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Bruce Springsteen - Tunnel of Love
( 5096 letture )
Tunnel Of love fu un'immensa delusione per milioni di fan. La maggior parte della gente si chiedeva che fine aveva fatto lo scatenato frontman che pochi anni prima aveva entusiasmato il mondo intero con l'immenso Born in the USA. La stessa copertina, molto sobria, ritrae il Boss in un espressione piuttosto malinconica, quasi a presagire i contenuti stessi dell'album. Un artista qualunque avrebbe tentato di mantenere il proprio primato nelle classifiche studiando per bene ogni passo utile per ottenere un ulteriore successo commerciale, ma Bruce fece quello che ha sempre fatto: scrisse ciò che gli dettava il cuore ed è proprio da problemi di cuore che nasce questo Tunnel of Love: Bruce, verso la fine del tour di Born in the USA aveva infatti sposato Julianne Philipps; tuttavia, una volta ascoltato il disco, apparirà evidente come la relazione tra i due si stesse piano piano sgretolando. Tunnel Of Love è un album privo dei cori anthemici e delle melodie scanzonate che tanto avevano appassionato il pubblico; al contrario, esso è una collezione di dodici canzoni che trattano profondamente d'amore. Il Boss non è più quello di dieci anni prima, raccontare di amori adolescenziali o di scorrerie del sabato sera non avrebbe più senso; in testa ora aveva pensieri molto più profondi e pesanti. L'album fu registrato nella primavera del 1987 e vide Bruce cimentarsi principalmente come solista; i membri della E Street infatti furono principalmente invitati ad incidere le loro parti come ospiti (tranne il batterista Weinberg che appare praticamente su tutte le tracce dell'album). Con Tunnel Of Love Springsteen non racconta dei dolori che provengono dal mondo esterno, ma di quelli presenti dentro di noi.

Il disco comincia con il rock piuttosto eccentrico e canterino di Ain't Got You, seguita immediatamente da Tougher Than The Rest, forse una delle più belle canzoni dell'album (se non dell'artista). Queste due canzoni rappresentano il lato più "catchy" del plot, che vengono poi seguite da All That Heaven Will Allow e dalla pseudo-country Spare Parts, che ricorda molto i primi lavori di Bruce assieme alla sua E Street band. Cautious Man è una traccia dolcissima, che purtroppo viene riproposta pochissimo in sede live a causa della sua stessa natura "Nebraskiana". Walk Like A Man vede Springsteen parlare direttamente al padre, accompagnato da un sintetizzatore e dalla solita atmosfera "acustica". La titletrack rappresenta uno dei vertici massimi dell'album, con una melodia lacrimosa e un cantato molto sentito del Boss; molto bello il solo di chitarra di Lofgren. Two Faces è una delle canzoni più cupe, che vede il singer a doversi confrontare con i propri demoni interiori, mentre Brilliant Disguise è semplicemente meravigliosa; il solo parlare di questa piccola gemma rimanda brividi lungo la schiena, ascoltare per credere. Se One Step Up riprende un pò la spinta delle prime due tracks del plot, When You're Alone (gemella di Two Faces) ci riporta tutti con i piedi per terra, mediante atmosfere tristi e rassegnate. Il brano di chiusura, Valentine's Day, è una piccola perla, che accorpa tutte le sensazioni che Tunnel Of Love è in grado di offrire e le spara direttamente al cuore; una chiusura a dir poco perfetta.

Tunnel Of Love è da considerarsi come una delle produzioni più coraggiose mai operate da Bruce Springsteen. Il discostarsi così tanto dalle sonorità che lo avevano fatto grande dimostra quanto questo artista guardi a fare ciò che gli detta il cuore, piuttosto a ciò che gli viene richiesto dalla massa; e non è assolutamente cosa da poco. Chi critica questo ottavo disco del Boss semplicemente per la mancanza di una dose massiccia di sonorità rock 'n’ roll necessita sicuramente di rivedere la propria opinione; Tunnel Of Love è un libro, colmo di storie incredibili ed affascinanti, ed esso va compreso ed assaporato mediante vari ed attenti ascolti, non può essere semplicemente sparato in macchina ed ascoltato superficialmente. E ricordate che è molto meglio osare e fallire, piuttosto che fare il solito compitino per paura di sbagliare. Non sarà l'album più popolare del Boss, ma chi ha apprezzato profondamente Tunnel of Love porterà le sue malinconiche melodie per sempre dentro di sé.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.65 su 23 voti [ VOTA]
DEEP BLUE
Martedì 19 Maggio 2020, 12.54.26
14
Quoto in pieno il parere n 10 di Galilee. A distanza di anni un disco rivalutato da molta critica straniera. Per me è sempre stato ottimo
max
Lunedì 14 Marzo 2016, 20.22.42
13
Un disco sicuramente diverso dagli altri proposti dal boss ma da ascoltare davvero per la bellezza delle melodie e l'interpretazione artistica di springsteen. Alcune canzoni le ho sempre considerate gemme, altre magari un po meno, ma Tunnel of Love, Thougher than the Rest, One Step Up e Brilliant Disguise ma smetteanno mai di emozionarmi. Un citazione particolare anche a two Faces che ho sempre adorato.
Duca DiVincenzo
Venerdì 7 Marzo 2014, 18.07.16
12
credo che Tunnel Of Love sia il disco squisitamente pop meglio riuscito per quanto riguarda Springtseen. Da grande fan, ovviamente, amo Born in The Usa, ma lasciatemi dire una cosa (mi aspetto 90 minuti di fischi ora, ma vabbè) : a puro livello d'arrangiamento, tunnel of love è decisamente meno "pacchiano" (?) del famigerato BITU. Ho avuto modo di ascoltare a lungo questo album e, per quanto scontati siano i temi che va a toccare (amore, cuori infranti, tradimenti, baci abbracci carezze eccecc), bisogna solo inchinarsi alla grazia ed alla sensibilità con cui Springsteen lo fa.
Conte Mascetti
Martedì 29 Ottobre 2013, 17.13.58
11
Sono stato letteralmente innamorato di questo album, della sua atmosfera più tranquilla e intimista. Si celano grandi pezzi qui dentro, tra cui la meravigliosa "Tougher Than The Rest" e "One step up".
Galilee
Martedì 29 Ottobre 2013, 15.09.25
10
Les Marquis de Fermont! Ma anche no direi, e per fortuna cosi non è stato. Sempre meglio un artista che non si ripete mai, o comunqueche guarda avanti, rispetto ad uno che fa sempre le stesse cose e ricicla se stesso.
Le Marquis de Fremont
Martedì 29 Ottobre 2013, 13.09.21
9
Voilà, Monsieur SOL, non vorrà mica dire che non ha fatto USA2 perché altrimenti avrebbe guadagnato troppi soldi... Well, Nebraska bien sûr era un'album intimista ma non per cuori infranti. In ogni caso, per me, soldi o non soldi, avrebbe dovuto fare The River 2, The River 3, The River 4, ecc. Quello è lo Springsteen più interessante, I suppose... Au revoir.
SOL
Lunedì 28 Ottobre 2013, 12.56.26
8
Anzi, è da lodare il fatto che abbia rinunciato a milioni di copie evitando di sfornare USA 2!
SOL
Lunedì 28 Ottobre 2013, 12.55.14
7
Guarda che prima di Born In The USA è uscito un certo Nebraska, album acustico registrato in casa che definire intimista e disperato è dire poco... sulle canzoni va a gusti, ma sulle intenzioni mi sembra che il Boss fosse in una botte di ferro già allora...
Le Marquis de Fremont
Lunedì 28 Ottobre 2013, 12.38.24
6
Mi aveva dato l'impressione che dopo essersi arricchito con il grande successo di Born in the USA, adesso poteva permettersi di parlare di cose intime e cuori infranti. A parte le canzoni che mi sembrano un po' scarsine, il Boss è il cantore della working class e dell'America meno patinata e più vera. Non è roba per lui, questo genere di canzoni. Le lasci a John Denver.
BLS Furlan Chapter
Sabato 26 Ottobre 2013, 17.16.58
5
Anche a me questo disco evoca ricordi di quando ero ragazzino (13 anni)... A dire il vero anch'io a quell'età rimasi un po' perplesso, ma oggi non posso che dargli anch'io un 80. PS: bella recensione, effettivamente molto controcorrente. Bravo "Fenrir".
Radamanthis
Venerdì 25 Ottobre 2013, 15.45.43
4
Un disco che si discosta abbastanza dal rock proprosto dal Boss e che sinceramente non trovo nulla di che. A parte ciò mi incuriosisce sapere in base a cosa viene proposto nella sezione low gain (ma anche in quella dei dischi rispolverati) un dico piuttosto che un altro...in base a cosa la scelta? Solo curiosità!
precision88
Martedì 22 Ottobre 2013, 15.22.57
3
Intanto complimenti a Cristiano per la bellissima recensione. Questo disco lo porterò sempre nel cuore, mi rievoca tantissimi ricordi d'infanzia quindi non posso che ricordarlo con grandissimo affetto. Disco bellissimo, quello che dice Cristiano è uno dei miei punti fermi nella musica, il musicista deve osare e fare ciò che la sua vita gli detta in quel momento solo così si può essere dei veri grandi!
Galilee
Lunedì 21 Ottobre 2013, 16.53.29
2
Un disco piacevole che segna anche una decisa sterzata pop dell'artista in questione. Ma se la qualità rimane questa ben venga. Purtroppo non si potrà dire lo stesso per i due seguenti dischi.
hm is the law
Lunedì 21 Ottobre 2013, 16.04.55
1
Recensione coraggiosa in controtendenza con il pensiero della maggioranza dei fan e che, peraltro, condivido nei contenuti. Viva il boss!
INFORMAZIONI
1987
Columbia Records
Rock
Tracklist
1. Ain't Got You
2. Tougher Than The Rest
3. All That Heaven Will Allow
4. Spare Parts
5. Cautious Man
6. Walk Like A Man
7. Tunnel Of Love
8. Two Faces
9. Brilliant Disguise
10. One Step Up
11. When You're Alone
12. Valentine's Day
Line Up
Bruce Springsteen (Voce, Chitarra, Armonica)
Nils Lofgren (Chitarra, Cori)
Roy Bittan (Pianoforte, Sintetizzatori)
Danny Federici (Organo)
Garry Tallent (Basso)
Max Weinberg (Batteria)
Clarens Clemons (Cori)
Patti Scialfa (Cori)
 
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