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Trouble - Psalm 9
( 7153 letture )
I Trouble sono stati una delle band più rappresentative dell’ondata doom che, provenendo in buona parte dagli Stati Uniti, ha riproposto verso la fine del primo quinquennio degli 80’s, atmosfere che forse non si sentivano così compiutamente sviscerate dai tempi delle prime realizzazioni dei Black Sabbath, e che conferiscono all'album un sapore complessivo marcatamente post-settantiano.

Nonostante si possano fare anche altri nomi, generalmente il loro viene associato a quello dei St. Vitus, ma a mio parere ci troviamo qui su un piano compositivamente superiore, capace di creare atmosfere inquietanti e compulsive, sopportabili per intero grazie a numerose fughe fatte di cambi di tempo repentini ed assoli micidiali, che, sfruttando il gusto ottantiano nella loro costruzione, oltre a conferire un marchio di modernità alle varie canzoni, paradossalmente fungono anche da valvola di sfogo per l’ascoltatore, irretito da loops ipnotici e disperati che trascinano verso la paranoia. Va rimarcato che contrariamente al trend consolidato, ed a dispetto delle atmosfere che ho appena descritto, in realtà i Trouble erano portatori di un messaggio generalmente “positivo”, spesso considerabile come cristiano in senso stretto, come nella conclusiva e bellissima Psalm 9, utilizzabile come esempio più eclatante in questo senso, visto che si tratta della trasposizione musicale del suddetto salmo (Lord will be a refuge for the oppressed, a refuge in times of trouble), anche se ricordo articoli della stampa generalista che, in occasione di alcune delle inchieste “sul mondo degenerato dei giovani”, non mancava di includerli nel calderone pseudo-satanista, dimostrando così per l'ennesima volta di non essersi nemmeno informata sull’argomento che trattava. Nonostante l'appartenenza al settore Doom, sottosettore "solenne" come in Victim Of The Insane, i Trouble non si negavano frequenti incursioni in territori simil-speed o comunque fortemente rocciosi, come in The Tempter -opener dal fortissimo impatto emotivo- in Bastards Will Pay’, o come nell'assassina Assassin, se mi perdonate il giochino verbale. Interessanti anche la strumentale Endtime, e la power-oriented The Fall Of Lucifer, ma nessun filler è presente su questo vinile.

Il marchio di fabbrica di questo platter è da ricercarsi nel fatto che in ogni canzone sono presenti almeno tre o quattro riffs, con conseguenti variazioni nella struttura dei brani, che, valorizzate dalla produzione e dal mixaggio del duo Metoyer/Slagel, alzano il tasso tecnico della realizzazione. Ottima l'evocativa e solenne prova del singer Eric Wagner. La band si è recentemente riformata, includendo un nuovo bassista, ed è tornata recentemente alla ribalta con un album intitolato Simple Mind Condition, discreto, ma lontano dai primi due album. Se volete sapere cosa significava fare Doom ad alto livello nella prima metà degli anni '80, non potete ignorare il lavoro dei Trouble.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
51.48 su 39 voti [ VOTA]
Ale McBrain
Sabato 6 Marzo 2021, 23.12.33
11
E' un disco che non riesco ad assimilare..Sicuramente è un bel disco ma non l'ho ancora capito
tartu71
Mercoledì 2 Dicembre 2020, 16.40.30
10
RIVALUTATO ABBESTIA!
Legalizedrugsandmurder
Mercoledì 11 Dicembre 2019, 16.49.35
9
Ottimo debutto, per una band che non ha mai avuto il giusto riconoscimento.
Max1
Giovedì 8 Novembre 2018, 15.22.16
8
"I'm so tired of hearing that I'm wrong Everyone laughs at me. Why me? I'm so tired of being pushed around I feel like I've been betrayed" La combinazione del testo con la musica sottostante è a dir poco inarrivabile! grandi Trouble.
duke
Giovedì 16 Agosto 2018, 13.34.32
7
splendido disco...doom di gran classe!
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 14.47.30
6
Premettendo che ho il vinile e non la nuova versione, posso dire che l'album non è male. Doom spettrale, musica terrosa e oscura. In questo contesto suona particolarmente originale la cover dei Cream Tales of...Però la mia preferenza assoluta sarà per quello fatto negli anni '90 con Manic frustration e Plastic green head. 75
Doomale
Giovedì 20 Dicembre 2012, 19.24.19
5
Discone da paura!!! Punto e basta!! Da riscoprire....ma anche da scoprire per chi ancora non lo conoscesse...Personalmente mi piace più questo di The Skull (sempre ottimo comunque!)...90/100
The Nightcomer
Venerdì 25 Novembre 2011, 19.18.00
4
Seminali, unici... Tanto nei contenuti quanto se riferiti all'epoca di appartenenza. Prima di conoscere i Candlemass il dark nel metal per me (e non solo) erano i Trouble. Già con questo esordio avevano dimostrato classe e personalità, ma col successivo The Skull avrebbero prodotto una pietra miliare del genere. Amo così tando il doom da risultare estremamente severo nei giudizi con le (secondo me cronicamente poche) bands che hanno osato cimentarsi con questo stile, potenzialmente molto espressivo ma tutt'altro che di facile interpretazione; per me sono pochi i capolavori assoluti nel doom, ma i primi due dischi dei Trouble entrano con pieno merito nella personalissima e, se volete, opinabile valutazione.
Raven
Giovedì 3 Dicembre 2009, 8.09.19
3
Mi tengo anch'io ben stretto questo vinile
born_too_late
Giovedì 3 Dicembre 2009, 0.22.56
2
Una band strepitosa e irripetibile...
pincheloco
Mercoledì 30 Luglio 2008, 19.08.45
1
strepitosi!!! Acquistato appena uscito sono stati a mio parere precursori di un genere su cui hanno poi costruito la loro carriera bands tipo Candlemass e Cathedral. Hanno un suono di chitarra che ho sempre definito "acido".
INFORMAZIONI
1984
Metal Blade
Doom
Tracklist
1. The Temper
2. Assassins
3. Victim Of The Insane
4. Revelation (Life Or Death)
5. Bastards Will Pay
6. Fall Of Lucifer
7. Endtime
8. Psalm 9
Line Up
Eric Vagner (Vocals)
Rick Wartell (Guitar)
Bruce Franklin (Guitar)
Sean Mcallister (Bass)
Jeff Olson (Drums)
 
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