Existence è un nuovo capolavoro: un pezzo lento, tremendamente affine al doom, funereo, tombale ed evocativo, sul quale Åhman conduce ancora una volta una melodia tutt’altro che semplice e accomodante, che si innerva sulla composizione più che dominarla, contribuendo ad aumentarne piuttosto la soffocante bellezza, interrotta sul finale da un organo spettrale, da brividi. Pallid Hands recupera in velocità e sonorità metal, eppure l’arpeggio portante sembra quasi affine al dark (A Forest dei The Cure, tanto per essere chiari), nascondendo uno sviluppo che piacerà moltissimo ai fans dei Mercyful Fate anche grazie ad un refrain comunque solenne e quasi epico, che sembra intonato da King Diamond e ad una turbinante parte finale nella quale le doppie asce di Niklas Lindström e Henrik Palm trovano finalmente sfogo riportandoci ancora ai classici intrecci del disco precedente. Altro asso nella manica è Lavender, tipicamente metal, ossianica e gotica come da trademark, ma stavolta apertamente heavy primordiale, con un ottimo contributo della sempre presentissima e potente sezione ritmica e i solenni riff portanti a spezzare drammaticamente l’incedere potente del brano, fino all’assolo, stavolta più lento e ragionato, splendidamente protagonista, un’arte che troppi gruppi hanno dimenticato. Arriviamo così alla titletrack, che per converso è anche il brano apparentemente più “aperto” e di facile presa di quelli presentati finora, salvo il bridge che conduce al ritornello, che spezza nuovamente reintroducendo le atmosfere cupe che hanno finora dominato il disco. Sempre in primo piano lo sferragliante e scurissimo basso di Gottfrid Åhman, altro protagonista del disco, così come le chitarre acustiche abilmente mescolate a quelle elettriche per aumentare il tasso di drammaticità dei brani, fino alla catarsi dell’assolo, condotto sempre con ripetuti break. Siamo sempre su livelli molto alti, eppure forse e stranamente Sister è finora il brano meno interessante proposto, ma le sorprese non sono davvero finite. E’ ancora il prepotente basso di Åhman a introdurre e dominare Horses in the Ground, cavalcata metallica magnificamente interpretata dal fratello Pelle, che si esalta stavolta però nel lavoro delle due chitarre lanciate al proprio meglio dal terremotante lavoro di Uno Bruniusson alla batteria. Chiude il disco la stupenda Inmost Nigredo, lunga composizione di otto minuti nella quale la band viene raggiunta da Pelle Forsberg dei Watain, per un brano degno di passare nella memoria collettiva come una delle migliori composizioni di metal classico sentite da molto tempo.

Il terzo disco per gli In Solitude è davvero quello della consacrazione, almeno da un punto di vista di qualità compositiva e di crescita identitaria. Anche sotto questo aspetto il gruppo si conferma quindi sospeso fuori dal tempo, in un limbo avulso da logiche odierne. Musicalmente la band compie lo sperato salto di qualità, in particolare per quanto riguarda il cantato di Pelle Åhman, arrivando in qualche caso a rallentare leggermente i tempi medi fino ai margini del doom e del dark, senza perdere minimamente la propria caratteristica identità di pura derivazione NWOBHM. Il gusto per composizioni lunghe e articolate, dominate dalle chitarre e dal treno della sezione ritmica non viene assolutamente meno, ma si presta alla maggiore inflessione oscura e opprimente che caratterizza l’approccio pienamente gotico di Sister. Impossibile che nell’ascoltatore non si formino immagini care alla letterature di genere ottocentesca, con castelli, ragnatele, brume, orrende segrete, catene, fantasmi, cimiteri di campagna solcati dalle nebbie e quant’altro la fantasia letteraria e cinematografica ha sedimentato nella nostra immaginazione. La capacità del gruppo di calarsi in queste atmosfere ed emergerne con brani solidi e destinati a durare nel tempo, ne rivela la compiuta maturazione e la grandissima qualità intrinseca. Ritorno ottimo e quasi eccellente per la band svedese, sotto ogni punto di vista, compreso quello della produzione, assolutamente allineata al mood oscuro e opprimente della musica, lontana mille miglia delle produzioni stereotipate e standardizzate odierne, piena di fruscii e feedback, sembra essa stessa emanare oscurità e lontani presagi di eterna dannazione. Sister è un disco che qualunque amante dell’heavy metal può apprezzare e dovrebbe farlo, di qualsiasi genere sia principalmente affezionato. Forse ancora non lo sapete, ma dovete averlo.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
87.53 su 13 voti [ VOTA]
metallo
Mercoledì 3 Giugno 2015, 18.17.52
10
che bel disco, me li sto riascoltando tutti cominciando da questo, grande classe e grande stile sono il loro segno distintivo, questo poi e' un lavoro un po diverso dal loro solito, che mostra un lavoro piu' solido e il passo evolutivo della band, testi stupendi, il songwriting coinvolgente, produzione meravigliosa, atmosfere profondamente penetranti e voce magnificamente che si fonde alchemicamente coi testi dei brani esaltantane e valorizzandoli profondamente, la parte strumentale e veramente molto ben elaborata e ben suonata, in particolare cio' che mi ha colpito, e ' il fatto di creare mood e atmosfere nostalgiche e maliconiche, ma magicamente stimolanti, anche per via di un forte dose di potente e coinvolgente teatralita' intelligentemente e acutamente usata ,fatta per catturare l'ascoltatore, con un sound che è un affascinante mix, di heavy, gotic, doom, stoner, e sonorità old school NWOBHM, poi chitarra e basso sono semplicemente stupendi poiche' riescono ad esprimere con facilità e immediatezza melodie spesso poco convenzionali,particolarmenti belli a mio aviso gli effetti di chitarra sulla traccia 3, e in Imost Nigredo la traccia finale dove osano in modo azzeccato persino un bel tremolo picking nel piu' puro stile black metal soluzione brillante.Insomma riffs di chitarra assassini, basso stupendo,voce stupenda ed emoszionante e produzione cruda, dura, solida e bella pesa creano un album bellissimo.Mi dispiace si siano silti, avevano ancora da dire e dare molto al metal, peccato daveero.Per me un 92 strameritato.
asdasd
Lunedì 13 Ottobre 2014, 11.20.40
9
Gran bel disco e bellissime atmosfere. 85
FABRYZ
Sabato 8 Febbraio 2014, 23.29.04
8
Bel cd,devo dire che + di tutti i gruppi citati nella recensione a me fan venire in mente i ghost ma senza avere ritornelli cosi memorizzabili
freedom
Martedì 15 Ottobre 2013, 14.30.27
7
Perfettamente d'accordo con la recensione. Meglio del precedente. Produzione fantastica, atmosfere stupende e voce bellissima. Grande band.
entropy
Lunedì 14 Ottobre 2013, 14.07.32
6
grazie del consiglio... sicuro avevo intenzione di ascoltarlo un altro pò (per ora sono solo 4 ascolti)... magari cambio idea...
Lizard
Lunedì 14 Ottobre 2013, 11.24.40
5
Il disco è uscito da due settimane, se è il primo che ascolti di loro, posso solo consigliarti di ascoltarlo ancora un po' (visto che l'hai pagato), poi nulla toglie che possa non soddisfarti. I riferimenti sono evidenti, tanto nel cantato di Ahman, quanto nel modo di strutturare i brani. Sicuramente, ma l'ho scritto, meno che nel disco precedente, nel quale i riferimenti erano decisamente più chiari.
entropy
Lunedì 14 Ottobre 2013, 11.14.45
4
mah.. io onestamente ho trovato il disco non eccezionale, ne così evidenti i temini di paragone (mercyful fate, amgel witch). é il primo disco loro che ho comprato e mi sa anche l'utlimo Voto :65
jek
Domenica 13 Ottobre 2013, 11.51.21
3
Onestamente dopo averli ascoltati in anteprima ho reputato questa svolta più cupa negativamente, preferivo la versione più "cazzara" della band. Dopo la recensione però dovrò metterci più pazienza e riascltarli bene, magari dopo più passaggi metabolizzo meglio il lavoro che per ora resta inferiore al primo.
Andy '71 vecchio
Domenica 13 Ottobre 2013, 10.22.12
2
Ottima recensione,per una fantastica band che ci propone un gran bel disco di sano HM,occulto e fumoso,secondo me proprio da questo disco che maggiormente si distacca dal Mercyful sound ecc.,ne sentiremo delle belle!Band molto talentuosa che ci darà un sacco di soddisfazioni!Voto 80 sicurissimo!
enry
Domenica 13 Ottobre 2013, 8.33.35
1
Molto bello e recensione che inquadra perfettamente il disco. Un lavoro più cupo e oscuro ma metal fino al midollo, buoni riff e ottima prova da parte di Ahman. A gusto personale siamo un pelo sotto rispetto a 'The World...', ma poco importa visto che la qualità delle song è rimasta alta e conferma gli In Solitude come una delle migliori nuove leve, se non la migliore almeno in ambito Classic. Un disco e una band da supportare senza esitazioni, questo è Heavy Metal puro, senza fronzoli, senza super produzioni e senza pacchianate...80 pienissimo.
INFORMAZIONI
2013
Metal Blade Records
Heavy
Tracklist
1. He Comes
2. Death Knows Where
3. A Buried Sun
4. Pallid Hands
5. Lavender
6. Sister
7. Horses in the Ground
8. Inmost Nigredo
Line Up
Pelle Åhman (Voce)
Niklas Lindström (Chitarra)
Henrik Palm (Chitarra)
Gottfrid Åhman (Basso)
Uno Bruniusson (Batteria)
 
RECENSIONI
80
ARTICOLI
25/02/2014
Live Report
BEHEMOTH + IN SOLITUDE + INQUISITION + SVARTTJERN
Zona Roveri, Bologna, 20/02/2014
21/04/2011
Live Report
PENTAGRAM + IN SOLITUDE
Bronson Club, Madonna Dell'Albero (RA),17/04/2011
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]