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Dismal - Giostra Di Vapore
( 2607 letture )
La destrutturazione consiste nel processo di trasgressione alle regole di un genere tradizionale di cui si va ad alterare o sconvolgere l’ordine degli elementi costitutivi per desumerne uno nuovo ed alternativo. È un’operazione che si compie in letteratura come nell’arte culinaria, nelle arti figurative come nella musica e della quale nei tempi recenti si è fatto frequente abuso.

I Dismal nella presentazione del loro ultimo album, questo Giostra di Vapore che nasce a ben sei anni di distanza dal precedente Miele dal Salice, utilizzano proprio il suddetto termine per descrivere il loro innovativo ed originale songwriting che andrebbe, a loro dire, a scardinare e ricomporre in modo originale, persino visionario “le vecchie strutture musicali”.
I nostri aggiungono che i fonemi di quest’idioma sperimentale sono desunti dalle più varie tradizioni: la musica classica e sinfonica ma anche generi specifici come il valzer ed il tango, la musica elettronica nonché tutta una serie di stilemi che compaiono più o meno sporadicamente come l’ambient (lo troviamo nel brano Giostra di Vapore), il dark cabaret (evidente nel finale di Eden ed in tutto Melisse, un brano completamente permeato dalle atmosfere steampunk/dark cabaret), la musica etnica (nello specifico indiana, in Vimana) e il rumorismo, ben udibile ma mai eccessivo in Microcosm&Macrocosm.
Ad unire ed armonizzare tutte queste componenti tra loro eterogenee vi è un mood, un’atmosfera sonora che possiamo definire steampunk per la sua matrice musicale essenzialmente gothic e soprattutto per la fantasiosa, varia e suggestiva operazione d’inserzione di elementi anacronistici (sonorità elettroniche in primis) in contesti musicali tradizionali, processo che caratterizza dal punto di vista concettuale proprio l’immaginario steampunk.
Dopo un attento e ripetuto ascolto mi sembra che in questa pregevole opera si evidenzi una situazione leggermente diversa da quella descritta dai suoi artefici: la melodia ha quasi sempre, con rare eccezioni, un ruolo fondante e si impone come perno e caposaldo del lavoro compositivo pur negli svariati modi in cui è declinata.
Non parlerei di destrutturazione, quindi, semmai di una contaminazione potente e minutamente diffusa. E’ pur vero che in alcuni brani maggiormente sperimentali la melodia è più anomala ed inconsueta (The Four Vibrations), mentre in alcuni passaggi di altre canzoni (nell’inquieta Eden e nei due brani più lunghi dell’album Microcosm&Macrocosm e Vimana, che peraltro reggono magnificamente la durata), essa viene addirittura interrotta per garantire uno spazio esclusivo e di massima libertà ai suoni elettronici (percussioni comprese), a quelli degli strumenti classici (pianoforte, violino, contrabbasso, chitarra acustica) e moderni (la sporadica comparsa delle chitarre elettriche che danno vita ad alchimie assolutamente calibrate (non si confonda libertà con anarchia!), e di mesmerica bellezza.
Ma si prova il medesimo, puro godimento anche laddove è la melodia a dominare e gli inserti si limitano a contrappuntarla elegantemente, mentre le nuance stilistiche la declinano e la variano in un sempre raffinato equilibrio che è dono d’innato estro. Persino i brani più diretti, strutturalmente semplici e schiettamente emozionali come One Step in The Dark, suonano mesmerici, ammalianti, lasciando ampio spazio alla mirabile interpretazione della singer, che peraltro si distingue in tutto l’album per versatilità ed espressività.
Concludendo, mi sembra di poter individuare tre componenti fondamentali nel sound di Giostra di Vapore: la misura rinascimentale che permea l’architettura dell’opera, la cura per la scelta e la collocazione dei particolari sonoro e le atmosfere goticamente oniriche, a tratti languidamente acquatili, a tratti più cupe ed inquiete. Ed è proprio l’impatto emotivo a non venir mai pregiudicato o sacrificato, semmai amplificato dalla struttura algebrica e dal rigore nella sperimentazione.
Una Città Ideale che non si staglia algida e vuota nella sua perfezione, ma prevede il gioco, lo scarto, la caduta, l’inquietudine. Il giro di giostra a vapore, metafora della fantasia regolata ma non irreggimentata.
Unico neo, ma assai modesto, è una certa propensione all’intellettualismo evidenziabile tanto nel concept dell’album, basato, a detta del master mind Bradac sul "valzer della mente", una non maggiormente specificabile filosofia autoprodotta che unirebbe alchimia e psicologia sociale, quanto nello specifico testo in italiano (lingua raramente utilizzata a favore dell’inglese e soprattutto del francese) de Il Ballo degli Obesi, dove si evince un certo gusto, una propensione per la poesia simbolista che con i suoi arditi ed a volte discutibili accostamenti lessicali commette l’errore di distrarre dalla splendida musica.
I Dismal emergono dal loro forzoso silenzio per donarci un album caleidoscopico ma perfettamente congegnato, una giostra, un carosello tanto meccanico e strutturato quanto mobile per espressività e poeticamente cangiante per l’immaginifica mutevolezza dei suoi contenuti emozionali.
Un ritorno in avanti, un passato dall’afflato futuristico, in perfetta chiave steampunk.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
97.16 su 6 voti [ VOTA]
roby melle
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 20.38.54
7
inizio dicembre .
xxx
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 16.18.50
6
wow non vedo l ora! ma quando esce ?
lally
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 14.17.14
5
100
lally
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 14.16.24
4
ho sentito una canzone, i dismal sono sempre i numeri uno! un inchino ai maestri
Aelfwine
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 11.47.20
3
Sembra interessantissimo, ma in rete non sono riuscito a trovare neanche un pezzo di quest'album per farmi un'idea,
RosaVelata
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 11.44.17
2
Enry, facci sapere, ogni feedback è prezioso
enry
Martedì 29 Ottobre 2013, 18.24.09
1
Sono legatissimo al favoloso debut Fiaba Lacrimevole dove la componente metal era ben presente con growl e scream, un disco che ti trasportava in pieno medioevo. Piaciuto anche Miele dal Salice disco molto più dark e soft ma di ottima qualità. Questo sarà mio appena disponibile e lo piglio a scatola chiusa. Ripasso fra un paio di settimane...
INFORMAZIONI
2013
Dreamcell11/Aural Music
Dark/Gothic
Tracklist
1. The Four Vibrations
2. Giostra di Vapore
3. Il Ballo degli Obesi
4. Microcosm&Macrocosm
5. Eden
6. Vimana
7. Melisse (Part.2)
Line Up
Rossana Landi (Voce, Contrabbasso)
Daniel P. (Chitarra a otto corde)
Bradac (Pianoforte, Sintetizzatori, Orchestrazioni)
Valerio M. (Violino)
 
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