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Giulio Rossi - Second Act
( 2661 letture )
Nell’ormai lontano 1984 un chitarrista proveniente dalle terre svedesi, grazie ad un trascinante effetto tecnico-stilistico, era riuscito ad incantare gran parte del pubblico con la sua sorprendente rapidità e fluidità sulle corde di una Fender® Stratocaster®. Dalla pubblicazione del disco Rising Force, Yngwie Malmsteen, aveva dilatato la visione di musica metal con un linguaggio che riprendeva il modo tonale in una semplice scrittura d’orchestrazione classica, anche se priva di contrappunto, ma stilisticamente decisamente innovativa.

Giulio Rossi, chitarrista italiano tecnicamente piacevole da ascoltare, ha un sound ed una ritmica trascinante. Il suo stile trae ispirazione proprio da quel metal neoclassico che prende forma dal periodo fiorente del chitarrista svedese e dai diversi vocalist che si sono succeduti nelle sue varie pubblicazioni discografiche. Giulio ha interamente curato tutto il suo disco, dalla composizioni all’artwork. Elemento da non sottostimare.
Ad un primo ascolto, Giulio Rossi richiama a sé tutto lo stile e l’impronta di quella composizione tipica degli anni ‘80, in particolare l’ondata travolgente del rock neoclassico: da Ritchie Blackmore, per giungere al chitarrista e curatore dell’Arpeggios From Hell, Yngwie Malmsteen, soffermandoci anche su Vinnie Moore.
Io, in quegli anni ed anche successivamente, con tutta sincerità, ho rischiato letteralmente di farmi sanguinare le orecchie quando mi sparavo, a volumi esagerati, tutta la quadrilogia: da Rising Force a Odyssey passando per Trilogy e Marching Out.

Un tuffo in quel passato musicale e in tutti quei meravigliosi ricordi.

Sì, un viaggio indietro nel tempo. Questa è stata la mia personale sensazione dopo che ho ascoltato interamente il nuovo disco di Giulio Rossi. La opening track, Second Act Prelude, ci anticipa chiaramente cosa l’uditore ascolterà e non tarda a giungere con una caratteristica musicalità che emerge dall’intro in Comes A Time, con una sound che definirei “dall’effetto memoria”. Qui la voce di Stefano Firmani è ben tenuta, con un buon timbro, il ritornello è piacevole, così come i riff di chitarra. Nella successiva Anything Makes Me Blind, ho gradito molto la ritmica introduttiva e l’assolo in stile neoclassico, con un’affabile voce, questa volta di Aldo Caprini. Ancora una pregevole esecuzione di tecnica con stile esecutivo trascinante nel brano strumentale Dream to Open Eyes. Poi una brevissima chitarra acustica introduce la drammatica traccia Stazzema (Victims of Horror). Lo stesso fraseggio accompagna la interessante tonalità della voce di Alessandro Zephyr, poi una chitarra elettrica con un assolo ben strutturato fino a lasciare la chiusura della traccia alle corde vocali di Zephyr. Tutto lo stile inconfondibile di Malmsteen ci viene riassunto nell’esecuzione della ballata Classic Fire. Nella successiva Before The Light si ha come la sensazione di essere catapultati indietro nel tempo. Nulla di innovativo, nulla, ma proprio nulla. Altresì, per coerenza, devo constatare che l’intero suo sviluppo, dalla voce di Max Evangelisti, alla ritmica, agli assoli, risulta decisamente molto ben fatto, tanto da rendere la traccia molto piacevole. E’ il brano che ho maggiormente gradito. Electric Caprice Orchestra lascia ostentare il desiderio di Giulio Rossi nel volersi esprimere in quelle tipiche ballate di impostazione orchestrale come fece Malmsteen nel suo disco Concerto Suite For Electric Guitar And Orchestra. Poi, come giusto che sia, si giunge al tributo di Rossi per il chitarrista svedese con Rising Force. Il brano è stupendo. Senza ombra di dubbio. Qui è ben interpretato in tutte le sezioni, soprattutto grazie alla deliziosa timbrica di Frank Marino, con buona esecuzione di Rossi, ma inappropriata la rapidità eccessiva delle percussioni che inficiano la fluidità dell’ascolto. Conclude il disco il brano Passion At Sunset, una ballata shred in stile neoclassico.

Il nuovo prodotto discografico dal sapore power neoclassico di Giulio Rossi è un disco che nel 2013 funge da macchina del tempo e, proprio con il suo sound trascinate e coinvolgente, ci trasporta con forza risucchiandoci in quel passato che ha contrassegnato un periodo musicale vivo e affascinate. Questo fa sì che Second Act non sia assolutamente un disco innovativo, a tratti retorico e privo di quel profumo di novità necessaria per smuovere, con un’ondata fresca di cambiamento, lo stantio che l’intera musica internazionale oggi si è impantanata. D’altro canto Second Act è un prodotto musicale che si ascolta tutto d’un fiato, rapido nella sua completezza, trascinante nella progressione delle note di chitarra, pregevole nella parti cantate grazie anche alla nutrita collaborazione di numerosi italo-vocals, tutti di assoluto livello e qualità e che, traccia dopo traccia, riesce sentimentalmente ad offrire all’ascoltatore dei notevoli momenti di splendida e vera buona musica.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
58.47 su 46 voti [ VOTA]
Diego
Martedì 12 Novembre 2013, 15.45.28
20
Scusate, non voglio entrare nel merito di musicisti che non conosco, ma ci tenevo a sottolineare che il commento 16 non mi appartiene. La maggior parte dei commenti a nome Diego sono miei eccetto questo e un altro…dovrei cambiare nome? Io sono quello "maideniano" che sta sempre con Arrraya e Radamanthis ^_^
CauldronBorn
Lunedì 11 Novembre 2013, 20.44.12
19
Premetto che non conosco il tizio e il genere lo trovo stucchevole, però sarebbe il caso di finirla con certi commenti pseudo-saccenti da suonatori di citofono. Questo almeno qualche disco l'ha fatto uscire, certi leoni da tastiera col ciuccio in bocca non credo...
GR
Domenica 10 Novembre 2013, 19.33.07
18
Grazie Lizard un abbraccio
Lizard
Domenica 10 Novembre 2013, 19.31.42
17
Sarei anche curioso di vedere quanti poi l'abbiano ascoltato l'album per giudicarlo... non facciamo come al solito quando di mezzo ci sono artisti italiani che da un lato ci sono quelli che li incensano a priori e dall' altro quelli che li attaccano per partito preso. Spero che Giulio abbia l'opportunità di ricevere applausi e critiche da un pubblico attento ed esigente come quello metal per i suoi effettivi meriti e non per una questione di faide nazionali da sottoprovinciali. Lasciamo che sia la musica a parlare in questo senso.
DIEGO
Domenica 10 Novembre 2013, 19.03.52
16
esatto...buona musica......non la tua
GR
Domenica 10 Novembre 2013, 18.08.24
15
Cari amici è tutto ok abbiamo avuto modo di scusarci a vicenda in privato con l'amico Saverio e la redazione tutta. E' stato solo un piccolo fraintendimento. Saluti a tutti e buona musica. GR
lux chaos
Domenica 10 Novembre 2013, 16.08.08
14
Eccoci qua, non voglio iniziare nessuna polemica ma già dopo 4 suoi interventi mi sono innervosito. Povera Italia. Quoto al 100% Lizard
macho68
Domenica 10 Novembre 2013, 15.45.48
13
Appunto,hai vissuto quel periodo come tutti noi...ora basta...
Kupu
Domenica 10 Novembre 2013, 15.26.54
12
Mettetegli 95 così è contento e smette di piangere
Lizard
Sabato 9 Novembre 2013, 15.42.18
11
Scusa Giulio, visto che nulla e' dovuto, usando le tue parole, un conto è segnalare un errore, un conto mettersi a fare apprezzamenti del genere, sinceramente poco piacevoli e fuori luogo. se e come approfondire un argomento è discrezione del redattore e sua esclusiva scelta. Certe cose si possono riportare o meno e questo non giustifica il mettere in dubbio la serietà di chi scrive e con questo spero che il discorso non abbia ulteriori strascichi.
Giulio Rossi
Sabato 9 Novembre 2013, 15.14.58
10
Lasciatemi dire un ultima cosa cari amici: lo strumentale "Electric Caprice" è nato nel 1987 in Youtube troverete anche un video del 1989 questo cosa vuol dire? Che io ho fatto e vissuto quel periodo. Qui l'ho riproposto in versione sinfonica per dargli la giusta visibilità. Queste cose devono uscir fuori in una recensione capite? Basta approfondire. Grazie mille a tutti Giulio Rossi
Alcibiade il Maialino
Sabato 9 Novembre 2013, 12.07.18
9
Visto che con Giulio e molti della sua band siamo concittadini il mio commento potrebbe essere di parte visto che conosco la carriera dai primi anni 80...ma campanilismi a parte quello che piu' mi fà piacere sottolineare oltre alla buona proposta musicale è il fatto che Giulio non ha nulla da invidiare ai ben più famosi colleghi...purtroppo siamo in Italia solo questo.
Giulio Rossi
Venerdì 8 Novembre 2013, 20.41.41
8
Carissimi vi ringrazio di tutto ma ovviamente nulla è dovuto visto che non ho il piacere di conoscere nesunno di voi ne tanto meno chi si permette di sputare sentenze colorando di veleni le produzioni nostrane senza neanche averle ascoltate. Non aggiungo altro cordiali saluti Giulio Rossi Synthesis-Band
Jimi The Ghost
Venerdì 8 Novembre 2013, 19.45.15
7
Ciao Giulio, grazie per il tuo passaggio. Scusami tanto per il mio errore, comprenderai assolutamente non voluto, come vedi è stato immediatamente aggiornato ed inserito nella giusta collocazione e non più tra i demo. Tendo ad evidenziare che, tutte le mie recensioni non si basano sul taglio della produzione e nella categorizzazione tra "demo" ed "ufficiale", per quanto sia di ovviamente di indiscutibile importanza, ma personalmente mi focalizzo attentamente nel valutare la musica nel suo più completo aspetto e nella sua interezza. Grazie a te. Grazie Lizard. Emanuele.
Lizard
Venerdì 8 Novembre 2013, 18.38.26
6
L'errore è stato corretto. Ce ne scusiamo.
Rico
Venerdì 8 Novembre 2013, 17.37.58
5
Lassa perde, è più grave che il recensore non abbia dato 0 a sto disco di una banalità allucinante.nun se po sentiii.jimi troppo buono.
GR
Venerdì 8 Novembre 2013, 17.11.41
4
Scusate ma cosa avete scritto? Il disco è ufficiale ed edito da LM Records signori questo è grave
GR
Venerdì 8 Novembre 2013, 17.09.05
3
Dai su che nel prossimo dei Synthesis non mi masturbo ahahah
Lizard
Giovedì 7 Novembre 2013, 22.19.16
2
A quanto pare no.
XDXDXDXD
Giovedì 7 Novembre 2013, 21.52.22
1
Ancora non si sono estinti questi masturbatori della chitarra?
INFORMAZIONI
2013
LM Records
Shred/Neo-Classic
Tracklist
1. Second Act Prelude
2. Comes A Time
3. Anything Makes Me Blind
4. Dreams to Open Eyes
5. Stazzema Victims of Horror
6. Classic Fire
7. Before the Light
8. Electric Caprice Orchestra
9. Rising Force
10. Passion at Sunset
Line Up
Stefano Firmani (Voce nella traccia 2)
Aldo Caprini (Voce nella traccia 3)
Alessandro Zephyr (Voce nella traccia 5)
Max Evangelisti (Voce nella traccia 7, basso nella traccia 1)
Frank Marino (Voce nella traccia 9)
Giulio Rossi (Chitarra, Tastiere)
Cristian Susanna (Tastiere nelle tracce 1, 8, 3, 5, 10)
Alex Silvestrelli (Tastiere nella traccia 2)
Francesco Briotti (Tastiere nella traccia 9)
Joe Chircchirillo (Basso)
Emilian Catalano (Batteria)
 
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