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Il Tempio delle Clessidre - alieNatura
( 5043 letture )
Ho avuto modo di conoscere Il Tempio delle Clessidre due anni fa in occasione di un concerto tenutosi nella Capitale alla Casa del Jazz (potete leggere il relativo live report qui), ed ammetto di esserne stato favorevolmente colpito. All’epoca era già stato pubblicato il loro pregevole omonimo debut album che proponeva un raffinato rock progressivo di taglio melodico marcatamente derivativo dagli stilemi dei nostrani Premiata Forneria Marconi e Le Orme e degli inglesi Yes, Genesis e Gentle Giant. La giovane formazione ligure si avvalse della preziosa collaborazione dello storico singer dei Museo Rosenbach, Stefano “Lupo” Galifi (d’altronde il loro monicker si rifà alla sezione strumentale che chiudeva la prima parte del concept Zarathustra del 1973, unico vinile prodotto, per l’appunto, dai Museo Rosenbach). Un sodalizio decisamente proficuo visti i risultati ottenuti, ma che era prevedibile non potesse durare nel tempo considerata l'oggettiva difficoltà nel conciliare le esigenze e le aspirazioni di artisti con differente esperienza ed età anagrafica. Galifi infatti ha poi deciso di abbandonare il progetto de Il Tempio delle Clessidre riunendosi ai compagni dei Museo Rosenbach che nel frattempo si era ricomposto. Il gruppo originario di Genova ha in tal modo dovuto sopperire alla mancanza di un punto di riferimento come Galifi per la registrazione dell’attesissimo secondo full length. La scelta del sostituto si è rivelata tortuosa e solo dopo numerosi provini l’ha spuntata Francesco Ciapica dotato di un timbro vocale che ricorda il precedente vocalist. La nuova opera è intitolata alieNatura (neologismo composto dall’intersezione delle parole aliena e natura) ed è contraddistinta da una stupenda cover dipinta dal pittore Alessandro Sala.

Ho ascoltato a lungo le sette composizioni, frutto di una produzione certamente superiore grazie al lavoro di mixaggio e masterizzazione effettuato presso la Primigenia di Udine e sono rimasto inebriato dal livello di ispirazione espresso dalla band, che non ha inteso modificare minimamente la rotta rispetto al passato: coloro che aspirano a tutti i costi all’innovazione rimarranno senz'altro delusi. alieNatura fluisce, infatti, con classe sopraffina in architetture musicali già tracciate tanti anni fa e la sua forza dirompente è costituita dall’eccellente qualità del songwriting supportata dalla perizia tecnica di ogni singolo musicista. I brani sono ammalianti, strutturalmente complessi e curati in ogni minimo dettaglio con in risalto le tastiere di Elisa Montaldo ed il virtuosismo chitarristico hackettiano di Giulio Canepa. Gli approcci melodici la fanno da padrone catapultando l’ascoltatore in un mondo fiabesco dove, come si può arguire dal titolo stesso dell’album, è la natura in tutte le sue sfaccettature (materiali e spirituali) ad erigersi come protagonista assoluta. Devo sottolineare che l’obiettivo di fare meglio rispetto a Il Tempio delle Clessidre è stato pienamente centrato; l’amalgama del combo è aumentata considerevolmente contribuendo ad una esponenziale crescita creativa come si può evincere in particolare dall’articolata mini suite conclusiva Il Cacciatore, divisa in cinque segmenti, che rappresenta il vertice del presente lavoro. Stupendo l’incedere di Senza Colori -specie nella struggente parte centrale- che segue l’orientaleggiante intro strumentale Kaze (Ciò che il Vento Porta con Sé), emozionante ed intensa Fino alla Vetta, notevole la prova vocale della Montaldo nella breve Notturna -vera e propria poesia dedicata alla luna-, ma tutto alieNatura è meritevole di attenzione grazie ai magistrali arrangiamenti ed arricchimenti vocali. Una menzione a parte la meritano i testi sognanti e suggestivi. A titolo esemplificativo ve ne propongo alcuni estratti:

Quando improvvisa pioggia sottile
intona una melodia sfiorando gli alberi
ed il mio viso si riga già di dolcezza
provo a riprendermi la mia libertà
(da Fino alla vetta)

Pensieri come foglie cadon giù
strane orme li calpestano
mentre il vento invoca il risveglio
voce di lontana immensità
l’illusione di un aldilà
(da Onirica Possessione)

e ancora

Libera è l’anima che vive in armonia cosmica
Astri lontani istinti pagani che mi guidano mi seguono
Così mi abbandono nell’incanto
e volerò
(da Notturna)

Non me ne voglia Francesco Ciapica, ma il suo modo di cantare stride in un contesto altrimenti impeccabile. L’ho trovato impersonale e deludente soprattutto nelle tonalità più basse. Spero che quest’osservazione venga accolta in forma di critica costruttiva; mi riservo sotto tale aspetto di rimandare un giudizio compiuto in sede live perché è mia intenzione tornare a vedere Il Tempio delle Clessidre, fiore all’occhiello del movimento progressivo italiano contemporaneo che fortunatamente sta mietendo un sensibile successo all’estero (il famoso detto del Vangelo nemo propheta in patria vale pure nel caso in specie).

Consiglio spassionatamente di procurarvi questa perla musicale, purché non apparteniate alla fascia d’utenza che cerca a tutti i costi gli sperimentalismi che non sono, come avrete intuito, una prerogativa della filosofia del quintetto in questione dedito piuttosto a riverberare la cosiddetta musica colta settantiana. Sono un nostalgico? Ebbene si…e voi?



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
90.09 su 94 voti [ VOTA]
army 64
Giovedì 21 Novembre 2013, 17.11.24
17
ottimo progressive ma il cantante abbassa molto la qualità del disco. peccato...
hm is the law
Martedì 19 Novembre 2013, 18.48.22
16
@ Giovanni: esattamente è quelllo il senso
Giovanni
Martedì 19 Novembre 2013, 18.34.17
15
@ metal guru: nostalgico perché riverbera la musica prog settantiana che poi ,come dici tu, è anche la musica migliore
metal guru
Martedì 19 Novembre 2013, 15.22.18
14
Ottimo gruppo e due ottimi albums, certamente tra i migliori del progressivo italiano degli ultimi 10 anni. Non è questa musica solo x nostalgici, eppoi perchè definire nostalgico chi ama la musica migliore? La musica non ha tempo, la musica è buona o non buona...è l'uomo che invecchia bene o male ma la musica buona no, quella resta x sempre. Il terzo album sarà ancora migliore.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 13 Novembre 2013, 13.11.25
13
Ottimo album di una interessantissima band che avevo già conosciuto con il precedente album del 2010. Penso che il progressive Italiano, stia sfornando album veramente notevoli in questi ultimi anni, come La Maschera di Cera, oltre ai sempre eccellenti Aldo Tagliapietra, Museo Rosenbach, Saint Just Again e PFM. Sottolineo anch'io, il cantante non proprio all'altezza ma il resto è gran bella musica e ottimo songwriting. Chapeau!
FromTheBeginning
Martedì 12 Novembre 2013, 17.35.20
12
Chapeau ad un gruppo che tiene alto il prestigio del progressive rock italiano. Estremamente seducente ed elegante la sua proposta: magia e sogno in melodie raffinate. Peccato per il nuovo cantante che a mio avviso dovrebbe esprimere le sue indubbie capacità vocali con meno impostazione e più naturalezza. Ottima recensione Fabio!
Giovanni
Martedì 12 Novembre 2013, 6.50.31
11
Sono un appassionato di rock prograssivo vecchio stampo e sono rimasro colpito dalla qualita' espressa daò Tempio in quest'album, L'unica nota negativa riguarda il cantante che almeno in studio non è proprio all'altezza della situazione anzi in certi frangenti il suo modo di cantare da proprio fastidio,
Arrraya
Lunedì 11 Novembre 2013, 21.10.11
10
Che figa la Montaldo, tastierista anche dei "thought Machine", li decisamente metal. ve li segnalo se non li conoscete.
ortos
Lunedì 11 Novembre 2013, 21.00.17
9
alieNatura è per me un buon album del quale mi convince più la musica dei testi (questo argomento è peraltro estensibile a molti altri gruppi del prog-italico). Secondo me è migliorato il gruppo nel suo insieme, si avverte una maggiore amalgama nel creare il suono della band. La mia preferita è "Il passo" il cui riff iniziale mi è rimasto in testa e non se ne vuole più andare. Anche dal vivo al Govi l'altro ieri hanno dato grande prova di compattezza, dietro la quale c'è la grande determinazione di Elisa Montaldo, leader indiscussa della band. Francesco Ciapica invece secondo me ha un'estensione vocale decisamente superiore al suo predecessore, che peccava proprio nelle frequenze basse: dal vivo riesce anche a dare qualcosa in più del cd, superando un po' le regole del prog che vogliono fedeltà assoluta alla versione originale.
Cons
Lunedì 11 Novembre 2013, 19.52.30
8
Grandissimo gruppo, è bello vedere che in italia c'è ancora gente che sa cosa vuol dire suonare e fare arte.
mazzarik64
Lunedì 11 Novembre 2013, 18.34.27
7
Bravi ragazzi vi ho ascoltato con molta attenzione ed interesse. chiaramente la musica che componete è tecnicamente complessa misteriosa testi impegnati frutto di studio,sacrificio,e voglia di fare. Il prog lo avete nelle vene. A differenza di alcune critiche su Francesco,io vorrei dire che armonizzare una voce bassa farla vibrare e dosarne il volume,non tutti sono bravi come lui, premetto lo ascoltavo per la prima volta. E comunque ha pure l'estensione, da quel che ho sentito si avvicina a tre ottave. Sabato sera al Govi non tutti i suoni erano perfetti. Ciao
Andy '71 vecchio
Lunedì 11 Novembre 2013, 17.14.39
6
Grande Fabio!Complimenti per questa ottima recensione,e per dare il giusto risalto ad una band fantastica che ha partorito un disco davvero stupendo......E grazie per sostenere questo genere,che tantissime gioie ed onori ci ha dato negli anni '70,e che continua imperterito nonostante le mille difficoltà,nel regalarci perle come queste.....Eh si,nostalgico pure io........
Radamanthis
Lunedì 11 Novembre 2013, 16.42.47
5
Ascoltato proprio oggi alcune cose di questo disco...bravo Fabio, bella rece azzeccata...sembra una poesia in musica! Sinceramente ho preferito maggiormente le lyrics che le musiche (qui è questione di gusti muiscali credo, questi sono un pò troppo soft per i miei gusti ma vabbè, c'è comunque tanta classe!) Voto 85 meritato!
Lorin
Lunedì 11 Novembre 2013, 11.43.35
4
Gruppo fantastico, ma il cantante è veramente pessimo
divusdprinceps
Lunedì 11 Novembre 2013, 10.41.58
3
Ho massima stima per Il Tempio, hanno partorito un disco che mi affascina e che non riesco a smettere di ascoltare. Non stravedo per alcune prestazioni della voce, ma dopo ripetuti ascolti sono riuscito a coglierne le peculiarità e i lati positivi. Alienatura è un disco ben fatto e di qualità compositiva, per me, molto superiore all' ultimo dei Museo Rosenbach, Barbarica, di cui amo la voce di Lupo e qualche spunto, ma che trovo poco tecnico, blando e meno interessante dalla terza traccia in poi. Giulio Canepa del Tempio, ad esempio con la chitarra è molto più presente e interessante dei due bravi chitarristi Borelli e Libra in forze al Museo.
Radamanthis
Lunedì 11 Novembre 2013, 0.28.29
2
...dalla recensione sembra un qualcosa di un viaggio magico...vedrò di ascoltarlo!
Jimi The Ghost
Domenica 10 Novembre 2013, 23.52.45
1
Bravo fabio. Bravo a recensirli. Meritano attenzione. Jimi TG
INFORMAZIONI
2013
Black Widow
Prog Rock
Tracklist
1. Kaze (Ciò che il Vento Porta con Sé)
2. Senza Colori
3. Il Passo
4. Fino alla Vetta
5. Onirica Possessione
6. Notturna
7. Il Cacciatore
I – La Vera Preda
II – Volo di Rapace
III – La Lince
IV – Il Lupo
V – Il Cacciatore
Line Up
Francesco Ciapica (Voce)
Giulio Canepa (Chitarra)
Elisa Montaldo (Tastiera, Voce, Strumenti etnici)
Fabio Gremo (Basso, Chitarra classica)
Paolo Tixi (Batteria)
 
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