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12/02/10
BIGELF
NEW AGE - RONCADE (TV)
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12/02/10
ALEPH + WHILE SUN ENDS
MOTOROCKAS LIVE CLUB - MOZZATE (CO)
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DISCHI IN USCITA |
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( 994 letture )
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Non sono mai stato un amante del thrash puro in stile Bay Area ma, abitando in un paese dove un buon 80% delle giovani leve decide di intraprendere quella stessa strada musicale che aveva fatto fortuna in America quasi 30 anni fa, gli va riconosciuta una grande importanza formativa. Parlo di formazione innanzitutto perché è un genere relativamente semplice da suonare ed ancora più da comporre, essendo basato su riff di chitarra quasi sempre granitici e quadrati, linee vocali istintive e brutali, figure ritmiche che mirano più a sfogare emozioni represse piuttosto che a dimostrare una grande ricerca di composizione a tavolino. Insomma, un po’ come spesso accade (ed accadde) per il punk e per il black, è un genere musicale soprattutto di denuncia e di grande divertimento, senza la pretesa di innovazioni straordinarie in campo musicale. I vicentini Lash rientrano in questa descrizione alla perfezione. La loro proposta dimostra un amore profondo per il thrash americano e tedesco che ha avuto importanti precedenti nelle figure di Testament, Kreator, Forbidden e tanti altri capostipiti del genere. Appaiono subito chiare due componenti durante l’ascolto di “Insane Fiction”: la buona intesa tra i musicisti e, soprattutto, la sicurezza con cui i brani sono costruiti, il che lascerebbe pensare ad una gavetta già intrapresa da tempo, almeno per qualcuno dei componenti (da notare la presenza di membri dei noti Airhead, ad esempio). I brani non denotano particolari picchi di originalità al loro interno, ma va ribadita la sicurezza con cui sono eseguiti, il che non può che influire positivamente, considerata la natura del genere musicale, per l’appunto basato sul divertimento (spesso fine a se stesso). Impossibile quindi non citare una canzone come “KPPX (Bang Your Heads)”, che già dal nome sembra un inno alle proprietà ludiche del thrash metal, ed il testo (peraltro scritto decisamente bene) non fa che aggiungere spessore al carattere anthemico del pezzo. La qualità di registrazione è completamente in linea con quella degli altri demo affini, ovvero è caratterizzata da una notevole rozzezza di fondo che andrà necessariamente limata con le prossime avventure in studio (soprattutto la voce è appesantita da un mood grezzo che ricorda spesso e volentieri il primo Araya). Le canzoni raramente si concedono a momenti rilassati (l’unica divagazione “acustica” è inserita in “World Sacrifice”), ma questo del resto fa parte del copione. Non mi resta che attendere il disco completo, per fornire un resoconto più completo del lavoro dei Lash, e per avere la possibilità di confermare ciò che di buono hanno dimostrato di saper fare in questo demo.
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5
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Sono d'accordo con te, alex. Gli urto però non li ho mai ascoltati... me li cerco via myspace appena ho un secondo |
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4
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Eh, se avessi voluto citare le eccezioni che confermano la "regola" avrei detto, che so, "Dimension" dei redivivi Believer, "Control & resistance" dei Watchtower, "Lurking fear" e "Dances of death" dei Mekong Delta....ahaha, l'avevo detto che la lista è decisamente imponente! Cosa voglia la gente non lo so, ma personalmente faccio volentieri a meno dell'ennesimo gruppo che tenta, spesso senza molto successo, di riproporre un'immediatezza e una semplicità che oggi mi sembra spesso fittizia (non mi riferisco ai Lash, che ho avuto modo di apprezzare). Preferisco decisamente quei gruppi che si propongono in ambito thrash con album più ponderati, magari tecnici oppure originali senza perdere la potenza propria del genere (vedi i nostri Urto, ad esempio!). |
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3
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IL thrash americano NON è un genere difficile. Le eccezioni esistono, e sono esattamente quelle che hanno portato la critica specializzata, molti anni fa, a creare una sottocategoria nota come "technical thrash"... in antitesi al thrash normale, che tutto è fuorchè "technical" |
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2
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Vabbè ma se citi le eccezioni che confermano la regola non vale! Come si fa a considerare Rust in Peace come un disco thrash normale? Io dico che in genere il thrash è immediato e semplice... quello vuole la gente, del resto! |
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1
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Il Cd mi sembra più che buono...comunque, non me ne voglia il recensore, ma definire il thrash (soprattutto quello in stile Bay-Area) come "genere semplice da suonare e da comporre" dimostra, secondo me, non solo una scarsa conoscenza del genere in questione, ma anche dell'evoluzione generale del metal in senso lato! Se album come "Time does not heal", "Twisted into form", "Rust in peace", "Beyond recognition" (e mi fermo qui perchè la lista è titanica) sono semplici dal punto di vista tecnico/musicale, credo proprio che c'è qualcosa che non va nelle orecchie...mie o del recensore che siano... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Behind The Mask Of Falsity 2. KPPX (Bang Your Heads) 3. Delirium 4. World Sacrifice 5. Darkness Domination 6. Imbri-Agony
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Line Up
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Luca "onto" Cracco: Vocals Alessio "lashio" Magnabosco: Rhythm Guitar Denis "forcy" Forciniti: Lead Guitar Juri "never surnamed" Vencato: Bass Mirko "minkio" Marchesini: Drums & Lead Guitar
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