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Nine Inch Nails - Hesitation Marks
( 6151 letture )
Era il maggio del 2009 quando Trent Reznor con un comunicato ufficiale aveva annunciato il tour d'addio, durante il quale avrebbe salutato i suoi supporter prima di mettere un punto di sospensione alla carriera dei suoi Nine Inch Nails. Ma, negli anni seguenti, frammenti di interviste hanno riacceso la speranza in tutti i fan, facendo intuire che qualcosa nell'animo del leader fosse cambiato (in positivo) e trasformando quello che -tra i più pessimisti- sembrava essere l'anticamera di uno scioglimento definitivo in un semplice momento di stand-by reversibile. Era facile e meccanico, poi, avanzare ipotesi su quando la band si sarebbe ripresentata sul mercato internazionale e non ci è voluto in realtà moltissimo tempo prima di rivederli. L'attesa è stata smorzata proprio in questo 2013, a 5 anni di distanza dall'ultimo The Slip, tutto sommato un tempo non eccessivamente dilatato. L'etichetta scelta da Reznor per la distribuzione di Hesitation Marks è la Columbia Records, che in questi mesi ha presentato al grande pubblico le uscite più attese e di più alta caratura dell'anno, almeno per quanto riguarda l'area electro-pop/industrial. Parlo in particolare della tripletta Depeche Mode - Daft Punk e Nine Inch Nails, che senz'altro ha fatto venire l'acquolina in bocca a tutti gli appassionati del genere (me compresa) e che ha rinvigorito la schiera di sostenitori che forse erano rimasti un po' delusi dalle precedenti release dei succitati artisti.

Ebbene, se da una parte i Daft Punk con la piega più commerciale e 70's-oriented raggiunta in Random Access Memories ed i Depeche Mode con il loro riuscitissimo Delta Machine possiamo promuoverli a pieni voti, cosa possiamo dire, invece, del ritorno in scena dei NIN?
Dico subito a bruciapelo che a mio parere Hesitation Marks è un buon album, ma questo purtroppo non basta. Se il singolo di lancio Come Back Haunted, che ha soddisfatto i palati dei feticisti con la riproposizione del sodalizio artistico Reznor-Lynch in sede di videoproduzione, ha avuto anche il merito di accendere la curiosità morbosa ed ha fatto balzare alle stelle le aspettative per il nuovo full length, qualcosa è iniziato ad andare storto nel momento in cui ci siamo trovati alle prese con l'ascolto completo dell'album. I pezzi che sono stati diffusi come anticipazione dei contenuti sono stati abbastanza fuorvianti, ci aspettavamo a scatola chiusa un lavoro dal sapore vintage o che, comunque, ci proiettasse indietro a capolavori del repertorio dei Nine Inch Nails, che ora più che mai sembrano solo essere un lontano ricordo.
La sensazione mentre scorrono le tracce è, infatti, che manchi qualcosa; si fa quasi difficoltà ad accettare che track riuscitissime si alternino ad episodi in apparenza messi lì come puri riempitivi. Oltre al primo singolo di cui abbiamo già fatto cenno, meritevole di attenzione è sicuramente Copy Of A, dal sapore EBM old school, con quel synth introduttivo martellante che guarda con fierezza alle esperienze dell'electro body music anni '80, quando l'incedere marziale e ripetitivo degli intrecci musicali rendeva i pezzi più catchy ed allo stesso tempo di impatto (i vari Nitzer Ebb e Jäger 90 insegnano).

Nel periodo di pausa dai NIN, Trent si è dedicato insieme alla moglie al progetto ambient/trip hop degli How To Destroy Angels ed un’eco decisa di questa parentesi la sentiamo nelle note di Find My Way. Rappresenta una tappa obbligata, che ogni buon fan della band si aspetta in un album di Reznor, ossia la parentesi atmosferica. Ma se l'intento di Find My Way era quello di emulare in qualche modo ballad come Hurt o Something I Can Never Have, che tanto ci hanno fatto commuovere nelle loro urla di disperazione e di autodistruttivo romanticismo, beh, direi che l'obiettivo è stato meramente mancato. Find My Way è "semplicemente" un buon pezzo lento, ma che non regala quelle vette emozionali che invece ritroviamo nelle esperienze precedenti e, soprattutto, l'influenza degli How To Destroy Angels (se di "influenza" si può parlare) è fin troppo marcata da pensare che sia un out take. Da questi ultimi ci si può anche aspettare un pezzo romantico-commerciale senza pretese, ma dai Nine Inch Nails è lecito attendersi qualcosa di più studiato ed articolato, almeno dal punto di vista lirico. Del resto, il punto di forza di Trent, oltre che gli arrangiamenti, sono sempre stati i testi, ma anche qui -a parte qualche ovvia eccezione- l'album appare abbastanza scarno da non reggere il confronto con il songwriting coinvolgente che ci ha viziati e che ci ha fatto innamorare di questa band.

Gli altri episodi degni di nota saranno in concomitanza con Satellite e Disappointed che, seppur rivelino senza pudore il loro animo commerciale, li ho trovati godibili ed equilibratamente minimali. Molto interessante anche While I'm Still Here, che finalmente ci fa ripercorrere un po' di quelle sfumature cupe e dark che avremmo piacere di riascoltare in maniera più insistente, con estranianti ed impreviste incursioni di sax e che insieme alla successiva Black Noise costituisce un tutt'uno autoconclusivo.
Il resto nel complesso sarà un mix di "déjà vu", che appaga sul momento ma che lascia abbastanza indifferenti col trascorrere del tempo, con il picco più basso raggiunto nell'istante in cui il lettore si ferma su Everything; non si tratta di non voler accettare un cambio di rotta, semplicemente il pezzo è quanto di più fuori contesto si potesse concepire e, per fare un paragone con Delta Machine dei Depeche Mode, Everything è un po' la Soft Touch/Raw Nerve di Hesitation Marks: una presenza ingiustificata che non dà alcun valore aggiunto alla release.

Riagganciandoci al discorso iniziale, Hesitation Marks è un buon album, ma questo purtroppo non basta. Non basta perché se le premesse di Trent erano quelle di mettere in pausa la "bestia" per darle il tempo di rinvigorirsi e rifocillarsi, per tornare più viva e più scintillante di prima, probabilmente si sarebbe dovuto attendere un po' di più prima di interrompere il silenzio. Lo dico a malincuore, perché i Nine Inch Nails sono senz'altro una delle mie band preferite, ma è con altrettanta schiettezza che mi sento di affermare che mi sarei aspettata un ritorno sulle scene che quanto meno giustificasse l'interruzione così repentina del momento riflessivo. Hesitation Marks è superiore al suo predecessore The Slip, ma si colloca all'interno della discografia della band come se quella pausa non fosse mai esistita, un tassello più recente che di certo non ha soddisfatto a pieno quanti in questa "reunion" riversavano laude aspettative.
Un po' poco, non credete?



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
79.6 su 15 voti [ VOTA]
TheFreeman
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.02.35
16
Non eccelso, ma di certo non brutto. Sicuramente superiore all'insipido The Slip. 80.
Maurone
Mercoledì 4 Maggio 2016, 20.54.12
15
Dai va abbastanza bene il disco voto 70/75
Undertow
Lunedì 22 Febbraio 2016, 0.59.17
14
Eh no. Tremendo. Flop totale. Spero in un veloce cambio di rotta perché sta roba non si può sentire. Non chiedo Downward spiral, chiedo solo brani ascoltabili. Everything è un auto-insulto a un'intera carriera.
VomitSelf
Martedì 19 Agosto 2014, 2.35.57
13
@marcostraz c'è gente come Scott Walker che a 70 anni pubblica album della madonna.
marcostraz
Sabato 7 Giugno 2014, 10.39.12
12
Secondo me pretendere che un signore di 50 anni, con 25 anni di carriera alle spalle, rimanga lo stesso di quando aveva vent'anni non solo è assurdo, ma è anche un pochino ridicolo...cioè, sarebbe accettabile un 50enne che si atteggia a ragazzino? Siamo seri...quindi ovvio che non potremo, inevitabilmente, assistere più a produzioni come Pretty Hate Machine o The Downward Spiral, o a The Fragile (anche perchè nascevano da storie personali complicate...ma ve lo ricordate, o perlomeno lo sapete, quali erano le condizioni psico-fisiche di Trent Reznor quando compose The Fragile? Pensate sia lo stesso di un uomo di 50 anni, sposato e con figli?)...quindi quando si parla, cerchiamo tutti di accendere un pò il cervello...secondo me Hesitation Marks è un buon lavoro, ha passaggi molto interessanti (tutto questo astio per Everything non lo capisco, non mi sembra male e anzi mi ritrovo spesso a canticchiare l'attacco), specialmente considerando che appunto i NIN era molto che non incidevano qualcosa...sono curioso di vedere cosa produrranno in futuro, ma è ovvio che sarà qualcosa di diverso da quello che producevano 20-25 anni ed è stupido pretendere il contrario...
sadwings
Lunedì 11 Novembre 2013, 12.37.57
11
Ho tutti gli album dei nin inch nails e mi dispiace dirlo ma sta facendo la stessa fine del suo discepolo almeno per quanta riguarda questo progetto. Brani formalmente perfetti ma insipidi e che non trasmettono nulla. Ha ragione chi dice che da quando ha perso quella furia degli esordi con conseguente caduta verso lavori buoni (with teeth e year zero) ma non capolavori fino ad un bruttissimo album come sleep. Questo è migliore del precedente ma lontano dai fasti e non si venga a dire che questo è un album troppo avanti perchè non lo è.
VomitSelf
Giovedì 7 Novembre 2013, 19.17.54
10
Se penso che questo sia lo stesso Reznor che partoriva anni fa un colossale capolavoro come The Downward Spiral, mi metto a piangere. Dischetto...come tutti quelli pubblicati da dopo The Fragile..una sufficienza lo merita. Ma la sufficienza per Reznor equivale ad un insufficienza..voto: 60
enry
Martedì 5 Novembre 2013, 19.40.07
9
Terribilmente altalenante, si passa da pezzi tutto sommato discreti ad altri veramente noiosi. I brani che mi sono piaciuti di più sono Copy of A (che pesca parecchio dall'EBM classica anni 80), Came Back Haunted e Everything (non la vedo fuori contesto così come non trovo fuori contesto ST/RN di Delta Machine, in un disco così c'è poco da essere fuori contesto). Niente di che comunque, disco normalissimo, diventa inevitabile scadere nel banale e dire che da Pretty Hate Machine a Fragile era tutta un'altra musica.
Marcos
Martedì 5 Novembre 2013, 18.31.05
8
Penso che questo disco sia "avanti" , non è per tutti ..è difficile e richiede di essere ascoltato più volte, io amo chi osa ..chi cerca nuove contaminazioni,sonorità... Reznor ne è sempre stato protagonista...anche a me piace il suono graffiante dei chitarroni ecc ecc..ma ragazzi ..a volte..si va anche un pò oltre.... disco decisamente da ascoltare e ri ascoltare...
P2K!
Lunedì 4 Novembre 2013, 16.18.21
7
A mio avviso Reznor da quando ha mollato la furia primigena ascoltata su "Broken" e l'indutrial di "The Downwar Spiral" è riuscito solo in "The Fragile" a dare un perché alla sua musica, dopo a mio vedere c'è stato il nulla. Sembra quasi che con la motivazione del minimalismo e di suonare (ORA!!!) alternative si sia ottenuto come risultato dei dischi sgonfi e priva di mordente. QUando urlava come un pun impazzito su "Broken" o si inventava dei suoni lancinanti su "The Downwar Spiral" li c'erano i sobbalzi emotivi. Questo disco mi ha annoiato pesantemente.
Luigi
Lunedì 4 Novembre 2013, 15.37.13
6
Mi piacerebbe vedere la recensione dell'ultimo dei Deft Punk a quasto punto!!
maynard
Lunedì 4 Novembre 2013, 15.16.18
5
In accordo più sul voto che sul giudizio espresso a parole..disco da 7,5..al livello di Year Zero come miglior uscita targata NIN post-capolavori..visti a Milano, le nuove canzoni rendono molto bene dal vivo, forse la consueta precisione produttiva le priva di un po' di mordente..questo non è, chiaramente, più industrial ma è comunque grandissima musica. Comunque bella recensione e commenti del tipo "sono morti" o "...andati" fuori luogo e sostituibili da "non siamo nel 1994" e "...cambiati".
devaster
Lunedì 4 Novembre 2013, 12.46.15
4
sono morti
Punto Omega
Lunedì 4 Novembre 2013, 1.01.34
3
Da Fragile in po non si sono mai riconfermati e questo disco è ormai l'ennesima conferma. Andati.
Witchcraft
Lunedì 4 Novembre 2013, 0.39.12
2
concordo con te Waste....70 anche per me, Fragile inarrivabile...
waste of air
Domenica 3 Novembre 2013, 20.09.54
1
70 anche per me, ma da redattore; da fan forse anche meno. Adoro i Nin, ma un disco come Fragile lo si scrive una volta sola. Nel dopo With Teeth non mi hanno mai più convinto fino in fondo, peccato.
INFORMAZIONI
2013
Columbia Records
Industrial/Alternative
Tracklist
1. The Eater Of Dreams
2. Copy Of A
3. Came Back Haunted
4. Find My Way
5. All Time Low
6. Disappointed
7. Everything
8. Satellite
9. Various Methods Of Escape
10. Running
11. I Would For You
12. In Two
13. While I'm Still Here
14. Black Noise
Line Up
Trent Reznor (Voce)

Musicisti Ospiti
Pino Palladino (Basso nelle tracce 2, 5, 9, 13)
Lindsey Buckingham (Chitarra nelle tracce 2, 12, 13)
Adrian Belew (Chitarra nelle trace 4, 5, 9, 12, Cori nelle trace 7, 11, Sintetizzatore nella traccia 7)
Eugene Goreshter (Sintetizzatore nelle tracce 6, 11, 12, Corde nella traccia 6, Violino nella traccia 11, Bass nella traccia 12)
Alessandro Cortini (Sintetizzatore nelle tracce 1, 3)
Ilan Rubin (Batteria nella traccia 11, Percussioni nelle trace 2, 3)
Joshua Eustis (Cori nella traccia 11)
 
RECENSIONI
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