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Ivanhoe - Systematrix
( 1560 letture )
A quasi vent’anni dal debutto ufficiale e infinite modifiche di line up, stilistiche e lunghi periodi di distanza dagli studi di registrazione, i teutonici Ivanhoe rientrano sulla scena musicale con il loro sesto lavoro. La band capitanata dal bassista Giovanni Soulas questa volta presenta un prodotto che lascia un po’ perplessi. Il cambio del batterista, il fatto che le chitarre siano passate da due a una e forse anche il ritorno alla Massacre Records, sono tutti fattori che sicuramente hanno influito sul loro lavoro e tali cambiamenti si avvertono purtroppo dalla forte povertà di idee, sia in fase compositiva che di arrangiamento. Nei dischi precedenti, anche se non si parla di una band seminale per il genere, ci sono stati spunti interessanti, ma mai di così grande rilievo da avere avuto un riscontro soddisfacente dal pubblico. Sicuramente l’approccio di questo gruppo non è quello di creare delle pietre miliari né capolavori memorabili, ma produrre dei buoni lavori che possano essere apprezzati dagli amanti del genere accattivandoli con uno stile già conosciuto. Purtroppo questa volta non sono riusciti a produrre il solito platter vecchio stampo e piacevole all’ascolto. La produzione non è delle migliori ma risulta abbastanza accettabile, i suoni sono un po’ plastici ma nel complesso il disco esce decentemente dalle casse. Lo strumento che risulta meglio mixato è il basso di Giovanni Soulas che esce con una potenza eccezionale; anche le voci e la chitarra suonano abbastanza bene. L’unica nota dolente è la batteria, che soffre di un’equalizzazione piatta e chiusa che le fa perdere corpo ledendo di fatto il sound generale.

Tra le virate della band nell’ultimo lavoro, dobbiamo inserire anche l’artwork: i precedenti raffigurano disegni surreali, immagini di fate o comunque sempre immagini dai colori solari e sgargianti. In questo caso invece si parla di una fotografia in bianco e nero con dei graffiti, danno l’impressione che sia mangiata dal tempo, con raffigurato un uomo steso in terra che allunga una mano verso l’osservatore. Anche la scritta e il logo del gruppo variano rispetto al passato, scostandosi da quelli precedenti.

Il disco apre con la title track: riff thrasheggiante molto potente che viene sfruttato un po’ troppo all’interno del brano, ma che dopotutto non suona poi troppo male. Qui di progressive c’è veramente poco e niente, diciamo che è un "simpatico" pezzo metal, caratteristica che possiamo tranquillamente ritrovare in tutto l’album. Human Letargo e Walldancer strizzano veramente troppo l’occhio verso i colleghi di Long Island ma sono pezzi piuttosto orecchiabili. L’unica cosa che esce un po’ dall’ordinario è la suite finale, The Symbolic Predator, l’unico pezzo che ci riserva qualche sorpresa ma che a tratti risulta anch’esso abbastanza noioso. Gli altri brani si presentano scialbi e con un songwriting piatto al limite dello scontato.

Tirando un bilancio su questo, i punti a favore sono veramente esigui: in alcuni momenti sono presenti delle idee buone che purtroppo sono state sviluppate male. La voce a tratti è inadeguata e quasi fastidiosa. Parliamo di un lavoro non pessimo ma che di certo non aggiunge assolutamente nulla alla storia della musica. Speriamo che sia solo un disco di assestamento e che nelle prossime release raggiungano di nuovo i livelli dei lavori più datati.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
72 su 1 voti [ VOTA]
Salvatore
Giovedì 18 Maggio 2017, 15.10.01
1
Ho i primi lavori della band,con il primo vocalist, erano 2 gioiellini del Power epico e progressivo che più che somigliare al sound moderno dei Dream teather , era influenzato dal metal classico dei primi queensryche(la voce cristallina a ispirata del primo Geoff tate,per esempio) oppure dai fates warning degli anni 80; le ultime produzioni non mi hanno colpito un granche' ,a essere sinceri!......
INFORMAZIONI
2013
Massacre Records
Prog Metal
Tracklist
1. Systematrix
2. Human Letargo
3. Tin Cans Liberty
4. War Of The Centuries
5. Madhouse
6. Learning Path
7. Walldancer
8. The Symbiotic Predator: Seduction
9. The Symbiotic Predator: Resolution
10. The Symbiotic Predator: Late Recognition
11. Brokers Lingua Nera
12. Symbols Of Time
Line Up
Mischa Mang (Voce)
Chuck Schuler (Chitarra)
Richie Seibel (Tastiera)
Giovanni Soulas (Basso)
Mathias Biehl (Batteria)
 
RECENSIONI
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