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Ghost Avenue - Ghost Avenue
( 1440 letture )
Precedentemente noti soltanto come Ghost (immagino che il cambio di moniker sia stato dettato dalla necessità di distinguersi da una band che oggi va per la maggiore), i norvegesi Ghost Avenue mostrano sicuramente delle doti che nessuno può negare. Questi ragazzi suonano bene, conoscono i fondamentali della musica che eseguono e sanno validamente organizzare le canzoni. Attivi dal 2002, hanno messo insieme un paio di mini album ed un full length -oltre alla partecipazione a due compilations- prima di giungere alla pubblicazione del loro secondo prodotto sulla lunga distanza, intitolato semplicemente Ghost Avenue. L'area in cui essi si muovono è genericamente quella dell'hard rock patinato, quindi con una certa contiguità all'AOR, ed irrobustito qua e là da alcuni inserimenti più heavy. Fatta questa premessa possiamo tranquillamente metterci il cuore in pace. Nessun tipo di novità e nessuno spunto originale può essere contenuto in questo cd, nè è lecito aspettarselo. Le uniche prerogative analizzabili sono quindi quelle attinenti alla qualità del prodotto in senso lato (suono, produzione, arrangiamenti, etc.), ed alla personalità eventualmente dimostrata nella rielaborazione.

Per ciò che attiene a tutto ciò che può essere misurabile in maniera oggettiva, nessun appunto può essere mosso al quintetto. Ghost Avenue presenta un suono bene equilibrato tra pulizia ed impatto, ben lavorato e levigato in sede di produzione, arrangiamenti "corretti", buone prove da parte degli strumentisti coinvolti (molto piacevole in particolare la voce di Kim Sandvik), ed una discreta veste grafica. Nel complesso, quindi, si presenta con le carte in regola per risultare interessante alle orecchie di chi negli anni 80 ha lasciato il cuore e la mente, oppure ne ha subito il fascino a posteriori; ma la musica? Già, perchè della confezione possiamo parlare per ore ed incensarla senza posa, ma questa risulta comunque sempre e comunque accessoria all'unica cosa che conta davvero, ossia le canzoni che racchiude. In questa ottica, l'album presenta undici canzoni piuttosto brevi, che fanno restare -peraltro molto opportunamente- il minutaggio complessivo al di sotto dei cinquanta minuti. Fatti salvi alcuni pezzi che spiccano più di altri per il piglio e/o per il ritornello più indovinato, il problema di fondo di questo disco è lo stesso di un'infinita pletora di altri: la mancanza assoluta di spunti personali. Se l'opener Ghost Avenue si segnala per il groove del suo hard rock e pezzi come The Hunt e Treasure Chest per la loro immediatezza ed il chorus da manuale, tutto si esaurisce qui anche se, per completare il quadro, non ci sono vere e proprie canzoni brutte. E' vero che Ghost Avenue si fa ascoltare in maniera gradevole, ma una volta terminata Two Drinks, nulla di particolare rimane in testa. Questo album infatti, nulla toglie e nulla aggiunge ad una storia già scritta da anni ed anni da infiniti e ben più importanti gruppi prima di loro. Di conseguenza, per quanto ci si possa industriare con perizia e dedizione come in questo caso, nessun capitolo fondamentale può più essere aggiunto al grande libro dell'hard rock. Al massimo un discreto romanzetto d'appendice buono ad impegnare la mente per il tempo necessario a leggere qualche altra pagina, ma la cui presenza è puramente accessoria e per nulla fondamentale.

Ghost Avenue è fatto così bene che non è possibile bocciarlo. Non è brutto e, in sostanza, non è peggiore di migliaia di altri dischi di genere. Il suo manierismo è però troppo evidente per essere ignorato, inoltre la mancanza di caratteri peculiari lo rende solo un altro disco con le caratteristiche prima evidenziate, edito da un altro gruppo di validi professionisti, ma senza la scintilla, senza quel qualcosa che una volta si trovava quasi in ogni lavoro. Mancano quegli spunti, quelle particolarità anche in negativo, se non addirittura quegli errorini che rendevano ogni prodotto qualcosa di unico. Per coloro i quali vogliono restare fedeli a certi schemi, i margini di manovra sono quasi inesistenti, ma la produzione di serie, pur offrendo garanzie standard di qualità, inevitabilmente regala soltanto copie ottenute dallo stesso stampo. Affidabili, per carità, ma copie.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Raven
Giovedì 20 Luglio 2017, 21.42.42
2
Mai recensiti, ma se mi fossero capitati non mi sarei spinto molto oltre.
YOGH
Giovedì 20 Luglio 2017, 18.14.46
1
che poi voglio dire......se diamo 62 a questo disco perchè sono copie di altre band,ai tanto osannati airbourne cosa diamo?
INFORMAZIONI
2013
Pitch Black Records
Hard Rock
Tracklist
1. Ghost Avenue
2. Rock ‘n Roll Tree
3. The Hunt
4. The Right Direction
5. Crazy Eyes
6. Treasure Chest
7. All I Can Say
8. Out on the Street
9. When the Going Gets Tough
10. Legacy
11. Two Drinks
Line Up
Kim Sandvik (Voce)
Øystein Wiik (Chitarra)
André Berger (Chitarra)
Magnus Liseter (Basso)
Petter Lein (Batteria)
 
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