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Within Temptation - Enter
( 4005 letture )
“The gates of time have opened
Now, it’s chains are broken”


E ora che le porte del tempo si sono aperte, sciogliamo ogni contatto con la realtà e cogliamo l’occasione per ritornare indietro di qualche anno. Percorriamo a ritroso il tempo fino al 1997 quando i Within Temptation avevano appena valicato timidamente il portale della scena musicale olandese e immergiamoci nel loro disco di debutto Enter.

Una cascata di note malinconiche e il suono avvolgente degli archi ci fanno strada in Restless, l’ostinato del piano ci accompagna per l’intero brano mentre l’effetto di cori e degli archi evidenzia fin da subito la grande importanza data alle tastiere.
Le orchestrazioni infatti contribuiscono a creare le atmosfere più disparate: a tratti sognanti e misteriose come in Candles oppure più maestose come nel caso di Gatekeeper; per di più in queste due canzoni un vento burrascoso e il verso di un gufo ci fanno addentrare in un paesaggio ameno e forse anche un po’ sinistro.
A rendere l’atmosfera più delicata ed evocativa si aggiunge un altro importante elemento: la voce dolce quasi angelica di Sharon Den Adel che in questo album ha un ruolo più marginale rispetto a quello che avrà nei dischi futuri viste le numerose parti di soli vocalizzi.
La voce femminile difatti cede molte volte il passo al growl non troppo profondo di Robert Westerholt, mentre in Gatekeeper i due musicisti (anche compagni nella vita) si lanciano in un duetto dove le harsh vocals fanno da netto contrasto alla voce eterea di Sharon.
In più a fare da spalla a Westerholt accorre George Oosthoek -cantante degli Orphanage- rendendo Deep Within una delle tracce più aggressive di tutto il platter, grazie anche alla presenza di una batteria più decisa che si lancia in sporadiche scariche di doppio pedale anche se non troppo marcate.
In generale Ivar De Graaf mantiene ritmi molto cadenzati ma sa anche prendersi i suoi spazi con exploit più da solista e la parte finale di Enter ne è un chiaro esempio.
Anche il basso non si limita alla sola funzione ritmica e ha qualche momento di solismo, come sentiamo in Pearls of Light, dove compare con un suono morbido e saturo, mentre negli altri pezzi risente della potente distorsione delle sei corde rimanendo così sullo sfondo.
Le chitarre, come già accennavo, risultano parecchio distorte e alternano passaggi più veloci, palm muting ma soprattutto accordi molto lunghi di ispirazione più doom che contribuiscono a creare la giusta tensione emotiva come ad esempio sentiamo in brani come Grace.
Michiel Papenhove tuttavia non sembra particolarmente virtuoso neanche nei momenti di protagonismo veri e propri come nell’assolo della strumentale Blooded o nei fraseggi che si ripetono invariati nelle strofe, ad esempio nel caso di Enter.

Insomma vediamo i primi Within Temptation molto più concentrati nella resa di atmosfere cupe e misteriose che nello sfoggio delle proprie capacità tecniche.
Per la verità sono stati svantaggiati dalle strette tempistiche -parliamo di pochi giorni- con cui hanno registrato l'album e in più gli arrangiamenti poco approfonditi per via dei tempi limitati sono stati ulteriormente penalizzati da un mixaggio superficiale; in effetti i suoni risultano non troppo curati per il genere presentato.
Si nota come questo primo tentativo della band olandese sia acerbo, con i Nostri ancora impegnati alla ricerca di uno stile più personale e maturo che però si mostrerà pienamente da lì a pochi anni con l'introduzione di elementi più originali come le derive celtiche di Mother Earth o le tendenze più solenni che compariranno da The Silent Force in poi.
Enter è comunque un buon trampolino di lancio, un disco che non può mancare nella collezione dei fan più accaniti della band olandese.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
87.27 su 22 voti [ VOTA]
Ariel
Lunedì 24 Giugno 2019, 14.21.44
14
io ho conosciuto la band solo con the unforgiving. questo è un debutto acerbo ma alcune atmosfere mi hanno estasiata! Voto 80
megna
Giovedì 25 Aprile 2019, 23.22.11
13
Preferisco il successivo EP a questo, che comunque resta - a mio insindacabile parere - una piccola pietra miliare del gothic metal: melodie soavi e pathos che si taglia col coltello.
Father Picard
Sabato 8 Aprile 2017, 16.07.36
12
oggi molte band pseudo/gothic/symphonic ci farebbero 6 album con il materiale dei primi due dei WT (+ l'ep The Dance)
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.28.53
11
Strano, ma pur essendo un fan del genere con i WT mi sono fermato al debutto. Eppure mi era piaciuto
BJP
Giovedì 30 Ottobre 2014, 21.03.29
10
Ti ringrazio @Arianrhod, sarebbe proprio un'ottima occasione per acquistarli assieme visto che le edizioni pubblicate dalla DSFA sono oramai irreperibili (non contando l'acquisto di versioni usate su ebay et similia). Aggiungerei che sarebbe meglio anche una ristampa dell'album Mother Earth dal master originale della DSFA, visto che nella versione del 2003 alcune tracce che dovrebbero essere collegate musicalmente (Mother Earth-Ice Queen; Intro-Dark Wings) sono separate da qualche secondo di silenzio (non so se mi sia spiegato adeguatamente)
Arianrhod
Venerdì 17 Ottobre 2014, 16.27.54
9
@BJP, sul sito ufficiale dei WT non compare nulla in merito, ma nella pagina della Nuclear Blast se cerchi The Enter effettivamente c'è la data di quando sarà in commercio, ma nessun altro dettaglio purtroppo!
BJP
Venerdì 17 Ottobre 2014, 14.35.59
8
Ho saputo che questo disco, assieme all'EP ''The Dance'' ,verranno ripubblicati dalla Nuclear Blast il mese prossimo.. conoscete qualche dettaglio in più?
anvil
Venerdì 31 Gennaio 2014, 13.30.12
7
Debutto col botto per questa favolosa band , voto risicatissimo per me un 85 ci sta tutto.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 25 Ottobre 2013, 10.31.36
6
Se c'è una cosa che i Within Temptation hanno in generale, è la loro capacità di scrivere belle canzoni. Tutti i loro album hanno belle canzoni in un genere, l'intasato symphonic/gothic metal, dove se si escludono i primi Nightwish, è difficile trovare band che fanno belle canzoni. Lo dimostra questo album, con un songwriting decisamente azzeccato. Peccato che poi si siano progressivamente spostati verso il pop e il far soldi (un classico della mentalità commerciale Olandese). Se qui hanno avuto pochi giorni per registrare il disco, si sono rifatti poi con tonnellate di single, mix, remix, extended version, ecc. Ma questo rimane un ottimo album.
entropy
Domenica 20 Ottobre 2013, 12.20.05
5
conocrdo con i commenti precedenti. A sentirlo oggi forse può sembrare un pò acerbo, ma all'epoca fu una fantastica sorpresa, e tra l'altro qui hanno uno stile che già dall'album precedente viene completamente abbandonato. voto :82
Bloody Karma
Domenica 20 Ottobre 2013, 12.11.57
4
concordo con il precedente commento. Comprai il disco all'epoca a scatola chiusa innamorato della copertina, e non me ne pentii affatto. Certo, oggi si sente che il sound non era pienamente sviluppato, ed alcuni interventi di Sharon non siano proprio il massimo dell'eleganza stilistica, ma nonostante i suoi difetti, mantiene un sound Doom di base grasso che a mi piace molto, ed il growl cavernoso westerholt spacca!
gloomweaver
Domenica 20 Ottobre 2013, 11.56.14
3
No, ragazzi, 70 è decisamente troppo poco per questo disco meraviglioso. Erano acerbi, sicuramente. Ma è proprio questo che rende quest'album così bello. è immediato, evocativo, sincero, ruvido, ma delicato allo stesso tempo. La voce della Den Adeli è straordinariamente angelica ed eterea e si sposa bene con il growl (qualitativamente non eccelso) di Westerholt. Ma la cosa più bella di quest'album è che non è pomposo, ma incredibilmente evocativo. è ancora privo di tutto quel surplus che caratterizza gli album symphonic. Poi cosa dire delle canzoni? Restless e Enter e Pearls of Light da sole valgono il prezzo del cd. E anche le altre si mantengono su ottimi livelli. Insomma, secondo me è acerbo, la produzione non è eccellente e tutto quanto. Ma, sempre secondo me, è proprio questo che rende l'album così bello. Mio voto: 85.
Lontano
Domenica 20 Ottobre 2013, 10.25.02
2
Conobbi i WT tardi (gruppo d'apertura al Parc des Princes di Parigi, concerto memorabile del tour di Silent Force, a seguire Dream Theatre e poi Iron Maiden...) e recuperai la loro discografia all'inverso, quindi acquisii quest'album dopo aver ascoltato ed amato Mother Heart e Silent Force. Che dire? Erano "acerbi", ma le idee erano tutte già lì, peccato un suono perfettibile e, soprattutto, peccato per il seguito più recente e poppeggiante. Mio voto 80, gran debut-album
BJP
Sabato 19 Ottobre 2013, 23.21.47
1
Secondo me, per il genere proposto, è proprio un bell'album. Innanzitutto ha una copertina splendida (è la copertina dei Within Temptation che preferisco), poi contiene 8 canzoni di cui 2 ballad stupende (Restless e Pearls of Light) e 6 canzoni altrettanto magnifiche (adoro Gatekeeper, Grace e Candles). Peccato per la produzione. Personalmente, gli do 80
INFORMAZIONI
1997
DSFA Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Restless
2. Enter
3. Pearls of light
4. Deep Within
5. Gatekeeper
6. Grace
7. Blooded
8. Candles
Line Up
Sharon Den Adel (Voce)
Robert Westerholt (Chitarra, Voce)
Michiel Papenhove (Chitarra)
Martijn Westerholt (Tastiera)
Jeroen Van Veen (Basso)
Ivar De Graaf (Batteria)

Musicisti Ospiti:
George Oosthoek (Voce su traccia 4)
 
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