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Devolved - Reprisal
( 738 letture )
Se un gruppo decide di modificare innumerevoli volte la propria line-up, rimanendo con solo il batterista come membro originale, un perché ci sarà, giusto?
Se in più un gruppo decide di voler compiere cambi di line-up, lo fa per cercare di modellare il proprio suono e portarlo sempre più vicino a quella che è l’idea di perfezione seguendo un pensiero singolare, giusto?
Perché allora tutto quest’andirivieni, ovvie decisioni rimangiate e tutto quello che risiede alla base di una band come tante, per poi ritrovarsi in mano la versione brutal dei Fear Factory cantati da Dave Vincent A.D. 2012?
Non ne abbiamo idea onestamente; non tutto è da buttare qui dentro, com’è giusto che sia, bisogna trovare anche lati positivi, ma sin dal primo ascolto qualche domanda ce la siamo fatta.

Quarto album per i Devolved, questo potrebbe essere già un piccolo traguardo nel mercato odierno, forse un motivo ci sarà se qualche casa discografica ancora crede in loro. Purtroppo la proposta offerta dai nostri è altalenante e la casa discografica X, sempre in cerca di sorprendere l’ascoltare e sempre desiderosa di lasciare il proprio artista sentirsi libero di comporre a suo piacimento, a volte avrebbe il dovere di intervenire e dire: “Ehi ragazzi, un’ora di questa roba forse è esagerata, perché non tagliamo qualche filler di troppo e creiamo del buono, invece che del passabile?”
Dite che siamo troppo cinici se delle 11 canzoni qui presenti, ne salviamo giusto quattro o cinque? A conti fatti diremmo proprio di no, dato che passati i quaranta minuti di ascolto la ripetitività inizia a emergere e si ha un senso di deja-vù non indifferente.

Le canzoni ci sono, le potenzialità pure, la tecnica fine a se stessa a questi ragazzi non manca. E perché volersi affossare in tale piattume? Apocalyptic Visionarye Accelerated human Degenaration sono impeccabili, dobbiamo ammetterlo; così come l’opener Systematic Avenger e ogni singola traccia qui presente. Prese una a una non hanno gravi difetti, infatti: la produzione è ottimale e l’esecuzione impeccabile. Il cantato è ottimamente eseguito, piatto come un monolite levigato sia chiaro, ma profondamente inserito nel tappeto strumentale.
Sankey offre una prestazione limpida e cristallina alle pelli e lui, essendo l’unico rimasto, porta il carrozzone come pochi. È la mente creativa e qui poco c’è da controbattere.
Onestamente non abbiamo davvero nessun problema a definire Reprisal non un ottimo disco di brutal moderno, ma un buon disco di mischione impastato brutal moderno come si deve.

Fear Factory, Meshuggah, Strapping Young Lad, un tocco di Morbid Angel, una spruzzata di Ministry e potremmo continuare all’infinito. Non c’è un secondo qui dentro che non sia già stato sentito e risentito centinaia di volte negli ultimi anni. Se non fosse per le band di basso livello appena citate (ironica), i Devolved, non esisterebbero nemmeno, forse non saprebbero nemmeno che pesci pigliare. La realtà è differente e se la casa discografica non interviene nel proporre migliorie o tagli, è giusto ci pensino persone come noi, gente del quotidiano, a tagliare corto e non offrire la quinta possibilità al gruppo australiano. A meno di non ritrovarsi di fronte una svolta epocale.

Chiudendo la parabola del buon pastore brutallaro, che dirvi ragazzi? Ascoltate e giudicate voi stessi, cento orecchie sono meglio di due, solamente non fatevi ingannare da effetti stroboscopici e riproduzioni audio perfette. Alla base c’è poca sostanza.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
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ad astra
Mercoledì 30 Ottobre 2013, 10.32.31
1
discoo dell'anno scorso per chi vuole capire come avrebbero suonato i fear factory se alla voce ci fosse stato dave vincent....
INFORMAZIONI
2012
Unique Leader Records
Technical Death Metal
Tracklist
1 Systematic Avenger
2 Accelerated Human Degeneration
3 Reprisal of the Damned
4 Supremacy Enforced
5 Embodiment
6 Collateral Damage
7 Apocalyptic Visionary
8 Terminal Enslavement
9 Corrupted Mind Processor
10 Inanimate Infinity
11 (Cadence Of) The Dirge (Exhorder cover)
Line Up
Mark Haagblad (Voce)
Mark Hawkins (Chitarra, Basso)
John Sankey (Batteria)
 
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