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Bulldozer - IX
( 2473 letture )
Terminato bruscamente un contratto vincolante in tutti i sensi con la Roadrunner, nel 1987 i Bulldozer si vennero a trovare nell'invidiabile condizione di poter essere quello che fino ad allora non avevano potuto: sé stessi. La casa discografica precedente, infatti, aveva sempre spinto per proporre la band italiana soltanto quale risposta tricolore ai Venom. Una condizione forse inizialmente in grado di dar loro una certa visibilità, ma che successivamente si dimostrerà una gabbia nemmeno troppo dorata, che imbrigliava le potenzialità espressive dei milanesi, senza rendere loro il giusto merito e senza fargli raccogliere gli allori che avrebbero potuto. Il tutto anche a causa di infelici scelte produttive dipendenti, almeno in parte, da quanto sopra. Scaricati in malo modo per le scarse vendite di The Final Separation senza nemmeno aver potuto fare sentire i quattro pezzi demo preparati per il successivo lavoro, i nostri passarono per vie traverse alla ben più modesta Discomagic, con la quale pubblicarono IX, quello che a tutt'oggi è forse l'album di maggior spessore della loro discografia. Con questo disco Alberto Contini, Andy Panigada ed il nuovo entrato alla batteria Rob "Klister" Cabrini, diedero finalmente una struttura più completa e matura alla loro musica, la quale, pur conservando in sostanza tutte le sulfuree caratteristiche di violenza, rabbia e ferocia, si estrinsecava in una forma più matura. Una maturità questa, probabilmene già acquisita in precedenza e tuttavia trattenuta, imbrigliata per mere ragioni di profitto dalla Roadrunner la quale, quindi, rallentò l'ascesa del gruppo. IX è un disco violentissimo, ma meditato, pensato e costruito quel che basta per non edulcorare le caratteristiche che da sempre hanno contraddistinto il terzetto, fatto sufficiente a fargli fare quello scatto di categoria che portò i Bulldozer un gradino più su, affiancandoli ai nomi dei gruppi più blasonati che, spesso e volentieri, avevano più di loro soltanto la fortuna di una provenienza geografica che gli garantiva un background più solido, più in grado di fornire loro visibilità e credibilità a livello internazionale.

L'album è aperto da IX (il titolo fa riferimento al nono cerchio dell'inferno dantesco, ossia quello dei traditori), una furente corsa senza respiro, dominata dalla voce aspra, quasi animalesca di A.C. Wild; una più che tipica canzone targata Bulldozer. Un puro attacco frontale anche la seguente Desert!, canzone impreziosita da un break centrale più melodico che annuncia le novità contenute in IX. A seguire uno dei pezzi più noti non solo del disco in esame, ma dell'intera carriera del gruppo: Ilona the Very Best. Riproposta regolarmente dal vivo ancora oggi, la profonda tematica della canzone riguarda uno dei personaggi che ha contribuito a formare culturalmente la nostra generazione, stimolando l'interesse verso la letteratura, la fotografia ed il cinema, senza contare il fulgido esempio di impegno politico fornito e l'impulso dato al settore dell'editoria d'elite. Sto parlando della mitica Ilona Staller. Poi un altro "ignorantissimo" attacco verbale e sonoro con Misogynists, tesa a difendere la libertà individuale ed economica dei maschietti dalle mire di talune femmine. Testo estremo, da intendere come sfogo, più che come presa di posizione tout court. Tensione che raggiunge il parossismo con Heaven’s Jail. Musica urticante, ma soprattutto un chorus che è una rasoiata, un maglio che stampa indelebilmente in testa le sue note e le sue parole. La tradizionale vena goliardica del terzetto trova modo di esprimersi anche in IX mediante Rob Klister. Pezzo cazzaro che propone il nuovo batterista alla stregua di un personaggio decisamente poco raccomandabile, di quelli da non far prequentare alle proprie figlie e serve da antipasto ad un altro evergreen: The Derby. Vero e proprio inno da stadio per la propria squadra del cuore (il Milan), descrive storie e situazioni da tifoso che rilette oggi -ma anche ieri- si prestano più ad essere stigmatizzate che condivise. La canzone tuttavia prende molto ed anche in questo caso è un punto fermo dei concerti dal vivo, dove infiamma puntualmente gli astanti di qualunque fede calcistica. Dopo la tribalità di The Derby, è giocoforza veder partire un'altra bordata come No Way. Muscoli in bella vista e zero orpelli, solo thrashaccio bastardo senza mezzi termini. In chiusura l'inserimento di un clavicembalo serve a far da ponte musicale verso l'ultima canzone, a sua volta aperta a suon di ossianica tastiera: è la punta di diamante dell'album, ossia The Vision Never Fades. Canzone strutturata, inconsueta per alcuni versi, relativamente vicina a certe cose dei Death SS (cosa che non deve stupire, vista la vicinanza di Andy Panigada al gruppo cult italiano), rappresenta uno dei momenti migliori della carriera dei Bulldozer.

Disco magmatico come nella miglior tradizione Bulldozer, eppure molto più maturo dei precedenti, IX rappresenta uno step fondamentale nella carriera dei nostri. Forte di una coesione immediata, forse mai trovata in precedenza e della pesantezza di Cabrini in sede live, il combo meneghino raggiunse qui uno dei più indovinati punti di equilibrio tra la capacità di scrittura e quella marcia crudezza espressiva che non poteva mancare in nessuna loro realizzazione. Nonostante evidenti miglioramenti anche in questo campo rispetto al passato, la produzione non asseconda al meglio i lombardi, limitando la resa finale di IX il quale, prodotto in maniera migliore e spinto come necessario -ma la Discomagic non poteva più di tanto- avrebbe potuto ritagliare loro un posticino accanto ai gruppi principali della scena nei cuori dei thrashers europei. Non che i Bulldozer siano stati ignorati dagli appassionati di un certo tipo, ma essere italiani, per quanto spiacevole possa essere dirlo, non li ha certo aiutati.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
90.25 su 20 voti [ VOTA]
angus71
Mercoledì 26 Giugno 2019, 16.12.00
10
disco superbo. sono di parte avendoli conosciuti personalmente ma , in quel periodo, se la giocavano con le migliori thrash band dell'epoca. poi, ultimo concerto al garage per l'addio di Klister ed un po' si sono persi. comunque gran disco voto 90
Aceshigh
Martedì 13 Novembre 2018, 18.55.59
9
Gran bel disco! Violento e allo stesso tempo anche scanzonato, è una pietra miliare del metal nostrano. Mitica The Derby!!! Da avere, insieme anche al successivo Neurodeliri. Voto 85
Christian death rivinus
Sabato 17 Dicembre 2016, 8.37.34
8
Questo e' il mio preferito,io li ho conosciuti per la prima volta dalla rivista metal hammer,poi incuriosito dal genere e dalle tematiche dei testi,acquistai l'album che si rivelo' una vera sorpresa musicale. Bella anche la recensione
The Nightcomer
Mercoledì 11 Dicembre 2013, 19.03.46
7
Se devo essere sincero all'epoca, dopo aver acquistato IX appena resosi disponibile sugli scaffali dei negozi, restai immediatamente colpito dall'artwork interno: un collage esplicito, che un gruppo straniero difficilmente avrebbe presentato su un album thrash. Una volta posato il vinile sul piatto constatai la brutale immediatezza e l'accresciuta velocità dei brani, decisamente pesanti ed efficaci per l'anno di uscita. Non che avessi disprezzato i due lavori usciti per la Roadrunner, ma la musica contenuta in IX si era rivelata decisamente più vicina ai gusti ed alle aspettative che coltivavo allora. Non compresi pienamente l'accostamento di certe tematiche trattate nelle liriche (per quanto evidentemente ironiche) con il genere musicale, soprattutto (credo) in quanto inusuali, ma devo ammettere che questo platter suona dannatamente bene ancora oggi!
Jeff
Martedì 5 Novembre 2013, 15.25.58
6
Mai piaciuto questo IX. Dovevano continuare sulla scia dei due dischi precedenti secondo me.
toni
Martedì 29 Ottobre 2013, 13.24.02
5
un bell'album, dove gli episodi più caratteristici ed interessanti sono quelli più veri e realistici e "sentiti" come the derby e ilona the very best. A leggere la recensione mi sono reso conto che la Discomagic è la stessa che aveva pubblicato musicisti del calibro di Ryan Paris, P Lion e Roberto "Savage" Zanetti, che con avevano nulla nulla a che vedere coi Bulldozer
D A X
Domenica 27 Ottobre 2013, 19.40.35
4
Ragazzi, capolavoro...concordo con il voto. Ottima band italiana, purtroppo sottovalutata e poco considerata, ma una volta scoperti non riesci a dimenticarli. Assolutamente da vedere live!
Sudparadiso
Sabato 26 Ottobre 2013, 13.24.50
3
E' stato il mio primo gruppo thrash.All'epoca si parlava di The Day of Wrath.. grandissimo gruppo nostrano e sottolineo anche io quello già detto da Alcibiade.Avessero avuto più supporto sarebbero stati fastidiosi per parecchi gruppi contemporanei.Il disco in questione è prodotto meglio dei precedenti,ha una linea musicale molto aggressiva,oltre ai testi(mitica la dedica a Cicciolina). Spero in un ritorno dei milanesi a breve! Voto 85.Grande Raven!
LAMBRUSCORE
Sabato 26 Ottobre 2013, 12.24.52
2
Grande disco. Dopo la dedica a Cicciolina, vorrei dar loro un consiglio, magari nel prossimo album, una dedica alla povera Moana Pozzi, io personalmente ho avuto l'onore di toccarle le tette, durante un addio al celibato in un night nel '92....
Alcibiade il Maialino
Sabato 26 Ottobre 2013, 10.19.36
1
Li seguo fin dal primo disco...ossia dagli esordi in Roadrunner . Band sottovalutatissima sopratutto anche per colpa dei soliti esterofili che all' epoca invece di spingere i nostri andava a cercare gruppi d' oltralpe. Se avessero avuto il giusto supporto di vendite e promozione avremmo avuto una band che avrebbe potuto competere...in fatto di popolarità e vendite solo perchè musicalmente sono superiori...ai veri Kreator ,Sodom,Destruction. Purtroppo questa è i' Italia e i Bulldozer sono solo una delle tante band bistrattate dai fans e discografici, mi vengono in mente Death SS,Extrema,Dark Quarterer,Schizo.
INFORMAZIONI
1987
Discomagic
Thrash
Tracklist
1. IX
2. Desert!
3. Ilona the Very Best
4. Misogynists
5. Heaven's Jail
6. Rob "Klister"
7. The Derby
8. No Way
9. The Vision Never Fades
Line Up
A.C. Wild (Voce, Basso, Tastiere)
Andy Panigada (Chitarra)
Rob "Klister" Cabrini (Batteria)
 
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