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Centaur - Power World
( 723 letture )
Formazione tedesca di culto, discretamente popolare in terra iberica e nelle lande nipponiche, i Centaur appartengono a quella cerchia di band che non ce l’hanno fatta per un pelo: sorti nel 1989 ed inclini ad un heavy/power venato di sfumature neoclassiche, i sei di Duisburg hanno invano cercato di cavalcare l’onda novantiana che ha portato gloria al power metal epico e melodico, finendo nel dimenticatoio nonostante all’epoca ogni qualsivoglia esponente del settore venisse incensato ed osannato dalla stampa specializzata. A differenza di altri colleghi sopravvalutati, però, i Centaur possedevano delle doti reali apprezzabili, evidenti in lavori come il qui presente Power World (1993, il secondo della serie). Niente di clamoroso, beninteso, non si vuole certo fingere di aver scoperto chissà quale tesoro nascosto; l’album in questione è però godibile e scorre piacevolmente, lasciando un’impressione più che positiva.

La base power metal è abbastanza canonica, ma viene resa molto più attraente dal cospicuo lavoro di Christoph Weiß alle tastiere: le sue epiche scale neoclassiche, tangibili ed incisive fin dalla bella doppietta iniziale (Part of Me (J.S.B.)/In This World) danno un tocco di colore ed atmosfera ad un sound caratterizzato da riff rocciosi e vocals ruvide, queste ultime alle prese con refrain buoni e accattivanti. I pezzi godono di una forte componente atmosferica e si pongono nella metrica come mid-time melodici, dai toni malinconici ed introspettivi (come dimostra la stessa In This World), arricchiti da validi solismi dalla reminiscenze quasi maideniane (Heartache). Il platter non possiede nessun picco clamoroso, ma sfoggia ottime melodie ed è avvincente per tutta la sua durata, merito dell’ottima sinergia tra asce, voce e batteria. Il drumming resta compatto e sempre sul pezzo, mentre le chitarre, solide e robuste, imbastiscono buone idee tanto nei riff quanto nelle melodie soliste, come detto in precedenza. Più che buona è anche la prova vocale, dato che non pochi ritornelli restano impressi in testa e si lasciano canticchiare fin dopo pochissimi ascolti, un pregio non indifferente da riconoscere al combo teutonico.

Tra gli episodi più belli della scaletta meritano una citazione Insane, col suo buon feeling ed un ritornello molto intenso, la cadenzata Trick by Trick (la quale sfocia in una scintillante coda solista), la valida Centaur Part II (che possiede un’azzeccata intro folkeggiante eseguita al flauto e che per tre minuti e mezzo resta unicamente strumentale, ricca di sfaccettature ritmiche e melodiche) e No More Rules, quest’ultima caratterizzata da un tono intimidatorio ed un contraltare costante tra tastiere e sezione ritmica. Il suo pomposo ritornello, inoltre, sembra quasi un antesignano dei classici refrain symphonic-power tanto in voga a fine anni Novanta, tanto per ribadire la collocazione stilistica dei Nostri. Non sarà un capolavoro imprescindibile, questo Power World, ma è sicuramente ben composto e meritevole di diversi ascolti, anche per riscoprire le seconde linee di un movimento fervido come il power metal novantiano.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
1993
Liga Records
Power
Tracklist
1. Part of Me (J.S.B.)
2. In This World
3. Heartache
4. Insane
5. Trick by Trick
6. Centaur Part II
7. Black Rain
8. No More Rules
9. Break It
Line Up
Rainer Küppers (Voce)
Michael Böing (Chitarra)
Stefan Lohmann (Chitarra)
Christoph Weiß (Tastiere)
Markus Lenzen (Basso)
Reiner Schützler (Batteria)
 
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